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Gay e Vaticano: Rispetto, non Princìpi

3 dicembre, 2008 - 10:30 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti




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Mi dispiace molto che la notizia dell’ostilità vaticana alla depenalizzazione dell’omosessualità sia giunta proprio nel giorno successivo alla giornata mondiale della lotta all’Aids. Benché infatti il morbo non riguardi i soli omosessuali, è indubbiamente vero che la comunità gay ne è stata duramente colpita e quest’ennesimo schiaffo del Vaticano nei loro confronti risulta pertanto ancor più odioso.




Le argomentazioni avanzate dal portavoce vaticano, mons. Migliore, sono pretestuose. E’ vero che alcuni militanti gay premono per costringere tutti gli Stati ad accettare il matrimonio omosessuale; come è vero che determinati gruppi islamici sono fondamentalisti, che certi ebrei si oppongono a qualsiasi dialogo interreligioso, che taluni cristiani considerano chi abortisce peggiore del boia e del mafioso (ricordiamo che il Catechismo prevede la scomunica latae sententiae per l’interruzione di gravidanza, ma non per l’appartenenza ad organizzazioni criminali). L’elenco potrebbe estendersi a qualsiasi comunità umana.

In tutti questi anni, e in particolare sotto i pontificati di Wojtyla e di Ratzinger, il Vaticano non ha mai speso una parola d’amore e d’umana comprensione verso gli omosessuali; li ha anzi ripetutamente condannati come viziosi, immorali, incarnazione d’una società materialista ed edonista, “naturalmente irreligiosi” (sempre mons. Migliore). Non s’è mai degnato d’ascoltare l’esperienza dei molti omosessuali credenti, che invece sono stati sospettati di tramare per cambiare la morale evangelica. In più occasioni ha emanato documenti per vietar loro l’ordinazione sacerdotale adombrando la convinzione d’una tendenza dei gay alla pedofilia. In due documenti del 1986 e del 1992, entrambi firmati da Ratzinger, si arriva a giustificare la violenza antiomosessuale come comprensibile e “sana” reazione alle “provocazioni” dei sodomiti; ed espressamente si chiede agli Stati di vietare agli omosessuali dichiarati – quindi, secondo l’attuale Papa, potenzialmente sovversivi – diritti umani fondamentali (casa, lavoro…) al fine di proteggere la comunità umana da influenze perniciose, esattamente come si fa coi pazzi e i malati contagiosi. Testuale. Di recente, Binetti e tirapiedi cilicianti hanno ostacolato con ogni mezzo le norme antiomofobia, sempre per gli stessi motivi: si consentirebbe il matrimonio gay, ecc. Diversi siti e pubblicazioni cattoliche, inoltre, propongono corsi per la rieducazione e la “guarigione” dei gay.

Come si può notare, non siamo di fronte a questioni dottrinali [persino il governo italiano ha firmato per la depenalizzazione, n.d.A.], ma di elementare rispetto. Che il Vaticano non sembra aver imparato. Triste giornata, questa, per gli omosessuali. Ma tristo capitolo per la Chiesa, e per chi si fregi ancora del nome di cristiano.

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Comments

71 Risposte a “Gay e Vaticano: Rispetto, non Princìpi”
  1. fabio scrive:

    E’ una conferma di come questo papa abbia riportato indietro la chiesa di cinquecento anni. Non pretendevo che riconoscesse e giustificasse l’omosessualita’, ma dall’ignorararla al condannarla (giustificando anche la pena di morte per quegli stati che lo contemplano), mi sembra ci sia una bella differenza. Ancora una volta si evidenzia l’evidente ipocrisia dell’ Istituizione eccelsiastica. L’importante per il Vaticano e’ che ci sia ingerenza, in ogni tematica, in ogni evento. Non importa se per il caso della povera Eluana esponenti dell’istituzione si siano schierati a favore della vita, e poi per gli omosessuali si accetti anche che vi siano ordinamenti che ne conteplino la condanna a morte. Non importa se l’omosessualita’ sia un fenomeno presente nella stessa istituzione ecclesiastica (vi assicuro che ho conosciuto preti omosessuali). Cio che conta e’ che l’immagine venga rispettata. Cio’ che conta e’ che “non si sappia” o “non si dica”, come succedeva cento o duecento anni fa…(in alcune realta’ fortemente cattoliche succede ancora ora). Ma perche’ quest’ondata di oscurantismo, intolleranza e chiusura si e’ presentata proprio in un momento in cui la cristianita’ dovrebbe rinnovarsi, aprirsi, accettare, comprendere. Perche’ e’ stato scelto un teologo di simile intransigenza, quando le relazioni internazionali vengono sconvolte sa pesanti sommovimenti religiosi. Perche’ in risposta al muro del fondamentalismo islamico se ne e’ costruito uno piu’ alto e piu’ spesso? Quale e’ la regia che vuole lo scontro tra mondo povero e mondo ricco?
    Qui prodest?

  2. Monica scrive:

    Cosa aspettarsi da chi rifiuta Darwin e ha rifiutato in passato ben altre “rivoluzioni”?

    Se approfondissimo l’argomento potremmo scoprire che siamo molto vicini per dna (natura?) alle scimmie bonobo e ad altri primati tra i cui comportamenti “sessuali” (naturali o deviazioni morbose, forse malattie?) si annoverano quelli omosessuali (per ambo i sessi).

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Omosessualita_tra_i_primati/1289652
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Il_linguaggio_dei_primati/1289669
    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Scimmie_dal_comportamento_umano/1290588

  3. E: scrive:

    “COSTRINGERE tutti gli Stati ad accettare il matrimonio omosessuale…?!?”
    Sono parole tue o è un’altra citazione da mons. Migliore?

    Capisco e condivido il senso generale del post, ma questa scelta di termini e di paragoni è davvero infelice, per una decina di motivi diversi.

    Qui parliano di depenalizzazione dell’omosessualità: carcere, ergastolo, punizioni corporali, pena di morte.

    Se poi vogliamo parlare di diritti civili (assolutamente legittimi, compreso quello al matrimonio) lo farei in un altro post.

  4. Vortexmind scrive:

    E’ora di penalizzare il Vaticano :D

    • Marcoilbuono scrive:

      @Vortexmind, bellissima idea.

    • Monica scrive:

      @Vortexmind,
      sottoscrivo.

      • giusi scrive:

        @Monica, penalizzare il vaticano….. penalizzare il vaticano……., mumble, mumble, vediamo e se decidessimo di scrivere le 10 regole ferree per la penalizzazione del vaticano.
        Ecco a me viene, come prima regola, il versamento per ritorsione dell’8 per mille, piuttosto che alla chiesa cattolica, alla chiesa evangelica del settimo giorno, ma non fatto così in modo solitario. per far danno bisognerebbe che fosse pubblicamente dichiarato da tutti coloro che si dicono schifati dal comportamento oscurantista di questa chiesa.
        Lo sapete che il nuovo parroco del mio paese, fresco, fresco di studi teologici nell’oscurantissima e medievale scuola vescovile della mia provincia, messo in pensione il precedente parroco barricadero che andava con gli operai a far sciopero davanti ai cancelli delle fabbriche del petrolchimico e se ne infischiava se la chiesa fosse modestamente arredata, ha deciso di dotarla di enormi e lugubrissimi drappi rossi di lampadari di finto swaroski e di casse stereo esterne per far ascoltare le funzioni anche a quelli che vorrebbero semplicemente godersi il fresco dalla sera in piazza. Un modo democratico per porgere l’unica fede agli infedeli che ciondolano nei paraggi della chiesa.

    • ilBuonPeppe scrive:

      @Vortexmind,
      Già fatto.
      Da un paio d’anni il mio 8 per mille non va più a loro. Non è molto, ma da quelche parte bisogna cominciare; e se fossimo in tanti a farlo, se ne accorgerebbero.

      • francy68 scrive:

        @ilBuonPeppe,
        anch’io, prima l’ho dato alle chiese ebraiche, quest’anno ai valdesi perchè mio padre che ha il piacere di conoscere dei valdesi mi ha detto che sono persone gradevoli e tolleranti.
        Sono comunque religiosi e preferire dare questi soldi a qualche fondazione laica, ma dovendo scegliere fra vari mali i valdesi sembrano un male minore.

        Se potessi dare il 13 x 1000 alla ricerca sulla sclerosi multipla però preferirei.

  5. ilBuonPeppe scrive:

    Tanto per non farsi mancare niente, è di ieri la notizia che il Vaticano NON ha firmato la convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
    Perchè? Perchè manca il divieto asplicito all’aborto.
    Questi sono rimasti nel medioevo…

  6. Basta parlare di Vaticano!
    La funzione del Vaticano è fare…il VATICANO!
    La Chiesa è fondata su principi e non sulle realtà che ci circondano,
    La Chiesa non si adegua alle idee delle persone sono le idee delle persone che devono adeguarsi alla Chiesa.
    Come che ci sono persone che ancora non si convincono di cio?
    Questo per dire cosa….
    Che non si dovrebbe cambiare il Vaticano, ma si dovrebbero cambiare le persone che ancora pendono dalle sue labbra, dai suoi angelus, dai suoi rappresentanti!
    Che la Chiesa sia contro gay, aborto ed eutanasia è scontato da almeno 2000 anni.
    Inutile chiedere sempre opinioni o aspettare cosa ne pensa ogni volta Ratzy!
    Ratzy deve fare il Ratzy come il Vaticano deve fare il Vaticano!
    E’ uno scandalo invece che ci siano politici, vedi i vari Casini o i Magdi Cristiani Allam che SFRUTTANO la loro fede cattolica per beneficiare dei consenso degli elettori cattolici….
    Morale della favola?
    Un voto a questi partiti cattolici vuol dire avallare le idee di Ratzy, mentre Ratzy e il Vaticano dovrebbero essere solo ascoltati e non consultati!
    Un pò come l’omelia domenicale….
    Una cosa che mi starebbe a cuore ricordare al Vaticano ad esempio ma anche a chi è contrario alle Nozze gay e alle adozioni dei bimbi per le coppie Gay…
    E’ che se ogni coppia gay al mondo adottasse un bambino del Terzo Mondo avremmo milioni di bambini che crescerebbero con mentalità piu “aperte”, ma forse risolveremmo la più grande piaga che affligge il pianeta, LA FAME NEL MONDO. E scusate se è poco.
    Meditate gente…meditate…

    • Vortexmind scrive:

      Basta parlare di Vaticano!
      La funzione del Vaticano è fare…il VATICANO!

      Scusa ma io dissento. Questi delinquenti che si fan passare per santi in un passato neanche tanto remoto hanno avuto in mano il potere e lo hanno esercitato con effetti catastrofici. Oggi è solo un blaterare (pur con la presa che ha sull’elettorato cattolico), un domani chi lo sa. Per cui è ora di smetterla con il buonismo ipocrita “eh ma son preti” “eh ma è la loro dottrina” “Eh ma son questioni di fede” … per quanto mi riguarda protesterò e alzerò la voce ogni volta che sento queste aberrazioni, se ci andasse il nipote di Hitler al Vaticano?

      • Vortexmind scrive:

        Fortuna che in Vaticano non c’è la Krupp.

        • @Vortexmind,
          Altro che buonismo ipocrita….eh ma son preti eh ma è la loro dottrina…
          forse nn hai afferrato nel senso giusto il messaggio…io direi eh ma son preti eh ma sono inutili!
          Non è colpa loro se hanno sempre le stesse idee dal 33 d.C. ad oggi, è il loro compito, sono principi basilari sui quali fondano le loro prediche.
          E’ colpa della gente che si fa ancora troppo strumentalizzare dalle loro idea..o al contrario, come nel caso dei politici, vengono strumentalizzati loro per fini politici.
          In conclusione, siamo noi che dobbiamo ignorare o meglio fottercene e non farci condizionare più di tanto da quello che dicono se desideriamo un pò di progresso, loro non cambieranno mai idea.
          Che poi sono una Casta, con tutti benefici annessi e connessi è un altro discorso….

      • francy68 scrive:

        @Vortexmind,
        beh intanto c’è uno che ha militato nella Hitlerhugend, quindi tanto lontani non siamo.

        E non credo di sbagliare ipotizzando che nelle caserme delle SS girassero le stesse battute e gli stessi atteggiamenti verso gay e disabili (e donne) che adotta il vaticano.

        Questa casta va combattuta e non voglio sentir parlare di tolleranza fino a che loro non consentono a me di andare in diretta su radiomaria a spiegare perchè mi fa schifo che trattino le donne come inferiori (giusto per fare un esempio a caso).

        • Vortexmind scrive:

          @francy68, additare la militanza di Ratzinger nella HitlerJugend francamente mi sembra pretestuoso: quanti anni aveva? C’era realmente una scelta a quel tempo? Io penso proprio di no. Per noi è facile giudicare, con tutte le conoscenze che abbiamo appreso a posteriori.

          Io ritengo molto più pesanti le cose che dice OGGI, nel pieno della maturità (demenza senile?), e che ha detto pochi anni fa, come gli stessi passi che ha riportato Daniela nel suo articolo. Queste sono le sue posizioni, questa è la sua intolleranza, il suo vissuto … non un trascorso di più di mezzo secolo fa che lascia il tempo che trova.

          • francy68 scrive:

            @Vortexmind,
            nelle SS si entrava si base volontaria e loro tendenzialmente scartavano il 90% degli aspiranti e l’Hitlerjugend non era un’organizzazione qualsiasi ma l’organizzazione che raccoglieva l’elite della gioventù nazista.
            Poi, posso essere d’accordo che 60 anni sono tanti e uno può cambiare (parecchio) nel frattempo. Notavo però che tanto cambiato non deve essere visto che fra l’ideologia delle SS e quella attuale del vaticano c’è una sostanziale sintonia.

            1- i froci sono contro natura e ucciderli non è sbagliato;
            2- le donne sono inferiori e servono solo a procreare e fare le infermiere;
            3- è lo stato che stabilisce chi deve vivere e fino a quando.

            Ce n’è più che abbastanza, a parer mio.

            • Vortexmind scrive:

              @francy68, quello che dici forse era vero negli anni 30 o nei primi 40. Nel 1944 la Germania era sull’orlo del collasso. La stessa Berlino nel 45 fu difesa in larga misura da reparti raccogliticci di questo tipo.

              Intendiamoci: Ratzinger (e la sua cricca) mi fa schifo in ogni caso perchè da un uomo che ha studiato tanto come lui mi aspetterei affermazioni di altro tenore da quelle che quotidianamente vomita (evidentemente è stato tempo sprecato). Solo non mi va di ricorrere ad argomentazioni vecchie di 60 anni per supportare il mio pensiero.

              • francy68 scrive:

                @Vortexmind,
                sostanzialmente hai ragione, gli mettevo in conto anche l’Hitlerjugend per ragioni di antipatia tout court. Ma non ce n’è bisogno (hai ragione anche in questo).

                Comunque le consonanze delle 2 “dottrine” restano inquietanti…

    • Fabio scrive:

      Ma dove sta scritto che la chiesa non debba evolversi? Dove sta scritto che la chiesa deve considerare gli omosessuali come individui e non come delle anomalie? Non mi sembra una buona idea stigmatizzare su delle affermazioni che a me sembrano gravissime. Il Papa, la chiesa, non esprimono solo opinioni, ma sono anche “formatori” di opinione. Permettono ai disonesti intellettualmente di formarsi degli alibi (eh! l’ha detto il papa!), e alle menti dotate di scarso senso critico, di accettare tali
      esternazioni come legge!! Giuliano Ferrara ha dichiarato che Papa Ratzinger e’ uno dei massimi intellettuali del XX secolo (anche se ormai siamo nel XXI…chissa’ se era voluto questo lapsus), ma per me gli intellettuali sono altri….gli intellettuali sono menti illuminate!!

  7. Il Gobb scrive:

    Mi scandalizza di più la gente che sente ‘sta roba e si considera ancora cristiano. Magari fanno pure la distinzione fra Dio e la sue gerarchia, senza capire che è irrilevante: che Dio esista o meno, l’unica cosa verificabile che esiste su questa terra a lui correlata è la struttura delle sue chiese, i suoi fedeli. La fede è una malattia mentale, ne sono sempre più convinto.

    • daniela tuscano scrive:

      @Il Gobb, grazie per avermi considerato una malata mentale. Intanto questa malata mentale non ha mai nessuna paura di denunciare le malefatte della Chiesa, ovviamente non per partito preso come fai tu, ma proprio perché le hanno insegnato (e, soprattutto, lei sente profondamente) che un conto è il clericalismo un conto è Cristo. So che ti sembra assurdo, ma se oggi io sto dalla parte degli omosessuali è in forza della mia fede cristiana.

      Comunque non ho dubbi che cattolici del mio stampo ti irritino e ti scandalizzino. Ne sono lieta: è necessario scandalizzare. Guai a stare dalla parte dei potenti, o degli intellettuali alla moda.

      Tu preferiresti una bigottona retrograda per poi gloriarti della tua impeccabile razionalità. Mi dispiace, ma non intendo darti questa soddisfazione. Sono in buona compagnia, sai? La storia della Chiesa è piena zeppa di autentici cristiani, in molti casi anche santificati (dopo, of course), che hanno solennemente disobbedito: tralasciando Gesù (è lui, e non il Papa, il fondatore del cristianesimo) e gli apostoli e gli esempi più antichi (S. Francesco), cito, così a caso: don Milani, Alex Zanotelli, Madeleine Delbrel, Edith Stein, don Mazzolari, Daniele Comboni, addirittura i papi Roncalli e Luciani (e, in parte, Montini), Giorgio La Pira, Alcide De Gasperi, il card. Martini, mons. Pacomio, attualmente il teologo Vito Mancuso e l’associazione Noi Siamo Chiesa, che ieri ha diramato il comunicato che puoi trovare fra l’altro qui: http://www.azur.altervista.org/modules.php?name=News&file=article&sid=5362

      Un saluto. E ricorda, che non è che “non capisca” la presunta irrilevanza di una cosa: è semplicemente che la penso in modo diverso. Posso?

      • Il Gobb scrive:

        @daniela tuscano,
        Mi scuso per i toni, chi non mi conosce spesso mi scambia per un fazioso insensato proprio perché sono un provocatore.

        Le mie posizioni sulla religione sono sommariamente riassunte qui:
        http://www.talkinrapper.com/2008/11/le-ragioni-dellateo.html
        Tanto per sgombrare il campo da dubbi. Sono agnostico, non ateo, e la mia “impeccabile razionalità” non mi spinge a credere che Dio non esista o che tu abbia torto per principio. Se rileggi bene sono scandalizzato dal fatto che vi diciate cristiani senza cogliere che, a tutti gli effetti pratici, il cristianesimo non siete voi, è il Papa. Dovreste farvi tutti apostati, per come la vedo.

        Che tu abbia il coraggio di denunciare le malefatte di un’organizzazione religiosa non cambia le mie idee, che tali sono: non si tratta di un “partito preso”, di un pregiudizio, di una fede.

        “Un conto è il clericalismo e un conto è il Cristo” per me non ha alcun senso. L’unico modo con qualche pretesa di oggettività che sia riuscito a concepire – o a riscontrare nel pensiero altrui – per giudicare un “buon cristiano” (o un buon fedele di qualsiasi credo, non fa differenza) è l’aderenza al dogma, cioé ai dettati del libro sacro interpretati dalla gerarchia religiosa.
        Più credi ciecamente a quanto ti insegna la tua chiesa più sei un buon fedele.

        Puoi ovviamente pensarla in modo diverso, non sono io né nessun altro che deve darti il permesso, mi sembra ovvio ^_____^
        Ma non condivido le tue basi e ci vedo una radicale contraddizione.
        Ho avuto una discussione simile con una mia amica non molto tempo fa, identici argomenti. Come allora affermo che non posso accettare l’opinione che il “buon cristiano” sia quello che interpreta personalmente le scritture, che “disobbedisce” alla gerarchia.
        Quello è un “cattivo” cristiano, come penso sia anche tu. Se volessi provocarti ti direi che sei così presuntuosa da pensare di avere un legame con Dio più valido e sensato di quelli che la pensano diversamente da te… oh, non lo sto dicendo, è solo per farmi capire ^_____^

        Che poi la tua morale sia di stampo cristiano, e che ti abbia portato alla difesa degli omosessuali, ben venga, niente da dire.
        Ma io lì sopra ho parlato di fede. La fede altro non è che la rinuncia ad una parte più o meno cospicua della propria razionalità in favore del credere incondizionatamente, senza se, senza ma e senza alcun criterio fondato sulla realtà. Sono dell’opinione che questo esponga al rischio di non vedere contraddizioni palesi come quella di definirsi buoni cristiani ed essere in disaccordo col Papa.
        E non sto semplificando: la “personalizzazione” della religione cristiana nel mondo globalizzato è un fenomeno così recente che in pratica non è mai stato affrontato dottrinalmente in modo organico dopo il Concilio Vaticano II, che comunque non ha frenato il fenomeno né lo ha assorbito.

        Spero stavolta di essere stato chiaro e, pur non rimangiandomi nulla, ancora una volta mi scuso per l’aggressività: la pazienza la perdiamo tutti e tutti diamo per scontate troppe cose, alle volte ^_______^

        • daniela tuscano scrive:

          @Il Gobb, No, no, no, no, Gobb… Non posso essere d’accordo: “credere ciecamente” è un’espressione questa sì insensata, perché presuppone mancanza totale di raziocinio e, mi dispiace, la fede (e NON PER COME LA VEDO IO) non annulla né la nostra umanità né il nostro cervello.

          Ripeto, non lo dico io, che sicuramente sono una cattiva cristiana, anche se non per i motivi da te addotti: il buon cristiano non è quello che beve con occhio spento qualunque balla, è quello che imita Cristo. Dal che dedurrai che ce ne sono ben pochi al mondo. Ma Dio è molto misericordioso. :D

          Lo ha detto, prima di me, Dante (anch’egli considerato un “cattivo cristiano”, come quelli che ti ho citato nel precedente post: fino al secolo scorso la Chiesa lo teneva all’Indice), e prima ancora San Paolo: problematizzare un argomento non significa piegare l’astratta “fede” a proprio piacimento. Il mondo non è bianco o nero.

          Anche Pasolini si scagliava contro i clericali – quelli che, secondo te, dovrebbero invece essere i cristiani modello – colpevoli, fra l’altro, d’aver ridotto il cristianesimo a una sterile e ottusa serie di regole morali.

          Senza dubbio il cristianesimo ha degli imperativi etici molto elevati, ma l’ossessione del sesso non appartiene al Cristo, visto che su quest’argomento ha pronunciato due, tre detti. Mentre contro l’ingiustizia, la ricchezza, il vuoto formalismo e la mancanza di carità il Vangelo tuona tre volte su due! :D

          Rileggiti, se posso permettermi un suggerimento, l’articolo su Alex Zanotelli da me postato tempo fa.

          Se hai ravvisato della superbia nelle mie parole me ne scuso; non era proprio mia intenzione. Cerco sempre di riflettere su quanto scrivo, e spessissimo sbaglio, ma non mi si potrà negare almeno la buona fede. Insomma penso che su questo percorso un accordo non lo troveremo mai, però potremmo proseguire su un altro piano: che è quello dei diritti umani, il vero oggetto della mia disamina. Se adesso parlo “male” del Vaticano non è per l’ennesima tirata polemica contro Ratzinger da parte di una cattolica strana, ma perché si capisca che insieme, pur partendo da presupposti diversi, si può compiere una lotta di civiltà. C’è un passo del Credo molto bello: pace agli uomini di buona volontà. Vedi bene: non ai cristiani, non ai fedeli di qualsiasi religione, ma a TUTTI quanti siano in ricerca di un progresso, di un miglioramento delle relazioni fra noi. Per un credente, chi si pone in tale atteggiamento ha già Dio nel cuore, pur senza saperlo; per un non credente, si tratta d’una naturale tendenza a uscire dallo stato di barbarie. Mi va bene tutto. Sono credente, sì, ma anche molto concreta: il sesso degli angeli non m’interessa, lo lascio a Ratzinger che a quanto sembra non sa come impiegare il tempo. Chiunque si schiera con l’uomo, per me si schiera con Dio. Le dispute dottrinali, in sé, sono sterili, anche perché in una materia come questa nessuno può affermare con certezza d’aver ragione o torto. Il tema erano i diritti degli omosessuali negati dal Vaticano. Siamo tutti d’accordo? Bene. Vediamo come possiamo contribuire a cambiare almeno un poco le cose.

          Un abbraccio e a presto. :-)

          • Il Gobb scrive:

            @daniela tuscano,
            Chiaro. Infatti non ho detto niente riguardo alla tua posizione sui diritti umani: con quella sono d’accordo :)

            Per quanto riguarda la fede sono felicissimo di stipulare il solito accordo di non-belligeranza a cui pervengo con i credenti più ragionevoli: ammettiamo di non essere d’accordo, le nostre posizioni sono inconciliabili, ognuno pensa di aver ragione e stop. Questo non ci impedisce certo di rispettare reciprocamente le nostre opinioni che, relativamente ai gay, sono proprio le stesse ^___^

            Quindi quel che segue non ha intento polemico, ma solo di puntualizzazione… amo spiegarmi bene e approfitto per rispondere indirettamente anche a Sara, qui sotto. Scusa se ti uso come “casus” :P

            Tu dici:
            ——————
            Non posso essere d’accordo: “credere ciecamente” è un’espressione questa sì insensata, perché presuppone mancanza totale di raziocinio e, mi dispiace, la fede (e NON PER COME LA VEDO IO) non annulla né la nostra umanità né il nostro cervello.
            ——————-
            Perché la fede non annullerebbe umanità (che intendi?) e cervello (che intendi?) NON PER COME LA VEDI TU?
            Per come la vede CHI?
            Cosa ci sarebbe di comprovato nella tua visione del cristianesimo?
            È una interpretazione di una raccolta di scritti morali, valida quanto qualsiasi altra interpretazione di qualcosa di cui non è possibile provare la realtà.
            Qualcuno deve ancora riuscire a spiegarmi per quale motivo al mondo credere in Dio dovrebbe essere diverso dal credere nella famosa teiera orbitante di Russell, o nelle fatine, o che il mondo sia piatto ^________^

            Quando dico che la fede mi appare come una patologia intendo esattamente quello: se vediamo uno che parla insistentemente al muro pensiamo che sia matto. Posso anche rispettarne le opinioni politiche, diciamo, ma non certo considerare sullo stesso piano il fatto che parli col muro.
            Però se lo fanno tutti diventa normale: la normalità della fede è nei numeri, come ogni altra cosa che consideriamo normale.
            Ciò non ha alcuna relazione col grado di realtà di quella cosa.
            Si tratta Dio diversamente dalle fatine solo perché se ne scrive da più tempo, lo si insegna persino a scuola e, ogni domenica, nelle chiese, fin da quando siamo in fasce. Il potere di educazione e tradizioni antiche sul nostro senso di identità è forte.
            Se poi porta a valori morali che posso condividere ben venga, ma non chiedermi di approvare o giustificare il percorso con cui ci si arriva (come, d’altronde, probabilmente non approveresti né giustificheresti il percorso per cui sono arrivato a condividere le tue opinioni).

            Inoltre non ho mai detto che la fede ottunde completamente e tout court la ragione di un individuo: semplicemente ogni “credere” è “necessariamente “cieco”, perché si basa su cose che non hanno alcun riscontro. Altrimenti non sarebbe “credere” ma “ritenere probabile”.
            Credere poi predispone la maggioranza dei credenti a buttare alle ortiche almeno parte (ma più spesso GRAN parte) del proprio senso critico. Non ho nemmeno bisogno di cercare un esempio, ne sono pieni i giornali.
            La fede è il modo in cui grandi masse umane vengono manipolate fino a far loro commettere genocidi: direi che questo non è razionale affatto.
            Magari non accade a tutti, ma negare che accada (e che accada alla maggioranza dei credenti) mi sembra impossibile.
            Quelli che vogliono insegnare il creazionismo a scuola sono buoni cristiani.
            Sono persone razionali?
            Milioni di persone nel mondo ci credono, nel creazionismo.
            Sono considerati buoni credenti, ma sono persone razionali?
            Sì, magari sì, sotto ogni altro aspetto. Ma Dio non si tocca.
            Questa è una illusione, cioé una credenza priva di basi concrete che si sostiene nonostante fortissime evidenze del contrario.
            Ce n’è davvero bisogno per avere un sistema morale? Direi di no ^___^

            Come dici anche tu la maggior parte delle persone al mondo aderisce al dogma e sta a sentire quello che dice il capo religioso come se fosse parola del Signore. Tu no, per fortuna, e siete pochi.
            Ma nell’esatto momento in cui investi il Cristo di divinità stai abbandonando la realtà per scegliere un’illusione non comprovata e, permettimi, altamente improbabile (discorso complesso, ma che se vuoi faremo a parte ^_____^).

            Il significato di “buon cristiano” cambia con il tempo e le condizioni socioculturali: tutt’altro che una verità, mi verrebbe da dire, ma più una convenzione variabile. Vuoi un criterio che affronti il tempo senza modifiche per definire chi è un buon cristiano? Te l’ho fornito, per quanto imperfetto e incompleto, e non ne conosco di più accurati ^________^

            Per finire mi scuso se sono stato offensivo, da qualche parte: maneggiare certe questioni espone spesso al rischio di indignare ^_____^

        • Sara scrive:

          @Il Gobb,
          io la penso in un altro modo: il Papa è a capo della gerarchia cattolica, e il problema in Italia è creato da questa gerarchia. Dire se uno è un buono o un cattivo cristiano è difficile, soprattutto se il criterio è “d’accordo col papa – non d’accordo col papa”.
          Il fatto è che si può essere cristiani per tanti motivi. Io sono cristiana ad esempio per ottimismo, perchè non vedo una giustizia terrena e spero ne esista una divina, perchè dio per me è anche un’aspirazione, perchè per me dio esiste anche per il solo fatto di essere pensato da tutti, cioè esiste anche solo come proiezione di sè, oltre che per la sua essenza, sono cristiana perchè sento miei alcuni valori che sono comuni ai laici, agnostici o atei o qualsiasi cosa che sono stati divulgati da gesù. (E rielaborati da posteri) Ma la ragione più importante forse per cui se devo credere in qualcosa scelgo il cristianesimo è perchè un uomo con le paure e i suoi interrogativi ha obbedito salvando gli altri (credere in questo mi sembra un atto di fede abbastanza forte), un uomo in carne e ossa ha chiesto prima “grazie padre ma se puoi faccio anche a meno della croce” poi invece si è sacrificato. Siccome io credo in questa cosa, che non sarà razionale ma non ci fanno star bene solo le cose razionali, allora sono cristiana. Buona o cattiva non lo so, non penso di essere buona, ma di certo penso che se sono una cattiva cristiana non è perchè vado contro il papa. E’ lui che odia, è lui che disprezza i diversi, i deboli, i poveri, i bambini, è lui che non si è spogliato dei suoi averi, che non cerca il dialogo, che non ama i suoi nemici, che non ama il prossimo suo come se stesso (oddio sembro una predicatrice da come sto parlando), è lui che secondo la terminologia odierna secondo me è un “diversamente cristiano”.
          Sicuramente sono una cattiva cattolica perchè non condivido “dogmi” aggiunti dopo, postille arroganti che non sopporto, ma il papa non rappresenta tutto il cristianesimo.
          La fede e la religione sono su due livelli diversi, sopra la prima e inferiormente la seconda, che è una specie di filtro. Siccome per me un obiettivo è quello di tendere alla fede e non alla religione il filtro lo posso un pò modellare a seconda delle mie esigenze come poi fanno tutti. Lo modello su una forma-base che per me è rappresentata dal cristianesimo nudo e crudo dei primi tempi. E non lo cambio poi molto rispetto a questo “standard”, che però è molto diverso dal cattolicesimo attuale secondo me.
          In fondo siamo esseri relativi e unici, è impossibile che tutti applichino e credano allo stesso modo a un insieme di dogmi assoluti.

          • Vortexmind scrive:

            @Sara, bisognerebbe distinguere tra i termini “cristiano” e “cattolico”.

            I protestanti e gli ortodossi, ad esempio, sono cristiani, ma del Papa se ne inculano alla grande, ad esempio :D

          • francy68 scrive:

            a me la Fede spaventa sempre.
            Chi mi parla di fede non sarà mai disposto a ragionare con me, perchè tanto è argomento di fede e non di ragione, appunto.
            Non solo, l’eterodirezione delle regole etiche comporta la facilità di trasgredirle perchè tanto si va dal prete e ci si fa assolvere.
            Io da laico ho molta più paura a trasgredire le regole in cui credo perchè poi nessuno potrà più togliermi i sensi di colpa.

            Molto più comodo vivere senza regole, poi andare a confessarsi e con due avemaria e 3 salamecchi, voilà l’anima torna più candida che neanche col dixan.

            • Sara scrive:

              @francy68,
              guarda che ho detto che sono una pessima cattolica perchè non sopporto i dogmi aggiunti dopo, tra questi anche la confessione.
              Poi ho anche detto che secondo me il cristianesimo propone valori comuni ai laici, agli atei, agli agnostici, insomma ai buoni cittadini.
              Io cerco di comportarmi da brava cittadina, come vorrei facessero anche gli altri, è la cosa primaria in questa società.
              Siccome però come ho scritto non vivo bene solo con la razionalità mi concedo un pò di spiritualità, che è una cosa libera. Io la mia la vedo vicina per molti aspetti al cristianesimo. E non capisco perchè mi devo giustificare.
              Perchè non possiamo ragionare? Io voglio ragionare. Ma ne la ragione ne la fede ci danno la certeza dell’esistenza di Dio o della sua assenza.
              L’unico modo che mi viene in mente per dimostrare l’esistenza di Dio è quella di dire che esiste perchè esiste anche solo come idea di se stesso, esiste come nostra proiezione. Esistendo la nostra proiezione che cerca qualcosa di trascendente esiste anche Dio (che comunque secondo me ha anche un’essenza indipendente da questo). Uno, dieci o centomila questo non so.

              • francy68 scrive:

                @Sara,
                sicuramente non ti devi giustificare di nulla…ho solo detto che mi fa paura chi mette la ragione in secondo piano rispetto alla fede, perchè così facendo si finisce per adottare posizioni assurde come le recenti (gay, disabili, caso Englaro)…

                • Sara scrive:

                  @francy68,
                  secondo me chi legittima queste cose assurde non mette la fede davanti alla ragione, mette la religione cattolica gerarchica davanti alla ragione.
                  Chiunque ragioni o chiunque abbia comunque fede nei valori di cui si è fatto portatore gesu (sto ricominciando a parlare da predicatrice, aiuto!) si oppone a questa cosa e ha tutto il diritto e il dovere di farlo secondo me.
                  E poi non servono neanche la ragione o la fede in qualcosa che è scritto nei vangeli, basterebbe un pò di umanità e empatia per capire cosa può significare essere uccisi o torturati. Per un qualsiasi motivo.

                  • francy68 scrive:

                    @Sara,
                    E poi non servono neanche la ragione o la fede in qualcosa che è scritto nei vangeli, basterebbe un pò di umanità e empatia per capire cosa può significare essere uccisi o torturati. Per un qualsiasi motivo.

                    Qui sono assolutamente d’accordo.
                    Quanto ai valori di gesù concordo altrettanto, osservo solo che lo stoicismo diceva le stesse cose già secoli prima, più altre ancora molto belle, e non c’era bisogno di organizzazioni oppressive per propagandare questi (e altri) valori.

            • Il Gobb scrive:

              @francy68,
              D’accordissimo ^_______^

      • Vortexmind scrive:

        La storia della Chiesa è piena zeppa di autentici cristiani, in molti casi anche santificati (dopo, of course), che hanno solennemente disobbedito:

        E’la storia umana a essere piena zeppa di gente che ha agito correttamente (da eroe si direbbe?), e altrettanta che ha agito meno correttamente.

        Queste persone sono equamente distribuite in tutte le categorie sociali/culturali/etc, non ha alcun senso cercare di evincere una presupposta valenza morale di un gruppo sugli altri mostrandone i suoi eroi perchè con lo stesso ragionamento se ne potrebbero citare altrettanti che hanno agito in modo terribile.

        • francy68 scrive:

          @Vortexmind,
          aggiungo a quanto ineccepibilmente detto da Vortex, che la dottrina cristiana le poche cose buone che ha le ha copiate dallo stoicismo senza inventarsi niente.
          Per il resto è un poutpourri di miti e credenze precristiane cucito alla buona, dove tutti i buchi e salti logici sono giustificati con la fede e con il fatto che l’interpretazione della bibbia non è consentita ai singoli.

          • Luna scrive:

            @francy68,
            Perdona la mia ignoranza, mi spieghi il collegamento cristianesimo/stoicismo?

            grazie

            luna

            • francy68 scrive:

              @Luna,
              è un po’ lunga e adesso non ho il tempo materiale; dico solo che molte delle cose che hanno reso popolare il cristianesimo (la fratellanza fra gli uomini in primis) erano già nello stoicismo…
              Solo che lo stoicismo era molto “elitario” e quindi meno popolare. Ma era una dottrina filosofica che i moderni dovrebbero conoscere e che mi sentirei di consigliare a tutti.

              Per farsene un’idea può bastare cercare su wiki Epitteto, Seneca o Marco Aurelio; anzi lo faccio io…
              http://it.wikipedia.org/wiki/Epitteto
              it.wikipedia.org/wiki/Seneca
              it.wikipedia.org/wiki/Marco_Aurelio

              Un saluto.

        • Il Gobb scrive:

          @Vortexmind,
          Precisamente ^_______^

          PS: ehehehe, commenti secchi, lo so, ma state dicendo tutto voi :D

    • Marco Bastianello scrive:

      @Il Gobb, Poichè tutto ciò che conosciamo è filtrato dalle nostre menti e non conosciuto in assoluto, forse neanche la realtà, bhè, si può dire che Dio non sia un’entità sensibile, ma sul “non esiste/esiste” dovremmo chiarire cosa intendiamo per “esiste”.
      Proprio applicando il relativismo tanto odiato ingiustamente da Ratz…ehm Benedetto XVI come fosse una specie di arma degli atei, potremmo chiederci: esiste la Giustizia, esiste la Verità, esistono la Libertà, la Coerenza, l’ Amore? Non sono sensibili e non sono scientificamente definibili in modo materialistico ma hanno talmente tanto peso nelle nostre esistenze…da questo punto di vista tutto ciò che pensiamo “esiste” almeno un poco e se tutta la nostra comunità condivide un concetto esso assume per noi una consistenza quasi sensibile, poichè non abbiamo altri punti di riferimento. Il fatto stesso che ci si inizi a chiedere se Dio esiste mentre prima era dato per scontato è solo la conseguenza che qualcuno di noi ha smesso di pensarlo. E non è solo e semplicemente un pur poeticissimo elogio “tolkieniano” (http://it.wikipedia.org/wiki/Il_medioevo_e_il_fantastico) della fantasia.E’ qualcosa di più radicale e per ora più confuso, una personale riflessione ispirata da un corso universitario su Hjelmslev, Barthes, ecc., su quanto sia sfumato se c’è il confine tra realtà e cultura

      • Oris scrive:

        @Marco Bastianello, un po come quando l’uomo prese coscienza di se… o come quando invento la ruota? (mi piace questa analogia con quanto tu hai detto)

        L’accettare verità pre-costituite o invece cercare, cercare, cercare?

        • Marco Bastianello scrive:

          @Oris, Vedi è che noi uomini, è da una vita che lo diciamo, non siamo nè carne nè pesce: amiamo la nostra capacità di ridurre i nostri dati sensoriali, le nostre astrazioni, il mistero delle nostre reazioni a ragione e ci perdiamo una marea di tempo e lo cosideriamo una cosa nobile e alta. Eppure ci spaventa, è come se il nostro cervello non fosse stato fatto per questo ritmo e non possa mantenerlo stabilmente senza logorarsi. Come quando l’alpinista scala un’alta montagna e, arrivato in cima, è senza fiato non tanto nella corsa ma perchè lì sopra manca ossigeno. Ecco magari perchè alcuni certe cose preferiscono non chiedersele, fingere che non ci siano presupposti impliciti, accettarli come certezze di base, perchè è in gioco il loro equilibrio e se esso venisse incrinato non vorrebbero mai barattare un centimetro di strada in più sul cammino della verità irraggiungibile per l’esclusione dalle relazioni coi propri simili. Li capisco.

          Magari, Oris, fosse come la scoperta della ruota: è peggio. E’ la conseguenza estrema dell’ idea di relatività.Sono crollati i punti di riferimento e, rotte le catene che lo legavano alla solida terra e spento il sole che illuminava i confini degli oggetti, ora vagasse nello spazio nero e dicesse “sono libero!”. Ma qualcuno potrebbe rimpiangere i vecchi tempi e non riuscirei del tutto a dargli torto se sostenesse che si è perso.

          • Oris scrive:

            @Marco Bastianello, io mi ci trovo invece perfettamente a mio agio…

            • Marco Bastianello scrive:

              @Oris, anche quando pensi che dato che l’idea che hai anche di te stesso è mediata dalla cultura? E che il tuo confine dentro-fuori è messo in forse dall’incertezza di quanto una tua idea sia tua e in che misura invece sia qualcosa di assunto dall’esterno, tanto che il modo stesso di rielaborarlo che tu usi l’hai appreso consciamente o no da stimoli provenienti dal resto del mondo?

              • Oris scrive:

                @Marco Bastianello, soprattutto per quello.

                Io so che ogni opinione che io posso avere è dettata e limitata a ciò che i vai input hanno formato nelle pieghe del mio cervello.

                E son anche che per quanto ne sia conscio non posso fare a meno di subirne l’influenza.

                Proprio per questo mi trovo bene a parlare con chi ha certezze e con chi non ne ha … non so se mi sono spiegato.

                Sono … flessibile.

                Sono in grado di cambiare idea nel momento stesso che l’imput che mi arriva, una volta elaborato, mi pare coerente.

                Non ho principi ne sicumere, non mi sento portatore di verità e prima di criticare gli altri critico me stesso.

                Lo trovo addirittura semplice da fare.

      • Marco Bastianello scrive:

        PS Sigh, ormai devo rassegnarmi, siamo un prodotto stratificato di quello che ci sta intorno, che è a sua volta da noi determinato, dunque l’originalità non ha proprio senso, eppure ci spero sempre. Ho fatto il commento sopra prima di leggere l’ incipit de “Le ragioni dell’ agnostico”, che sembra aver percorso già la mia strada e averne ricavato idee più solide. Bhè, tutte le strade portano a Roma…sempre che “Roma” esista :D !

  8. Ale scrive:

    Ma sbaglio o uno dei dieci comandamenti dice “non uccidere”? E la Chiesa quindi ora si mette a fianco di chi uccide persone perchè gay?
    Io non so come fa la gente a non rendersi conto di quello che sta prdicando la Chiesa. Lei che portarice della parola di Dio dovrebbe puntare il dito ferreo contro ogni forma di violenza e ovviamente contro l’omicidio. E’ abominevole a mio avviso che la Chiesa abbia avuto un gesto del genere. La Chiesa che non accetta di firmare le disposizioni ONU perchè prevedevano l’aborto di un feto malformato è la stessa che di fatto – con logica tutta opposta – non punta l dito contro quegli stati che uccidono persone perchè omosessuali. Vuol protegere la vita ad ogni costo ma non quella dei gay, come se non fossero vite.
    Ma a chi da noia se due el medesimo seso stanno insieme! Io capisco che possa dar noia se avessero comportamenti illeciti o volgari; tra i gay di sicuro ce ne sono di persone con comportamenti discutibili, ma ce ne sono altrettanti tra gli eterosessuali. Forse le prostitute e gli scambisti per dire son per i gay? Questo per citare alcuni esempi. Allora iniziamo a criticare la moralità dell’individuo e non la sua preferenza affettivo-sessuale. I gay sanno convivere pacificamente con gli eterosessuali, non vedo perchè non debba essere reciproco. Nessuno toglie libertà o diritti a nessuno, è solo lasciar libere le persone; ripeto, concordo sul fatto di criticare CHI compie azioni a discapito di altre a prescindere se esso sia gay o etero, ma non condivido il razzismo

  9. Marco Bastianello scrive:

    La Chiesa fa ideologia (contraddittoria) sulla pelle dei gay.

    PS Non ha senso dimostrare la naturalità delle tendenze omosessuali nè il suo contrario: l’uomo è già di per sè situato in un mondo profondamente modificato da lui in ogni suo più banale gesto, materialmente dal suo insediamento e dalla tecnologia e concettualmente dalla cultura.
    L’idea che tutto ciò che sia animalesco scimmiesco e dunque suppostamente naturale sia anche buono è una sorta di criticabile “operazione nostalgia” vecchia almeno come il mito del buon selvaggio e accoglibile solo nella misura in cui ci aiuti a riflette su quello che siamo, esseri cioè intimamente artificiosi sebbene non (ancora) artificiali,senza cedere alla tentazione di fare i laudatores temporis acti.
    Per quanto ne so potrebbe essere la “cultura” dei bonobo ad ammettere l’omosessualità contro la natura degli stessi bonobo e in ogni caso questo per me non basterebbe a condannarli inoltre fosse anche vero che essi siano esseri completamente naturali, ciò non basterebbe a promuoverne i comportamenti.
    Quanto alla posizione “naturalista” dei cattolici che reputano che esista un’originale struttura del mondo preordinata da Dio, dal momento che Dio ha creato l’uomo e, in una visione antropocentrica come quella biblica, gli ha affidato il mondo, chi può dire se il Suo imperscrutabile (tanto da noi quanto dai prelati) progetto non prevedesse anche la tecnologia e la cultura in qualche forma o persino in forme che ora la Chiesa aborrisce? In fondo cosa tiene in vita Eluana Englaro nel suo coma? La “natura” cara in tante altre occasioni alla Chiesa? No di certo!

    • Vortexmind scrive:

      @Marco Bastianello, la “natura” è tale se esiste. Se una cosa non facesse parte della “natura”, semplicemente non esisterebbe. Poi c’è la “natura” secondo i fondamentalisti, ovvero una costruzione artificiosa fatta secondo i loro desideri perversi.

      • Marco Bastianello scrive:

        @Vortexmind, Veramente io non mi riferisco alla c.d. “realtà” (sulla quale ci sono comunque molti punti oscuri) ma alla “natura” cioè allo stato originale di un essere vivente prima che egli potesse intervenire per mutare in qualunque modo la propria condizione. E’ un concetto grossolano che mostra tutte le sue crepe ma è utile e continua a scpiegarci molte cose, a distinguere fra ciò che c’era prima dell’intervento antropico e dopo ad esempio e bene o male, nonostante tutto il nostro scetticismo, questa idea ci torna in mente quando vediamo un neonato: nudo, senza nulla che non sia il suo corpo esattamente come molti animali. La c.d. “natura” è essenzialmente lo stato originale. Il mito dell’esaltazione di questa origine come bontà a prescindere direi che è invece un’idea del Romanticismo

        • Vortexmind scrive:

          @Marco Bastianello, se parliamo di “stati” mi sembra di discutere di robot :) Comunque ho capito la tua precisazione … io ho usato il termine “natura” nell’accezione di “realtà”

          • Marco Bastianello scrive:

            @Vortexmind, Infatti ero un aspirante informatico prima di iscrivermi a Lettere e ho un certo interesse sebbene per ora superficiale e ingenuo nei confronti delle teorie altamente formalizzate: quella degli automi, la linguistica generativa, ecc. e in generale apprezzo il rigore dell’approccio (anche se ha magari i limiti di essere un po’ arido nella ricerca d’oggettività)

            • Vortexmind scrive:

              OT

              @Marco Bastianello, non per niente molti campi rientrano nella linguistica, basti pensare alla teoria dei linguaggi formali … si tratta pur sempre di far “capire” un linguaggio a una macchina :) )
              Molte volte discuto con amici laureati in lettere e saltano sempre fuori questi concetti …

  10. Marco Bastianello scrive:

    PPS
    @Monica
    Bonobo Power!!!
    http://it.youtube.com/watch?v=S30OUoNMthQ

  11. Adetrax scrive:

    Mah, sarebbe stato utile aggiungere un riferimento al testo ONU (ammesso che sia stato già pubblicato), poi io di quanto riportano i giornalisti e le agenzie mi fido fino a un certo punto.

    In due documenti del 1986 e del 1992, entrambi firmati da Ratzinger, si arriva a giustificare la violenza antiomosessuale come comprensibile e “sana” reazione alle “provocazioni” dei sodomiti;

    Scusa, potresti riportare il testo, nei collegamenti citati, che porta alla “giustificazione della violenza antiomosessuale” ?

    • daniela tuscano scrive:

      @Adetrax,
      sì, posso riportarlo, sebbene lo faccia con una certa irritazione, visto che (proprio per evitare sospetti “riassunti” da parte delle agenzie giornalistiche) sia la lettera del 1986 sia quella del ’92 sono da me state riportate INTEGRALMENTE e dalla FONTE ORIGINARIA tramite collegamento intertestuale. Era sufficiente muovere il ditino e cliccare sul richiamo, ma evidentemente per te era troppo faticoso.

      Comunque, il passaggio “incriminato” è la seconda parte del punto 10/1986. Dopo una blanda e generica condanna delle aggressioni ai gay, leggiamo questa bella chicca:

      “…Tuttavia, la doverosa reazione alle ingiustizie commesse contro le persone omosessuali non può portare in nessun modo all’affermazione che la condizione omosessuale non sia disordinata. Quando tale affermazione viene accolta e di conseguenza l’attività omosessuale E’ ACCETTATA COME BUONA, oppure quando viene introdotta una LEGISLAZIONE CIVILE per proteggere un comportamento al quale nessuno può rivendicare un qualsiasi diritto, né la Chiesa né la società nel suo complesso dovrebbero poi sorprendersi se anche ALTRE OPINIONI E PRATICHE DISTORTE guadagnano terreno e se i comportamenti IRRAZIONALI E VIOLENTI aumentano”.

      (Ho usato il maiuscolo perché non ricordo più i comandi per il corsivo e il neretto)

      In altre parole, Ratzinger usa il classico procedimento di colpevolizzazione della vittima, come accade(va) per le donne violentate, che sotto sotto “se l’erano cercata”. Ma il tono di TUTTA la lettera è duramente discriminatorio e implacabile nei confronti dei gay, addirittura un passo indietro rispetto alla comprensiva dichiarazione “Persona humana” di Paolo VI (1975), che suggeriva di giudicare “con prudenza” la colpevolezza degli atti omosessuali. Qui invece Ratzinger ne dà una visione restrittiva, giungendo ad affermare che non solo gli atti, ma anche la tendenza omosessuale in sé è cattiva.

      Nel documento del ’92, punto 12 (ma sarebbero da citare tutti), invece leggiamo:

      “Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale (cf. n. 10). Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all’abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti NON SONO ASSOLUTI. Essi possono essere LEGITTIMAMENTE LIMITATI a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma OBBLIGATORIO, e inoltre SI IMPORRA’ non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone FISICAMENTE O MENTALMENTE malate. Così è accettato che lo Stato possa RESTRINGERE l’esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone CONTAGIOSE o mentalmente malate, allo scopo di PROTEGGERE il bene comune”.

      Qui emerge inequivocabilmente non solo la condanna degli omosessuali dichiarati, equiparati a malati mentali o contagiosi – quindi pericolosi per la società – ma s’invoca anche l’intervento dello Stato per LIMITARE alcuni diritti BASILARI a queste persone. Mai una mezza volta Ratzinger e i suoi compari si sono pronunciati pubblicamente a difesa degli omosessuali maltrattati; viceversa l’intervento delle autorità è sempre stato richiesto in termini molto netti, quando si trattava di promuovere NON i matrimoni gay, ma i loro inalienabili diritti umani, che anzi Ratzinger, in qualche caso, esorta a ignorare.

      Cos’ha proposto di positivo, qual è stato l’accompagnamento pastorale suggerito dalla Chiesa agli omosessuali? Cos’hanno fatto per promuovere effettivamente una cultura più rispettosa, pur nella diversità di valutazione morale, nei confronti dei gay? Come hanno combattuto p. es. l’omofobia?

      Era QUESTO il senso profondo del mio articolo, che del resto si evinceva palesemente dal titolo. E in tal senso va anche il comunicato stampa di Gianni Geraci del “Guado”, http://www.gionata.org/credenti-omosessuali/i-gruppi/noi-cristiani-omosessuali-del-guado-di-milano-proviamo-vergogna-di-questa-chiesa-cattolica.html . Ma su Gionata si trovano altri interventi, e nel mio testo ho inserito il COLLEGAMENTO INTERTESTUALE. Esorto quindi gli altri utenti interessati a collegarsi, per evitarmi l’inutile fatica impostami da Adetrax.

      Quanto invece al documento della UE, si può trovare a questo indirizzo: http://www.radioradicale.it/il-testo-che-lunione-europea-presentera-allonu-per-la-depenalizzazione-universale-dellomosessualita

      Mi permetto un ulteriore suggerimento, la lettera sulle famiglia del cardinale emerito di Milano, Carlo Maria Martini. Il prelato la scrisse nel 2000 e si potrà notare il tono ben diverso, e la profondità delle riflessioni, che inducono alla meditazione: http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=78197&uidx_42=ADMIappl.docvescovo.DVdettaglio&titolo=&idautore=3&anno_pubblicazione=&soggetto=3&NPAG=5&NRIG=10&offset=0&ID=308 . Il cardinale ha poi approfondito il discorso bel suo ultimo libro, “Colloqui notturni a Gerusalemme”; ma qui mi fermo, perché meriterebbe un discorso a parte che spero di poter affrontare, in futuro.

      • Adetrax scrive:

        @daniela tuscano,

        Premetto che avevo letto entrambi i documenti ma dato che c’era più di un periodo che si prestava a interpretazioni, ho chiesto un riferimento (poteva anche bastare l’indicazione del punto 10).

        Comunque, il passaggio “incriminato” è la seconda parte del punto 10/1986. Dopo una blanda e generica condanna delle aggressioni ai gay, leggiamo questa bella chicca:

        Questo periodo si presta a interpretazioni, non necessariamente si riferisce a eventuali reazioni contro gli omosessuali, potrebbe anche riferirsi alla tolleranza verso altre forme di unione o di imposizioni violente di determinati costumi.

        In altre parole, Ratzinger usa il classico procedimento di colpevolizzazione della vittima …

        Forse in questo caso del reo ;-)

        Qui emerge inequivocabilmente non solo la condanna degli omosessuali dichiarati, equiparati a malati mentali o contagiosi – quindi pericolosi per la società – ma s’invoca anche l’intervento dello Stato per LIMITARE alcuni diritti BASILARI a queste persone.

        In realtà si fa riferimento a un principio generale indipendente dal caso degli omosessuali, ovvero che se una persona adotta comportamenti pericolosi per se o per gli altri, non necessariamente può essere lasciato libero di metterli in pratica qualora sia comprovata la loro pericolosità.

        Diciamo che è un richiamo generale e quindi non strettamente necessario in questo contesto, probabilmente è stato aggiunto per chiarezza.

        Comunque anche il punto 14) non è male come precisazione.

        Per quanto riguarda l’omofobia, se si esplica con comportamenti violenti o discriminatori rientra chiaramente fra i reati perseguibili.

        In questo contesto bisogna tenere presente il punto che non tutte le persone possono risultare simpatiche, per cui spesso si scambia per omofobia atteggiamenti scostanti che probabilmente sarebbero comunque messi in essere indipendentemente dall’orientamento sessuale di una persona.

        E’ altrettanto vero che i pretesti per attaccare scorrettamente una persona o un gruppo di persone non mancano mai e l’omosessualità è sicuramente uno di questi.

        Per quanto riguarda il testo ONU mi è chiaro che i punti 4) e 6) hanno riferimenti che possono inquietare la chiesa cattolica in quanto sicuramente molte sue indicazioni sul tema potrebbero rientrare come tese a limitare alcune libertà che potrebbero essere anche interpretate come diritti fondamentali (fra cui quello del matrimonio e/o dell’adozione ?).

        • daniela tuscano scrive:

          @Adetrax, se sei d’accordo col Vaticano, è chiaro che siamo su piani diversi. Dici di aver letto i documenti, può pure darsi ma allora non li hai capiti. Perché non v’è alcuna possibilità d’equivoco, perché non si parla di comportamenti scorretti in generale ma di comportamenti degli omosessuali. Tanto è vero che il titolo delle due lettere era: 1) “La cura pastorale delle persone omosessuali” (anche se non se ne trova nemmeno l’ombra, di cura pastorale intendo); 2) “Alcune considerazioni circa la non discriminazione delle persone omosessuali”. Dato che dici d’averli letti, te ne sarai sicuramente accorto. Sono all’inizio.

          Libero di essere infastidito dalle parate del Pride (scommetto però che le hai viste solo in televisione), perché questo si evince dalle tue parole. Ma anche un bambino, nemmeno troppo intelligente, capirebbe che non sono (solo) questi eccessi che Ratzinger stigmatizza. Anzi, si tratta d’un dettaglio.

          Certo, se per te gli omosessuali sono “rei” (faccina o no, questo è il tuo pensiero) è perfettamente inutile continuare.

          P. S.: I diritti umani fondamentali sono la vita, la salute, la ricerca della felicità, l’opinione, la casa, ecc. Poi chiaramente se uno vuol fare l’Azzeccagarbugli il cavillo lo trova, ma è un compito che non mi appassiona. Sarebbe carino chiederti cosa avrebbero dovuto scrivere per piacere al Vaticano, secondo te: che gli omosessuali possono respirare? che possono mangiare? Intanto alla mia domanda fondamentale non hai saputo dare una mezza risposta, ma lo prevedevo. Nel suggerire (non a te, ma agli altri) una bellissima intervista al teologo Vito Mancuso, che forse di queste cose capisce meglio di voi teocon http://www.azur.altervista.org/modules.php?name=News&file=article&sid=5375&mode=thread&order=0&thold=0 , ti lascio a questionare sul sesso degli angeli.

          • Marcoilbuono scrive:

            @daniela tuscano, a me infastidiscono quelli che sono infastiditi dal Pride :-)

          • Adetrax scrive:

            @daniela tuscano,
            riconosco che forse non sono stato sufficientemente esplicito nel precedente commento dato che avevo parecchia fretta.

            Dici di aver letto i documenti, può pure darsi ma allora non li hai capiti

            Certo che li ho letti e proprio perchè ritengo di averli compresi a sufficienza (anche se non in tutti i dettagli) che ho considerato come un’interpretazione alquanto opinabile quella quotata nel mio primo commento delle 23:02 (giustificazione della violenza contro gli omosessuali).

            Il punto 10 del doc. “1986″ (e si ho letto anche il titolo del doc.) ha una prima parte molto chiara relativa alla condanna della violenza e della sopraffazione verso le persone omosessuali (peraltro ribadita anche in altri punti):

            Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni.

            mentre nella seconda parte il concetto espresso non è chiarissimo, forse è leggermente ambiguo, ma io lo interpreto così: se si consentono come leciti e perfettamente normali i comportamenti omosessuali espliciti, poi non ci si dovrà lamentare se altre forme (ben più spinte e gravi) reclameranno il loro riconoscimento sociale e legislativo.

            Il riferimento ai “comportamenti IRRAZIONALI E VIOLENTI” può essere interpretato sia come una spropositata reazione popolare ai comportamenti omosessuali sia come la diffusione di altre pratiche considerate contro natura, ovvero in cui si esercita “violenza” (non solo fisica) contro la natura umana; alle due interpretazioni si possono assegnare rispettivamente un 20% e un 80% di possibilità che siano aderenti al pensiero di chi ha stilato il documento.

            Affermazioni come:

            Perché non v’è alcuna possibilità d’equivoco, perché non si parla di comportamenti scorretti in generale ma di comportamenti degli omosessuali.

            Che si parli di omosessuali è lapalissiano ma vorrei che si facessero delle distinzioni fra i processi alle intenzioni e i fatti, ovvero in questo caso quelli relativi alla comprensione letterale del testo scritto.

            Riportiamo le frasi incriminate oggetto dell’osservazione.

            Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale (cf. n. 10). Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all’abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti NON SONO ASSOLUTI. Essi possono essere LEGITTIMAMENTE LIMITATI a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma OBBLIGATORIO, e inoltre SI IMPORRA’ non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone FISICAMENTE O MENTALMENTE malate. Così è accettato che lo Stato possa RESTRINGERE l’esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone CONTAGIOSE o mentalmente malate, allo scopo di PROTEGGERE il bene comune.

            Quando ho scritto che questa parte era un richiamo a principi legislativi generali già applicati o applicabili, intendevo proprio dire che era stata probabilmente aggiunta solo per motivi di chiarezza e completezza del quadro generale ma che tecnicamente parlando non era strettamente indispensabile.

            In breve si ribadisce l’ovvio, ovvero che non per il solo fatto che una persona è omosessuale gli possa essere concesso di avere atteggiamenti e rapporti non protetti con altri in qualsiasi modo e indipendentemente dal suo stato di salute, ecc. (questo vale anche per gli eterossessuali ovviamente), senza contare l’intrinseco disordine “morale” che dalla chiesa cattolica è considerato scontato in certi atteggiamenti come in molti altri.

            In questo contesto bisogna tenere presente che i documenti sono rivolti a tutti i vescovi, non solo a quelli di zone civilizzate o evolute.

            Probabilmente la casistica di riferimento è più quella delle Americhe, dell’Africa e dell’Asia in cui ragazzi omosessuali di 16-17 anni circuiscono ragazzi o bambini di 12-14 anni o peggio in cui adulti di 20-60 anni magari in più di uno approfittano di persone in stato di necessità per indurle ad atti sessuali particolari con vari gradi di consenso degli interessati.

            In breve si fa implicito riferimento a zone o casi in cui la legge è piuttosto lasca o non interviene affatto.

            Se pensiamo alla diffusione di malattie trasmesse sessualmente e non, la cosa si può facilmente comprendere in quanto tantissime persone sanno di avere rapporti ad alto rischio e ciò nonostante mantengono la loro condotta potenzialmente devastante per se stessi e i loro partner occasionali (cosa che si può applicare benissimo anche a chi non ha un partner fisso ma ha rapporti occasionali con varie persone).

            Libero di essere infastidito dalle parate del Pride …

            Mai avuto interesse per i gay Pride, nella mia visione del mondo sono manifestazioni un po’ troppo folcloristiche per i miei gusti.

            Certo, se per te gli omosessuali sono “rei” (faccina o no, questo è il tuo pensiero) è perfettamente inutile continuare.

            Fantastico, si inizia con un periodo ipotetico ma poi si ribadisce che la verità può essere una sola …. e invece no perchè io non ho banalmente quel pensiero e il termine “reo” era quello che sicuramente aveva in mente l’estensore del documento; era solo una precisazione per sdrammatizzare il clima da “azzannamento mannaro”.

            Intanto alla mia domanda fondamentale non hai saputo dare una mezza risposta, ma lo prevedevo.

            Quando si parla di essere prevenuti … il motivo per cui rispondo ora è che, come ho scritto all’inizio, nel precedente commento avevo parecchia fretta e volevo solo chiarire la parte più facile.

            Riporto quindi quella che immagino essere la domanda peraltro articolata in varie sfaccettature.

            Cos’ha proposto di positivo, qual è stato l’accompagnamento pastorale suggerito dalla Chiesa agli omosessuali? Cos’hanno fatto per promuovere effettivamente una cultura più rispettosa, pur nella diversità di valutazione morale, nei confronti dei gay? Come hanno combattuto p. es. l’omofobia?

            Qui si parla di omofobia di cultura rispettosa, ecc. ma il piano della chiesa è quello prettamente religioso e morale, per cui tutte le considerazioni fatte si basano su altri principi cardine che sono lontani da altre considerazioni sociali.

            Più che ribadire a ogni piè sospinto la ferma condanna di ogni atteggiamento violento, malevolo, discriminatorio sul piano sociale, ecc., che altro deve dire se non esprimere poi la sua posizione ufficiale ?

            In breve, la chiesa riconosce il fatto che la condizione dell’omosessuale casto sia, umanamente parlando, quasi impossibile da sopportare ma, proprio per questo, la ritiene di maggior valore se condotta in tal modo.

            Ora non bisogna mai dimenticare che:

            1) tutte le considerazioni fatte sono in teoria pacifiche e con sempre meno presa sulle classi politiche dei vari stati (infatti i rappresentanti di tanti stati europei – Italia compresa – hanno tranquillamente sottoscritto la bozza ONU, peraltro senza informare troppo i relativi cittadini);

            2) ci sono elementi per poter affermare che la condizione, l’orientamento omosessuale è nella maggior parte dei casi di origine genetica (il famoso terzo sesso);

            3) gli omosessuali continueranno a nascere perchè continueranno a sussistere i portatori “neutri” di quelle caratteristiche, quindi a meno di non condurre un’operazione su vastissima scala di tipo “eugenetico” non vedo come il fenomeno possa essere ridotto secondo gli intenti della chiesa;

            4) in base alle precedenti considerazioni pare logico trarre la conclusione che, salvo casi rarissimi, non si diventa omosessuali perchè da piccoli si è giocato troppo con le bambole o i vestiti della mamma.

            In conclusione mi pare perfettamente lecito che la chiesa possa esprimere il suo dissenso alla firma di un documento se questo contiene frasi che ritiene essere subdole introduzioni ad ulteriori future azioni politiche poco gradite, anche se il 95% del restante testo è ampiamente condivisibile.

            Il senso del mio commento era quindi quello di non considerare del tutto corretta la conclusione perentoria che vorrebbe interpretare questo atto come un’ulteriore incitamento alla discriminazione e alla violenza omofoba.

            Dal dissenso alla violenza c’è una certa differenza ;-)

            • daniela tuscano scrive:

              Purtroppo in questi giorni non ho potuto connettermi, e anche adesso ho poco tempo. Spero comunque che al lettore non sia sfuggito questa lunga concionedel causidico Adetrax. In sostanza, a spremerne il sugo, il suo discorso è il seguente: gli omosessuali sono dei perversi, inclini alla pedofilia (lo accenna abbastanza chiaramente in qualche passaggio), cosa potrebbe fare la Chiesa se non condannarli? Al massimo, l’unica strada per loro consigliata è la castità (palesemente e volgarmente confusa con la continenza), sotto la minaccia d’una possibile dannazione eterna.

              Parliamoci chiaro: sono pronta a scommettere che ad Adetrax, e al suo linguaggio così grettamente giuridico, della religione e di Cristo importa nulla. Egli è molto probabilmente, come del resto ogni teocon che si rispetti, un ateo, che concepisce la Chiesa cattolice e il cristianesimo (anzi, il cattolicesimo; non dimentichiamo che Mussolini diceva: “Io non sono cristiano, sono cattolico”. Appunto) come una serie di regole morali per mantenere il conformismo e il buoncostume imperante. Non è la prima volta, del resto. Il fatto che io mi rivolga così duramente a tale utente è motivato dalle sue performance, fra cui restano impareggiabili quelle al mio vecchio articolo “Per Maria Antonietta, maschi vergogna”. Se non ricordo male qualche suo intervento, degno della “Difesa della Razza”, fu pure bannato.

              Ne ho piene le tasche di questi finti liberal male in arnese che, perso ogni punto di riferimento nei loro pseudo-valori, adesso s’impancano a difensori del Sanfedismo.

              Non si è nemmeno accorto dell’ironia contenuta nella mia allusione al Pride: e infatti, è venuto fuori ciò che pensava di questa manifestazione. Naturalmente per Adetrax non esistono né omosessuali credenti, né differenti da Valdimir Luxuria o da altre maschere televisive.

              Sono confortata che il mio pensiero sulla lettera di Ratzinger, che penosamente e inutilmente Adetrax cerca di difendere, sia rafforzato da quest’altro articolo: http://www.azur.altervista.org/modules.php?name=News&file=article&sid=5405 . Non riporto questi testi per Adetrax stesso, che manifestamente se ne infischia, ma per chi ancora leggerà. Quanto a me, continuerò a lottare contro questi sepolcri imbiancati, che, se adesso trionfano, non andranno lontano, perché il loro “pensiero” è vetusto e morto. Ci risentiremo presto. Non ci avrete.

              • Adetrax scrive:

                @daniela tuscano,
                ultima risposta solo per rassicurare sul fatto che ho letto.

                Ritengo di essere stato sufficientemente chiaro nell’esprimere un lecito dubbio sulle affermazioni di una parte dell’articolo prossime ai collegamenti “1986″ e “1992″, non ho contestato altre parti che ho giudicato abbastanza corrette e condivisibili.

                Non ho espresso quel dubbio per attaccare l’autrice (che peraltro leggo sempre con interesse), per confutare il senso dell’articolo o per dare ragione a Ratzinger; l’ho fatto solo perchè interpretare a senso unico certe frasi, che effettivamente non sono univoche, pare essere diventata una moda alquanto diffusa.

                In ogni caso le mie precisazioni sulla probabile origine genetica delle tendenze omosessuali avrebbero dovuto chiarire il fatto che stanti così le cose non si può considerare come soddisfacente la spiegazione della Chiesa che le attribuisce solo a devianze psicologiche e/o comportamentali (cosa che non dubito possa sussistere, ma probabilmente in una percentuale minima dei casi); in questo contesto si può comunque ricordare che i documenti citati sono un po’ datati e quindi sicuramente precedenti a specifici studi nel settore (cosa che comunque non cambia la posizione che esclude in ogni caso unioni diverse da quelle uomo-donna non consanguinei).

                Per quanto riguarda la “personalizzazione” della discussione, non mi da alcun fastidio ma, rileggendo il tutto, noto che è a senso unico ;-)

                In ogni caso non sono deluso dai piccoli contributi che questo “contrasto” ha apportato alla discussione, grazie per le risposte.

      • Il Gobb scrive:

        @daniela tuscano,
        Mi piace la tua adamatina onestà intellettuale, e non scherzo ^___________^

  12. lucy scrive:

    Mah, ogni paese ha il circo he si merita.
    l’Italia ha il vaticano col papa re ed i suoi lacché.
    Peccato che siamo noi comuni mortali a farne le spese in tutti i sensi.

    Apprezzo gli interventi di Daniela Tuscano, ammiro molto il Cardinal Martini ma, ahimnoi, gli uomi della casta vaticana sono lontani mille miglia sia da Martini che dalle sofferenze umane.
    La religione è una cosa (oppio dei popoli) la spiritualità è tutt’altro.
    La prima è rappresentata dalla casta , la spiritualità è libertà…per questo da fastidio!

  13. daniela tuscano scrive:

    Sempre per assestare un altro schiaffo (morale, ci mancherebbe!) agl’improvvisati teocon nuovi teologi delle mie pianelle, ecco l’intervento di mons. Pacomio, vescovo di Mondovì:

    “Bisogna aiutare i gay, non colpevolizzarli”

    intervista a Luciano Pacomio a cura di Giacomo Galeazzi

    in “La Stampa” del 2 dicembre 2008

    «Si può dissentire da come l’Unione europea ha formulato la mozione sull’omosessualità, peròessere gay non può mai essere reato». Continuerà la sua «pastorale» degli omosessuali monsignor Luciano Pacomio, vescovo di Mondovì e commissario Cei per la Dottrina della fede
    e la catechesi.

    Cosa dirà ora ai suo fedeli omosex?
    «Un conto sono le enunciazioni di principio più o meno equivocabili, un altro è il cammino dacondividere con le persone in carne e ossa. Io non devo chiedere l’orientamento sessuale di chi ho di fronte, sono loro a dirmelo quando hanno disagi e vogliono capire il pensiero di Gesù e le impostazioni della Chiesa. La vita è un’altalena di gioie e dolori per tutti. Dare senso alla sofferenza investe la sessualità di chiunque, etero o gay hanno la stessa esigenza di imparare a essere persone che sanno amare. Non vanno colpevolizzate le persone. Ciascuno vive il suo orientamento per itinerari personali, esperienze o condizioni individuali e merita rispetto e attenzione, a me sta a cuore dargli una mano per la vivibilità della condizione. I gay sono miei fedeli come gli altri».

    Teme contraccolpi per le parole di monsignor Migliore?

    «Le prese di posizione ufficiali hanno sempre la necessità di essere chiare e perentorie per non essere equivocate. Mantenere la propria identità gay o avviare un percorso esistenziale di verifica è una scelta personale. Io tento di sollecitare una grande fiducia in Dio. San Paolo diceva “non c’è più greco né giudeo, né schiavo né libero”, così aggiungo “non c’è più omosessuale o eterosessuale” nell’identificazione profonda del rapporto con Dio. Fare del bene agli altri è la strada maestra per chiunque. Non è che gli eterosessuali non vivano la fragilità. Fedeltà e castità sono valori che valgono per tutti. L’importante è la serenità, la gioia, il vivere senza prendere l’esistenza come un gioco. Dire che la via ordinaria è il rapporto uomo-donna non deve far ostracizzare tutti gli altri cammini. Vanno considerati i singoli casi non aggredendo, non condannando a priori, ma chiarendo che possono esserci diversità. E io aiuto a capire come attuare e vivere queste diversità con misericordia».

    Come si comporta con i gay?
    «Spesso mi sento chiedere: “Lei vuole che tutti i gay diventino eterosessuali?”. Io rispondo: ”No, voglio che tutti i gay vivano una vita dignitosa, felice e mettendo sulla bilancia non solo il loro orientamento ma anche il rapporto con Dio”. Il mio aiuto a vedere come meglio vivere nel bene ciò che sperimentano. Non chiudo la porta a nessuno. Un conto è la fondatezza della legge divina, la Sacra Scrittura e il magistero, un conto è il cammino per arrivare ad osservarla. La catechesi degli omosessuali va incontro alle esigenze reali. Bisogna stare attenti alle parole che appaiono una discriminazione dei gay, non è il caso di entrare troppo nell’aspetto legislativo su scala nazionale e internazionale. Ogni cosa che è rispettosa della libertà, che non fa male alla decisione degli altri va guardata e valutata in una chiave globale».

    Meglio non prestarsi a strumentalizzazioni?
    «Esatto. Nella concretezza a me interessa dare motivi alle persone per osservare i precetti della Chiesa e apprezzare i tentativi di comminare sulla strada della coscienza matura. Invece dei fulmini e delle dichiarazioni effetto, producono più frutto il cammino insieme alle persone e l’impegno concreto per dar loro motivo di fare scelte forti e costruttive»

    Monsignor Luciano Pacomio, vescovo di Mondovì

    da http://cronache.ilcannocchiale.it/post/2112426.html

  14. LA CHIESA CRISTIANA ANTICA CATTOLICA in ITALIA CONDANNA LA VIGLIACCA AGGRESSIONE DEI DUE GIOVANI GAY A ROMA : BASTA PAROLE OMOFOBE DALLA CHIESA ROMANA! E’ ORA DI CAMBIARE MUSICA!

    CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA e + APOSTOLICA

    Diocesi Cattolica – Ortodossa
    di Monza per l’ITALIA

    NOTA ALLA STAMPA

    dichiarazione pubblica n. /2009

    Roma, 25 Agosto 2009 – L’ENNESIMA AGGRESSIONE AD UNA COPPIA DI GIOVANI GAY A ROMA, DOVE UN GIOVANE HA RISCHIATO DI ESSERE UCCISO A COLTELLATE, CI SGOMENTA E CI INDIGNA, SOPRATTUTTO PER IL CLIMA DI INDIFFERENZA IN CUI E’ AVVENUTA: LA CHIESA DI ROMA, IL VATICANO NON HANNO NULLA DA OBIETTARE IN PROPOSITO? DOPO ANNI E ANNI DI PONTIFICATI OMOFOBI (quello Wojtyliano e quello Ratzingeriano ) AL LIMITE DELL’OSSESSIONE E AL LIMITE DEL PARANOICO, BEN TUTELATI NEI LORO PALAZZONI IMMENSI, DIETRO L’ALIBI PRETESTUOSO DELLA DIFESA DELLA FAMIGLIA, HANNO SEMINATO ODIO RELIGIOSO E DISCRIMINAZIONE SOCIALE VERSO I GAY: DUE COSE CHE “GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO”, IL DIO VERO E GIUSTO DI GESU’ CRISTO, QUELLO EVANGELICO, NON GIA’ QUELLO DEI FARISEI IPOCRITI E DEI LAPIDATORI MORALISTI.

    Nessun Vescovo Cattolico – romano sente il dovere morale di condannare questo fatto grave e pubblico, che ha destato grande apprensione sociale in tutta Italia? Un quesito greve ci sorge d’obbligo di fronte a tanto silenzio…

    Ritengono pleonastico e superfluo farlo? Com’ è che quando si tratta di omosessuali, di aggressione a gay e lesbiche, la Chiesa romana e papale si sente del tutto irretita e si ritrova con la lingua imbalsamata e incollata nel silenzio? E’ indifferenza questa…? Oppure è rimorso e senso di colpa per i tanti discorsi omofobi pronunciati in questi anni duri e ossessivi? O si tratta soltanto di incapacità a capire e discernere ciò che accade?

    E’ troppo comodo chiudersi nel silenzio imbarazzato, quando si è stati per anni e anni – attraverso esposizioni mediatiche intense ed interventi reiterati in campo politico – i costruttori solerti di una teoria teologica omofoba e di una stigmatizzazione ed ostracismo sociale su tutta la linea!

    Adesso si cominciano a raccogliere i frutti nefasti di questa dissennata “teologia morale” !

    Ai due giovani gay aggrediti va tutta la nostra solidarietà e stima sincera, unita alla vicinanza spirituale e all’affetto che sentiamo profondamente per loro e per la loro triste vicenda.

    Sappiano che dentro la nostra Chiesa troveranno, tutti loro, nel nome di Cristo Signore, quell’accoglienza piena che è loro negata dalla Chiesa Cattolica Romana e da altre Religioni integraliste.

    A tutte le realtà Istituzionali – politiche e amministrative – coinvolte nel dramma dell’omofobia sociale sempre più diffusa, spesso sottovalutata e minimizzata, che ha portato a questa escalation paurosa di violenza e sopraffazione, chiediamo di voltare pagina in Italia e di cambiare musica!

    Occorrono fatti concreti, programmi e interventi legislativi, e non parole vuote, retoriche e di circostanza, prive di concretezza e di incisività.

    mons. + Giovanni Climaco MAPELLI

    Arcivescovo e Primate

    i Teologi del CENTRO STUDI TEOLOGICI – Centro Ecumenico – di MILANO

    Milano, dalla Sede Diocesana il 25 Agosto 2009

    tel. 339.5280021 – fax 02. 95310741

    centrostuditeologici@alice.it

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