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	<title>Commenti a: La Crisi Internazionale del Liberismo: Freddie, Fannie e la Favola del Libero Mercato</title>
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	<description>Fece Tanto Freddo che Tutti ci Ammalammo di Anarchia</description>
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		<title>Di: Giacomo</title>
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		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 12:17:20 +0000</pubDate>
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		<description>Vi invito a leggere tutti &quot;La democrazia che non c&#039;è&quot; di Paul Ginsborg.

È la primavera del 1873. Karl Marx e uno dei più grandi pensatori liberali, John Stuart Mill, si incontrano in una piovosa sera londinese a casa di quest&#039;ultimo, in Victoria Street. I due hanno un fitto colloquio, nel quale mettono a confronto le rispettive visioni in merito a temi come la libertà, la democrazia, il progresso, ciascuno sostenendo il proprio pensiero con profondità di argomentazioni, non avendo timore, però, di riconoscere talvolta le ragioni dell&#039;altro. È questo il punto di partenza, quanto mai intrigante, di questo breve pamphlet di Ginsborg. In realtà, per quanto se ne sa, Marx e Mill non si incontrarono mai. Non si può dire, però, che il dialogo immaginato dall&#039;autore sia interamente un&#039;opera di fantasia. Tutte le affermazioni in esso contenute sono infatti autentiche: Ginsborg non ha fatto che estrapolarle dalle opere dei due grandi, nel tentativo di metterne in evidenza le affinità. È da quella conversazione – tesa appunto a suggerire la possibilità di una sintesi fra il pensiero liberale e quello marxiano-socialista – che l&#039;autore trae il pretesto per affrontare il tema centrale del libro: la crisi della democrazia liberale. Nonostante la larghissima diffusione del sistema rappresentativo, infatti, cresciuta esponenzialmente in seguito alla caduta del muro di Berlino, si sarebbe verificata, nei paesi cosiddetti &quot;occidentali&quot;, una vasta disaffezione verso gli istituti democratici, resa manifesta dal calo dell&#039;affluenza alle urne e del tesseramento nei partiti, così come dalla perdita di fiducia nella classe politica e nelle istituzioni da parte di porzioni sempre maggiori della cittadinanza. Tale tendenza, secondo Ginsborg, non sarebbe che il risultato dell&#039;incompiutezza dei sistemi democratici, quando non del loro deterioramento, dovuto a fattori di ordine politico, economico, sociale e culturale. (Luca Briatore)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi invito a leggere tutti &#8220;La democrazia che non c&#8217;è&#8221; di Paul Ginsborg.</p>
<p>È la primavera del 1873. Karl Marx e uno dei più grandi pensatori liberali, John Stuart Mill, si incontrano in una piovosa sera londinese a casa di quest&#8217;ultimo, in Victoria Street. I due hanno un fitto colloquio, nel quale mettono a confronto le rispettive visioni in merito a temi come la libertà, la democrazia, il progresso, ciascuno sostenendo il proprio pensiero con profondità di argomentazioni, non avendo timore, però, di riconoscere talvolta le ragioni dell&#8217;altro. È questo il punto di partenza, quanto mai intrigante, di questo breve pamphlet di Ginsborg. In realtà, per quanto se ne sa, Marx e Mill non si incontrarono mai. Non si può dire, però, che il dialogo immaginato dall&#8217;autore sia interamente un&#8217;opera di fantasia. Tutte le affermazioni in esso contenute sono infatti autentiche: Ginsborg non ha fatto che estrapolarle dalle opere dei due grandi, nel tentativo di metterne in evidenza le affinità. È da quella conversazione – tesa appunto a suggerire la possibilità di una sintesi fra il pensiero liberale e quello marxiano-socialista – che l&#8217;autore trae il pretesto per affrontare il tema centrale del libro: la crisi della democrazia liberale. Nonostante la larghissima diffusione del sistema rappresentativo, infatti, cresciuta esponenzialmente in seguito alla caduta del muro di Berlino, si sarebbe verificata, nei paesi cosiddetti &#8220;occidentali&#8221;, una vasta disaffezione verso gli istituti democratici, resa manifesta dal calo dell&#8217;affluenza alle urne e del tesseramento nei partiti, così come dalla perdita di fiducia nella classe politica e nelle istituzioni da parte di porzioni sempre maggiori della cittadinanza. Tale tendenza, secondo Ginsborg, non sarebbe che il risultato dell&#8217;incompiutezza dei sistemi democratici, quando non del loro deterioramento, dovuto a fattori di ordine politico, economico, sociale e culturale. (Luca Briatore)</p>
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		<title>Di: Cambiamo Pianeta</title>
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		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 08:35:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ovviamente no...</description>
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		<title>Di: ilBuonPeppe</title>
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		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 06:25:19 +0000</pubDate>
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		<description>Esatto.
Giusto &lt;a href=&#039;http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=122&#039; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sette mesi fa scrivevo di queste cose&lt;/a&gt;, in occasione di alcuni eventi... strani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto.<br />
Giusto <a target="_blank" href="http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=122"  rel="nofollow">sette mesi fa scrivevo di queste cose</a>, in occasione di alcuni eventi&#8230; strani.</p>
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		<title>Di: Neottolemo</title>
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		<dc:creator>Neottolemo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 22:12:42 +0000</pubDate>
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		<description>Hussein (intorno al 2000 se non sbaglio) decise di trattare i fondi oil for food da dollari in euro. E lo fece fino alla chiusura del fondo. 
Comunque non è chiaro chi abbia spinto il dittatore verso questa decisione dal momento che la paribas  (dove venne istituito il fondo), l&#039;europa e l&#039;iraq ne guadagnarono tutte. In quell&#039;occasione l&#039;unica che ci rimise fu l&#039;america ed è ben strano che l&#039;onu acconsenti ad una simile operazione.

Comunque l&#039;evento può essere considerato uno dei primi attacchi al petrodollaro. 

Per un molto conciso resoconto, qua: http://it.wikipedia.org/wiki/Oil_for_Food</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hussein (intorno al 2000 se non sbaglio) decise di trattare i fondi oil for food da dollari in euro. E lo fece fino alla chiusura del fondo.<br />
Comunque non è chiaro chi abbia spinto il dittatore verso questa decisione dal momento che la paribas  (dove venne istituito il fondo), l&#8217;europa e l&#8217;iraq ne guadagnarono tutte. In quell&#8217;occasione l&#8217;unica che ci rimise fu l&#8217;america ed è ben strano che l&#8217;onu acconsenti ad una simile operazione.</p>
<p>Comunque l&#8217;evento può essere considerato uno dei primi attacchi al petrodollaro. </p>
<p>Per un molto conciso resoconto, qua: <noindex><a target="_blank" rel="nofollow" href="http://www.mentecritica.net/goto/http://it.wikipedia.org/wiki/Oil_for_Food"  rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Oil_for_Food</a></noindex></p>
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		<title>Di: Iniquo</title>
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		<dc:creator>Iniquo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 21:45:24 +0000</pubDate>
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		<description>Se non ricordo male si vociferava sulla volontà di Saddam Hussein di esportare il petrolio chiedendo in cambio euri e non dollari, poi ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non ricordo male si vociferava sulla volontà di Saddam Hussein di esportare il petrolio chiedendo in cambio euri e non dollari, poi &#8230;</p>
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		<title>Di: ilBuonPeppe</title>
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		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 21:39:00 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho dati certi su questo, ma non mi sorprenderebbe sapere che Cina ed Arabia stiano pian piano smaltendo le enormi riserve di dollari che hanno in cassa.
Quando avranno ridotto ad un livello ragionevole la cartaccia (perchè di questo si tratta) verde, allora non si faranno alcuno scrupolo di mandare gli americani dove meritano.
Ora il dubbio è: cosa sta facendo l&#039;Europa su questo fronte?
Quando arriverà il momento, chi avrà le tasche piene di dollari seguirà gli USA nel baratro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho dati certi su questo, ma non mi sorprenderebbe sapere che Cina ed Arabia stiano pian piano smaltendo le enormi riserve di dollari che hanno in cassa.<br />
Quando avranno ridotto ad un livello ragionevole la cartaccia (perchè di questo si tratta) verde, allora non si faranno alcuno scrupolo di mandare gli americani dove meritano.<br />
Ora il dubbio è: cosa sta facendo l&#8217;Europa su questo fronte?<br />
Quando arriverà il momento, chi avrà le tasche piene di dollari seguirà gli USA nel baratro.</p>
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		<title>Di: Adetrax</title>
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		<dc:creator>Adetrax</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 18:16:29 +0000</pubDate>
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		<description>Si, giustamente il termine è un pò ambiguo;  in questo contesto non intendevo tanto il liberismo all&#039;americana in stile far west, bensì qualcosa di più regolato, all&#039;europea insomma.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, giustamente il termine è un pò ambiguo;  in questo contesto non intendevo tanto il liberismo all&#8217;americana in stile far west, bensì qualcosa di più regolato, all&#8217;europea insomma.</p>
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		<title>Di: Adetrax</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/freddie-fannie-e-la-favola-del-libero-mercato/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/6901/#comment-33200</link>
		<dc:creator>Adetrax</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 18:14:06 +0000</pubDate>
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		<description>Bisogna distinguere fra due fenomeni:

- quello della lotta per la sopravvivenza fra imprese private, lotta nella quale quelle che hanno subito situazioni avverse o che comunque hanno compiuto troppi errori e non si sono cautelate in tempo, deperiscono fino a fallire per essere poi, se tutto va bene, incorporate da altre imprese più sane / forti;

- la conduzione macro-economica di una nazione.

Ora spero che tutti siano abbastanza convinti che il problema negli USA non è quello di individuare e applicare buone politiche economiche che conducano al benessere sostenibile, bensì quello di far coesistere determinati obiettivi incentrati sulla geopolitica mondiale con il fatto di far sussistere quei 300 milioni di esseri che consentono il funzionamento dell&#039;infernale meccanismo.

&lt;blockquote&gt;
Che cosa possono fare i democratici? e che razza di ciclo economico vogliono rianimare?
&lt;/blockquote&gt;

L&#039;alternanza del governo serve appunto ad alternare i cicli di guerra con quelli di semi-pace necessaria per ricaricare le &quot;riserve&quot; / &quot;batterie&quot;.

La cosa interessante è che qualsiasi preferenza accordata dal popolo va bene a chi governa;  se saranno confermati i repubblicani si andrà avanti con la politica aggressiva e di allargamento geopolitico, altrimenti si farà una pausa, semprechè ci siano le condizioni per farla.

Dopotutto, come ha detto Bush, la costituzione è solo uno &quot;stramaledetto pezzo di carta&quot; e probabilmente lo sono anche i soldi in circolazione.

Il ciclo economico si può rianimare in moltissimi modi e sicuramente negli USA non mancano di certo i successori di Greenspan capaci di compiere cose notevoli (semprechè abbiano il permesso di farlo appieno);  la questione principale però rimane sempre quella: vorranno farlo ?

Da che cosa dipenderà la decisione se insistere nell&#039;espansione geopolitica o fermarsi ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna distinguere fra due fenomeni:</p>
<p>- quello della lotta per la sopravvivenza fra imprese private, lotta nella quale quelle che hanno subito situazioni avverse o che comunque hanno compiuto troppi errori e non si sono cautelate in tempo, deperiscono fino a fallire per essere poi, se tutto va bene, incorporate da altre imprese più sane / forti;</p>
<p>- la conduzione macro-economica di una nazione.</p>
<p>Ora spero che tutti siano abbastanza convinti che il problema negli USA non è quello di individuare e applicare buone politiche economiche che conducano al benessere sostenibile, bensì quello di far coesistere determinati obiettivi incentrati sulla geopolitica mondiale con il fatto di far sussistere quei 300 milioni di esseri che consentono il funzionamento dell&#8217;infernale meccanismo.</p>
<blockquote><p>
Che cosa possono fare i democratici? e che razza di ciclo economico vogliono rianimare?
</p></blockquote>
<p>L&#8217;alternanza del governo serve appunto ad alternare i cicli di guerra con quelli di semi-pace necessaria per ricaricare le &#8220;riserve&#8221; / &#8220;batterie&#8221;.</p>
<p>La cosa interessante è che qualsiasi preferenza accordata dal popolo va bene a chi governa;  se saranno confermati i repubblicani si andrà avanti con la politica aggressiva e di allargamento geopolitico, altrimenti si farà una pausa, semprechè ci siano le condizioni per farla.</p>
<p>Dopotutto, come ha detto Bush, la costituzione è solo uno &#8220;stramaledetto pezzo di carta&#8221; e probabilmente lo sono anche i soldi in circolazione.</p>
<p>Il ciclo economico si può rianimare in moltissimi modi e sicuramente negli USA non mancano di certo i successori di Greenspan capaci di compiere cose notevoli (semprechè abbiano il permesso di farlo appieno);  la questione principale però rimane sempre quella: vorranno farlo ?</p>
<p>Da che cosa dipenderà la decisione se insistere nell&#8217;espansione geopolitica o fermarsi ?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Fronteddu</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/freddie-fannie-e-la-favola-del-libero-mercato/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/6901/#comment-33179</link>
		<dc:creator>Carlo Fronteddu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 16:45:54 +0000</pubDate>
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		<description>Avresti fatto altrimenti tu? :smile:</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avresti fatto altrimenti tu? <img src='http://www.mentecritica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':smile:' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: ilBuonPeppe</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/freddie-fannie-e-la-favola-del-libero-mercato/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/6901/#comment-33158</link>
		<dc:creator>ilBuonPeppe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 14:26:45 +0000</pubDate>
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		<description>@Adetrax
Il modello liberista esalta le singole individualità mettendole in competizione in un ring senza tante regole; questo, senza troppoa sorpresa, fa sì che emergano i peggiori perchè (come dici giustamente) il male è nell&#039;uomo.
Per far funzionare il liberismo a beneficio di tutti bisognerebbe controllarlo, gestirlo, mettergli dei freni... ma allora non sarebbe più liberismo.
Liberismo ed economia pianificata sono i due estremi, ma la soluzione sta nel mezzo: ecco perchè sono fallimentari.
Il compito della politica (tra gli altri) dovrebbe essere appunto quello di trovare &quot;un&quot; punto di mezzo capace di distribuire benessere ai cittadini. Invece...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Adetrax<br />
Il modello liberista esalta le singole individualità mettendole in competizione in un ring senza tante regole; questo, senza troppoa sorpresa, fa sì che emergano i peggiori perchè (come dici giustamente) il male è nell&#8217;uomo.<br />
Per far funzionare il liberismo a beneficio di tutti bisognerebbe controllarlo, gestirlo, mettergli dei freni&#8230; ma allora non sarebbe più liberismo.<br />
Liberismo ed economia pianificata sono i due estremi, ma la soluzione sta nel mezzo: ecco perchè sono fallimentari.<br />
Il compito della politica (tra gli altri) dovrebbe essere appunto quello di trovare &#8220;un&#8221; punto di mezzo capace di distribuire benessere ai cittadini. Invece&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/freddie-fannie-e-la-favola-del-libero-mercato/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/6901/#comment-33143</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 13:36:23 +0000</pubDate>
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		<description>Se guardiamo i dati anche durante la presidenza Clinton il debito pubblico americano ha avuto un impennata esponenziale. Ho letto proprio oggi che gli USA si apprestano ad avere un rapporto debito pubblico pil del 300% (in Italia dovrebbe essere al 103 % ed uno dei peggiori) costa molto socializzare le perdite delle banche americane. Che vincano i democratici o i neocon di sicuro vedranno una solo soluzione. Una guerra.
Ricordo sempre una foto del mio libro di storia delle superiori. Il capitolo era sulla repubblica di Weimer e li si vedeva un enorme braciere dove dei soldati tedeschi buttavano tonnellate di banconote in marchi. Penso che sia la fine che farà il dollaro stampato con il ciclostile che gli usa rifilano alle nostre banche centrali. I mercati si spostano a est è evidente. Perché l&#039;Europa ha avuto cosi fretta di inglobare i paesi ex urss ? serviva un mercato alternativo. Quando nessuno avrà più bisogno del mercato USA imploso tutti (per primi cinesi e arabi) si sbarazzeranno dei rotoli di carta igienica verde e il castello di carta crollerà, speriamo solo che non ci trascineranno con loro nel baratro (a meno che i nostri politici non vorranno suicidarsi di proposito per seguire il loro idolo d&#039;oro).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se guardiamo i dati anche durante la presidenza Clinton il debito pubblico americano ha avuto un impennata esponenziale. Ho letto proprio oggi che gli USA si apprestano ad avere un rapporto debito pubblico pil del 300% (in Italia dovrebbe essere al 103 % ed uno dei peggiori) costa molto socializzare le perdite delle banche americane. Che vincano i democratici o i neocon di sicuro vedranno una solo soluzione. Una guerra.<br />
Ricordo sempre una foto del mio libro di storia delle superiori. Il capitolo era sulla repubblica di Weimer e li si vedeva un enorme braciere dove dei soldati tedeschi buttavano tonnellate di banconote in marchi. Penso che sia la fine che farà il dollaro stampato con il ciclostile che gli usa rifilano alle nostre banche centrali. I mercati si spostano a est è evidente. Perché l&#8217;Europa ha avuto cosi fretta di inglobare i paesi ex urss ? serviva un mercato alternativo. Quando nessuno avrà più bisogno del mercato USA imploso tutti (per primi cinesi e arabi) si sbarazzeranno dei rotoli di carta igienica verde e il castello di carta crollerà, speriamo solo che non ci trascineranno con loro nel baratro (a meno che i nostri politici non vorranno suicidarsi di proposito per seguire il loro idolo d&#8217;oro).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Cambiamo Pianeta</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/freddie-fannie-e-la-favola-del-libero-mercato/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/6901/#comment-33141</link>
		<dc:creator>Cambiamo Pianeta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 13:19:04 +0000</pubDate>
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		<description>I questa bella storiella, noto che all&#039;europeo viene ritagliato il ruolo di chi non conta un cazzo. Interessante...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I questa bella storiella, noto che all&#8217;europeo viene ritagliato il ruolo di chi non conta un cazzo. Interessante&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Carlo Fronteddu</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/freddie-fannie-e-la-favola-del-libero-mercato/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/6901/#comment-33140</link>
		<dc:creator>Carlo Fronteddu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 13:05:09 +0000</pubDate>
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		<description>Scena: Un russo, un cinese, un americano ed un europeo giocano a poker in un saloon, la partita è splendida e non concede un attimo di disattenzione ai quattro. Apparentemente la partita si mette bene per lo yankee, la sua parte e ricolma di soldi, lentamente inizia a perdere, lentamente, poi con maggiore velocità. Lo yankee decide di alzare il tiro e bluffa in mano ha solo una doppia coppia di 5 e 3, ma nessuno lo può sapere, arrogantemente butta tutti i soldi che ha sul piatto, gli altri fanno altrettanto, il bluff cade, il cinese impassibile aveva una tripla di re e una coppia di 9, il piatto va a lui. Per continuare a giocare, lo yankee si indebita con il cinese e con l&#039;europeo. Gli butta peggio. Che cazzo fare? Lo yankee ha l&#039;illuminazione: tira fuori la pistola, il cinese ed il russo fanno lo stesso di rimando...
E&#039; la fine?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scena: Un russo, un cinese, un americano ed un europeo giocano a poker in un saloon, la partita è splendida e non concede un attimo di disattenzione ai quattro. Apparentemente la partita si mette bene per lo yankee, la sua parte e ricolma di soldi, lentamente inizia a perdere, lentamente, poi con maggiore velocità. Lo yankee decide di alzare il tiro e bluffa in mano ha solo una doppia coppia di 5 e 3, ma nessuno lo può sapere, arrogantemente butta tutti i soldi che ha sul piatto, gli altri fanno altrettanto, il bluff cade, il cinese impassibile aveva una tripla di re e una coppia di 9, il piatto va a lui. Per continuare a giocare, lo yankee si indebita con il cinese e con l&#8217;europeo. Gli butta peggio. Che cazzo fare? Lo yankee ha l&#8217;illuminazione: tira fuori la pistola, il cinese ed il russo fanno lo stesso di rimando&#8230;<br />
E&#8217; la fine?</p>
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		<title>Di: Neottolemo</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/freddie-fannie-e-la-favola-del-libero-mercato/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/6901/#comment-33139</link>
		<dc:creator>Neottolemo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 12:55:21 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo in parte.

Le spese militari (specie se sfrenate) sono un importantissimo motore economico. L&#039;america ha il consistente problema di avere una bilancia dei pagamenti spaventosamente negativa. Questo perchè gli usa non sono un paese esportatore.

Già con il new deal l&#039;america dimostrò appieno come per far funzionare l&#039;economia servisse uno stato che mettesse in moto dei settori &quot;trainanti&quot;. Il new dial da solo comunque on bastò a risollevare l&#039;america dalla grande depressione, ma per loro fortuna da li a poco entrarono in guerra. Dopo la guerra l&#039;america ha un breve periodo in cui &quot;usa&quot; l&#039;europa come motore per la sua economia esportando a più non posso (frigoriferi, televisori e tutta la roba &quot;nuova&quot; dell&#039;epoca). In seguito emergeranno nazioni (ed economie) capaci di vendere gli stessi prodotti a prezzi di gran lunga inferiori dando un nuovo colpo all&#039;economia americana.
La nuova occasione di ripresa è la corsa agli armamenti durante la guerra fredda (che ora è considerato come il più grande motore dell&#039;economia della seconda metà del &#039;900). Caduto il muro si rientra in crisi, crisi che stiamo subendo ancora adesso.

A questo va aggiunto il circuito del dollaro, che fino a poco fa garantiva all&#039;america di non inflazionare la moneta pur avendo un enorme debito pubblico ma ora è stato intaccato dall&#039;euro e dal prezzo del petrolio (ricordo che il petrolio viene commerciato in dollari).

In sostanza dubito che democratica o repubblicana, l&#039;america possa seguire dinamiche isolazioniste per uscire dalla crisi. Ne va della sua sopravvivenza ormai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo in parte.</p>
<p>Le spese militari (specie se sfrenate) sono un importantissimo motore economico. L&#8217;america ha il consistente problema di avere una bilancia dei pagamenti spaventosamente negativa. Questo perchè gli usa non sono un paese esportatore.</p>
<p>Già con il new deal l&#8217;america dimostrò appieno come per far funzionare l&#8217;economia servisse uno stato che mettesse in moto dei settori &#8220;trainanti&#8221;. Il new dial da solo comunque on bastò a risollevare l&#8217;america dalla grande depressione, ma per loro fortuna da li a poco entrarono in guerra. Dopo la guerra l&#8217;america ha un breve periodo in cui &#8220;usa&#8221; l&#8217;europa come motore per la sua economia esportando a più non posso (frigoriferi, televisori e tutta la roba &#8220;nuova&#8221; dell&#8217;epoca). In seguito emergeranno nazioni (ed economie) capaci di vendere gli stessi prodotti a prezzi di gran lunga inferiori dando un nuovo colpo all&#8217;economia americana.<br />
La nuova occasione di ripresa è la corsa agli armamenti durante la guerra fredda (che ora è considerato come il più grande motore dell&#8217;economia della seconda metà del &#8217;900). Caduto il muro si rientra in crisi, crisi che stiamo subendo ancora adesso.</p>
<p>A questo va aggiunto il circuito del dollaro, che fino a poco fa garantiva all&#8217;america di non inflazionare la moneta pur avendo un enorme debito pubblico ma ora è stato intaccato dall&#8217;euro e dal prezzo del petrolio (ricordo che il petrolio viene commerciato in dollari).</p>
<p>In sostanza dubito che democratica o repubblicana, l&#8217;america possa seguire dinamiche isolazioniste per uscire dalla crisi. Ne va della sua sopravvivenza ormai.</p>
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		<title>Di: Svolte Epocali</title>
		<link>http://www.mentecritica.net/freddie-fannie-e-la-favola-del-libero-mercato/meccanica-delle-cose/chiamiamola-economia/ilbuonpeppe/6901/#comment-33136</link>
		<dc:creator>Svolte Epocali</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 12:35:55 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Il Leviatano ha fallito. Ancora....&lt;/strong&gt;

La mano del Leviatano ha salvato da un collasso certo Fannie Mae e Freddie Mac, i due mega-istituti che detengono il controllo della maggior parte dei mutui immobiliari Usa....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Leviatano ha fallito. Ancora&#8230;.</strong></p>
<p>La mano del Leviatano ha salvato da un collasso certo Fannie Mae e Freddie Mac, i due mega-istituti che detengono il controllo della maggior parte dei mutui immobiliari Usa&#8230;.</p>
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