Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Fosse Comuni in Libia: Un Falso Costruito ad Arte, Google Maps lo Dimostra!" è stato scritto da kurt
Il 22 scorso si diffonde in rete un video nel quale si vedono degli uomini in abiti che ne caratterizzano l’appartenenza ad un etnia araba che scavano delle fosse su una spiaggia. Le fosse aperte sono diverse decine, quelle già coperte diverse centinaia, forse migliaia. Una delle fosse ancora aperte è evidentemente destinata ad un bambino, viste le ridotte dimensioni. Gli uomini al lavoro sono decine. Non si vedono cadaveri. Le fosse sono rudimentali e danno l’impressione di sepolture di emergenza, ma sono visibili mattoni e sacchi di cemento. In un’inquadratura si capisce che i mattoni servono per arginare la sabbia della fossa e il cemento è usato per ricoprire la sepoltura. Sul cemento fresco viene scritto, con un oggetto appuntito, plausibilmente il nome del defunto.
Il sito che per primo diffonde il filmato “One day on heart” lo data al 22 febbraio e lo presenta come la documentazione di sepolture di massa a Tripoli in Libia a seguito dei massacri operati dalle milizie fedeli a Gheddafi. In italiano, le sepolture di massa diventano misteriosamente “fosse comuni”, anche se nel filmato è evidente che ad ogni defunto è destinata una sepoltura singola.
Guardando il filmato sotto la suggestione delle notizie terribili che arrivano dalla Libia, si ha la sensazione che gli assassinati dai fedeli a Gheddafi sono talmente tanti che si è costretti a seppellirli sommariamente in cimiteri improvvisati sulle spiagge in tombe allestite con mezzi di fortuna.
Il sito che ha diffuso il filmato fornisce anche le coordinate geografiche del luogo dove è stato ripreso: 32 54′ 30″ N 13 14′ 46 E” E. Immettendo queste coordinate in Google Maps e settando la modalità satellite si riceve questa foto satellitare:

Foto visualizzabile direttamente in Google Maps a questo link. Immettendo le stesse coordinate in Google Earth, si scopre che il rilevamento satellitare risale al 14 agosto 2010, sette mesi fa. In effetti, One day on Earth, parla esplicitamente di “Ashaat Cemetery – Tripoli – Libya”. La foto satellitare evidenzia chiaramente che le sepolture sono evidentemente quelle “usuali” per quel cimitero e non un allestimento di emergenza.
Riassumiamo:
Qualcuno propone sulla rete un filmato che lascia intendere che migliaia di morti sono inumati sommariamente su una spiaggia a seguito di massacri ordinati da Gheddafi. Il Telegraph (quotidiano britannico) rilancia la notizia. Tutti i principali siti d’informazione la riprendono e incominciano a parlare di diecimila morti in Libia a seguito della sommossa. La pubblica opinione inorridisce.
In realtà, il cimitero sulla spiaggia le sepolture esistono almeno da agosto scorso. Se anche il filmato è realmente del 22 febbraio scorso, le tombe in preparazione sono poche decine, non si vedono cadaveri e c’è una generale atmosfera di rilassatezza che poco si concilierebbe con una tragedia di tali proporzioni.
Ovviamente, dieci morti non sono meno gravi di diecimila. Ogni persona che muore per mano di un tiranno è una vittima innocente che deve suscitare giustamente sdegno in tutti noi. Gheddafi è un dittatore orribile e merita di essere cancellato dalla faccia della terra. Questo però non giustifica operazione di disinformazione grossolane come questa.
E’ evidente che le riserve petrolifere della Libia hanno un valore strategico. E’ altrettanto evidente che gli Stati Uniti non possono impegnarsi direttamente nel controllo di una regione che rischia di passare nelle mani del fondamentalismo islamico senza che questo scateni una terribile reazione a catena. E’ immediato che un’azione militare di carattere umanitario avrebbe un sostegno maggiore, specialmente se appoggiata dallo sdegno dell’opinione pubblica. L’Unione Europea progetta un’azione umanitaria, i conti tornano, la disinformazione, ancora una volta, manipola tutti noi.
N.d.R.: Kurt è lo pseudonimo dietro il quale si cela l’identità di un “private contractor”, termine internazionale utilizzato per definire quello che in italiano è “mercenario”. Kurt ha consolidata esperienza nell’analisi dei dati sul campo, nella valutazione delle informazioni di intelligence e nella maskirovka, termine tecnico di origine russa che indica le operazioni militari basate sulla disinformazione (Military deception). Kurt si è ritirato nel 2007, dopo una sfortunata operazione in Africa centrale di cui narreremo su MC. Chi è interessato alla sua storia, può leggerla a questo link.

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Grazie Kurt!
In effetti qualche dubbio si pone, guardando bene il filmato. Non sono mai stata in Libia ma in Eggitto si, ed ho visitato anche un cimitero, diverso da quello che si vede nel video: una specie di cappella con un solo loculo per famiglia, perchè mi è stato spiegato, i morti vengono depositati man mano uno sull’altro, avendo così sotto i più vecchi ridotti ormai in polvere e sopra il più recente. Mi lascia quindi perplessa questo cimitero fatto in riva al mare, che comunque non è una fossa comune. Un’altra cosa che posso assicurare è che lì i funerali sono molto tragici con donne che urlano, e l’insieme nel video mi sembra più “un cantiere” tranquillo senza una guerra civile che incombe L’abbigliamento mi sembra adatto al mese di febbraio, non a quello di luglio (sarebbero coperti lo stesso ma con galabie di cotone, senza giacche). Mah! chissà quante balle ci raccontano!
[...] las tecnologías modernas acudieron en socorro del informador, que es lo que hicieron enseguida algunos de ellos. A través de Google Maps obtuvieron las coordinadas del lugar de las fosas comunes (32-54-30N, [...]
[...] tecnologies modernes van acudir en auxili de l’informador, que és el que van fer de seguida alguns d’ells. A través de Google Maps van obtenir les coordinades del lloc de les fosses comunes (32-54-30N, [...]
[...] l’ennesima operazione di disinformazione (si veda a tal proposito la nostra indagine “Fosse Comuni in Libia: Un Falso Costruito ad Arte, Google Maps lo Dimostra!“), ha risvegliato l’interesse dell’opinione pubblica per una figura fra il [...]
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io non avevo capito una mazza…..
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[...] (3) http://translate.google.com/translate?hl=en&sl=ru&tl=en&u=http%3A… (4) http://www.mentecritica.net/fosse-comuni-in-libia-un-falso-costruito-ad-arte-… (5) http://irregolare.wordpress.com/2011/03/04/vengo-da-tripoli-e-vi-dico-che-i-g… (6) [...]
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[...] autoritario, probabilmente sanguinario[2] (anche se i bombardamenti sulle folle, tanto quanto le famose fosse comuni, sono con ogni probabilità delle bufale, come ha dimostrato qualcuno), ma che ad ogni modo, [...]
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[...] http://www.mentecritica.net/fosse-comuni-in-libia-un-falso-costruito-ad-arte-google-maps-lo-dimostra… [...]
[...] (3) http://translate.google.com/translate?hl=en&sl=ru&tl=en&u=http%3A… (4) http://www.mentecritica.net/fosse-comuni-in-libia-un-falso-costruito-ad-arte-… (5) http://irregolare.wordpress.com/2011/03/04/vengo-da-tripoli-e-vi-dico-che-i-g… [...]
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[...] le bufale fu quella sulle tombe del cimitero di Tripoli spacciate per fosse comuni di oppositori (operazione di disinformazione svelata in anteprima mondiale da MenteCritica) e sui 10000 morti assassinati dal regime nella fase precedente all’invasione [...]
[...] Si ricorda anche la bufala delle false fosse comuni in Libia smascherata da Mentecritica e rimbalzata su tutti gli organi di stampa internazionali tranne che [...]
[...] Altro caso clamoroso è quello dei due fucilieri di marina reclusi in India, “i due marò”, come li ha battezzati la stampa mainstream. Ma qualcuno si è mai chiesto che cosa ci facessero due marinai italiani su una petroliera privata che trasportava un carico privato? Le missioni di pattugliamento affidate ad unità della marina militare nell’ambito di accordi internazionali sono una cosa, due uomini del reggimento San Marco usati come metronotte ne sono un’altra. Lasciando per un attimo da parte l’aspetto umano della loro detenzione, perché hanno sparato contro un’unità senza disporre delle conferme che solo l’apparato tecnologico di una squadriglia navale può fornire? Anche in quel caso i media non si pongono nessuna domanda, lasciano solo il popolo bue dei social a rimbalzarsi stupidi meme senza un briciolo di spirito critico come nel clamoroso caso delle fosse comuni in Libia che proprio mentecritica ha smascherato in anteprima mondiale. [...]
[...] leggi l’indagine di Kurt che ha smascherato a livello mondiale le bugie della Nato. [...]
[...] su forum, si propongono per interviste e consulenze a giornalisti o si offrono per missioni. Il mio studio sulle “fosse comuni” in Libia ha avuto rilevanza internazionale e mi ha dato una visibilità che si è dimostrata fastidiosa. Io [...]