Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Giuliano Ferrara: Mutatis Mutandis" è stato scritto da Daniele
Era tempo che non ascoltavo Big Giuliano. Non parlava più, scriveva soltanto e diligentemente, come un bravo scolaro, in silenzio apprendeva. Sabato scorso, invece, ha dato fiato alla lingua nel “Convegni a favore di B” sul tema “In mutande ma vivi”. Tema per la verità filosoficamente intrigante che pone degli interrogativi. Ma vivi e in mutande chi? Lui, loro, il Pdl?
C’era un cinese in coma, anzi c’era una moltitudine di vecchie cariatidi in coma che ascoltavano. Sans coulotte Santanchè, che di mutande ne ha mostrate cambiando poltrone, Lucifer La Russa che sembra vivo, ma sta già rincorrendo un’ altra vita, la Zanicchi, che forse è rimasta alla mutande della nonna. E poi, come claque, un istituto geriatrico in vacanza che le mutande vorrebbe mostrarle eccome, ma non può più. Chi invece poteva mostrarle, lo ha già fatto, ma in privato a Palazzo Grazioli. Per finire, il reimpastato Formigoni che discetta di morale cattolica e parla di coerenza come miracolo, elargendo un sorriso a metà tra il perverso e il gesuitico. Da dove vengano tutte queste certezza non si capisce. Oggi vivere in Italia da solo dubbi. E allora? Questa protervia a chi giova?
La parola d’ordine del Quirinale era quella di abbassare i toni. Ma nel PdL ci sono molte igieniste dentali e nessun esperto di audiometria. Tutti urlano dal palco e dalla piazza… Berlusconi ringrazia, prende nota. A livello statistico è convinto di aver guadagnato 50 punti. E sono altri 50 punti di dignità persi in questa Italia che annega.
