Fisica di Vari Universi 9


Elle Zero Nove Zero Sette

Elle Zero Nove Zero Sette è seduto nel suo salotto in un tiepido pomeriggio di febbraio. Non dice nulla, le sue gambe sono distese, le mani poggiate in grembo. La tv è accesa su un programma di cucina. Il volume è bassissimo. Mentre guarda persone sorridere e scambiarsi abbracci, misura lentamente la quantità di vuoto di cui si è riempito il suo cuore rugginoso. In passato aveva pensato che farsi macchina gli avrebbe reso più remota la vita, ma la vita non è stata d’accordo e si è fatta breccia nelle pieghe dell’armatura incuneandosi con le sue sottili radici rosse che lentamente consumano. Alle sue spalle Kappa Due Uno Zero Quattro fa i suoi graziosi versi di uccello e picchia col becco sulle sbarre della gabbia per chiedere un semino da sgranocchiare e qualche coccola sul collo gracile coperto di piccole piume piume colorate. Fuori dalla grande finestra che da su un prato silenzioso si vede Sole percorrere l’ultimo tratto della sua orbita apparente prima di nascondersi dietro le alte montagne. E così che, in un infinitesimo di T, il giorno si consuma, mentre sul viso scuro di Elle Zero Nove Zero Sette una lacrima si avvia sulla strada segnata dalla direzione e dal verso del suo inflessibile vettore di gravità.

Esse Due Uno Zero Otto

Esse Due Uno Zero Otto ha rincorso la carrucola che nel suo cuore innocente ha galoppato con un grande cavallo immaginario. Lo ha fatto in un prato dove in un altro intorno di T c’era un’altalena, ma ora non c’è più. Poi si è voltata verso la panchina dove stava seduto suo padre, ha alzato la mano, ha acceso la luce che le illumina il viso e ha fatto un largo saluto con la mano aperta. Ora è seduta di fronte allo schermo del computer, immersa nel mondo del suo gioco di cavalli. Le lunghe gambe, il viso acceso, le belle labbra serrate, le mani sottili, i capelli colore del grano, la pelle chiara, così deliziosamente sospesa in quella terra di nessuno che separa infanzia ed adolescenza. La sua amica le aveva dato un appuntamento per giocare on line insieme alle tre di un un tiepido pomeriggio di febbraio, ma non si è collegata. Allora Esse Due Uno Zero Otto adesso cerca di seppellire nel suo cuore fragile il peso di ciò che ha perso ed il cui nome ha già cancellato dalla rubrica del cellulare.

Ipsilon Uno Cinque Zero Sette

L’universo di Ipsilon Uno Cinque Zero Sette è un universo di classe Schrödinger il che significa che è costellato di segnali che indicano la presenza di Ipsilon Uno Cinque Zero Sette, ma Ipsilon Uno Cinque Zero Sette non c’è più. Il prodigioso incidente probabilistico che l’aveva aggregata e che l’aveva fatta risplendere come una piccola stella si è lentamente dissolto. Ora di Ipsilon Uno Cinque Zero Sette non rimane nulla se non il buco che si è formato nello spazio e la discontinuità gravitazionale che marca la sua assenza assorbendo la luce dell’universo di Ipsilon Uno Cinque Zero Sette che, come tale, è più povero di luce. Persino la rugiada che si poggia la mattina sul giardino di Ipsilon Uno Cinque Zero Sette non riesce più ad imprigionare il riflesso adamantino di cui ribrillava quando l’universo di Ipsilon Uno Cinque Zero Sette non era ancora transitato nello stato di universo di Schrödinger. Ma questa è la fisica delle cose, e a nulla vale disperarsi. Si transita da un universo all’altro e la freccia del tempo non consente mai di tornare indietro. Per cui questo è e non c’è nient’altro da dire. Non c’è nient’altro da fare.


9 commenti su “Fisica di Vari Universi

  • Marchhare

    L’universo dell’amore e della sofferenza per la perdita dell’amata è contenuta in questo racconto enigmatico e struggente, milý L09907

    • AntMem

      Dimenticavo una cosa importante: qualora nei prossimi mesi, tu dovessi per qualche giorno tornare nei luoghi di origine, ti prego di farmelo sapere. Ho una voglia matta di abbracciarti di persona ed in silenzio, dopo tanto tempo…

  • Silvio

    La tanta bellezza di questo scritto è pari alla tanta tristezza di cui esso è venato.
    Mi dispiace, Comandante.
    Un abbraccio.

  • AntMem

    Non potevi trasmettermi le tue emozioni, apparentemente distaccate ma invece colme di calore e di vita, in maniera migliore. Sai quanto ti stimo e ti apprezzo e soprattutto quanto ti voglio bene da sempre, caro amico mio. Il tuo turno di guardia non è finito: ti tocca sorvegliare il bene più prezioso che il destino potesse affidarti, capace di riempire di amore e di tenerezza immense il vuoto che oggi senti scavarti dentro. Purtroppo non c’è nessuno a poterti dare il cambio ora in questo servizio di sorveglianza ma la vita piena di esperienza che hai già vissuto finora ti indicherà ogni giorno la giusta via di procedere d’ora in avanti. Ti abbraccio fortissimo.

  • Filomena

    Ho vissuto con lui 20 anni.
    Ho partorito nostra figlia.
    Ho piegato la mia vita per rimanergli accanto..
    Ora la nostra famiglia è un cane ferito a morte e caduto in una buca profonda e umida di un bosco buio deserto e pieno di nebbia..

  • Io e basta

    Gentile Dottore,
    vada avanti; Lei è in grado di farlo perché è forte e temprato.
    Ce la farà.
    Un abbraccio, forte.

  • Gianpietro

    Lello, un racconto particolare che solo tu potevi e sapevi scrivere. Parole dolcissime che denotano un amore profondo: non è finito, riversalo tutto sulla piccola Sofia.
    Un enorme abbraccio

I commenti sono chiusi.