Qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo di Sara, una ragazza di 22 anni, dal titolo “Mastella e l’Effetto Farfalla”. Proprio per quello stesso “effetto farfalla”, la discussione che si è sviluppata nei commenti ha rapidamente lasciato da parte il tema specifico “Mastella” per virare ad un’analisi di quello che si può fare per cambiare qualcosa nello stato di cose della nostra società.
Si è postulato, in queste pagine, che, esaurito il tempo delle ideologie e delle rivoluzioni che hanno insanguinato la storia, è giunto il tempo della ‘rivoluzione personale’, quella che parte da ciascuno di noi e ci induce a dare un senso ‘civile’ alla nostra presenza in questa società così complessa e contraddittoria. E’ una delle possibili risposte alla celebre provocazione di John F. Kennedy: “Non chiederti cosa può fare per te il tuo Paese; chiediti cosa puoi fare, tu, per il tuo Paese”.
E’ con queste premesse che ho trovato interessante e promettente lo scambio di battute di due giovani poco più che ventenni - Sara ed Andrea - che ha fatto seguito a quel pezzo. Così, ad un certo punto della discussione, la maturità della loro “mente critica” mi ha sollecitato ad una sorta di “gioco da ragazzi” (spero non se ne abbiano a male se li chiamo “ragazzi”) che può sintetizzarsi in un’unica, semplice domanda: Cos’è, secondo voi, che fa di una persona qualunque una persona di qualità?.
Ecco la discussione, che riporto quasi integralmente.
Sara - E’ molto difficile fare una rivoluzione dal punto di vista logistico, ma dal punto di vista della “coscienza civile” è semplicissimo, basta usare alcune tecniche e farsi seguire. Cosa che si potrebbe anche fare se il gruppo proponente è onesto e ha sani valori (sempre civili intendo), ma poi nel frattempo “il popolo” non cambia, non si instaura il processo di autodeterminazione necessario per evolvere.
Se poi il leader cambia ed è un corrotto o un semi-dittatore chi ci assicura che la gente abbia i mezzi per contrastarlo? Perché alla fine pensiamoci, siamo milioni di persone “contro” pochi, ma chi riesce a far qualcosa? Pochissimi! E perché? Perché tutti gli altri si spersonificano, diventano una massa, cioè un’entità unica e ristretta, addormentata, senza energia e conoscenza, senza auto-valorizzazione e senza la necessità della scoperta dell’altro.
Se poi riusciremo a pensare a un modo per agire rendendo veramente consapevoli, lasciando liberi di pensare con la propria testa, facendo si che ognuno utilizzi e metta a disposizione i propri mezzi sarò la prima a lavorare per questo!
Andrea - Credo che l’esprimere in ogni momento il meglio di se stessi sia l’unica soluzione… Tirar fuori le proprie capacità, svilupparle…
Mi piace la citazione di Popper “La storia dell’evoluzione insegna che l’universo non ha mai smesso di essere creativo o inventivo”
Fully - Andrea, la vera rivoluzione, l’unica che abbia un senso e che possa ridarci (ridarvi) una speranza per il futuro sta nel rivoluzionare per primi noi stessi, vincere l’apatia, l’egoismo, la disonestà, la disaffezione… ridare un valore alla Lealtà, all’Impegno, all’Onestà, al senso dello Stato… ecco, cominciare a scrivere queste parole con l’iniziale maiuscola… senza vergognarsene né temere di essere considerati retorici.
Andrea - Non voglio una rivoluzione… non voglio nemmeno questa involuzione continua… voglio semplicemente evoluzione… Come dice Fully, anche per me evolvere è valorizzare sempre più queste virtu… Pero com’è si “insegna” la lealtà? come la si inietta ad un’altra persona? come poter far sentire qualcuno meglio se si comporta onestamente anziché cercare il profitto personale a qualsiasi costo!?? Che ci deve essere alla base?? Cultura? Educazione? Tutti hanno una cultura, tutti hanno un’educazione…il problema è la qualità…. Come si inietta la qualità?! E’ questo il vero problema….
Per me il sistema che ti circonda ti porta ad un determinato livello di “qualità personale”….Solo le persone che ce l’hanno possono rivoluzionarlo…. Diamo perciò potere, forza, sostegno a queste gente!
Fully - Andrea, la tua è una bella provocazione davvero, ai miei occhi…
E quali sono le componenti della “qualità personale”? Vogliamo provare a farne un’elencazione? (così, senza troppe pretese scientifiche…)
Andrea - Sono i valori che aiutano a far star meglio l’uomo con se stesso e con chi lo circonda… Partendo dall’essere sempre se stessi alla sincerità, dalla ricerca della miglior convivenza al continuo stimolo verso una propria cultura… Non è una classe…
Fully - Il mio era un invito serio: cercare di mettere insieme una serie di elementi cui universalmente, nel mondo di oggi, si possa dare credito per fondare una scala di valori condivisi. Tu hai accennato a: 1. essere sempre se stessi, 2. sincerità, 3. ricerca della miglior convivenza, 4. continuo stimolo verso una propria cultura. E’ un mix eterogeneo: per come li intendo io, l’unico tra questi che possa essere definito “valore elementare” è la sincerità. Gli altri sono o una derivazione di questo (il n.1) o un’aspirazione (il 3 e il 4). Alla radice del n.3 si potrebbe mettere “rispetto”, sul n.4 sarei indeciso tra “identità” e “senso di appartenenza”. Io riscriverei la lista così:
1. sincerità (o, meglio ancora, “lealtà”, verso se stessi e verso gli altri), 2. rispetto, 3. ….
Vuoi continuare tu?
Sara - Interessante la scala di valori! Credo che ognuno però abbia le sue priorità. Anch’io forse metterei l’onestà per prima, poi il rispetto, poi la conoscenza (curiosità)…Anzi, per primo metterei l’amore per la vita, propria, degli altri e di questo pianeta che ci accoglie senza il quale non potremmo vivere. Senza amore per la vita non ha senso forse nessun altro valore, o comunque è sminuito.
Comunque secondo me tutti i valori sono positivi, sono le motivazioni che possono essere sbagliate. Ad esempio il tanto discusso valore del denaro: c’è chi lo desidera per avere una grande casa col giardino, chi per avere potere e continuare ad ottenerlo in modo disonesto, chi per investirlo in opere di beneficenza o cose del genere.
Oppure il valore del potere: c’è chi lo cerca perché è l’unico modo che ha in mente per fare un servizio importante alla comunità e allora diventa capo del governo ad esempio, altri possono cercare il potere per fare i loro giochi.
E’ vero che in queste due motivazioni salta sempre fuori l’onestà come “cartina al tornasole”, ma anche il valore dell’onestà può avere alla base motivazioni forse poco giuste, come ad esempio quella di far bella figura e di apparire pulito senza avere in realtà capito il valore in sè…
Fully - Sara, grazie per aver raccolto la… sfida.
Preciso che forse impropriamente ho parlato di scala di valori: in realtà non trovo particolarmente interessante fare una classifica, ma piuttosto una semplice elencazione, però meditata.
A questo proposito mi permetto di sollecitare la tua riflessione sul fatto che il valore “onestà” può essere una seconda variante del “valore elementare” “sincerità” (io ne avevo aggiunto una prima: “lealtà”).
A mio giudizio né il “denaro” (o se preferisci, nella forma immateriale “ricchezza”) né il “potere” possono entrare a far parte dell’elenco dei “valori elementari”. Come giustamente rilevi tu stessa, essi sono piuttosto mezzi che a seconda del loro uso producono effetti positivi o negativi, un po’ come succede al fuoco: può bruciare la tua casa oppure riscaldarla. Nessuno direbbe che il fuoco sia un “valore elementare”. Credo che sia proprio questa la caratteristica dei “valori elementari”: produrre comunque risultati positivi per i nostri rapporti con gli altri quando li si adotta come stili di vita.
Quindi nel riscrivere l’elenco (privo di numeri) aggiungo il tuo contributo in questo modo:
- sincerità / lealtà / onestà
- rispetto
- amore per la vita
- amore per la conoscenza
- …..
Qui si fermava la conversazione, rimasta soffocata tra i post di contenuto più legato all’attualità che ogni giorno la fervida fucina di MC mette a disposizione dei suoi lettori.
Ma a me piacerebbe riproporre quella stessa domanda, mettendo a frutto - ma solo se lo crederete opportuno - i primi risultati. E mi piacerebbe che a questo “gioco” partecipassero principalmente i giovani (vogliamo dire under 30?) perché quello che ritengo interessante sia conoscere il “loro” parere, i “loro” valori, senza quelle interpretazioni o interferenze che, impropriamente, avevo cominciato ad introdurre proprio io.
Allora, giovani di belle speranze, qualcuno se la sente di elencare quei “valori elementari” che fanno di una persona qualunque una persona “di qualità”?
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Tag: educazione, Il Futuro è nei Giovani, italiani, rivoluzione, società-civile, sognatori, speranza
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14 Febbraio, 2008 a 0:20
andrea
Tornando da Granada…scusate il ritardo…
Il DeMauro da una definizione di qualita: “caratteristica o insieme di caratteristiche fisiche, morali o intellettuali peculiari di una persona”
Partendo dall’ipotesi che l’uomo nasce per migliorare se stesso, credo che non si possa fare un elenco di qualità: il linguaggio è il nostro miglior modo per esprimerci ma,anche, il nostro limite di espressione.
Percio, i mezzi per “la massima espressione”, dal mio punto di vista, è l’Educazione (cioè la maniera di sviluppare le nostre qualità…siamo tutti diversi…).
Dovremmo essere tutti educatori nella nostra vita e nello stesso momento alunni con fama di apprendere….
Senza parlare dei problemi, i limiti, ecc…. dico solo questo: non solo i padri ai figli, ma soprattutto tra di noi, ragazzi, dovremmo porci in questo atteggiamento di confronto e condivisione….O sbaglio?!
Lo sforzo, il sacrificio dell’educatore, di chi puo dare qualcosa è la mia soluzione.
Il blog è uno strumento, la vita reale rimane indubbiamente quello principale.
14 Febbraio, 2008 a 10:15
Sara
Ho continuato a pensarci su questa cosa, ma non mi è mai venuto in mente un valore che fosse indipendendente dagli altri…
Ad esempio la libertà, sia da invischiamenti familiari che non consentono indipendenza ne pratica ne di interessi, ne da “retaggi” dell’informazione. Ma qual è l’unico modo per essere liberi? Conoscere, avere voglia di scoprire, domandarsi qual è la “meccanica delle cose”…Quindi torna tra noi il valore dell’amore per la conoscenza.
Non ne ho trovati altri, ma sento che quando ne troverò uno sarà geniale! (forse)
14 Febbraio, 2008 a 10:15
Sara
Ho continuato a pensarci su questa cosa, ma non mi è mai venuto in mente un valore che fosse indipendendente dagli altri…
Ad esempio la libertà, sia da invischiamenti familiari che non consentono indipendenza ne pratica ne di interessi, sia da “retaggi” dell’informazione.
Ma qual è l’unico modo per essere liberi? Conoscere, avere voglia di scoprire, domandarsi qual è la “meccanica delle cose”…Quindi torna tra noi il valore dell’amore per la conoscenza.
Non ne ho trovati altri, ma sento che quando ne troverò uno sarà geniale! (forse)
14 Febbraio, 2008 a 10:49
Sara
Trovato! La generosità.
Come si può pensare di creare una rete di conoscenza, di autodeterminazione, di condivisione senza la generosità?
Generosità per me significa mettersi a disposizione, essere disponibili a condividere le proprie conoscenze, significa “mettersi in gioco”, cioè dare tutto quello che si può dare anche in termini di energie. Anche essere disposti a crescere percorrendo una strada è in fondo generosità, perchè bisogna concedersi e aprirsi agli altri, e poi ascoltare per ricevere consigli, conoscenza, emozioni…
Anche nella frase di Kennedy c’è la ricerca della generosità, che è uno dei modi per creare scambio e aiuto reciproco.
14 Febbraio, 2008 a 13:07
andrea
Vorrei ribadire la mia idea…
Se avete qualche minuto da concedermi, guardate il video che ho aggiunto al mio blog…
ilmorrovallese.blogspot.com
Grazie
14 Febbraio, 2008 a 13:12
hiLLeL81
Per me una persona di qualità deve avere anche un’altra caratteristica: il senso della realtà. Mi spiego, sognare è bello e tutti sono capaci di farlo, ma una persona di qualità deve sapere anche scegliere tra utopia e realtà, e deve fare, non solo saper fare. Non so se tutto questo si chiami pragmatismo o semplicemente forza di volontà, ma so che è una cosa importante.
E poi il coraggio, se non si ha coraggio di solito non si fa niente di importante.
P.S: con i miei 27 anni rientro ancora nella categoria giovani o sono già fuori? ^_^
14 Febbraio, 2008 a 13:40
Sara
@hiLLeL81: Coi tuoi 27 anni sei ancora in tempo! A me comunque piacerebbero anche “contaminazioni” over 30…
Interessante il senso della realtà, però secondo me è connesso con la conoscenza: come fa uno senza cercare la vera conoscenza ad avere il senso della realtà?
Mi dirai tu: ma uno potrebbe credere di conoscere sognando…Ma allora non sussiste più il valore della “vera” ricerca della conoscenza!
Invece sul coraggio sono totalmente d’accordo! Bello!
14 Febbraio, 2008 a 15:11
Francesco Orsenigo
1. La capacita’ di amare, nel senso piu’ ampio del termine.
2. La consapevolezza che le proprie idee sono molto probabilmente sbagliate.
14 Febbraio, 2008 a 15:50
mattions
Il bollino Chiquita.
No, quello forse è una banana. forse.
14 Febbraio, 2008 a 16:44
hiLLeL81
@Sara: di certo la conoscenza è uno degli strumenti che permettono di sapersi relazionare con il mondo, ma non l’unico secondo me. O meglio, riprendendo i discorsi precedenti, non credo che la conoscenza sia un mattoncino elementare da cui possa derivare il senso della realtà, credo piuttosto che siano due mattoni dello stesso muro che si debbano quindi incastrare perfettamente.
@Francesco: mi piacerebbe che esponessi un po’ meglio le tue idee, perché altrimenti debbo essere in disaccordo con il secondo punto. Si tratta secondo me, di un discorso che è strettamente legato alla coerenza e alla capacità di autocritica. La coerenza è un’ottima cosa, ma bisogna anche riuscire a rendersi conto quando si è in errore, rendersi conto che le proprie idee alcune volte sono sbagliate. In quel caso cambiare rotta non è mancanza di coerenza, ma come in tutte le cose bisogna trovare un equilibrio: cambiare sempre opinione significa essere delle banderuole incoerenti, non cambiarla mai significa essere ottusi.
La capacità di amare è un discorso che non si può liquidare con un riga, ed è un discorso all’interno del quale ricadono sicuramente l’amore per la vita ed il rispetto, mi piacerebbe fosse sviluppato un po’ meglio da chi lo propone.
14 Febbraio, 2008 a 21:16
Sara
@hiLLeL81: mi hai convinto! ; D
Quindi riassumiamo al momento sono tra noi:
- amore per la vita
- rispetto
- sincerità / lealtà /onestà
- amore per la conoscenza
- senso della realtà
- generosità
Siamo tutti d’accordo? N.B. L’ordine è fittizio!
Forse ne manca ancora qualcuno…
14 Febbraio, 2008 a 21:23
hiLLeL81
Il coraggio! ti sei dimenticata il coraggio!
14 Febbraio, 2008 a 21:52
Sara
Il coraggio! Oh scusa è stanchezza! Fantastico il coraggio!
Rifo:
- amore per la vita
- rispetto
- coraggio
- sincerità / lealtà / onestà
- amore per conoscenza
- senso della realtà
- generosità
14 Febbraio, 2008 a 23:58
Peppe Dantini
Sì, lo so che non sono Under30 (neanche 40), ma Sara ha chiesto contaminazioni ed io contamino…
E poi il mio ego in questo momento lo richiede.
E’ molto bello questo discorso e sono state dette cose interessanti e condivisibili. Ma siccome a me piacciono le sintesi, casso (con la S) tutto e lo riduco ad una parola sola: RESPONSABILITA’.
Responsabilità significa assumersi i propri doveri e portarli avanti con impegno e serietà; significa riconoscere i propri errori e accettarne di pagare le conseguenze; significa poter godere dei benefici di ciò che si è contribuito a costruire; significa avere la consapevolezza di sè stessi, dei propri limiti e delle proprie capacità; significa avere attenzione per le persone intorno a noi e per l’ambiente in cui viviamo; significa fare il bene comune perchè è anche il nostro; significa non aver paura delle sfide ma sapere quale rischio vale la pena di correre; significa rispettare la parola data e pretendere lo stesso dagli altri; significa amare sè stessi e gli altri.
Quello che manca oggi (e non da oggi) in Italia è proprio la responsabilità.
Buona notte a tutti
15 Febbraio, 2008 a 8:40
Fully
@Peppe. Entrata a gamba tesa…
Personalmente non ho nulla da obiettare sul valore “responsabilità”, ma a mio modesto avviso non mi pare sia da sostituire, bensì da aggiungere all’elenco, visto che non è detto che tutti i valori giù segnalati possano rifarsi al senso di responsabilità.
Già che sono intervenuto, potrei anche suggerire una piccola modifica? Al posto di “generosità” vorrei proporre “solidarietà”, che comprende la generosità, ma ne amplifica la portata ad una sfera più ampia: rende - se così posso esprimermi - la generosità sistema.
E poi mi piacerebbe si tornasse un attimo sul valore elementare della libertà: è vero che può essere un derivato della conoscenza, ma secondo me c’è qualcos’altro, che travalica la conoscenza per assurgere a valore etico: l’assenza di sopraffazione degli uni verso gli altri. Riflettiamoci.
PS. Però, che bravi ’sti ragazzi!
15 Febbraio, 2008 a 9:35
ilBuonPeppe
La libertà non è un valore, è un obiettivo.
I valori sono i punti di partenza, gli obiettivi quelli di arrivo.
15 Febbraio, 2008 a 9:59
Sara
Sono d’accordo con Fully per la responsabilità, anche secondo me è da aggiungere.
E secondo me generosità e solidarietà sono due cose un pò diverse, hanno un’accezione differente (almeno per me), cioè come dici anche tu la solidarietà è più universale, la generosità è più piccola, più vicina… Io userei l’opzione “/” , cioè generosità / solidarietà !
Interessante il discorso sulla libertà, è difficile da definire, perchè certo per avere senso della realtà e per conoscere la dinamica delle cose bisogna essere liberi da dinamiche “invischianti” (forse l’avevo già scritto in un altro commento), però proprio ieri stavo pensando che la libertà di agire si guadagna facendo capire all’altro che si può fidare di noi, e la libertà di pensiero da qualsiasi preconcetto si acquisisce col tempo…Io qualche anno fa non ero libera di pensare come lo sono adesso, magari avevo più pregiudizi…Conoscevo già tante cose, facevo già tante esperienze, cercavo di capire, però forse ero meno libera. Devo dire che alcune cose le ho capite (giuste), ma forse avrei potuto capirne di più.
Per questo motivo la libertà secondo me non è ne un valore di partenza ne un obiettivo, è semplicemente un mezzo… Un eccezionale e grandioso mezzo!
15 Febbraio, 2008 a 22:21
Oris
Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te stesso.
La chiesa ha voluto cambiare questa frase.
Domandiamoci assieme il perchè mentre la mettiamo in pratica.
Di per se è già miglioramento.
Il resto è fuffa che possiamo anche ignorare.
Via il superfluo, abbiamo qualche speranza.
15 Febbraio, 2008 a 23:19
Peppe Dantini
Non fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.
Potrebbero avere gusti diversi dai tuoi.
PS: scusate la battuta, ma ogni tanto bisogna alleggerire il discorso…
16 Febbraio, 2008 a 8:30
Oris
Battuta…
pensandoci bene mica tanto
Forse, che sia questa la filosofia per la quale si gioca tutti a buttarselo…?
E tutto per un frainteso: cercando di capire cosa non fare agli altri per rispettarne i gusti siamo finiti col non fare nulla, pensando alla fine solo a se stessi.
Mah, tra i due errori preferisco il mio.
Torno a essere pesante.
16 Febbraio, 2008 a 8:56
Fully
@Oris, @Peppe
Buontemponi!!!
OK, allora, la chiudiamo qui?
A me sembra che alla fine i valori che contano ci siano tutti.
….mmm…. Forse però ne manca ancora uno…. Non ho sentito parlare di “senso della giustizia”… che ritengo un qualcosa di simile, ma non del tutto sovrapponibile al concetto di “responsabilità”
o forse mi sbaglio?
Comunque, ora che il giochino sta per finire, non sarebbe male che ciascuno di noi facesse un piccolo esame di coscienza e provasse a farsi qualche domanda (è la cosa più difficile del mondo, temo): “ho questi requisiti? sono o no una persona di qualità?”.
Altrimenti abbiamo solo…. giocato
16 Febbraio, 2008 a 10:04
Sara
@ Fully: è vero, senso della giustizia…
Aggiungiamolo e poi interroghiamoci!
16 Febbraio, 2008 a 14:44
Oris
@Fully
Io no, ma ci provo, questo posso sostenerlo.
17 Febbraio, 2008 a 12:45
Sara
Quindi:
- amore per la vita
- rispetto
- coraggio
- sincerità / lealtà / onestà
- amore per conoscenza
- senso della realtà
- generosità / solidarietà
- senso della giustizia
17 Febbraio, 2008 a 15:34
hiLLeL81
Vediamo un po’ allora.
Amore per la vita… celo
Rispetto… celo
Coraggio… mi manca
Amore per la conoscenza… celo
Senso della realtà… mi manca
Generosità… celanca
Senso della giustizia… celo
Onesta… celo ma in maniera unimodale o_O
In conclusione, ho elencato tutte quelle che mi mancavano, indi ragion per cui ho solo giocato, come al solito.