#gennyacarogna: Fenomenologia di Gennaro “la Carogna” 95


Una parte dei cittadini del nostro paese non è raggiungibile nemmeno dalla comunicazione elementare messa in scena dalla classe politica “for dummies” che detiene il potere in Italia. L’abolizione dell’IMU? E chi se ne frega se vivo in un appartamento occupato abusivamente, a fitto o in un sottoscala originariamente adibito a deposito? Gli 80 euro al mese? E che me ne viene a me che sono disoccupato, lavoro a nero, sono un parcheggiatore abusivo o contrabbandiere di sigarette? L’equilibrio democratico messo a rischio dall’abolizione del senato? No, scusa, che cazzo hai detto che non ho capito?

Anche la pubblicità, notoriamente iper specializzata per indurre bisogni a qualsiasi livello, ha le sue difficoltà per raggiungere target in atrofia intellettiva per inutilizzo. Allo scopo si perviene solo aggirando la componente senziente residuale ed operando sulla banda dell’Infra suono dell’istinto: tette, culi, cazzi grossi dietro le mutande, autovetture ipertrofiche, calorie a basso costo.

Non è ovviamente una condizione sociale recente. Ogni ordinamento nazionale ha avuto le sue aliquote di illetterati totali. Su di esse si è sempre operato in funzione delle esigenze produttive. Finché si tratta di zappare, spalare merda dalle mucche o scannare un nemico, gli unici requisiti necessari sono i muscoli e la capacità di comprendere ordini elementari. Quando poi si passa alla produzione di manufatti più complessi ed ad un’articolazione della guerra più tecnologica, l’illetterato deve evolvere di quel tanto che serve per adeguarsi alle rinnovate esigenze. Se poi, come è il nostro caso, si arriva al biocapitalismo ed esiste anche la necessità di assorbire la produzione industriale, l’illetterato deve essere ulteriormente “upgradato” per inserirsi adeguatamente nella catena di produzione/consumo.

232726988-6c8af01d-643b-4d5e-a748-5e9bff622e72Il signor Gennaro De Tommaso non è nato con il titolo di “a carogna”. Per raggiungerlo ha dovuto studiare ed impegnarsi come per ottenere una sorta di qualificazione universitaria nell’ambito accademico di riferimento. Violenza, risse, concetti espressi con complessità leggermente superiore al grugnito, ideali ricostruibili con i mattoncini del lego, obiettivi a brevissima scadenza sono le discipline in cui il signor De Tommaso ha dovuto eccellere per raggiungere la qualificazione di #gennyacarogna e diventare un riferimento per le persone di cui si è discusso sopra. Sì, perché qualsiasi sia il vostro giudizio su Gennaro “la Carogna”, non dovete dimenticare che egli è un leader riconosciuto da un consistente elettorato che si identifica in lui. Questo fatto, secondo i dettami del sentire corrente, lo pone al di sopra della legge e del giudizio. Egli, se pure fosse riconosciuto colpevole di un reato, avrebbe diritto a scontare la pena con mezza giornata alla settimana di amorevole assistenza ai vecchietti.

Il concetto di Democrazia, il feticcio politicamente corretto sul quale non è possibile discutere, ci impedisce di ragionare sull’eventualità che l’elettorato di Gennaro “la Carogna” non sia qualificato perché evidentemente interessato a qualcosa che non ha nessuna finalità pratica o sociale. Gennaro “la Carogna”, per le regole che ci siamo dati, è esattamente sullo stesso piano di Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo o Matteo Salvini. Sicuramente su frequenze diverse, ma tutti, sostanzialmente, trasmettono lo stesso messaggio di prevaricazione, supremazia, indicazione di obiettivi futili ed impossibili, gratificazioni inconsistenti, ma immediate.

Alla fine di questo ragionamento si potrebbe osservare che più o meno mezzo secolo fa per l’elevazione della classe degli illetterati si utilizzavano i Don Milani in luogo dei Gennari “la Carogna”. La mia opinione è che, funzionalmente all’obiettivo di trasformare corpi originariamente inutili in macchine da produzione e consumo, i Gennaro “la Carogna” siano più efficienti, meno costosi e più facilmente reperibili in natura. Questo in ossequio al principio di efficienza che ogni processo economico svincolato da considerazioni futili, quali l’etica, deve perseguire.

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