Giustizia tra Inefficienza e Leggi speciali
8 novembre, 2007 - 14:00 di Fully
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Il grave delitto di Roma da parte di un rumeno sembra aver dato la sveglia ai nostri politici. Non mi sembra che sia un delitto molto più efferato dei tanti altri che purtroppo ci capita di sentire spesso, che a compierli siano cittadini italiani o no. Voglio escludere che si tratti di una cinica coincidenza “politica” (visto che il sindaco di Roma è anche il segretario del neonato PD), e pensare che deve essere stata la classica “goccia” che fa traboccare un vaso che è però già prossimo da tempo ad essere colmo.
Per motivi imperativi di pubblica sicurezza il provvedimento di allontanamento (dal territorio nazionale) è immediatamente eseguito dal questore e si applicano le disposizioni di cui all’articolo 13, comma 5-bis, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. I motivi di pubblica sicurezza sono imperativi quando il cittadino dell’Unione o un suo familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, abbia tenuto comportamenti che compromettono la tutela della dignità umana o dei diritti fondamentali della persona umana ovvero l’incolumità pubblica, rendendo la sua permanenza sul territorio nazionale incompatibile con l’ordinaria convivenza.”.
Insomma, il provvedimento di espulsione scatta non per aver commesso un reato (per quello c’è l’arresto) ma per la tenuta di comportamenti. Quali sarebbero questi comportamenti che compromettono la tutela della dignità umana o l’incolumità pubblica? Probabilmente, per il legislatore, lo è il vivere sotto i ponti o in una baraccopoli. Probabilmente lo è chiedere la carità. Ma se di questo si tratta, allora deve valere anche se questi comportamenti vengono tenuti da cittadini italiani.
C’è di più: se il malcapitato tiene questi comportamenti, il provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale si applica non soltanto a lui, ma anche ai suoi familiari. Ma nel Paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria la responsabilità non era personale? Pur non essendo un giurista, io trovo che questa soluzione sia un mostro giuridico, messo lì per eludere il vero problema, che è lo stato comatoso della nostra Giustizia.
Una Giustizia che non riesce a sanzionare seriamente la stragrande maggioranza dei reati (ogni anno ci dicono che i reati impuniti, specie quelli “minori” come i furti negli appartamenti, le truffe, gli scippi, … rasentano il 90% del totale). E poi viene la certezza della pena: anche quei pochi malcapitati che vengono “beccati”, dopo qualche settimana o qualche mese si ritrovano fuori. E’ da qui che bisogna partire, a mio avviso. Dalla riforma del codice penale e del codice di procedura penale. Basterebbe poco a dare una svolta, basterebbe impegnarsi sul serio a che le pene siano espiate davvero, basterebbe attenuare un po’ il nostro “garantismo” che ci rende unici al mondo nel lassismo nei confronti dei delinquenti.
Il “colpevole” condannato in primo grado venga recluso da subito e resti in prigione tutto il tempo della pena che gli viene comminata. Non come succede oggi, che si inizia a scontare la pena solo dopo la condanna definitiva, quella della Cassazione, che interviene dopo anni ed anni di dibattimento, quando non è preceduta dalla prescrizione. Nessuna Giustizia, nel mondo, è così “allegra”: non stento a credere che sia per questo che ormai chi vuole delinquere sa di trovare da noi un atteggiamento “molle” al limite del permissivismo e ci preferisce ad altre destinazioni.
Giustizia tra Inefficienza e Leggi speciali è di

Il “colpevole” condannato in primo grado venga recluso da subito e resti in prigione tutto il tempo della pena che gli viene comminata. Non come succede oggi, che si inizia a scontare la pena solo dopo la condanna definitiva,
Dal momento che scrivi "colpevole" fra virgolette, ti rendi conto che esiste il princìpio di non colpevoleza ex art. 27 Cost., e proprio per questo la condanna si inizia a scontare a condanna definitiva. Come scrivi sul tuo blog, anche i giudici possono sbagliare. Evidentemente esistono questioni di principio
Detto questo, i detenuti in attesa di giudizio sono una grossa fetta della popolazione carceraria (non vorrei dire cazzate, mi sembra intorno al 30%). Se ci aggiungi tutti i condannati in primo grado, hai idea di che indulto bisognerà fare?
Quella dei detenuti in attesa di giudizio è un'altra delle piaghe della Giustizia italiana. Cose da quarto mondo. Qualcosa – penso – si dovrebbe fare anche in questo campo. Cosa? Per esempio migliorare l'efficienza della magistratura
a. semplificando alcune procedure (magari affidando al giudice monocratico anziché ad un collegio una fetta più grande di processi).
b. rivedendo un altro dei grandi tabù: la cosiddetta "obbligatorietà dell'azione penale": questo istituto, nato per garantire l'equanimità del magistrato inquirente rispetto ad ogni singolo cittadino e reato si è trasformato col tempo in un "mostro". I processi "in attesa" sono talmente tanti che oggi taluni P.M. possono permettersi il lusso di "scegliersi" le pratiche, e fatalmente accade che si scelgano quelle che danno loro maggiore visibilità mediatica, spesso accanendosi su processi "importanti" che sfociano dopo anni e montagne di spese legali in altrettante assoluzioni, ma che nel frattempo hanno reso il P.M. un "personaggio" (inutile fare nomi, credo). Per limitare questi casi basterebbe introdurre il principio di responsabilità anche per i magistrati. Ricordo che alcuni anni fa riuscimmo a vincere un referendum sulla responsabilità civile dei giudici che venne poi ignobilmente disatteso dai nostri cari politici.
Quanto alla mia idea di cominciare a scontare la pena dopo la condanna in primo grado (che è peraltro prassi in moltissime grandi democrazie) è certamente attenuativa del principio guida riportato all'art.27 della Costituzione. Il fatto è che i costituenti vivevano in un mondo in cui i processi si celebravano in qualche mese, non in qualche lustro.
Una Giustizia troppo a lungo differita è una Giustizia negata, o no?
Ma il discorso si farebbe troppo lungo. Se interessa potremmo riparlarne.
Una Giustizia troppo a lungo differita è una Giustizia negata, o no?
Certo. Beccaria docet. L'istituto della prescrizione è lì a testimoniarlo
riuscimmo a vincere un referendum sulla responsabilità civile dei giudici
Non capisco, poco sopra te la prendi con qualche pm, qui con qualche giudice. Paragoni simili sono fuorvianti: se mi proponi una responsabilità civile (ex 2043? o "civile" in senso lato?) per il magistrato del pubblico ministero, posso idealmente accettarla, poiché si tratta del rappresentante della pubblica accusa. Ma "punire" il magistrato del tribunale (il giudice) per le decisioni che adotta…beh, equivale a far resuscitare hitler, secondo me.
b. rivedendo un altro dei grandi tabù: ti fidi se ti dico che il 112 Cost (che è il più breve dopo l'art. 1: "il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale") è la disposizione che più fa sganasciare i magistrati? Non è un tabù, semplicemente non vale. E poi, soprattutto: esercitare l'azione penale non significa far iniziare le indagini per tutte le notitiae criminis che pervengono alla procura; le forze di polizia ci sono anche per una funzione di "prefiltraggio" ex ante e di "selezione" ex post. C'entra poco il fatto che la Costituzione ha sessant'anni, i tempi del giudizio sono patologia di sistema da almeno quarant'anni; piuttosto direi che la mancanza pressoché totale di informatizzazione del "sistema giustizia" sia una concausa non indifferente della paralisi odierna. Il fatto che molti, molti processi si devono tenere nonostante interverrà la prescrizione è un altro grande spreco (rivediamo i tempi, ad esempio?).
Quella dei detenuti in attesa di giudizio è un’altra delle piaghe della Giustizia italiana.
Ben detto: ma allora quelli a cui vorresti far scontare la condanna adopo il primo grado come li chiami? Io li chiamo detenuti in attesa di giudizio.
Il fatto che funzioni in altri paesi non è sintomatico in sé del fatto che sia una buona soluzione. Voglio dire, dove la tradizioni giuridiche sono così differenti e così radicate (leggi: common law), nulla questio: ma in uno stato di civil law dove non si può prescindere la condanna dalle garanzie processuali, e dove le garanzie sono fondamento delle costituzioni, non è semplicemente possibile, secondo me.
Beninteso, poi si può tentare, perche no? Magari mi sbaglio e i tassi di recidiva s'inabissano
Rispondo in ritardo, ma meglio tardi che mai.
Sulla responsabilità civile dei magistrati (tutti, sia il PM che i giudici) è stata fatta una battaglia civile ed è stato vinto un referendum, "provocato" dai Radicali (quando ancora lo erano). I magistrati sono l'unica "casta" che quando sbaglia non paga di persona, anzi, fa pagare lo Stato, quindi noi cittadini. Mi pare sarebbe ora di rendersene conto e cercare un rimedio.
La condanna in primo grado è pur sempre una condanna, si spera espressa alla fine di un ponderato e sofferto giudizio (vedi sopra). Se poi preferiamo tenerci in giro per anni gente condannata in primo (o secondo) grado che resta a piede libero, fai tu… Il caso Franzoni mi sembra esemplare. Continuo a sostenere che la Giustizia lenta è ingiustizia (specie nei confronti delle vittime) e siccome di accelerarla non se ne parla credo che occorra correre ai ripari in qualche modo. Oppure continuiamo a farci del male sprofondando nel lassismo, tanto chi sbaglia non paga mai.