Forse un Angelo Sei
24 luglio, 2010 - 12:51 di Comandante Nebbia
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Sotto le finestre della mia casa c’è un incrocio molto pericoloso. Solo dopo aver installato dei semafori, incidenti e tamponamenti si sono rarefatti, ma mai scomparsi. Da un episodio alla settimana, si è passati ad un incidente ogni tre mesi, più o meno. Tutto sommato un risultato apprezzabile.
Due o tre settimane fa c’è stato uno schianto peggiore dei precedenti. Un ragazzo in motorino, probabilmente minorenne, ha investito la fiancata di un auto che stava attraversando l’incrocio. Gli esiti sono stati gravissimi. Il ragazzo, dopo qualche giorno, è morto.
Ieri sera, verso le 21.00, mentre mia figlia stava andando a letto, ho sentito un grande strombazzare di clacson di auto e di moto. Mi affaccio e vedo una cinquantina di ragazzi, con i loro motorini e con qualche auto, fermarsi sull’incrocio e stendere uno striscione con la scritta “Forse un angelo sei…, (disegno di un cuore) R.B.”.
Dopo il chiasso iniziale, il tutto si è svolto in silenzio. A parte le suonerie fantasiose dei cellulari che squillavano continuamente. Messo lo striscione e un grappolo di palloncini bianchi e azzurri, un po’ alla volta i ragazzi sono andati via alla spicciolata. La maggior parte di loro senza casco.
La morte è una cosa seria. Quella di un giovane è cosa serissima e dovrebbe insegnare o lasciare qualcosa perché, altrimenti, ha ancora meno senso di quanto ne abbia normalmente.
Mi sarebbe piaciuto che i ragazzi fossero arrivati in silenzio, senza striscioni e palloncini, con i cellulari spenti. Mi sarebbe piaciuto che si fossero fermati sul posto dove il loro amico è morto e gli avessero giurato, uno per uno, che una cosa del genere non accadrà mai a nessuno di loro perché il suo sacrificio li ha resi più adulti. Mi sarebbe piaciuto, ieri sera, andare a dormire pensando che i nostri ragazzi sono meglio di quello che tutti noi crediamo e che stanno già fuggendo questo sistema fatto di segnali ai quali corrisponde solo un vuoto significato standardizzato. Non è andata così. Come sa chi mi segue, questo è un brutto periodo per me, non ho fortuna.
Stamattina, quando sono uscito, i palloncini erano già quasi tutti sgonfi e lo striscione, parzialmente ricoperto dalla siepe, sembrava già una di quelle mille scritte prive di significato che brutalizzano le mura della mia città.
Per un attimo ho pensato a quel ragazzo ed ai suoi genitori e ho giurato che una cosa del genere non accadrà mai a me e alla mia bambina. Poi sono andato via, per la strada difficile che mi attende.
Forse un Angelo Sei è di Comandante Nebbia

Dalle mie parti, per fare una rotonda in un sobborgo di città hanno dovuto affrontare l’ira di molti piccoli commercianti, maldicenze, resistenze mentali di ingranaggi arrugginiti. Fatta la rotondina, niente più ingorghi su quell’incrocio che era governato dalle precedenze poco rispettate, vista la sua precedente, cinquantennale, inadeguatezza. Da due anni circa non c’è stato un incidente e ora chi si lamentava tace, chi ha un po’ di sale in zucca plaude le normative europee che lo imponevano.
Altrove nella periferia veneta ho visto invece un esplodere di rotonde ogni 200 metri su strade diritte, talvolta anche in punti privi di incroci (?!?), probabilmente un buon metodo per far fioccare soldi dall’alto.
E da te invece? Quell’incrocio non ne merita una?
La cosa che vien voglia di fare, data un’occhiata in giro, è di andare per la propria strada, lasciando gli striscioni e i palloncini a chi ne ha voglia.
Se poi s’incontra qualcuno col quale merita di fare quattro chiacchiere, e magari un pezzo di strada insieme, ben venga.
L’ennesimo ragazzo morto…il mio pensiero corre alla famiglia, a quei poveri genitori che mai, potranno farsene una ragione.. E mi colpisce la frase”FORSE un angelo sei”che gli amici hanno lasciato sul posto.
Accidenti quanto pesa quel forse!
Non voglio parlare di Dio o di vita dopo la morte, desidero semplicemte sottolineare l’incertezza di cui si nutrono i nostri giovani…A volte penso che se bevono e si drogano lo fanno per dimenticare il dramma che stanno vivendo, quello di una società alla deriva che non offre possibilità e quindi futuro.
Luna
Hai ragione Luna,
alle volte provo ad immaginarmi ragazzina oggi. Io che ragazzina lo sono stata a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80. Non erano bei tempi quelli, ricordo i morti di overdose trovati sotto casa mia, la siepe di siringhe che ero costretta ad attraversare. Vivevo in borgata, a Roma, zona di spaccio e di scippi. Eppure… eppure sarà stata l’incoscienza, sarà stata la politica, sarà stato il contesto, io e i miei amici avevamo fiducia nel futuro. Eravamo mediamente certi che avremmo fatto qualcosa di buono da grandi. Per avere un posto di lavoro, all’epoca, ci si sobbarcava di decine di assurdi concorsi dove per 11 posti di lavoro concorrevamo in sei-sette mila. Ci voleva la raccomandazione. Ricordo ancora lo schifosissimo sindacalista cinquantenne che cercò di mettermi la lingua in bocca e le mani addosso in cambio di un posto alle Poste (scusate l’allitterazione). Non ebbi il posto e lui non ebbe me. La dignità ce la tenevamo stretta, credevamo ancora nel nostro valore. Si può dire lo stesso dei ragazzi di oggi? Non ho figli, ma ho dei nipoti per i quali sono preoccupatissima. Uno, il più grande, ha preso il diploma ed ha schivato l’università. E’ uscito di casa dicendo che sarebbe tornato con un lavoro: ha mantenuto la parola, fa il magazziniere in un supermarket. Contratti a tempo, nessuna tutela, nessuna garanzia. Lavora ormai da tre anni, si è comprato la macchina, si è fatto un tatuaggio, vorrebbe una casa tutta sua, ma è intelligente e sa che non se la può permettere. Nessuno di noi sa dirgli se potrà mai permettersela. E’ questo il dramma.
Colpisci sempre al cuore! Che pena queste tragedie quasi annunciate.
Cristiana
la stessa cosa è capitata con mia nipote di 20 anni.l’anno scorso è morto un suo amico di rientro da lavoro investito da un teppistello locale che da qualche tempo in paese faceva danni con la sua auto,sino a che non ha fatto il morto! Sti ragazzi erano tenerissimi nella loro rabbia e nei loro striscioni…e poi lo scorso maggio sono andata a raccogliere propio la mia nipotina dal ciglio della superstrada che sembrava morta tanto che aveva bevuto…bha !Sono degli adulti in miniatura alla fine come dicevano i filosofi dell’antica grecia, predicano bene e razzolano male .
bella la lettera davvero un bel messaggio magari quei ragazzi la lezione l’avranno capita anche se non hanno fatto come hai detto te cmq secondo me almeno un po’ l’hanno capita…