Arriva l’Uccello di Fiamma 14


Mi chiedo, sinceramente, chi ricorderà questa pietosa perdita di tempo del dibattito sulla fiducia alle camere quando, tra qualche tempo, mentre Berlusconi sarà da qualche parte a sorseggiare il suo drink, qui si sarà nel pieno del l'”ognuno per sé, Dio per tutti”.

La democrazia è un lusso che possono concedersi nazioni avanzate economicamente e culturalmente. Un Berlusconi può essere faticosamente superato da un paese robusto, in buone condizioni economiche e sociali. Anzi, in un paese di questo tipo, probabilmente Berlusconi non avrebbe nemmeno attecchito. Gli anticorpi avrebbero svolto la loro funzione confinandolo in una cella. Invece, in Italia, la cazzata di lasciar decidere alle vecchiette di “OK il prezzo è giusto” ed agli ipodotati alla Giuseppe Cruciani chi dovesse essere il presidente del consiglio, ha indotto una malattia mortale irreversibile.

In una nazione come la nostra, prima di accedere al seggio, anzi, prima ancora di ricevere il certificato elettorale, sarebbe stato necessario porre una serie di domande:

  1. Le piace OK il Prezzo è Giusto?
  2. Chi è l’ultima tettona del Grande Fratello?
  3. Il vero problema del calcio italiano sono gli stranieri?
  4. Quanto è lungo il suo pisello (per lui)?
  5. Sarebbe disposta ad ingoiare per fare la ministra (per lei)?

Premesso che sarei stato escluso dall’importante diritto in virtù della risposta alla domanda 4 (nessun meccanismo è veramente perfetto), ritengo che una riforma della legge elettorale in questo senso avrebbe salvaguardato l’Italia da certi rischi ed ora non staremmo qui a fare il countdown verso il fallimento.

Fallimento che per alcuni risparmiatori è già arrivato Doppiamente divertente la cosa perché ha coinvolto gente convinta di aver investito in titoli sicuri, garantiti da una banca nazionale.

V.S., risparmiatore veneto, aveva investito 15mila euro in obbligazioni emesse dalla Bank of Ireland. Tornato dalle vacanze estive, ha scoperto che i suoi 15mila euro erano diventati 15 centesimi di euro: i risparmi faticosamente accumulati non bastavano più neppure per comprare una caramella. F.R e altri tre facoltosi risparmiatori romani hanno avuto lo stesso shock al ritorno dalle vacanze: il milione di euro investito nei bond di Bank of Ireland si era trasformato, senza alcun preavviso, in 10 euro. Sono almeno 150-200 le famiglie italiane coinvolte nell’incredibile storia di Bank of Ireland. […] Ricapitoliamo, dunque. Bank of Ireland organizza una ristrutturazione del debito subordinato accettabile per chi aderisce alla sua offerta, ma capestro per chi non accetta: lo fa con l’Ok della Commissione europea. Poi comunica il tutto alle banche italiane, le quali decidono di stare zitte e di lavarsene le mani. I risparmiatori non ne sanno nulla, e dunque non aderiscono all’offerta. Morale: si trovano a pagare per il salvataggio di una delle più speculative banche irlandesi. Oggi sono aggrappati solo alle associazioni dei consumatori, come Adusbef e Aduc: quest’ultima – riferisce Giuseppe D’Orta di Aduc – ha già scritto alla Consob, sta per inviare una lettera di contestazione a Bank of Ireland e sta preparando i reclami alle banche. Qualcuno pensa anche alla class action.

No, la notizia non arriva da uno dei soliti siti sul signoraggio bancario, ma la trovate su “Il Sole 24 Ore“. La riporta anche il Corriere della Sera che, essendo impegnato nella radiocronaca minuto per minuto dell’inutile e ridicola seduta sulla fiducia, ha tempo solo per ricopiarla e nasconderla nelle pagine interne dell’economia.

Uccello di Fiamma – Puntali disponibili prima dell’arroventamento.
E’ prevista una dilatazione del 30% al calor bianco

V.S. è solo il primo ad aver beccato una mazza rovente rostrata di dimensioni bibliche nel bel mezzo del culo. Silenziosamente, per evitare che la gente vada nel panico, la macchia d’olio si allarga e si rischia di ritrovarsi con la merda al naso mentre si guarda Berlusconi che fa l’uomo di stato in TV o si commenta la notizia della cellulite sul culo di Pippa.

Divertiamoci a guardare la partita. In fondo, come sempre, ai giocatori di pallone va bene qualsiasi risultato tanto beccano comunque l’ingaggio e fottono lo stesso le veline. I tifosi, invece, quelli che si addannano  per ore sugli spalti, fanno a botte tra di loro e giocano la bolletta sul risultato della partita, quelli sì che in funzione del risultato hanno da perdere.

Stavolta non basterà tornare a casa, bisticciare con la moglie e picchiare i figli per sfogare la delusione. La mazza rovente e rostrata, anche detta l’Uccello di Fiamma, produce ferite profonde alle quali è difficile porre rimedio anche usando barili di Pasta di Fissan e interi container di Foille.


14 commenti su “Arriva l’Uccello di Fiamma

  • fma

    Cosa vuoi che ti dica: a me V.S. fa tenerezza.
    Ci ha pensato su, s’è consigliato con gente del ramo (sul quale stava seduto), Bank of Ireland non è mica come Cirio e Parmalat che te le trovi tra i piedi, devi proprio andarla a cercare. E guarda, poveretto, cosa gli va a capitare!

  • anton2011

    Ancora c’è chi si fida delle offerte di investimento delle banche?
    Ma non era bastato il crak dei bond argentini? Ancora tremo ricordando
    una recente dichiarazione al tg di Ferruccio de Bortoli, circa la convenienza di investire nei titoli di stato italiani. Qualcuno l’avrà bevuta? Chissà, staremo a vedere se le mazze ferrate si faranno più appuntite e implacabili.

  • Marco

    non ne sapevo niente neppure io. Ma, certo, insistere ancora a fare i Tafazzi con le banche è da folli, sopratutto in questi ultimi anni. Meglio mettersi gli euro sotto il materasso, anzi, prima cambiarli in oro che non si sa mai, o meglio ancora se si hanno ‘sti gruzzoli da buttare via meglio farlo su qualche pezzo di terra e imparare a vangarla, visto l’aria che tira.

  • claudio

    Le citate obbligazioni della banca d’irlanda sono “obbligazioni subordinate”, cioè obbligazioni ad elevato rischio in quanto subordinate ad altre prioritarie obbligazioni o debiti della banca. Chi le acquista riceve interessi elevati ma deve essere a conoscenza dei rischi che si corrono in caso di difficoltà della stessa banca. Quindi non allarmiamo più del giusto i sottoscrittori di BTP che non possono essere paragonati ai rischiosi titoli subordinati.

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