Gheddafi: La Contemplazione della Morte 1


Checché ne dicano alcuni, a me appare evidente che il macabro compiacimento con il quale si continua ad illustrare lo stesso evento da cento punti di vista differenti, ognuno proveniente da un diverso telefonino, da una diversa telecamera, abbia un valore sociale, psicologico, più che di cronaca.

L’epilogo brutale al quale si è pervenuti dopo mesi di guerra ha molteplici significati. Da una parte cancella la guerra stessa sommergendo motivazioni e fatti, probabilmente ancora più sanguinosi, dietro i fotogrammi di un singolo evento che, per quanto orribile, ha coinvolto una sola persona. Scende così la tenebra su mesi di combattimento, sulle ragioni, sugli obiettivi e sulle mistificazioni. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Si ricomincia.
Dall’altra ha una valenza di catarsi. Non a caso la scelta dei media è sempre la stessa. Alle foto del linciaggio si alternano quelle del colonnello giovane e in piena ascesa, quelle di Gheddafi rispettato e riverito dai potenti del mondo, quelle del rais circondato da folle adoranti.

Più che la storia si racconta la parabola di un uomo che è partito dalla polvere ed alla polvere è rovinosamente tornato. Sic transit gloria mundi, cita Berlusconi per il quale “L’Imitazione di Cristo” sarà sicuramente testo di riferimento. Il presidente si mostra  dolorosamente consapevole della caducità dell’esistenza, tanto più ingrata a chi dalla vita ha attinto a piene mani rispetto a chi vede la morte come riposo e cessazione delle sofferenze.

Parabola dicevo, perché a tutti noi è segretamente grata l’immagine di chi, dopo aver tanto goduto, passa alla cassa e paga salatissimo conto, sorta di rimborso per chi della vita ha fatto una successione infinita di giorni uguali, dominati da eventi banali e giunge al trapasso nel suo letto, come se si trattasse dell’ennesima notte a cui affidare la speranza di un prossimo risveglio.

Gheddafi, con la sua morte cinematografica, così diversa da quella “censurata” ed egoista di Bin Laden, ci regala consolazione. In un sol colpo, nobilita le nostre vite autunnali e redime il suo intero popolo. Nessuno più potrà dire che la Libia ha finanziato il terrorismo, che gli stessi che ora esultano per la sua morte hanno, a suo tempo, esultato per le vittime innocenti di Lockerbie.

In questo senso, la crocifissione di Gheddafi ha una valenza di salvezza che non può e non deve passare inosservata. Se esiste un cielo, oltre la stratosfera, sono certo che le porte celesti non gli saranno sbarrate.

Sappiano, altri uomini nelle sue stesse condizioni, che è questo che si attende da loro perché se dalla vita hanno saputo solo prendere, che almeno nella morte sappiano donare.