Germania, Verdi fuori dalla Trappola 17


E’ caduto praticamente nel silenzio in Italia l’ultimo sondaggio di inizio marzo in Germania sulle centrali nucleari, nel quale più del 53% dei tedeschi ha confermato di condividere la scelta fatta nel 2002 dal governo rosso-verde: chiudere progressivamente le 19 centrali nucleari e sviluppare le fonti alternative di produzione. Quasi il 30% si è dichiarato invece favorevole a prolungare oltre i 32 anni stabiliti la vita dei 17 impianti rimasti (dopo la chiusura di Stade-Amburgo nel 2002 e di Obrigheim nel 2005).

A sei mesi dalle prossime elezioni per il Cancellierato, la Grosse Koalition di democristiani e socialdemocratici (CDU/CSU e SPD) alleati di governo dal 2005 per necessità, non ha cancellato la scelta imposta nel precedente governo dai Verdi di Joschka Fischer e Jurgen Trittin. Si cerca di rallentare le chiusure degli impianti di Biblis A e Biblis B inventando lunghi periodi di manutenzione straordinaria, si ipotizza di superare di qualche anno il limite stabilito di 32; ma senza arrivare allo scontro frontale con i Verdi: in attesa naturalmente del voto di settembre.

Negli ultimi anni il quadro politico è decisamente variato; è finita l’epoca del bipartitismo (CDU contro SPD) ed anche quella del bipolarismo (Verdi-SPD da un lato e Democristiani –Liberali dall’altro). Diverse elezioni locali e ripetuti sondaggi indicano che la Germania è un paese con 5 partiti tutti abbastanza stabilmente al di sopra del 10%. I Verdi e la sinistra estrema Linke sono al 10-12% ed i conservatori del partito liberale FPD forse anche sopra il 15%; ridimensionati CDU/CSU e SPD con uno stabile vantaggio dei primi di 10-15 punti.

Niente è più scontato e man mano tutte le ipotesi si rendono possibili: la ripetizione della Grosse Koalition (difficile) , un governo a tre di CDU con Liberali e Verdi (Jamaica Koalition), addirittura la possibilità di una inedita coalizione rosso-verde-gialla con i liberali in grande ascesa. Difficile, ammesso che i numeri lo permetteranno , l’alleanza rosso-verde- rosso con la Linke che, come i democristiani, ha una forte presenza nei 4 Lander dell’ex Germania dell’Est. Ipotesi ulteriormente indebolitasi dopo le pesanti illazioni su Gregor Gysi, l’ex comunista che insieme a La Fontaine ha fondato Die Linke, del quale si è ventilata una passata appartenenza alla Stasi, la famigerata polizia segreta della Germania comunista, molto odiata all’Est come all’Ovest.
Sembra ormai scontato che comunque non saranno più possibili coalizioni di un partito grande con uno piccolo, anche perché queste differenze di fatto non ci sono più.

Sembrerà strano ma la Germania si presenta così come un paese “normale“ (ben diverso dal penoso sistema politico italiano) dove vari partiti, ne troppi, ne pochi, si confrontano e in base ai voti e in base a compromessi sui programmi si alleano. Un sistema che non va di moda in Italia ed infatti i nostri organi di informazione pesantemente controllati dai due partiti principali , evitano accuratamente di parlare dei nostri più importanti vicini.

I Verdi tedeschi hanno indubbiamente contribuito positivamente a rendere la Germania un paese normale facendo negli ultimi 10 anni esattamente il contrario di quanto hanno fatto i Verdi italiani: hanno superato la pesante crisi di inizio anni ’90 uscendo dal minoritarismo estremista ma mantenendo la radicalità delle opzioni ecologiste di fondo, hanno ottenuto alcuni cambiamenti stabili nella società tedesca quando sono andati al governo esprimendo varie figure significative a partire da Joschka Fischer agli Esteri; hanno retto la sconfitta (dell’SPD ) e la perdita del governo e di Fischer (che ora, dopo tre anni, è ritornato) esprimendo dei leader significativi nei diversi Lander ed un significativo dualismo di genere nel governo del partito con Claudia Roth e Cem Ozdemir. Soprattutto hanno accuratamente evitato di farsi isolare nel ghetto dell’estrema sinistra o di subire l’egemonia dell’SPD mantenendo con forza la loro autonomia e, malgrado le diverse componenti interne, una sostanziale unità. Hanno assorbito e aggregato gran parte delle sensibilità ambientaliste presenti nella società tedesca: anche qui l’esatto contrario di quanto fatto dai Verdi italiani.

julia-seeliger

Julia Seeliger giovane leader dei verdi tedeschi fino al 2008

Per ultimo, in varie situazioni locali, hanno deciso di sperimentare difficili coalizioni anche con la CDU: ad esempio ad Amburgo ed in numerosi Comuni e nel Lander dell’Assia quando è fallito il tentativo della Ypsilanti di coinvolgere anche Die Linke. Coalizioni variegate, basate su richieste programmatiche “forti” come quella della modifica del sistema scolastico passando ad un sistema più unificato che aprisse le porte dell’istruzione anche universitaria ai figli degli immigrati turchi o quella del blocco del nuovo megaporto di Amburgo e della fermata di alcuni progetti di ritorno al carbone. Naturalmente facendo imbestialire una parte della “vecchia” industria tedesca e dell’ala più conservatrice della CSU che accusa la Merkel di stare troppo dietro alle pretese degli ecologisti.

Insomma, sono riusciti ad uscire dalla trappola dell’isolamento nel ghetto dell’estrema sinistra o della perdita della propria autonomia mantenendo la propria originaria radicalità e connotazione genetica.
Sembra che questo comportamento abbia avuto successo. Non solo perché oltre al record trentennale del 13,7% ottenuto in Assia tutti i sondaggi danno i Verdi vincenti alle prossime scadenze di giugno e settembre: ma soprattutto perché la Germania è in concreto il paese europeo dove il nucleare è stato almeno stoppato e lo sviluppo delle produzioni di energia da fonti alternative è consistente. Ed è in definitiva l’unica nazione del mondo che ha sostanzialmente mantenuto gli impegni a fermare e ridurre la produzione di gas-serra secondo gli accordi di Kyoto.
Quasi due milioni di posti di lavoro verdi ( da www.ecogermania.com lunedì 19 gennaio 2009)

Sarà stata anche superata dalla Cina come terza potenza economica mondiale, ma la Germania continua a guidare indisturbata la classifica dei Paesi che producono più beni ambientali, come impianti eolici o sistemi per lo smaltimento dei rifiuti. Anzi, negli ultimi anni la quota di Berlino nel commercio mondiale di prodotti verdi è aumentata, salendo al 16%. A questa conclusione giunge il “Rapporto sull’economia ambientale” del governo tedesco, presentato nei giorni scorsi. Lo studio contiene un altro dato significativo: oggi quasi due milioni di tedeschi (1,8 milioni) hanno un lavoro “verde”. Un record che potrebbe essere stracciato nei prossimi anni. Le previsioni degli esperti dell’esecutivo parlano infatti di 500.000 nuovi posti di lavoro in questo settore entro il 2020. Ai livelli di crescita attuali l’industria della protezione dell’ambiente potrebbe scavalcare nel medio periodo settori portanti dell’economia tedesca come quello della costruzione di veicoli.


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17 commenti su “Germania, Verdi fuori dalla Trappola

  • Comandante Nebbia

    Molto interessante, grazie.
    Il paragone tra la capacità dei verdi tedeschi di modificare le politiche di sviluppo della terza potenza industriale del mondo e le carnevalate di Pecoraro Scanio è deprimente.

    La scomparsa (temporanea, credo) di un personaggio del genere dallo scenario politico italiano è uno dei pochissimi elementi positivi dell’attuale situazione.

  • anna

    Non sono informata come voi, ma seguo le vicende dell’ambientalismo perchè almeno l’acqua, l’aria e un pezzo di terra e di mare puliti sento che mi spettino di diritto, trovo stupido che in un paese soleggiato non si sfruttano i pannelli solari, sono contro gli imballaggi inutili e qualsiasi cosa fatta per durare neanche quel poco che basta e riconosco un cibo veramente bio grazie alla mania dei miei di avere l’orto. Sinceramente un ambientalismo salottiero alla Marina Ripa di Meana non mi ha mai convinto, ma nemmeno le posizioni radicali, quindi apprezzo chi ha fatto quello che poteva fare in poco tempo al governo, ma noto che è sempre attaccato, più di tutti quelli che hanno fatto disastri e sono veramente colpevoli almeno per una ragione inconfutabile: hanno avuto più potere e più tempo. Lo scannapecore, oltre ad avere un cognome che fa a pugni con un partito anche animalista ha altre responsabilità: ha rovinato la carriera calcistica del fratello, si è allontanato dalla politica lasciando i suoi conterranei Bassolino, Jervolino, Mastella, De Gregorio, Pomicino a tenersi sotto il culo le poltrone nonostante l’evidenza dei fatti e la pesante scocciatura di passare a destra a sinistra al centro, pur essendo laico è amico dei preti di frontiera, s’impiccia di musica e non dice che fa con le donne, vuole più treni per i pendolari e poi non vuole la TAV, vuole fare fallire l’Impregilio, quelli che producono plastica, l’industria degli armamenti, non vuole le colate di cemento, vuole regalare l’acqua a tutti, lavare quella del mare e sta a controllare l’aria, vuole che facciamo la differenziata dimenticando che non siamo precisi come i tedeschi, ma soprattutto se preannuncia disastri prima o poi succedono.

  • anna

    se non volete certi tipi di commenti ditelo, basta saperlo, è inutile che dite che l’ho già postato: non è vero

    • staff

      il commento era in moderazione. appena uno dello staff si è collegato lo ha sbloccato.
      non ci incazziamo per queste cose che non ne vale la pena.

    • anna m. caputano

      al di là della famiglia Pecoraro penso che uno debba avere dei controlli e delle critiche o dei consensi solo per quello che è e non per chi è fratello. Se la politica Kennediana, tanto per fare un chiaro esempio mi piace, perchè vietare al secondo fratello di entrare in politica? Lo faccio senz’altro però se è ubriaco perso, un falso, un corrotto ecc. ecc. come qualcuno dei Kennedy, forse. Mi chiedo anche perchè tutto questo can can non si sente per altri casi, io non trovo molto chiaro il fatto che fratello e sorella Craxi, i Guzzanti siano da uno parte all’altra dello schieramento, per non parlare di papà e figlio Di Pietro. Personalmente come non trovo scandaloso che in famiglia si aprono attività insieme così non trovo sbagliato che guarda caso ci sia una famiglia tutta in politica. Come controllorei il prodotto e il modo di gestire la ditta, così controllerei l’onestà (che parola fuori moda!) dei politici, magari il doppio, il triplo, ma magari ci fossero 12 fratelli onesti pecorari o della ditta Fini tortellini a guidare il paese!
      P.S. io odio il grande Fratello! e lo dico tranquillamente tanto non ne ho di sangue, e tutti quelli che mi attaccano al culo li odio li odio li odio! sono astemia e non fumo e anche per questo lo dico.

      • Comandante Nebbia

        nemmeno io sono contrario al fatto che più familiari possano fare politica.
        Il fatto è che Marco Pecoraro, ex calciatore con pochi meriti culturali e politici, è diventato senatore con il meccanismo delle liste bloccate, nel senso che non è stato scelto direttamente, ma è stato eletto automaticamente grazie al successo dell’Unione.

        Questa non è esattamente una vittoria elettorale.

        A proposito di gin e sigarette. Non fumo più e non bevo (più che altro per motivi di salute perché un certo stordimento non mi spiacerebbe al momento).
        Il mio era solo un patetico tentativo di riecheggiare l’atmosfera che si percepisce nelle ultime righe di “1984”

        • massimo marino

          premesso che le condanne le danno i giudici ma che noi possiamo giudicare i comportamenti politici di chiunque mi pare che ognuno di voi ha un pezzetto di ragione ed un pezzetto di torto.
          Ma la domanda seria,almeno per me che conosco un pò la storia dei Verdi, è solo una:Pecoraro è stato accantonato per le sue cazzate (in ogni caso meno gravi di quelle ben più “sostanziose” della grande maggioranza dei “leader” di destra,centro e sinistra) o perchè si voleva, eliminandolo dalla scena,eliminare i Verdi, che comunque al momento non hanno nessun leader significativo? Sul tema sto preparando un post per il mio blog che susciterà qualche discussione..

          • Comandante Nebbia

            Pecoraro non è stato accantonato, la coalizione di cui faceva parte non ha raggiunto il quorum, il che è diverso.

            E’ stato ministro dell’ambiente due volte e leader del centrosinistra. La sua insipienza operativa è così clamorosa che anche nella pagina di wikipedia a lui dedicata e chiaramente agiografica, quando si parla di ciò che ha fatto, i periodi sono evidenziati perché mancano le fonti.

            Io, a parte la dichiarazione sulla bisessualità di cui non me ne fotte nulla, non ricordo altra iniziativa di Pecoraro.

            Spero solo che la storia abbia seppellito lui e chi, come lui, si è adagiato nel mondo dorato della politica senza fare un cazzo.

          • anna

            una risposta documentata: se non ha fatto un cazzo quale motivo ha la destra di stargli così addosso?

          • koteko

            Mmm, non mi sento di difendere Pecoraro perche’, in effetti, non ricordo nulla del suo operato come Ministro nella scorsa legislatura. Ma questa potrebbe essere mia ignoranza e/o ci potrebbe essere la mano dei media dietro.

            Ma di una cosa sono sicuro, recentemente leggendo di Rubbia ho “scoperto” che il nostro fisico sarebbe stato convinto nel 2007 da Pecoraro Scanio a tornare in Italia, per fare da consulente al ministro. Se non sbaglio nello stesso periodo sarebbe stato siglato l’accordo per il progetto archimede:

            http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=press&pressId=498

            Tra i primi risultati google, sicuramente di parte ma rende l’idea 😛

            inoltre le frasi virgolettate dovrebbero essere vere, non credo rischierebbero una querela per una cazzata cosi’ 😛

            Avesse fatto anche solo questo in tutta la sua legislatura….non avrebbe fatto poi cosi’ male, secondo me. Il che, riflettendoci su, e’ di una tristezza disarmante. Ma tant’e’ :\

          • anna

            adesso non ho voglia di sbattermi a cercare le fonti perchè voglio dormire anch’io, però quando dicono che non ha fatto niente è vero e cito a memoria:
            Non ci ha fatto mangiare la mucca pazza
            non ha voluto privatizzare l’acqua
            non ha più voluto dare i contributi Cip 6 a fonti non rinnovabili
            non ha voluto che la discarica inquinasse il Sele
            non vuole il Ponte di Messina
            non vuole la base di Vicenza
            non vuole che si lascino le scorie nucleari in giro ecc. ecc.
            non vuole un c…? forse si o forse no, e appunto il signor no per chi rappresenta va bene così se non lo volete non votatelo, ma poi sappiate che tutte queste opere le dobbiamo pagare e pure i danni alla nostra salute.

          • anna m. caputano

            E chi parla tanto magari si è beccato gli sconti fiscali per i pannelli solari, per la rottamazione di auto inquinanti e gli sconti sugli elettrodomestici.

  • julia seeliger

    🙂

    You should translate it to German – or English, otherwise I can’t give my strategic thoughts to this debate …

    But I have understood, that the discussion is dealing about different gouvernment options for the German Greens.

    Interesting!

    • Comandante Nebbia

      Hi Julia, really pleased to meet you here. Welcome on MenteCritica.
      I know you studied some Italian. You are too young to forget your studies already :mrgreen:
      Here we discuss the great job that Die Grünen did in Germany changing the energy politics and working together not versus other German parties. We sadly talk about the fact that Italian Verdi weren’t able to reach similar goals.
      Do you have some opinion about Italian Verdi politics? It could be really interesting to read about.
      If you have some time you can write something for Italian readers (in English please). I can translate and publish here on MenteCritica.
      Let me now here, please. We can do the job via Email.
      Have an hug
      l.
      p.s. nice skirt 🙂

  • julia seeliger

    Hm,

    I know you studied some Italian.

    Oh – interesting. Are you observing me? At University, I had a one year term, but the teacher was too bad, we learned nearly nothing. My best time to learn the Italian language was one or two weeks in Milano with my former flatmate. I also had French and Latin at school.

    I do not know so much about the Italian greens, but next weekend, I go to Brussels to the EGP congress (“Blogging the congress, this time I have to to blog also in English) – hope I will meet some Verdis there. After that, I can write that article.

    CHeers! 😀

    • Comandante Nebbia

      Are you observing me?

      You Can Bet on It

      I do not know so much about the Italian greens

      We too 🙂

      After that, I can write that article

      I hope so

      thank you in advance.

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