Germanwings: l’Arma a Doppio Taglio della Intelligence 50


Nella ridda di informazioni, molte senza alcuna rilevanza oggettiva, che riguardano il disastro aereo che ha coinvolto l’aeromobile Germanwings, può sfuggire un aspetto sicuramente secondario, ma inquietante agli occhi dell’osservatore professionale. La rivelazione sul presunta dinamica dei fatti che vedrebbe uno dei piloti ai comandi e l’altro impossibilitato ad accedere alla cabina è venuta in anteprima dal New York Times che ha anticipato tutti i quotidiani europei nella pubblicazione di una notizia ancora riservata al ristretto circolo degli investigatori.

Questo evento può avere una serie di spiegazioni. Alcune molto banali, cosa che i tecnici veri, a partire da Guglielmo da Occam, tendono a considerare le più probabili. Per una volta, però, voglio ragionare in ottica complottista per introdurre un discorso più vasto.

Una spiegazione meno banale potrebbe essere che la fuga di notizie derivi da un’attività di intercettazione condotta dai servizi americani sulle attività di comunicazione europee. Per certi versi questa è già storia, nel senso che è accaduto, ma ci induce ad immaginare che questo accada ancora. Se proprio si vuole speculare senza rete, sarebbe possibile ipotizzare un’attività di intercettazione estesa a tutte le comunicazioni del traffico aeromobile civile per “motivi di prevenzione”.
La cosa dal punto di vista tecnico è estremamente complessa, ma non irrealizzabile con le attuali tecnologie. Il che ci porta al nocciolo del discorso.

Gunmen kill 12 at French magazine Charlie Hebdo

La degenerazione dello scontro in atto tra Occidente e “nemici dell’Occidente” viene affrontata a vari livelli. Quello politico si è dimostrato ampiamente inefficace e sempre più urgente appare quello militare. Oggi, però, sta diventando molto di moda incoraggiare le cosiddette operazioni di “intelligence” che agli occhi del pubblico appaiono meno cruente e più efficaci.

Il vero problema è che, a differenza dell’azione militare che si esplica sul territorio del nemico mentre in patria si configura come azione di polizia, l’intelligence funziona solo se applicata globalmente perché le comunicazioni si collocano in una sorta di realtà parallela che non ha precisi riferimenti geografici. Le informazioni viaggiano lungo i canali di telecomunicazione, i satelliti e la rete telefonica e dati (ove queste siano ancora così nettamente distinte) che non hanno “patria”.

Per questo, mentre è lecito attendersi che una bomba “intelligente” colpisca esattamente un rifugio di terroristi collocato in un deserto della Libia, l’intelligence comporta un coinvolgimento diretto di ciascuno di noi nel conflitto perché entra nei gangli della comunicazione e raccoglie informazioni occupandosi solo dopo di correlarle. Inoltre, la tecnologia oggi ci consente di non dimenticare nulla e di ritrovare particolari precedentemente classificati come insignificanti anche dopo anni ed anni.

La tecniche di cui disponiamo, la canalizzazione delle comunicazioni lungo assi facilmente presidiabili, la capacità di correlare un numero sterminato di eventi apparentemente distinti in tempi accettabili sono armi micidiali. E come tutte le armi possono essere usate per finalità poco condivisibili o, a volte, esplodere nelle mani di chi le usa.