Berlusconi fa Male a Frenare i Magistrati? Io non ne Sono Sicuro 41


E’ polemica aspra sul provvedimento che sospende di fatto i procedimenti giudiziari contro reati che destano “minor allarme sociale” e che viene letto come un salvacondotto per il premier, tuttora impigliato nella vicenda Mills.

Sabato 21 giugno, nel bel mezzo della bagarre, è uscito un articolo del Financial Times intitolato “L’Italia fa bene a frenare i magistrati” in cui il giornalista Christopher Caldwell declina le ragioni a favore del provvedimento. Eccone alcuni stralci:

Spagna, Francia, Germania e l’Unione Europea hanno una qualche versioni di immunità. Anche l’Italia l’aveva fino alla sua abolizione nel 1993, travolta da una serie di indagini contro la corruzione” (il giornalista si riferisce alla norma sull’immunità parlamentare contenuta nella versione originale della Costituzione italiana)

Berlusconi propose una legge sull’immunità nel 2003 ma la Corte Costituzionale la rigettò contestando (a ragione), che avrebbe violato l’eguaglianza di fronte alla legge e (assurdamente) che avrebbe minacciato il diritto dei cittadini di confrontarsi con i loro accusatori“.

Secondo Caldwell “in molti casi l’immunità previene almeno tanti danni quanti ne ammetterebbe. L’obiettivo dell’immunità non è dare carta bianca alle cariche dello Stato. E’ proteggere il diritto dell’elettorato di essere guidato dalle persone che ha scelto democraticamente“.

Viene citato l’esempio del presidente USA Bill Clinton e le pressanti indagini cui fu sottoposto negli Anni Novanta per affermare che “l’immunità potrebbe essere la via migliore per proteggere la democrazia soprattutto in un paese dove il potere giudiziario è altamente politicizzato. Come negli USA e come in Italia, dove per quindici anni i giudici hanno goduto di un potere unico nel panorama occidentale“.

E qui arriva la domanda delle domande: le accuse contro Berlusconi derivano da una ricerca disinteressata della giustizia o dal desiderio di una parte dell’elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non gradiscono?“.

E’ una domanda che meriterebbe una risposta riccamente argomentata: probabilmente è la domanda-chiave per leggere la storia politica italiana dal 1992 (Tangentopoli) ad oggi. Da anni, un giorno sì e l’altro pure, Berlusconi lamenta la cosiddetta “politicizzazione della Magistratura”, ossia l’uso del potere giudiziario nel perseguire fini politici, colpendo l’esponente più in vista del centro-destra italiano per disarcionarlo e prevalere alle elezioni grazie alla sua cancellazione dalla scena politica. Dalla parte opposta si risponde che non c’è nulla di vero, e che anzi è proprio Berlusconi che così facendo delegittima la Magistratura, tanto che ormai solo un italiano su tre ne ha ancora piena fiducia.

Che esista una particolare “attenzione” della Magistratura italiana sulle vicende di Silvio Berlusconi è un dato di fatto: sono i numeri impressionanti delle perquisizioni, delle inchieste giudiziarie e dei processi che lo dimostrano. Il punto è capire se questa attenzione è giustificata da effettive notizie di reato (che si traducono in condanne) oppure è anche – se non soprattutto – conseguenza “interessata” del ruolo politico assunto dall’uomo in quest’ultimo quindicennio.

Su Wikipedia esiste un corposo capitolo che riassume le numerose vicende che hanno visto e vedono tuttora coinvolto l’attuale premier. Per molte di esse Berlusconi ha ottenuto l’assoluzione piena perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto. Per altre vicende è stato assolto grazie a sopraggiunta depenalizzazione del reato (in qualche caso conseguentemente a leggi approvate durante un suo governo) oppure per scadenza dei termini di prescrizione. C’è una casistica impressionante: coi processi a Berlusconi si potrebbero scrivere manuali di diritto penale.

Leggendola ciascuno può farsi una propria idea e dare la sua risposta alla domanda del giornalista, che vorrei declinare in una forma più diretta: “Si può affermare con certezza che le tesi di Berlusconi sull’uso politico della funzione giudiziaria nei suoi confronti siano del tutto ingiustificate?”. Solo un “Sì” pieno a questa domanda mi tranquillizzerebbe, perché anche un minimo dubbio farebbe venire meno uno dei pilastri su cui, da Montesquieu in poi, si fonda la democrazia.

Io, personalmente, questo “Sì” così pieno non riesco a pronunciarlo. E voi?


Informazioni su Contributo redazionale

A seguito di un attacco hacker il database degli autori degli articoli di MC è stato compromesso. Questo articolo è stato scritto da un contributore di MC, ma non è stato possibile risalire a chi. L'autore, se lo ritiene opportuno e necessario, può richiedere la ri attribuzione del contenuto via contatti del sito.

41 commenti su “Berlusconi fa Male a Frenare i Magistrati? Io non ne Sono Sicuro

  • Doxaliber

    Ciò che sorprende della pagina segnalata su Wikipedia sono il numero di processi che si sono conclusi senza condanna perché:
    – il fatto non è più reato (a seguito di modifiche legislative fatte dal suo Governo)
    – il reato è stato amnistiato (false dichiarazioni sulla P2)
    – il reato è caduto in prescrizione
    – il reato è stato commesso ma l’azienda di Berlusconi è così grande che lui poteva anche non sapere.

    La fedina penale di Berlusconi è pulita soltanto perché i suoi Governi hanno modificato le leggi, egli ha presumibilmente piegato le leggi dello Stato a suo favore per evitare la condanna, cosa che non gli è riuscita con alcuni suoi collaboratori. I guai giudiziari di Berlusconi inoltre, a differenza di ciò che sostengono i suoi “aficionados”, sono iniziati molto prima che l’imprenditore scendesse in campo, verosimilmente egli è sceso in campo proprio per risolvere i suoi problemi giudiziari e finanziari.

    • Comandante Nebbia

      Se la magistratura avesse avuto questi “piani” sarebbe andata fino in fondo.
      Non capisco perché rimestare le carte per processare artatamente qualcuno e poi assolverlo o farlo andare prescritto.

      Nessuno di noi può sapere esattamente come stanno le cose.
      Grazie per aver completato l’informazione disponibile Fully, ma se devo, come mi sembra, esprimere un giudizio a sensazione, la sensazione è tutta contro Berlusconi.

  • Doxaliber

    Vale la pena anche ricordare che i magistrati agiscono previa denuncia. Non è che la mattina si svegliano e decidono: “mah, mi va di indagare su Silvio Berlusconi”, non funziona così. Perché il giudice si muova ci dev’essere una denuncia, un previo lavoro d’indagine svolto da Carabinieri e Polizia nonché valide prove a carico dell’imputato.

  • Francesca

    Bhè sinceramente al fatto che B. sia un perseguitato mi viene un pò da ridere (o da piangere).
    L’immunità parlamentare a mio avviso non dovrebbe esistere perchè, pur eletti democraticamente, le persone rimangono pur persone e sbagliano consciamente o meno.
    Ma se è vero che chi sbaglia paga, lo dovrebbe essere anche per loro, anzi, soprattutto per loro visto i poteri che hanno per ns. (mia no) delega.
    E poi come scrive Doxaliber i problemi di giustizia di B. sono la causa alla sua ascesa in politica quindi un pò d’importanza ce l’avranno pure, o no?

  • Fully

    @Francesca
    Se fosse così semplice, come mai la nostra costituzione prevedeva l’immunità dei parlamentari? come mai la prevedono le costituzioni di molte grandi democrazie?
    Non sarà che questa previsione è figlia di una preoccupazione legittima, cioè che si possa perseguire per fini impropri un parlamentare in modo da impedire la sua azione politica?
    A me la lettura di tanti titoli di giornale per clamorose inchieste su berlusconi poi finite in assoluzioni qualche dubbio me lo lascia.
    E il dubbio me lo tengo stretto: sarà che non invidio coloro che hanno solo certezze 🙂

    • Francesca

      Anch’io sono una che di certezze ne ha davvero poche.
      Capisco il problema dell’imminutà nelle Costituzioni (anche se non credo sia il caso di B.), ma hai mai sentito che sia stata usata la magistratura per rovesciare un governo?Se sì, fatemene degli esempi. I colpi di stato, di solito, la magistratura la sorvolano.

  • ilBuonPeppe

    Si può affermare con certezza che le tesi di Berlusconi sull’uso politico della funzione giudiziaria nei suoi confronti siano del tutto ingiustificate?

    La domanda è sbagliata. E’ sbagliata perchè ignora completamente i problemi che stanno a monte.
    La radice di tutto l’affare è del 1994, quando B si è candidato per la prima volta. Se fosse stata applicata la legge, quella candidatura (e ciò che ne è seguito) sarebbe stato cancellato, perché la legge lo vietava. Invece il mondo politico (D’Alema in primis) ha accettato una situazione illegale, convinta (forse a ragione) di guadagnarci; tanto a pagare saremmo stati noi.
    Non ci fosse stato quell’imbroglio, oggi probabilmente non saremmo qui a porci queste domande.

    • Fully

      Scusami, Peppe, ma a me non sembra un’argomentazione conferente. Sarebbe come dire che se un impiegato è entrato in un ufficio pubblico grazie ad una raccomandazione, allora non ha diritto a pari garanzie rispetto ad altri lavoratori dello stesso ufficio.

      • Doxaliber

        In effetti se fosse palesemente certo che un impiegato pubblico è stato assunto grazie a raccomdazioni e non per aver vinto regolare concorso la cosa più giusta da fare sarebbe licenziarlo in tronco. Vada a trovarsi un lavoro come tutti gli altri poveri cristi che non hanno un santo in paradiso.

        Altrimenti, seguendo questa logica, chi trova un portafoglio per terra è giusto che se lo tenga, chi ruba in banca, se non viene beccato in flagranza di reato, è giusto che non venga condannato. La raccomandazione fino a prova contraria è illegale, in quanto atto illegale chi si fa raccomandare e chi raccomanda dovrebbero essere sanzionati.

  • simona_rm

    @ilBuonPeppe
    giusta osservazione.

    @fully
    Il clima politico e l’emozione sociale post-bellici sono stati determinanti per l’orientamento della Costituente:
    la preoccupazione di una persecuzione politica è stata sicuramente sentita dalla Assemblea, molti dei suoi membri l’avevano subita o vista subire da persone a loro prossime. L’hanno pagata con la galera e più spesso con l’esilio.
    Ma leggendo la Costituzione, non ho avuto l’impressione che i suoi formulatori, si siano voluti consacrare al di sopra delle parti. Il tono del testo è decisamente altro. Altrimenti il concetto di uguaglianza e il principio di assoluta indipendenza della Magistratura non sarebbero neanche menzionati.

    Ora, l’eccitazione politica degli anni 40 è scemata da tempo e così lo spauracchio della persecuzione di stampo politico. Il profilo dei ns politici si è inabissato.
    E’ su questi presupposti che considero l’abolizione dell’immunità come “atto dovuto”, per ristabilire -almeno in apparenza- una equità di trattamento che TUTTI* avvertivamo naufragata.

    @MC
    *non tentate di dissociarvi da questo “TUTTI” o spingo CANC e vi taglio fuori dalla tendina dei “preferiti”

    • Comandante Nebbia

      Non mi dissocio.
      L’immunità delle cariche politiche è estranea alla legislazione delle grandi democrazie anglosassoni e nord europee.

      L’immunità nasceva per proteggere i politici dissidenti da una magistratura schiava del potere.
      Ora la si vorrebbe introdurre per il motivo opposto.
      Mah …

        • Comandante Nebbia

          D’altra parte non è che se lo dice il financial times dobbiamo crederci per forza.
          Vale un po’ il discorso di non affidarsi troppo a The Economist quando le spara sull’Italia e su Berlusconi.

          Gli inglesi hanno le loro paturnie.

      • Fully

        Non mi pare: l’immunità è nata per tenere indenne l’uomo politico dai possibili strali “impropri” di un giudice cui la legge attribuisce il potere di incarcerarlo.
        E’ un concetto acquisito da tante democrazie anche più attente della nostra al potere giudiziario. Nella Francia che partorì la Rivoluzione e inventò la ghigliottina non si è alzato un fiato per il fatto che Chirac abbia rimandato il suo appuntamento col tribunale fino a quando non ha lasciato l’Eliseo.

        • Comandante Nebbia

          Un giudice non può fare nulla, ce ne vogliono diversi visto che ci sono tre livelli di giudizio, il tribunale del riesame il giudice per le indagini preliminari e il pubblico ministero.
          A questo punto dovrebbe essere un vero e proprio golpe della magistratura e non mi sembra probabile.
          In Italia solo la Forestale fa i golpe.

          Non mi sembra di aver citato la Francia.
          Per qualche strano motivo, mi sembra di ricordare che l’immunità sia maggiormente diffusa tra le legislazioni che hanno conosciuto rovinosi rovesciamenti del potere e dittature.

          Il fatto che lo facciano i francesi non ne fa una cosa giusta, anzi.

  • Paolo Marani

    Io questo SI riesco a pronunciarlo, per un semplice motivo.
    Una alta carica dello stato, immunità o meno, di fronte ad accuse così pesanti da parte della magistratura (non stiamo parlando di mancati pagamenti dei contributi alla colf) ha sue sole scelte.

    1- Dare le dimissioni, farsi processare, ripulire la sua immagine, farsi rieleggere

    2- mandare in parlamento tutto il suo studio legale, promulgare leggi ad-personam che lo proteggano, farsi scudo della volontà popolare ed attaccare l’indipendenza della magistratura spostando i processi o ricusando i magistrati scomodi

    Te la sentiresti di dire un netto SI all’affermazione (La scelta numero 2 è vera?)

    • Fully

      Si, l’affermazione n.2 è vera e certamente non corrisponde al mio ideale di uomo politico.

      L’affermazione n.1 avrebbe un senso compiuto in quelle democrazie in cui si può ritenere con certezza che la magistratura sia immune da “tentazioni” politiche. Ma è proprio su queste “tentazioni” che si sta discutendo qui, e se torniamo per un attimo a Tangentopoli mi pare ormai storicamente accertato il ruolo politico che assunsero i magistrati in quei frangenti. Allora, è nato prima l’uovo o la gallina?

      • Doxaliber

        Ma è proprio su queste “tentazioni” che si sta discutendo qui, e se torniamo per un attimo a Tangentopoli mi pare ormai storicamente accertato il ruolo politico che assunsero i magistrati in quei frangenti.

        Non sono per niente d’accordo con questa affermazione, che sfiora quasi l’assurdo. Certo, tutti i processi che vedono coinvolti dei politici diventano per forza “processi politici”, ma per come la poni tu sembra che un giorni i magistrati della Procura di Milano si siano svegliati ed abbiano scientemente deciso di distruggere i partiti politici italiani, cosa che non ha nessun riscontro con la realtà dei fatti. Il caso tangentopoli è nato da un’inchiesta relativa ad un Ospizio di Milano. Fu il Presidente di quell’Ospizio, Mario Chiesa, a confessare una serie di tangenti e di malaffari che coinvolgevano personaggi politici. Le sue confessioni aprirono un enorme vaso di Pandora che lentamente portò all’arresto di numerosi personaggi politici ed imprenditori, i quali appena venivano arrestati confessavano a loro volta altre responsabilità che coinvolgevano altri personaggi politici. Cosa avrebbero dovuto fare secondo te i magistrati? Avrebbero dovuto lasciare tutti i politici liberi e fare finta di niente? Se i Magistrati avessero inventato prove inesistenti, se avessero falsificato le prove, se i processi si fossero conclusi tutti con l’assoluzione, allora la tua tesi potrebbe avere un pur minima credibilità, ma visto che i Magistrati non hanno falsificato le prove, hanno agito secondo le norme, quasi tutti hanno confessato tangenti e corruzione, la maggior parte dei processi si sono conclusi con condanne, allora la tesi di un complotto politico della Magistratura diventa totalmente fallace.

        Come ho già scritto da altre parti non è che un Magistrato si sveglia una mattina e decide di perseguitare una persona. Il magistrato agisce quando ha un fascicolo sul suo tavolo, fascicolo che di solito è frutto di una denuncia e di relative indagini di polizia e carabinieri. Tutto il sistema prevede varie procedure, varie figure coinvolte sia nella fase di raccolta delle prove sia nella fase di rinvio a giudizio. La tesi della persecuzione dei giudici è credibile solo tra delinquenti, che guardacaso si pronunciano sempre innocenti.

        • Fully

          Caro Doxa, ricordo molto bene quei tempi: io nel 1992 avevo 39 anni.
          Su Tangentopoli sono stati scritte tonnellate di libri, e temo che il discorso si farebbe troppo lungo per un commento.
          Sull'”equilibrio” della Magistratura in quei frangenti ricordo solo un paio di fatti: la pubblica preventiva contestazione del Decreto Conso (una legge in fieri da parte del Parlamento Italiano) da parte del Pool “Mani Pulite” ed il disinteressato proporsi del dott. Borrelli al Presidente Scalfaro ad essere nominato Presidente del Consiglio (intervista al Corriere della Sera del 1.o Maggio 1994)
          Quanto ai mezzi utilizzati ricordo solo l’abnorme utilizzo della carcerazione preventiva ai fini d’indagine, con qualche conseguenza anche drammatica.

          Mi permetto di suggerire la lettura di questo memoriale:
          http://www.memoriale.com/imputazione.htm
          a me sembra piuttosto equilibrato: rende i giusti meriti ai magistrati, sottolinea le storture della politica, ma nel contempo segnala che non è tutto oro ciò che luccica.

          P.S. – Vedo che parli di nuovo di “magistrati che non si svegliano un mattino…”. Non ho voluto farlo prima, ma visto che insisti devo mio malgrado sottolineare l’ingenuità sottesa a tale affermazione. E qui mi fermo.

          • Francesca

            I magistrati si possono sbagliare e possono anche far prevalere alcune convinzioni personali in quanto essere umani.
            Sinceramente però, 3 gradi di giudizio mi sembra già abbastanza garantisti.

            Poi trovo ridicolo che Chirac (parlando di Francia) sia processato a fine mandato.
            Capisco voler dare al popolo e al Paese, attraverso l’immunità, una certa linea guida e di certezze ma secondo me le cose vanno risolte subito.
            Se fosse successo in Italia farebbe in tempo ad arrivare la prescrizione.
            E comunque è proprio qui che vuole arrivare il sig.B.

          • Comandante Nebbia

            Fully,
            sei sicuro della data dell’intervista di Borrelli?
            Ho fatto una ricerca sull’archivio storico del corriere, ma non l’ho trovata.

            edit: Era il primo maggio, non il dieci. Trovata, eccola. Però andrebbe letta, il senso è leggermente diverso.

          • Doxaliber

            Fully, non mi sembra che i fatti siano andati come li hai descritti tu. Poi le cose bisogna leggerle anche con il clima dell’epoca. Ovvio che l’inchiesta Mani Pulite avesse creato un cataclisma enorme. Ci può stare anche che i magistrati non abbiano avuto sempre un comportamento perfetto (ma puoi anche immaginare le pressioni, anche mediatiche, a cui erano sottoposti all’epoca?). Ovvio che in quel momento è iniziato un braccio di ferro tra Magistratura e Politica, ma i fatti rimangono per come sono, i giudici di Mani Pulite hanno agito sulla base di prove, testimonianze, confessioni. Te lo sei dimenticato Brosio fuori dal tribunale di Milano mandato da un Fede giustizialista che godeva ad ogni nuovo avviso di garanzia?).

            ”. Non ho voluto farlo prima, ma visto che insisti devo mio malgrado sottolineare l’ingenuità sottesa a tale affermazione.

            Io non credo che dare dell’ingenuo al tuo interlocutore sia il miglior modo per far valere le tue ragioni. Mi chiedo, tu ritieni davvero di conoscere l’iter che porta dalla formulazione di un’accusa fino al rinvio a giudizio? Sai quante sono le persone coinvolte nella fase di raccolta delle indagini, nel successivo rinvio a giudizio, nella fase processuale, che si svolge in tre gradi, e nell’eventuale sentenza di condanna? Io dico che prima di avanzare sospetti sul sistema giudiziario italiano sia il caso in primis di informarsi bene sul nostro sistema giuridico, che è strutturato in maniera fin troppo complessa e sicuramente garantista, ed in secondo luogo anche presentare prove e fatti concreti atti a dimostrare, o almeno ad insinuare il sospetto, che i giudici agiscano con la precisa volontà di minare la democrazia di questo paese.
            Oggi ho sentito le parole di Berlusconi da Confesercenti ed ho provato raccapriccio, certe cose non si sentono nemmeno nei peggiori regimi. Mi consola il fatto che sia stato fischiato.

  • Marco Bastianello

    I giudici applicano la legge (scritta non da loro ma da politici) e la nostra giustizia, per quanto troppo lenta, fa bene ad avere tre gradi in cui l’operato del giudice viene controllato da un altro giudice e infine dalla Corte di Cassazione che è un organismo collegiale. Inoltre un giudice può sempre essere indagato da un suo collega. Tutto ciò per evitare quella situazione che secondo alcuni metterebbe il giudice in condizioni di decidere da solo l’applicazione della legge. L’immunità parlamentare è un altro meccanismo colle sue ragioni, perchè riequilibra il potere fra i tre poli, che altrimenti sarebbe troppo sbilanciato verso quello giudiziario se quest’ultimo potesse decidere dei politici (potere esecutivo+legislativo).

    Vero è che ha l’effetto collaterale considerevole di fare dei politici dei più-che-cittadini e per questo è bersaglio facile del malcontento e probabilmente sarebbe giusto abolirla del tutto. Questo perchè fa più male che bene e perchè non rinuncerei per nulla al mondo all’ articolo 3 della Costituzione. Ma immaginiamo che un giudice, applicando male e di proposito la legge condannasse un politico per ragioni personali e questo prontamente finisse in galera. Sarebbe un colpo di stato…

    Non che l’inverso (un politico che decide quando devono agire i magistrati e quando no, come con questo decreto) sia tanto meglio, che ci sia dietro una cattiva motivazione o anche che sia fatto in buona fede. Se i tre poteri non si rispettano anche il migliore ordinamento statale del mondo potrebbe fare poco per tenere in piedi bene un paese.

    Il vero guaio poi del sistema giudiziario italiano è un’altro: la carcerazione preventiva o successiva al solo primo grado. In uno stato ideale (lo so che è impraticabile) nessuno dovrebbe scontare la pena prima dell’ultimo grado di giudizio. Il sistema americano della cauzione,poi, contraddirebbe l’articolo 3 (i ricchi sarebbero più tutelati dei poveri).

    Insomma, pur coi suoi alti ideali che condivido, l’organizzazione statale è un fatto umano e nasce imperfetta.E’ per questo che non funziona in modo ottimale da sè, ma serve disperatamente la fedeltà e la buona intenzione di ogni attore. E’ tutta, come sempre, una questione di educazione civica (ahia)…

    • Francesca

      Non è per questo che ci sono, giustamente anche se la immobilizzano, tre gradi di giudizio?

      • Marco Bastianello

        Certo, ma anche se fossero quattro o cinque la sua imperfezione, perchè gestita da uomini, che possono sbagliare o addirittura essere corrotti, non sparirebbe mai del tutto, specie se si instaura un clima di poca fiducia reciproca fra i tre poteri, quando dovrebbe essere sacro il loro reciproco rispetto. per questo ci vuole tanta educazione civica

        • Francesca

          Su questo concordo pienamente.
          Chissà come mai l’hanno tolta dalla scuola??? 😉

  • F.Maria Arouet

    Riporto alcuni stralci di un interessante articolo apparso su “La rivista del Manifesto”, n° 40, giugno 2003, a firma Mauro Dogliani.

    ” Le immunità sorgono per bloccare attività del potere costituito che, alla luce del diritto positivo, sono perfettamente legittime, ma contrarie al disegno di trasformazione dell’ordinamento di cui il Parlamento, in periodi storici di trasformazione, è portatore e propulsore.
    […]
    Le immunità mettono dunque in evidenza che le costituzioni scritte segnano momenti di passaggio tra ordinamenti giuridici e tra sistemi sociali che si sono combattuti; che questo passaggio consegue a una serie di eventi che si producono sul piano politico, e che, come tali, non sono in grado di trasformare (tanto meno immediatamente) le strutture morali e istituzionali profonde su cui si regge la società nel suo insieme; che le immunità sono lo strumento con cui i portatori del nuovo assetto costituzionale si garantiscono la possibilità di comportamenti politici conflittuali rispetto alla legislazione vigente, e soprattutto rispetto al modo con cui tale legislazione rischia di essere applicata dal ceto giudiziario ereditato dal sistema precedente.
    […]
    Le immunità svolgono dunque una funzione protettiva, che è strumentale a garantire quella che potremmo chiamare la funzione `proiettiva’ della rappresentanza. Le immunità valgono cioè ad assicurare la totale libertà del Parlamento nella scelta dei comportamenti che realizzano la funzione rappresentativa: comportamenti che comprendono tutti quegli atti che, anche – o proprio perché – illeciti, sono giudicati dal Parlamento stesso come carichi di un significato simbolico relativo agli sviluppi possibili dell’ordinamento, e che proprio in quanto tali sono `rappresentativi’.
    È da questo punto di vista che il controllo del giudice diventa inammissibile.
    Questo schema vale perfettamente anche per l’attuale fase, che può essere vista come l’esito di un rivolgimento intervenuto nel senso morale comune, rivolgimento che segna il successo di tutta l’azione di difesa dal processo che il presidente del Consiglio ha sin qui perseguito: quello di presentare la sua posizione di imputato `ribelle’ come una posizione propriamente rappresentativa. Come una posizione cioè che moltissimi cittadini comprendono e condividono, in cui si riconoscono e si vedono rappresentati, perché pensano che con quella ribellione vengano difesi anche loro interessi, o fatte valere anche loro passioni, o comunque espresse simbolicamente loro idiosincrasie. Ci troviamo dunque di fronte a una attività rappresentativa di un nuova concezione della legalità, di un modo di intendere le funzioni politiche e imprenditoriali (ma più ampiamente, l’esplicarsi della libertà individuale) diverso da quello codificato dall’attuale ordinamento. Una concezione, supportata da una forte maggioranza `missionaria’, che richiede, proprio in quanto rappresentativa di un nuovo ordine statu nascenti, di essere tutelata dall’inviolabilità per potersi consolidare contro i residui del passato.”

    Se questa fosse la deriva, il nuovo che avanza, ancorché le tesi di B. sull’uso politico della funzione giudiziaria avessero un qualche fondamento, sarei molto restio a schierarmi con lui.

    • Fully

      Interessante. Ma non credo che l’operato di Berlusconi sia dettato da questo intento di rappresentanza. Io credo che sia più verosimilmente una reazione da parte di colui che – a torto o a ragione – si sente “accerchiato”.

      • F.Maria Arouet

        La sindrome dell’accerchiamento potrebbe essere sufficiente a spiegare il comportamento di B. in sè, ma non spiegherebbe il largo consenso di cui gode. A meno di non voler considerare i suoi fans come degli accerchiati, impegnati ciascuno in qualche decina di procedimenti giudiziari.
        Il che ragionevolmente non è.
        Mentre tutto diventa più plausibile se ipotizzi che quella parte che si sente rappresentata da B. guardi all’ordinamento giudiziario come allo strumento vessatorio dell’ancien régime e a se stessa come il nuovo che avanza, desideroso di affrancarsi da lacci e lacciuoli.

        • Comandante Nebbia

          Mi sembra un’interpretazione un tantino sofisticata.
          Ho l’impressione che si attribuisca impropriamente una vocazione al riformismo del centrodestra che, almeno io, non riesco a riconoscergli.
          Più probabile che la magistratura sia vista come un ostacolo sulla strada del completo controllo della situazione.
          Questo, francamente, suona più in linea con la storia delle persone di cui stiamo parlando.

          • F.Maria Arouet

            Non intendevo parlare di Riformismo nel senso che s’intende attribuirgli quando gli si mette la maiuscola, ma nel senso di modifica del comune sentire, consolidato nelle leggi, custodito dall’ordinamento giudiziario, circa i comportamenti giusti o sbagliati.
            La depenalizzazione del falso in bilancio, per esempio, va in questa direzione. Ancorché non abbia nulla di alto, nè di nobile e non sia certo il frutto di una vocazione.

          • Comandante Nebbia

            A questo punto però, parliamo di un vero e proprio intervento sulla morale.
            Secondo la tua interpretazione, non sono in gioco le leggi, ma proprio i concetti di giustizia ed ingiustizia.

            Personalmente considero questa eventualità molto grave. L’evoluzione di certe valutazioni dovrebbe essere un processo sociale complesso ed indipendente dalle parti politiche.

            Quando la politica fa morale diventa un’altra cosa la cui denominazione richiede l’uso dello stigma degenerativo crociano.

          • F.Maria Arouet

            Secondo me la politica non FA morale, ma sì ne REGISTRA i mutamenti, attraverso le leggi.
            Quando ha successo.
            Com’è nel caso di B.
            Penso di non aver scoperto nulla.

  • Adetrax

    La preoccupazione per le proprie vicende giudiziare e’ solo uno dei motivi che ha costretto Silvio a ricandidarsi, secondo me non e’ quello principale.

    Quand’anche arrivasse una condanna fra qualche anno, potrebbe essere di modestissima entita’ e dato che ha piu’ di 70 anni non solo non andrebbe in prigione ma credo che non gli darebbero neanche gli arresti domiciliari se la pena fosse minore di 3-4 anni.

    La risposta per me e’ si, Silvio fa male in senso assoluto, in senso relativo invece questo atteggiamento non puo’ che giovargli.

    In senso lato la legge e’ uguale per tutti e lui sapeva benissimo che questo momento sarebbe arrivato, se dovesse essere condannato si potrebbero prospettare prima o poi nuove elezioni.

    Benche’, comunque vada, l’intera vicenda possa apparire sconfortante, essa ha una certa utilita” se la si valuta dal punto di vista educativo, cosa di cui i suoi sostenitori, specie i parlamentari, hanno estremo bisogno.

  • Gunnar

    Ho letto tutti i commenti al post di Fully.
    Ho seguito con attenzione anche il “non detto” celato dietro agli interventi e alla fine mi sento almeno un po’ rincuaorato. L’argomentazione di Fully non regge. E per almeno due buone ragioni:
    a) il signifcato della sua azione è+ un derivato della “sua personalissima” convinzione di essere al di sopra della legge. E ciò indipendentemente dal fatto di essere primo ministro o solo un imprenditore.
    b) i magistrati agiscono in base alla norma penale e non in base ad un “pregiudizio” antiberlusconiano. Implicitamente si deve aggiungere che la preoccuapazione di Berlusconi non deriva dal numero dei processi o dal fatto che siano contro di lui. Ma dal fatto che egli sa di avere un conto aperto con la giustizia e sa di non poterlo affrontare come un comune mortale perché se così facesse egli sarebbe immediatamente smascherato, e condannato. Poi potrebbe patteggiare, potrebbe appellalrsi, potrebbero accadere molte cose ma per il momento egli non vuole, non vuole-non vuole correre rischi.
    La psicologia più elementare descrive il comportamento del Sig. B come compulsivo e affetto da sindrome di persecuzione. Dotato di un ego particolarmente impressionante sviluppatosi col tempo e nella assoluta certezza di essere un intoccabile f.d.p.
    Naturalmente la questione potrebbe essere dibattutta a lugno. Ma nel frattempo sipossono avanzare alcune ipotesi. Ma solo una mi interessa avanzare e il tempo vorrà darmi torto o ragione.
    Tra non molto farà qualcosa che piacerà a molti suoi seguaci, ma dispiacerà a moltissimi italiani e anche a qualcuno dei suoi alleati.
    Gunnar

  • Silent Enigma

    l’attenzione della magistratura, più che un dato di fatto è un dato dei fatti!
    Questa è l’unica cosa che mi sento di aggiungere.
    Doxa, francesca, CN, simona e PAolo hanno già detto tutto quello che penso.

    Sottolineo solo come sia curioso citare Montesquieu in uno scritto apologetico verso colui che vede la tripartizione dei poteri come il fumo negli occhi.
    Tralascio le imperfezioni terminologiche, anche gravi (es. notizie di reato che diventano condanne) perché non è questo il punto.

    Il punto è che la mia risposta alla domanda è SI. Cazzo, SI

I commenti sono chiusi.