Germania: il voto in Bassa Sassonia ci dirà chi governerà il paese? 5


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Katrin Göring-Eckardt e Jürgen Trittin

La situazione più tranquilla sembra essere quella dei Verdi. Anche loro a congresso in novembre hanno superato l’esperimento verde delle primarie con una bella scossa però subito riassorbita e questa assenza di litigiosità è gradita dagli elettori. Tra i quindici candidati l’hanno spuntata Jürgen Trittin, primo con il 72 % dei consensi, e Katrin Göring- Eckardt, seconda con il 47 %. Saranno loro, dunque, insieme a Peer Steinbrück della SPD, a sfidare la Merkel alle elezioni federali. Trittin, l’ex ministro dell’ambiente durante il governo rosso-verde di Gerhard Schröder di 10 anni fa, era il favorito; una sorpresa invece Göring- Eckardt, che ha battuto la berlinese Renate Künast e la storica coportavoce Claudia Roth. La Künast, dopo le ultime elezioni di Berlino nel settembre del 2011, dove mancò l’elezione a sindaco della capitale, sembra essere in crisi, mentre Claudia Roth, l’attuale presidente del partito insieme a Cem Özdemir, durante la campagna per le primarie ha preferito evitare qualsiasi forma di conflitto. E forse ha pagato il fatto di essersi candidata mentre presiedeva la carica di leader del partito, carica che non intende lasciare. Secondo i commentatori la base del partito ambientalista ha votato in parte la tradizione rappresentata da Jürgen Trittin, e in parte lo spirito progressista e innovatore rappresentato dalla Göring-Eckardt che rispecchierebbe l’elettorato verde più borghese e razionale. La Göring- Eckardt proviene dal Land orientale della Turingia, aderendo al Bundnis 90, il movimento per i diritti civili confluito nei Grünen dopo la caduta della Repubblica Democratica. Dal 1998 è parlamentare nel Bundestag e nel 2009 ha assunto la carica di presidente del sinodo della chiesa evangelica tedesca. Sarebbe un segnale del superamento della fase movimentista dei Grunen, come i più recenti successi dei Verdi ( ad esempio la straordinaria vittoria nel Baden-Württemberg, dove governa un ministro-presidente verde), ottenuti dagli esponenti cosiddetti “realisti”. La scelta per Trittin e Göring-Eckardt ha dato il via a nuove speculazioni su future alleanze, perché lo sfacelo della SPD apre l’ipotesi di un futuro governo di coalizione conservatrice-ambientalista. Ma l’alleanza con la SPD resta quella più naturale e preferita.

I problemi per i Grünen sono fuori dal paese: il Partito verde europeo è più che altro un coordinamento dove sono collocate figure marginali, mentre le figure più significative sono tutte nel gruppo parlamentare europeo. In Italia i Verdi sono una finzione, questione ben nota ai Grünen, in Spagna e Grecia sono al lumicino, in Gran Bretagna il sistema elettorale, di fatto bipartitico, li massacra, e le cose vanno malissimo in Francia dove l’alleanza di Europe Ecologie con Hollande è stata disastrosa. Cohn Bendit, attaccando frontalmente la Douflot, oggi ministro non si sa bene di cosa, non si è più riscritto al partito. La questione diverrà esplosiva solo per le elezioni europee del 2014 dove c’è il rischio che gli ecologisti diventino una componente politico-culturale, magari di successo, del solo centro-nord europeo. In realtà il vecchio ambientalismo degli anni ’80 non sembra in grado al momento di rinnovarsi per essere all’altezza della crisi, specie nei paesi dove questa si manifesta in modo più duro e dove la questione della conversione ecologica diventa una sfida che se non manifesta concretezza e idee nuove mette nell’angolo i vecchi partitini verdi.

Resta il fatto che la Germania è oggi l’unico paese nell’Ue in cui l’economia va bene: il tasso di disoccupazione si è dimezzato, e oggi è sotto il 7 %; il fisco per il 2012 ha incassato 6 miliardi di euro più del previsto. Inoltre sta lentamente ma puntualmente uscendo dal nucleare e, primo paese al mondo, prefigurando un sistema energetico, un sistema dei trasporti, un sistema di tutele ambientali e di tutele sociali che non ha paragoni in nessun’ altra area del pianeta.

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5 commenti su “Germania: il voto in Bassa Sassonia ci dirà chi governerà il paese?

  • fma

    Eppure c’è qualcuno che continua a dipingerlo come un paese di banali mangiatori di wurstel, alle nostre spalle .

  • Massimo Marino

    i risultati del voto in Bassa Sassonia confermano in gran parte le valutazioni dell’articolo, scritto il giorno prima. Le uniche varianti di un qualche rilievo sono il recupero dei Liberali a discapito della alleata CDU che entrano nel Land con il 9,9% e il risultato dei Verdi superiore al previsto al di sopra del 13%; evidentemente anche recuperando elettori da Piraten e linke che restano fuori dalparlamentino regionale non avendo superato la soglia del 5%. L’eventuale e probabile alleanza SPD- Grunen con 69 seggi contro 68 di CDU e LIB probabilmente govenerà il Land.
    Grazie a mente critica per la tempestiva pubblicazione dell’articolo

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