Gente di Qualità: un Gioco da Ragazzi
13 febbraio, 2008 di Fully
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani
Qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo di Sara, una ragazza di 22 anni, dal titolo “Mastella e l’Effetto Farfalla”. Proprio per quello stesso “effetto farfalla”, la discussione che si è sviluppata nei commenti ha rapidamente lasciato da parte il tema specifico “Mastella” per virare ad un’analisi di quello che si può fare per cambiare qualcosa nello stato di cose della nostra società.
Si è postulato, in queste pagine, che, esaurito il tempo delle ideologie e delle rivoluzioni che hanno insanguinato la storia, è giunto il tempo della ‘rivoluzione personale’, quella che parte da ciascuno di noi e ci induce a dare un senso ‘civile’ alla nostra presenza in questa società così complessa e contraddittoria. E’ una delle possibili risposte alla celebre provocazione di John F. Kennedy: “Non chiederti cosa può fare per te il tuo Paese; chiediti cosa puoi fare, tu, per il tuo Paese”.
E’ con queste premesse che ho trovato interessante e promettente lo scambio di battute di due giovani poco più che ventenni – Sara ed Andrea – che ha fatto seguito a quel pezzo. Così, ad un certo punto della discussione, la maturità della loro “mente critica” mi ha sollecitato ad una sorta di “gioco da ragazzi” (spero non se ne abbiano a male se li chiamo “ragazzi”) che può sintetizzarsi in un’unica, semplice domanda: Cos’è, secondo voi, che fa di una persona qualunque una persona di qualità?.
Ecco la discussione, che riporto quasi integralmente.
Sara – E’ molto difficile fare una rivoluzione dal punto di vista logistico, ma dal punto di vista della “coscienza civile” è semplicissimo, basta usare alcune tecniche e farsi seguire. Cosa che si potrebbe anche fare se il gruppo proponente è onesto e ha sani valori (sempre civili intendo), ma poi nel frattempo “il popolo” non cambia, non si instaura il processo di autodeterminazione necessario per evolvere.
Se poi il leader cambia ed è un corrotto o un semi-dittatore chi ci assicura che la gente abbia i mezzi per contrastarlo? Perché alla fine pensiamoci, siamo milioni di persone “contro” pochi, ma chi riesce a far qualcosa? Pochissimi! E perché? Perché tutti gli altri si spersonificano, diventano una massa, cioè un’entità unica e ristretta, addormentata, senza energia e conoscenza, senza auto-valorizzazione e senza la necessità della scoperta dell’altro.
Se poi riusciremo a pensare a un modo per agire rendendo veramente consapevoli, lasciando liberi di pensare con la propria testa, facendo si che ognuno utilizzi e metta a disposizione i propri mezzi sarò la prima a lavorare per questo!
Andrea – Credo che l’esprimere in ogni momento il meglio di se stessi sia l’unica soluzione… Tirar fuori le proprie capacità, svilupparle…
Mi piace la citazione di Popper “La storia dell’evoluzione insegna che l’universo non ha mai smesso di essere creativo o inventivo”
Fully – Andrea, la vera rivoluzione, l’unica che abbia un senso e che possa ridarci (ridarvi) una speranza per il futuro sta nel rivoluzionare per primi noi stessi, vincere l’apatia, l’egoismo, la disonestà, la disaffezione… ridare un valore alla Lealtà, all’Impegno, all’Onestà, al senso dello Stato… ecco, cominciare a scrivere queste parole con l’iniziale maiuscola… senza vergognarsene né temere di essere considerati retorici.
Andrea – Non voglio una rivoluzione… non voglio nemmeno questa involuzione continua… voglio semplicemente evoluzione… Come dice Fully, anche per me evolvere è valorizzare sempre più queste virtu… Pero com’è si “insegna” la lealtà? come la si inietta ad un’altra persona? come poter far sentire qualcuno meglio se si comporta onestamente anziché cercare il profitto personale a qualsiasi costo!?? Che ci deve essere alla base?? Cultura? Educazione? Tutti hanno una cultura, tutti hanno un’educazione…il problema è la qualità…. Come si inietta la qualità?! E’ questo il vero problema….
Per me il sistema che ti circonda ti porta ad un determinato livello di “qualità personale”….Solo le persone che ce l’hanno possono rivoluzionarlo…. Diamo perciò potere, forza, sostegno a queste gente!
Fully – Andrea, la tua è una bella provocazione davvero, ai miei occhi…
E quali sono le componenti della “qualità personale”? Vogliamo provare a farne un’elencazione? (così, senza troppe pretese scientifiche…)
Andrea – Sono i valori che aiutano a far star meglio l’uomo con se stesso e con chi lo circonda… Partendo dall’essere sempre se stessi alla sincerità, dalla ricerca della miglior convivenza al continuo stimolo verso una propria cultura… Non è una classe…
Fully – Il mio era un invito serio: cercare di mettere insieme una serie di elementi cui universalmente, nel mondo di oggi, si possa dare credito per fondare una scala di valori condivisi. Tu hai accennato a: 1. essere sempre se stessi, 2. sincerità, 3. ricerca della miglior convivenza, 4. continuo stimolo verso una propria cultura. E’ un mix eterogeneo: per come li intendo io, l’unico tra questi che possa essere definito “valore elementare” è la sincerità. Gli altri sono o una derivazione di questo (il n.1) o un’aspirazione (il 3 e il 4). Alla radice del n.3 si potrebbe mettere “rispetto”, sul n.4 sarei indeciso tra “identità” e “senso di appartenenza”. Io riscriverei la lista così:
1. sincerità (o, meglio ancora, “lealtà”, verso se stessi e verso gli altri), 2. rispetto, 3. ….
Vuoi continuare tu?
Sara – Interessante la scala di valori! Credo che ognuno però abbia le sue priorità. Anch’io forse metterei l’onestà per prima, poi il rispetto, poi la conoscenza (curiosità)…Anzi, per primo metterei l’amore per la vita, propria, degli altri e di questo pianeta che ci accoglie senza il quale non potremmo vivere. Senza amore per la vita non ha senso forse nessun altro valore, o comunque è sminuito.
Comunque secondo me tutti i valori sono positivi, sono le motivazioni che possono essere sbagliate. Ad esempio il tanto discusso valore del denaro: c’è chi lo desidera per avere una grande casa col giardino, chi per avere potere e continuare ad ottenerlo in modo disonesto, chi per investirlo in opere di beneficenza o cose del genere.
Oppure il valore del potere: c’è chi lo cerca perché è l’unico modo che ha in mente per fare un servizio importante alla comunità e allora diventa capo del governo ad esempio, altri possono cercare il potere per fare i loro giochi.
E’ vero che in queste due motivazioni salta sempre fuori l’onestà come “cartina al tornasole”, ma anche il valore dell’onestà può avere alla base motivazioni forse poco giuste, come ad esempio quella di far bella figura e di apparire pulito senza avere in realtà capito il valore in sè…
Fully – Sara, grazie per aver raccolto la… sfida.
Preciso che forse impropriamente ho parlato di scala di valori: in realtà non trovo particolarmente interessante fare una classifica, ma piuttosto una semplice elencazione, però meditata.
A questo proposito mi permetto di sollecitare la tua riflessione sul fatto che il valore “onestà” può essere una seconda variante del “valore elementare” “sincerità” (io ne avevo aggiunto una prima: “lealtà”).
A mio giudizio né il “denaro” (o se preferisci, nella forma immateriale “ricchezza”) né il “potere” possono entrare a far parte dell’elenco dei “valori elementari”. Come giustamente rilevi tu stessa, essi sono piuttosto mezzi che a seconda del loro uso producono effetti positivi o negativi, un po’ come succede al fuoco: può bruciare la tua casa oppure riscaldarla. Nessuno direbbe che il fuoco sia un “valore elementare”. Credo che sia proprio questa la caratteristica dei “valori elementari”: produrre comunque risultati positivi per i nostri rapporti con gli altri quando li si adotta come stili di vita.
Quindi nel riscrivere l’elenco (privo di numeri) aggiungo il tuo contributo in questo modo:
- sincerità / lealtà / onestà
- rispetto
- amore per la vita
- amore per la conoscenza
- …..
Qui si fermava la conversazione, rimasta soffocata tra i post di contenuto più legato all’attualità che ogni giorno la fervida fucina di MC mette a disposizione dei suoi lettori.
Ma a me piacerebbe riproporre quella stessa domanda, mettendo a frutto – ma solo se lo crederete opportuno – i primi risultati. E mi piacerebbe che a questo “gioco” partecipassero principalmente i giovani (vogliamo dire under 30?) perché quello che ritengo interessante sia conoscere il “loro” parere, i “loro” valori, senza quelle interpretazioni o interferenze che, impropriamente, avevo cominciato ad introdurre proprio io.
Allora, giovani di belle speranze, qualcuno se la sente di elencare quei “valori elementari” che fanno di una persona qualunque una persona “di qualità”?
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Tornando da Granada…scusate il ritardo…
Il DeMauro da una definizione di qualita: “caratteristica o insieme di caratteristiche fisiche, morali o intellettuali peculiari di una persona”
Partendo dall’ipotesi che l’uomo nasce per migliorare se stesso, credo che non si possa fare un elenco di qualità: il linguaggio è il nostro miglior modo per esprimerci ma,anche, il nostro limite di espressione.
Percio, i mezzi per “la massima espressione”, dal mio punto di vista, è l’Educazione (cioè la maniera di sviluppare le nostre qualità…siamo tutti diversi…).
Dovremmo essere tutti educatori nella nostra vita e nello stesso momento alunni con fama di apprendere….
Senza parlare dei problemi, i limiti, ecc…. dico solo questo: non solo i padri ai figli, ma soprattutto tra di noi, ragazzi, dovremmo porci in questo atteggiamento di confronto e condivisione….O sbaglio?!
Lo sforzo, il sacrificio dell’educatore, di chi puo dare qualcosa è la mia soluzione.
Il blog è uno strumento, la vita reale rimane indubbiamente quello principale.
Ho continuato a pensarci su questa cosa, ma non mi è mai venuto in mente un valore che fosse indipendendente dagli altri…
Ad esempio la libertà, sia da invischiamenti familiari che non consentono indipendenza ne pratica ne di interessi, ne da “retaggi” dell’informazione. Ma qual è l’unico modo per essere liberi? Conoscere, avere voglia di scoprire, domandarsi qual è la “meccanica delle cose”…Quindi torna tra noi il valore dell’amore per la conoscenza.
Non ne ho trovati altri, ma sento che quando ne troverò uno sarà geniale! (forse)
Ho continuato a pensarci su questa cosa, ma non mi è mai venuto in mente un valore che fosse indipendendente dagli altri…
Ad esempio la libertà, sia da invischiamenti familiari che non consentono indipendenza ne pratica ne di interessi, sia da “retaggi” dell’informazione.
Ma qual è l’unico modo per essere liberi? Conoscere, avere voglia di scoprire, domandarsi qual è la “meccanica delle cose”…Quindi torna tra noi il valore dell’amore per la conoscenza.
Non ne ho trovati altri, ma sento che quando ne troverò uno sarà geniale! (forse)
Trovato! La generosità.
Come si può pensare di creare una rete di conoscenza, di autodeterminazione, di condivisione senza la generosità?
Generosità per me significa mettersi a disposizione, essere disponibili a condividere le proprie conoscenze, significa “mettersi in gioco”, cioè dare tutto quello che si può dare anche in termini di energie. Anche essere disposti a crescere percorrendo una strada è in fondo generosità, perchè bisogna concedersi e aprirsi agli altri, e poi ascoltare per ricevere consigli, conoscenza, emozioni…
Anche nella frase di Kennedy c’è la ricerca della generosità, che è uno dei modi per creare scambio e aiuto reciproco.
Vorrei ribadire la mia idea…
Se avete qualche minuto da concedermi, guardate il video che ho aggiunto al mio blog…
ilmorrovallese.blogspot.com
Grazie
Per me una persona di qualità deve avere anche un’altra caratteristica: il senso della realtà. Mi spiego, sognare è bello e tutti sono capaci di farlo, ma una persona di qualità deve sapere anche scegliere tra utopia e realtà, e deve fare, non solo saper fare. Non so se tutto questo si chiami pragmatismo o semplicemente forza di volontà, ma so che è una cosa importante.
E poi il coraggio, se non si ha coraggio di solito non si fa niente di importante.
P.S: con i miei 27 anni rientro ancora nella categoria giovani o sono già fuori? ^_^
@hiLLeL81: Coi tuoi 27 anni sei ancora in tempo! A me comunque piacerebbero anche “contaminazioni” over 30…
Interessante il senso della realtà, però secondo me è connesso con la conoscenza: come fa uno senza cercare la vera conoscenza ad avere il senso della realtà?
Mi dirai tu: ma uno potrebbe credere di conoscere sognando…Ma allora non sussiste più il valore della “vera” ricerca della conoscenza!
Invece sul coraggio sono totalmente d’accordo! Bello!
1. La capacita’ di amare, nel senso piu’ ampio del termine.
2. La consapevolezza che le proprie idee sono molto probabilmente sbagliate.
Il bollino Chiquita.
No, quello forse è una banana. forse.
@Sara: di certo la conoscenza è uno degli strumenti che permettono di sapersi relazionare con il mondo, ma non l’unico secondo me. O meglio, riprendendo i discorsi precedenti, non credo che la conoscenza sia un mattoncino elementare da cui possa derivare il senso della realtà, credo piuttosto che siano due mattoni dello stesso muro che si debbano quindi incastrare perfettamente.
@Francesco: mi piacerebbe che esponessi un po’ meglio le tue idee, perché altrimenti debbo essere in disaccordo con il secondo punto. Si tratta secondo me, di un discorso che è strettamente legato alla coerenza e alla capacità di autocritica. La coerenza è un’ottima cosa, ma bisogna anche riuscire a rendersi conto quando si è in errore, rendersi conto che le proprie idee alcune volte sono sbagliate. In quel caso cambiare rotta non è mancanza di coerenza, ma come in tutte le cose bisogna trovare un equilibrio: cambiare sempre opinione significa essere delle banderuole incoerenti, non cambiarla mai significa essere ottusi.
La capacità di amare è un discorso che non si può liquidare con un riga, ed è un discorso all’interno del quale ricadono sicuramente l’amore per la vita ed il rispetto, mi piacerebbe fosse sviluppato un po’ meglio da chi lo propone.