Forse l’Italia Fallirà. La Politica, di sicuro, è Già Fallita 9


Le diciassette pagine nella quali Confindustria descrive le cinque linee d’azione attraverso le quali ritiene sia necessario avviarsi per affrontare la crisi cercando di contenere al massimo i danni, rappresentano l’ufficializzazione formale di una vera e propria dichiarazione di fallimento per la politica italiana. Attenzione, non dell’azione di questo specifico governo, ma di quelli, di qualsiasi colore, che si sono succeduti negli ultimi trent’anni. Per non parlare delle opposizioni che, disertando colpevolmente il loro ruolo, hanno cavalcato demagogia e populismo senza produrre una sola proposta formalizzata.

Si può essere d’accordo o no con Confindustria, oppure condividerne solo in parte le proposte, ma non è questo il problema. Il disagio è è prendere atto del vuoto che consente un’azione di supplenza che un’associazione specificatamente di parte si assume a causa delle carenze della rappresentanza democraticamente eletta.
Su queste stesse pagine, un nostro collaboratore aveva osservato come anche ai sindacati era stata fornita questa occasione e come sia stata disattesa da uno sciopero fine a se stesso che ha lasciato sul terreno solo cartacce e nessuna proposta fattiva.
E’ evidente che le proposte di Confindustria siano state formate e definite sulle basi di esigenze di parte, ma non se ne può fare una colpa alla Marcegaglia. Nel caos del naufragio, ciascuno cerca di sgottare la sua scialuppa. Ci vorrebbe un comandante che si preoccupi di mettere in salvo prima donne e bambini, ma il comandante è già lontano e osserva la sua nave affondare con criminale e cinica indifferenza.


9 commenti su “Forse l’Italia Fallirà. La Politica, di sicuro, è Già Fallita

  • eduardo

    Tu quoque, Comandante? A me sembra un grossolano gioco delle parti: Berlusconi, Tremonti, la Chiesa, la Confindustria, carta vince e carta perde. E’ arrivato il momento (un altro momento) per scaricare il peso della crisi sui più deboli (bella novità) pur di tenere indenni i potenti di ogni risma, i furbi che fanno il bagno a Cesenatico e che non annegano. Davvero pensiamo (come un comune amico) che appena Monti, che già si è alzato dalla panchina, dismetterà la pettolina cambierà qualcosa?
    Vorrei farti notare una cosa: la BCE quando parla di libertà di licenziamento si preoccupa pure di richiedere forme di tutela per tutti quelli che perderanno il lavoro. Abbiamo visto come è stata recepita in Italia la questione con il solerte Sacconi; hai visto qualcuno che ha ripreso l’altro suggerimento della BCE? Dai, amico mio, è tutto un gioco. Sappiamo bene come andrà a finire (sia tu che io).

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      devo confessare una debolezza. un po’ sono stato distratto dalla coscia d’antan della marcegaglia. per quanto cinquantenne, ho ancora certe debolezze (solo teoriche).
      poi, per il vero, non ho espresso valutazioni sul documento confindustria, ma solo sul fatto che sul tavolo ci sia stato spazio per poggiarlo.

      alla fine, il vero problema è quello.

    • fma

      Con Monti al posto di Berlusconi di sicuro non s’invertirebbe il moto degli astri, tuttavia, molto probabilmente, Tarantini e Lavitola non avrebbero più accesso al Presidente del Consiglio e lo spread sul bund si ridurrebbe di cento punti, che vorrebbe dire risparmiare venti miliardi l’anno.
      E’ soltanto una questione di attese.
      Io sono troppo vecchio per credere alle catarsi. Non mi aspetto il Redentore, soltanto una persona seria, scelta nel mazzo di casa. Per l’impossibile ho già dato.

      • eduardo

        Bene, vada per Monti e non se ne parli più. So anch’io che i Lavitola ed i Tarantini dovranno trasferirsi ad Antigua se vogliono continuare ad esercitare. Ma il vero punto di forza di Monti è che di lui la BCE si fida (cosa che da sola vale forse anche più dei 100 punti facilmente pronosticati). Lui sa chi deve pagare, conosce il lavoro e, soprattutto, non è ossessionato dall’idea di essere amato da tutti. In fondo, potrebbe essere la soluzione migliore. Non lo so: io, speriamo che me la cavo.

        • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

          Bene, se ci siamo decisi possiamo pure chiamare Napolitano e dirgli di procedere.
          Non so se ho tempo oggi, magari lo chiamo lunedì. Così, magari, se passa ilBuonPeppe ci dice pure la sua su Monti e, almeno, possiamo dire di esserci consultati con l’opposizione e di non averla minimamente considerata.

  • fma

    Non entro nel merito, ma sicuramente Marcegaglia ha fatto ciò che Camusso non ha saputo fare: elaborare una proposta di parte da sottoporre agli italiani.
    Camusso s’è fermata alla CIGIL, forse addirittura alla FIOM-CIGIL

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