Giochi Pericolosi
5 settembre, 2007 di diabolicomarco
Archiviato in Caffè Amaro, Consumo CriticaMente
In un raro momento di relax sotto l’ombrellone sfogliavo la Repubblica. Mia figlia di un anno e mezzo succhiava con gusto un cubetto colorato pieno di sabbia. Mi alzo per lavarne via un po’ mentre mi chiedo se tutta la sabbia che ha ingoiato le farà male. Torno al giornale. Tra omicidi e gossip su Briatore un trafiletto inquietante.
Molti giocattoli della Mattel (e della controllata Fisher Price) prodotti in Cina potrebbero essere pericolosi perché verniciati con il piombo.
Quindi, forse, le fa più male mettere in bocca il gioco che la sabbia.
Nei giorni successivi il solito teatrino mediatico.
Per qualche giorno si procederà a spron battuto con il ritiro delle merci dai mercati per sedare le ansie dei consumatori. Poi tutto tornerà come prima.
Intanto c’è già la signora che fa causa perché la figlia di 5 anni ha giocato con Barbie fino a ieri. La signora è naturalmente spalleggiata da un’associazione di consumatori. Io mi chiedo: forse la signora L.S. di 44 anni è stata OBBLIGATA da qualcuno?
Il governo (italiano) minaccia azioni drastiche: il blocco delle importazioni. Ma la Bonino non era per il libero mercato? Saranno contenti gli industriali del Nord. Magari Bossi se ne sta un po’ buono.

I cinesi la buttano su melodramma: se non comprate più giocattoli pericolosi i nostri operai sfruttati e sottopagati perderanno il posto di lavoro! Ma forse è colpa della Mattel e del design dei giochi. Il governo di Pechino è già all’opera per recuperare credibilità perduta. Di corsa, che tra un anno ci sono le Olimpiadi.
Intanto i giocattoli dalla vernice al piombo causano la prima vittima. Il dirigente della fabbrica cinese incriminata viene trovato impiccato. L’ex direttore dell’Amministrazione statale per l’alimentazione ed i farmaci è stato condannato a morte per corruzione. Il governo cinese è seriamente intenzionato a recuperare credibilità internazionale, vedo.
Cosa fare?
In realtà i bambini hanno bisogno di QUALCUNO con cui giocare, non di QUALCOSA. Quindi comprare meno giochi. Boicottare i giochi cinesi è difficile ma possibile. In deroga si può arrivare a casi come questo: pretendere dal committente occidentale che vigili (almeno) sulla qualità dei “suoi” prodotti.
Altra questione: i diritti umani costantemente violati, la pena di morte, lo sfruttamento dei bambini. Tutte macchie sulla reputazione di un colosso, la Cina, che si appresta a diventare la culla dello sport e della concordia. Boicottare i Giochi Olimpici è possibile? E’ corretto? Non andare, o andare e protestare?
Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
Nota tecnica per genitori:
A questo link la lista dei prodotti ritirati da Mattel.
Oggi, 5 settembre, altri prodotti sono stati ritirati dalla Mattel.
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Oi! Un altro colpo messo a punto dal nostro ispettore di fiducia!

Grande DM!
PS: fighissimo il video!!!
..o dovrei dire fiChissimo?!
Mio figlio ha la Geotrax!!! E dire che con Fisher Price mi sentivo sicura…
Bisogna dire che ormai la maggioranza dei giocattoli è prodotta in Cina, sia quando si tratta di giocattoli “di marca” sia quando si tratta di giochi super-economici da bancarella.
Avevo voluto credere che almeno le grandi case produttrici si preoccupassero di controllare la qualità del prodotto. Ma d’altra parte si gioca con la nostra salute in tanti modi, nel settore alimentare anzitutto. Non c’è da farsi illusioni.
@Atena
Però, almeno, la Mattel ha controllato e (re)agito. I giochi da bancarella non li controlla proprio nessuno! Una volta mi hanno regalato una piscinetta con le palline. Dopo neanche 10 minuti quelle rosse hanno cominciato a scolorire.
Ci sono molti giochi prodotti in Italia: i mitici “chiodini” per esempio. O questi bei mattoncini colorati e morbidosi.
@diabolicomarco
Non mi faccio illusioni neppure sui giocattoli prodotti in Italia. (Comunque amo i chiodini della Quercetti da quando ero bambina!)
@Atena
)
l’attenzione (ed i controlli) su queste cose in occidente sono aumentati perché è aumentata la sensibilità dei consumatori.
In Italia sono stati inventati dei materiali innocui ed ecologici veramente strepitosi (prossimamente su questi schermi
Anche il fenomeno del lavoro minorile, se esiste, non è certo paragonabile con quanto accade in Asia! (o almeno così spero)
Sono, francamente, tranquillo.
Grazie al cielo mia figlia può ancora giocare in strada con gli amici.
Stare all’erta, quello sì.
Penso che quando l’avrò… Porterò mio figlio a pesca… A far sport… E poi speriamo in bene… Vorrà dire che oltre ai contolli di fabbrica, i giocattoli dovranno passare i miei di tests!
Buonanotte a tutti! (Non mi funziona l’ADSL al lavoro — Merde!)
Era “Merde” alla francese! Non era un’offesa per nessuno sia chiaro! Ma chi mi conosce lo sa… [E mi evita
]
Bauscia…
Io sono contento che le olimpiadi si svolgano in Cina, solo la vicinanza e l’esempio farà svegliare il “movimento operaio cinese”,almeno spero.
Non c’è dubbio che in occidente siamo più avanti per quel che concerne il controllo di qualità sui prodotti e che le dimensioni del lavoro minorile sono irrisorie rispetto ad altre parti del mondo.
Eppure…
I controlli non sono sempre ineccepibili (alcuni scandali in campo alimentare l’hanno dimostrato).
Inoltre in un passato recentissimo numerose multinazionali (la Nike, la Chicco, l’Adidas) sono finite sotto accusa per aver subappaltato la produzione dei loro prodotti ad industrie e fabbriche dei paesi “poveri” che impiegano e sfruttano bambini in condizioni spesso disumane.
C’è motivo di essere ottimisti…
Se in occidente certe cose accadono è solo colpa nostra. Di noi consumatori intendo. Nel caso specifico di noi genitori. Se permettiamo ai nostri figli di utilizzare dei giochi che sono stati prodotti da dei bambini sfruttati abbiamo sbagliato tutto, abbiamo perso in partenza.
Per questo dico:
- i consumatori devono sapere chi sono queste persone. Non posso credere che ci siano molte persone disposte a comprare un articolo che sanno per certo essere prodotto da un bambino sfruttato. E’ evidente che i consumatori che boicottano devono essere un numero consistente. Questi signori non sono sensibili ad alcun tipo di manifestazione. Ma se sul grafico delle vendite c’è un vertiginoso picco verso il basso si mettono subito in moto…
- lo Stato italiano (ma sarebbe meglio l’Europa tutta) dovrebbe adottare ed applicare leggi punitive. Battendo sempre sul tasto pecuniario con multe salatissime.
Un primo piccolo grande risultato si otterrebbe se ognuno rinunciasse a qualcosa. Anziché qualcuno a tutto, com’è ora.