La Fine dell’Europa degli Uomini Senza Sogni 31


Secondo la mia opinione, sugli scogli di Cipro si sta infrangendo in maniera irreversibile l’Europa voluta dai nostri padri e che noi, in maniera così scellerata, abbiamo realizzato. Qualche burocrate privo di fantasia, con la sua calcolatrice e il suo foglio excel, ha pensato di mettere su un sistema economico/finanziario, un baracca algida, priva di ogni forma di umanità e senza nessuna ispirazione ideale. L’Europa tutta plastica e titoli tossici che uomini privi di spirito e calore, uomini senza sogni, potevano immaginare. Io che ho imparato ad amare l’Europa da Altiero Spinelli, mi sono sempre sentito estraneo a questo paese, nato male e morto tragicamente sotto la bandiera dell’euro.

Su queste pagine avete letto e leggerete numerosi contributi sull’opportunità o meno di aderire all’unione monetaria europea. Pochi, in verità, quelli esplicitamente favorevoli. Probabilmente a causa di un clima generale di insoddisfazione incoraggiato dalle spinte centrifughe di gran parte della politica che utilizza questo argomento per fini soprattutto demagogici.

E’ sicuramente una questione tecnica complessa, largamente aldilà delle mie capacità, per questo ho difficoltà a prendere una posizione esplicita e nemmeno mi interessa, perché non è questo il punto, secondo me.

Union of European Soviet Socialist Republics Late 2039 – Mc Arts

L’Europa, come concetto di sovranità transazionale, è un sogno meraviglioso. Il patrimonio culturale di questo continente è l’unico in grado di dare ancora un contributo valido e significativo alla lotta contro la degenerazione del consumismo, della produzione ad ogni costo, del depauperamento senza prospettive di risorse materiali ed intellettuali. In Europa due millenni fa si sono gettate le basi di un progresso intellettuale che attraverso fasi di inaudita ferocia ci ha condotto a stabilire che gli uomini hanno tutti diritto a pari opportunità e che a ciascuno deve essere data un’occasione. Questo, che oggi è un concetto che ci appare banale, ha segnato la vera differenza tra uomini e termiti, visto che entrambe le specie si organizzano socialmente ed utilizzano utensili nella loro attività. Questa aspirazione ideale, priva di una necessità fisica, a volte controproducente quando ideologia e utilità si sono trovate contrapposte, ci ha reso, tutti, uomini migliori. In questo continente è nato il nazismo, ma la cultura nata in questo stesso continente lo ha cancellato dalla faccia della terra. L’Europa è ancora una grande risorsa per tutti. Noi abbiamo il dovere di crederci e non ripetere mai più lo stesso errore. Non si vendono due millenni di storia per un’orribile ed anonima moneta bimetallica.

Io dico che non avrei nessuna difficoltà ad affidare il timone di questo continente ad un leader non italiano. La contiguità culturale è tale che le battaglie per i localismi residui puzzano di vera e propria restaurazione e populismo. Il vero problema è che questa conquista è stata espropriata ai cittadini europei ed inquadrata in una direzione di sviluppo che ha un carattere essenzialmente finanziario privo di obiettivi politici ed ideologici. Questo, oggettivamente, non è un problema solo italiano ed andrebbe affrontato in maniera transnazionale per fare in modo che siano gli europei a fare l’Europa e non i grandi interessi bancari.

La mia opinione è, quindi, sì ad una sola moneta, sì all’abbattimento delle frontiere, sì all’Europa, ma ad un’Europa nella quale la gente finalmente realizzi quell’unione che i finanzieri hanno impostato. Qualsiasi formazione politica che voglia portare un messaggio veramente dirompente deve iniziare da qui e attivarsi per una battaglia che deve diventare globale nel continente. La vera rivoluzione non è uscire dall’euro, ma restarci riprendendo il timone delle proprie vite da troppo tempo affidato a gente incapace di sognare.


31 commenti su “La Fine dell’Europa degli Uomini Senza Sogni

  • Vittorio Mori

    Il post è bello, ma mi pare troppo romantico. A mio modestissimo parere, si sono firmati dei trattati-capestro perché si pensava, all’epoca, in una crescita economica continua e indefinita, si pensava di essere prossimi alla risoluzione di tutti i problemi energetici, di mercato, di vita pratica, c’era questa fede nel “progresso inarrestabile” di tutto e si è firmato così, scriteriatamente, questa entrata nell’euro,con l’ottimismo un po’ beota alla Romano Prodi. I mercati finanziari avrebbero risolto tutti i problemi di tutti (soldi aggratis!), insomma uno scialo, bastava fare due-tre rivalutazioni, due tre imbroglietti, si saliva nella MONETA FORTE e l’Italia, finalmente, entrava a far parte dell’Europa che conta e la smetteva di essere un pupazzetto foraggiato USA nel centro del mediterraneo. Adesso la crisi finanziaria ha fatto suonare una enorme SVEGLIA a tutti quanti e ci siamo resi conto (oddio, solo alcuni) che questo sogno dei soldi-coi-soldi è solo una fregatura, una cosa vicina alla grassazione e all’usura. E adesso siamo in ginocchio davanti ai mercati a chiedere pietà. Non temete, ci finiranno pure i tedeschi, che fanno gli sveltini finché possono. In fondo hanno una mentalità simil-leghista.

    • Comandante Nebbia

      Sì hai ragione. E’ quello che succede quando si molla il freno a mano e si lascia la tastiera al ventenne che è rimasto imprigionato sotto la ciccia e la pellaccia incartapecorita. Ho messo in fila un bel po’ di messaggini da baci perugina. Grazie Vittorio per avermelo fatto notare. Partecipare alla discussione in maniera schietta è utile a tutti.

  • GirFalk

    Mah… io non so una mazza di queste cose (quindi puoi anche maledirmi se dico una cazzata), ma io credo che se l’euro sembra fare tanti danni e’ per come sono state “strutturate” la moneta e l’economia. Teoricamente non c’e’ nulla di sbagliato o controproducente ad avere una moneta unica (la stessa svalutazione sarebbe anche possibile a livello continentale anziche’ nazionale, immagino… anche se con finalità e presupposti diversi)

    Sono arrivata alla conclusione che l’idea di uscire dall’euro non mi piace neanche un po’, suonerebbe come la resa di un atleta un secondo prima dell’arrivo. No, io come Gianalessio sto cazzo di euro gradirei cambiarlo di modo che le cose possano funzionare e migliorare per tutti, piuttosto che esacerbare le differenze. Uscire dall’euro significa riconoscere anche la nostra sconfitta come membri dell’unione europea, invece secondo me dovremmo iniziare a farci valere e smettere di strisciare ai piedi di chi ama comandare o far vedere quanto il suo stato sia migliore degli altri…

    Siamo partiti con una moneta che non ha fatto altro che accrescere debiti da un lato e crediti dall’altro, non abbiamo neanche imparato dalla pace di Versailles… magari succedesse un qualche pandemonio come nel secolo scorso, vedi come c’impariamo a fare le cose con criterio.

  • Comandante Nebbia

    ho paura che con l’euro ci siamo giocati anche la versione light che dici tu. Non so quanti riusciranno a rimanere sulle proprie gambe dopo un’eventuale crollo della zona euro, ma sono sicuro che passare la frontiera tra il nord e il sud sarà più difficile.

  • Mo. Fi.

    secondo me le cose riguardo all’unione europea non funzionano perchè siamo arrivati a un punto morto.
    hanno fatto l’euro, e l’unione europea, prima c’era la ceca e l’euratom..
    Adesso devono decidersi se unificare gli stati e fare una costituzione europea, cosa che non sembra ben voluta, giustamente secondo me, oppure lasciare solamente l’unione monetaria che male non ci fa.
    Sicuramente andrebbe ridimensionato e messo sotto controllo il potere delle banche e le funzioni, in particolare della BCE che ancora dobbiamo capire a cosa serve e se può fare del bene.
    Recenti progetti riformatori sono falliti, come gli ultimi tentativi di fare un qualcosa in più dell’UE, per esempio con la storia delle costituzione europea, che è stata fatta da un’assemblea che non aveva quel preciso compito e quello che ne è uscito è un qualcosa di mostruoso e anche enorme, mi pare in tutto di 800 pagine, ma 300 di “vera costituzione”.
    Il fatto è che l europa non è unificata sotto il profilo politico e finchè non lo sarà non sarà possibile fare certe riforme o certi interventi che sarebbero anche utili.
    e penso non sia nemmeno pensabile costituire una federazione di stati, perchè nessuno, oltre al potere già delegato all UE ha intenzione di dare la maggior parte della propria sovranità a un qualcosa che ancora non è ben definito e nemmeno specifico.
    Staremo a vedere, i recenti fallimenti di assemblee e “raduni” di burocrati hanno fatto capire che serve un cambiamento di percorso ma non un’inversione che sarebbe involutiva e negativa per le sue possibili conseguenze.

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