Germania: il voto in Bassa Sassonia ci dirà chi governerà il paese? 5


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Germania, Pale Eoliche Marine

La novità degli ultimi mesi è infatti che l’ipotesi di una maggioranza SPD- Grünen per la nuova Germania si sta rapidamente allontanando. Mentre i Grünen tengono nei sondaggi, fra il 14 e il 16%, la SPD sta crollando addirittura al 23% mentre la CDU è risalita al di sopra del 40%. In parte il successo dipende dallo svuotamento degli alleati Liberali che potrebbero restare fuori dal Parlamento non raggiungendo il 5% , ma non basterebbe la tenuta dei Verdi per avere una maggioranza alternativa e l’unica altra forza che probabilmente potrebbe passare il 5% è la Linke, fuori dai giochi delle alleanze e comunque dilaniata da forti contrasti interni. Da tener conto che in Germania i sondaggi, come gran parte dei commentatori dei media, sono cosa seria, non ispirata, come in Italia, dai diversi partiti, e quindi abbastanza indipendenti e attendibili.

Un discorso a parte vale per i Piraten, che dopo il grande successo delle elezioni a Berlino più di un anno fa, sono in grandi difficoltà. I guai dei pirati tedeschi sono diventati evidenti nel novembre 2012 quando si è tenuto a Bochum, il loro congresso. Il Piratenpartei Deutschland è stato fondato nel 2006 e negli scorsi anni era riuscito ad ottenere numerosi successi, portando diversi rappresentanti nei parlamenti degli stati federali di Berlino, Nord Reno-Westphalia, Schleswig-Holstein e Saarland; ma sembra diviso da numerosi scontri interni. Julia Schramm, membro del consiglio direttivo del partito, ha fatto dividere il partito quando la casa editrice con cui aveva pubblicato un suo romanzo ha cominciato a chiedere la rimozione delle copie illegali che giravano su internet, questione spinosissima nel partito del software libero e la Schramm ha annunciato che non si candiderà alle prossime elezioni. Anche Marina Weisband, ex direttrice politica del partito, ha deciso di non correre alle prossime elezioni per via dei continui scontri interni. Il suo successore, Johannes Ponader, è stato criticato per usufruire dei programmi di aiuto statale per i disoccupati; ha chiesto più volte al partito di dargli uno stipendio, non potendo sopravvivere fornendo un contributo volontario. Segnali di un successo troppo veloce, il 13% dei consensi a livello nazionale è rapidamente crollato fino a scendere sotto il 5%, sia nazionale che in Bassa Sassonia. Ancora una volta il sistema proporzionale tedesco con il quorum al 5% funziona perfettamente. Gli elettori hanno ben chiaro gli effetti del proprio voto: chi non si dimostra all’altezza viene penalizzato, chi da fiducia e mostra programmi chiari viene premiato ed il ricatto del voto utile è praticamente inesistente.

Per Steinbruck, il candidato dell’SPD contro la Merkel le cose si stanno mettendo davvero male: il partito lo aveva appena designato che subito sono trapelate notizie sui lauti compensi da lui intascati per interventi a forum e convegni aziendali: dal novembre 2009 circa 1,25 milioni di euro. In aggiunta risultando assente alle sedute del Bundestag. Particolarmente sconveniente il compenso ricevuto dalla municipio di Bochum, sull’orlo del fallimento, che gli aveva corrisposto 25 mila euro. Anche la scelta del proprio portavoce per la campagna elettorale è risultata avventata: il prescelto è l’ex portavoce di un hedge fond, fondi speculativi di investimento, fortemente ostile agli occhi di molti elettori socialdemocratici. Tutte cose che in Italia a destra e a sinistra valgono al più un trafiletto sui giornali ma qui possono affondare un partito ( il portavoce è stato sostituito di corsa ). L’ultimo svarione è stato il tranello di un giornalista che ha chiesto a Steinbrück dello stipendio che compete a un cancelliere tedesco ( che è la metà dell’ omonimo italiano ); al quale ha risposto che lo trovava del tutto inadeguato, visto che i direttori di banca spesso guadagnano di più. Nessun cancelliere mai, Merkel compresa, se ne è lamentato. La risposta ha fatto infuriare la base più popolare del partito con qualche celata soddisfazione della Merkel che vede il proprio avversario scavarsi la fossa da solo. C’è chi non esclude che un insuccesso, fino a ieri non previsto in Bassa Sassonia e non dovuto ai leader locali, potrebbe portare alla sostituzione dell’antagonista della Merkel all’ultimo minuto, anche se gli effetti sarebbero probabilmente comunque disastrosi.

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5 commenti su “Germania: il voto in Bassa Sassonia ci dirà chi governerà il paese?

  • fma

    Eppure c’è qualcuno che continua a dipingerlo come un paese di banali mangiatori di wurstel, alle nostre spalle .

  • Massimo Marino

    i risultati del voto in Bassa Sassonia confermano in gran parte le valutazioni dell’articolo, scritto il giorno prima. Le uniche varianti di un qualche rilievo sono il recupero dei Liberali a discapito della alleata CDU che entrano nel Land con il 9,9% e il risultato dei Verdi superiore al previsto al di sopra del 13%; evidentemente anche recuperando elettori da Piraten e linke che restano fuori dalparlamentino regionale non avendo superato la soglia del 5%. L’eventuale e probabile alleanza SPD- Grunen con 69 seggi contro 68 di CDU e LIB probabilmente govenerà il Land.
    Grazie a mente critica per la tempestiva pubblicazione dell’articolo

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