Giorgio Bocca e l’Antimeridionalismo 4


Grazie all’attivissima Monica Capo, leggo un bell’articolo del signor Angelo Forgione dove si parla dell’antimeridionalismo di Giorgio Bocca, giornalista di cui oggi si seppelliscono i resti mortali.

Forgione, con garbo e moderazione di grande scuola, inquadra gli aspetti più controversi dell’ultimo Giorgio Bocca, quello che l’età ha reso meno duttile e più propenso ad ancorarsi al pregiudizio, sorta di salvifico salvagente per chi si dirige verso la fine.
Bocca, in molti suoi interventi, non ha nascosto un esasperato antimeridionalismo: Napoli, la città delle cimici. Palermo e il suo fetore. La gente orrenda che esce dalle catapecchie. Una critica non costruttiva, dice Forgione, e ha ragione.

Ovviamente, sia io che Forgione conosciamo la realtà del Sud, in maniera particolare della Campania, se non altro per motivi anagrafici. Senza entrare nel merito del metodo, sappiamo entrambi che Bocca, diciamoci la verità, non mente. Il fatto che quella di Bocca non sia una critica costruttiva non ne invalida i presupposti. Il Sud dell’Italia ha un’evidente gap culturale con il resto dell’Europa.  Se il Piemonte o il Trentino fanno parte del resto dell’Europa è solo un incidente storico, non una discriminazione.

Non possiamo attenderci più da Bocca una critica costruttiva. E’ morto ed era anche vecchio e disperato, ma questo non ci esime da giudicare noi stessi e i nostri più che evidenti limiti.
Nasconderci dietro la macchietta del napoletano arrangione, ma simpatico è un trucco che non funziona più. Questo tempo esige risposte precise, professionali, determinate. Se non si è all’altezza di fornirle ci si estingue e basta. Poi, se proprio si vuole, una campana per un Pulcinella in formalina si potrà sempre attrezzare, ma io, sinceramente, ne farei volentieri a meno.


4 commenti su “Giorgio Bocca e l’Antimeridionalismo

  • Enzo Baganzani

    Anche questa è onestà intellettuale, senza ipocrisia e inutili campanilismi apprezzo l’articolo senza assolvere tanti pregiudizi sempre presenti in questo paese, grazie MC

  • lelemado

    Da casa mia, a Palermo, non esce alcun fetore e c’è solo il profumo del gelsomino.
    il meridione ha una percentuale di disperati e senza futuro impressionante. Allora dico, le cause sono molteplici: prima fra tutte il fatto che questo è stato voluto e s ientificamente pianificato dai poteri settentrionali dal 1860 fino ai primi anni 2000, e ora che il saccheggio è terminato (banche imprese e territorio) con la crisi cavalcante, ci si rende conto che è un problema serio.
    Secondo motivo, la classe politica locale che è sempre stata ‘accattata’ e supina ai voleri settentrionali, una classe pollitica indegna a dir poco.
    Poi, per ultimo, ci siamo noi cittadini endemicamente incapaci di fare rivoluzioni e vittime della nostra ignavia.
    Ma i cittadini, i popoli, sono come i bambini. Vanno curati, cresciuti ed educati attraverso i buoni esempi.
    Se li abbandoni cosa cazzo pretendi?

    P.S. E poi basta con i luoghi comuni per favore. Sono più offensivi delle offese dirette.

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