Flessibilità? No! Solo Sfruttamento. Cancelliamo l’Abuso Fatto Usando il Nome di un Morto. 17


lllenin.jpgLa legge 30 del 2003, universalmente ed inopportunamente conosciuta come legge Biagi è un mio vecchio e doloroso tormento. Mi ci rodo il fegato pubblicamente dal novembre del 2006, quando con il titolo estremamente provocatorio di questo pezzo, scatenai le ira di centinaia di “prenditori (la versione all’italiana di imprenditore), che grazie all’uso spregiudicato di questa legge, sfruttano senza ritegno centinaia di migliaia di persone.

Io continuo a pensare che sia necessario inserire meccanismi che rendano il mercato del lavoro più fluido. Anche se non ci si può illudere di fare le cose all’americana. Qui ci sono meno soldi, una ridotta attività industriale e quindi non si può pensare di lasciare un lavoro e trovarne un altro come se fosse una fesseria qualsiasi.

I rapporti di lavoro a termine vanno incoraggiati, ma ad una condizione: che siano retribuiti, in termini relativi all’impegno, meglio di quelli a tempo indeterminato. In effetti si dovrebbe ricorrere ad un contratto a progetto quando si ha la necessità di uno specialista per un lavoro ad hoc sul quale non si dispone delle competenze necessarie. E’ ovvio che quando si ha bisogno di uno specialista, si deve pagarlo di più. Basta pensare a quello che chiedono certi dottori per mezz’ora di chiacchierata.

In pratica, i lavoratori a tempo indeterminato godono di una retribuzione accessoria che può essere identificata nella continuità e nella sicurezza della loro posizione. Questa retribuzione accessoria, che viene meno nel rapporto a termine, va compensata in danaro. D’altra parte è la stessa cosa che differenzia un lavoratore dipendente da un imprenditore. E’ generalmente accettato che l’imprenditore goda di un reddito più alto proprio per il modo aleatorio con il quale lo percepisce. L’ultimo passo da fare è quello di considerare i lavoratori a progetto dei liberi professionisti imprenditori di se stessi. Et voilà, il gioco è fatto.

Invece, i nostri grandi prenditori, con la criminale complicità dei governi che si sono succeduti e dei sindacati, hanno interpretato le cose in tutt’altro modo. Il contratto a progetto, che era solo uno degli strumenti della legge ma è l’unico ad essere utilizzato, è diventato il solo punto d’ingresso nel mondo del lavoro. Questo consente ai prenditori di pagare quattro soldi il lavoro di persone che di sei mesi in sei mesi sono costretti a rinnovare il loro rapporto. Previdenza a livelli minimi, niente ferie, niente malattia. In pratica una forma legalizzata di schiavitù o di caporalato.

E che nessuno mi venga a raccontare che si tratta di un rapporto flessibile che spesso e prodromo all’assunzione a tempo indeterminato. Sono vecchio e bizzoso e le cazzate mi fanno arrabbiare. Non prendiamoci per fessi, lo sappiamo tutti che la quasi totalità dei COCoPro sono forme di lavoro subordinato a tutti gli effetti che hanno sostituito i contratti di formazione lavoro ed in pratica prolungano all’infinito quello che una volta era il periodo di prova.

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Gli effetti di questo abuso si riflettono nel presente con le concrete difficoltà che chi sta a progetto vive sulla sua pelle e si vivranno ancora di più nel futuro, quando i progettisti si troveranno senza pensione e qualcuno gli dovrà dare da mangiare a meno che non ci piaccia l’idea di un Italia nel 2050 dove agli angoli delle strade dei nostri splendidi centri storici ci saranno decine di vecchi mendicanti. E chi dovrà dargli da mangiare? Ecco, io la risposta la conosco. Sarete voi, perché nel 2050 io non ci sarò più.

Dopo lunghissimi mesi persi a cincischiare dietro stupidaggini come la liberalizzazione dei taxi, tra l’altro miseramente fallita, il governo, in fase di redazione del nuovo decreto di programmazione economica e finanziaria, ha deciso di includere provvedimenti per rendere meno agevole lo sfruttamento di chi è costretto a lavorare con contratti atipici. E’ una buona notizia. Finalmente il lavoro a termine diventa argomento per governo e sindacati, dopo anni di totale abbandono.

Quello che bisogna tenere a mente, però, è che la riforma della legge Biagi, è stata già tentata, ma è sempre fallita. Non è difficile immaginare per colpa di chi. Confindustria ed il grande capitano Monteprezzemolo, lo spocchioso salvatore della patria a spese dei ragazzini a CoCoPro.

E’ bene che la riforma vada in porto e funzioni. Funzioni veramente. per quanto la televisione e la cultura in scatola abbiano ammollato i crani delle nuove generazioni, lo stomaco non ha bisogno di leggere Kant per attivare i centri cerebrali della reazione violenta. Ne sanno qualcosa Luigi XVI e lo Zar Nicola II.

Auguri. A tutti noi.


17 commenti su “Flessibilità? No! Solo Sfruttamento. Cancelliamo l’Abuso Fatto Usando il Nome di un Morto.

  • Mamma

    C'è un passo precedente da compiere: creare il lavoro. Poi possiamo parlare di legge Biagi (ben venga).

  • Temple

    fiuto un profumo di ribellione…

    articolo preciso e condivisibile (ovviamente)….

    ma quanto è bella l'immagine di Lenin….

  • serpiko

    In effetti si tratta di uno dei più biechi casi di mascheramento che siano stati attuati.

    Ovvero "come ti nascondo una fandonia coprendola con un nome che nessuno metterà in discussione".

  • MenteCritica

    @ABS

    Grazie, ne avevo inventati un bel po': BerChinotti, Damena, Pastella, Di Dietro, Pappino, Nutelli, Pecoraro Scambio, Ubellusconi, Mini, ma la natura non si può superare: Casini.

    Concordare non è ovvio su questo argomento, ma mi fa piacere che tu, specialmente tu, sia d'accordo. Grazie.

    @Temple

    Davvero? Io non lo sento ancora … peccato.

  • silvio

    Datemi del nostalgico, se volete: mi manca lo stile pepato, ma sempre intelligente, di dfc.

    Capitai per caso sul suo blog, e dopo aver speso ore e ore a leggere tutti gli articoli arretrati, divenne un appuntamento fisso. Mi dispiacque leggere la sua chiusura. Oggi consulto MC, altrettanto interessante eppure un tantinello diverso da dfc. Il dottor Jekyll e mister Hyde.

    Nella barra degli indirizzi del mio navigatore la lettera D indica quattro cose: un noto dizionario, la versione tedesca di wikipedia, una radio digitale, e il blog di dfc. Un saluto.

  • ME

    Ero “un giovane” con contratti a tempo determinato (anche tre mesi) e di collaborazione a progetto…continuamente rinnovati.Contratti truffa si intende.
    Non ho retto e ho piantato un casino.
    Ora sono “un uomo” disoccupato.
    Chi pagherà caro e tutto?

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