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Firmo o non Firmo? Pensò Ratzinger. “Non firmo” si Disse Acconciandosi la Papalina

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States Parties reaffirm that every human being has the inherent right to life and shall take all necessary measures to ensure its effective enjoyment by persons with disabilities on an equal basis with others.

Il giorno della firma, quando tutto è ormai deciso, quando la certezza del diritto morale di difendere ogni individuo in stato di bisogno o in difficoltà, quando ogni sforzo possibile fatto negli ultimi sei anni si è finalmente tradotto in un atto univocamente e audacemente voluto da oltre centoottanta stati membri dell’ONU, proprio quando si deve tagliare il nastro, quando si deve decidere per un si definitivo e assoluto proprio in questo momento ecco che l’omino in bianco dal Vaticano fa sentire la sua voce lanciando l’anatema.

E si che tutti i suoi giannizzeri in rosso e nero avevano lavorato costantemente alla stesura del “testo” definitivo sull’equiparazione nei diritti e nelle leggi i portatoti di handicap a tutti gli altri. Ma non è servito.

Il Vaticano si tirato indietro. Si è sottratto alla responsabilità di firmare, riconoscendolo, quel trattato. L’omino in bianco ha voluto distinguersi per l’ennesima volta cavillando sulla propria paranoia fondamentalista: “ho si dice da qualche parte nel trattato che l’aborto è da condannare o non firmo e al diavolo tutti gli handicappati del mondo intero”. E così è stato.

Con buona pace della uguaglianza e tra individui quale che sia la loro condizione sociale o psicofisica. Dunque le donne violentate, costrette all’indigenza, al malanno fisico e morale dello sfruttamento devono soffrire due volte, anche tre o quattro…dipende attraverso quali crune saranno costrette a transitare. E alla fine non devono avere nemmeno il diritto di scegliere. Un diritto che la stessa Chiesa Cattolica vorrebbe tutelare. Ma, come si sa, di buone intenzioni l’intero inferno è lastricato. E non solo l’inferno della mitologia cristiana, ma anche quello più terreno della quotidiana fatica di vivere.

L’omino in bianco ha detto che la Santa Sede non firma un trattato dell’ONU se esso non contiene l’esplicita e inappellabile dichiarazione di inaccettabilità dell’aborto. L’aborto è un delitto. Null’altro serve aggiungere. La Chiesa è sconvolgente nella sua inarrivabile e involuta mistica. La Chiesa, ultimamente sa solo condannare.

Errore, e chiedo venia, la Chiesa ha sempre condannato e mai assolto.

Ma da qualche tempo le sue condanne sono definitive, sono assolute, sono deterministiche nella forma e nella sostanza. Essa non solo non condanna Bush (che pure fa un tradivo “mea culpa” sia pure condizionato da una punta d’orgoglio) per i suoi efferati colpi di guerra guerreggiata contro inesistenti nemici dell’America ma non condanna neppure i propri vicini di casa che violentano in massa la buona fede della persone depauperandole di continuo di ogni loro bene materiale e spirituale.
La Chiesa assolve solo se stessa.
Che di diverso fondamentalismo si tratti è fuor di dubbio.

Che non si vedano preti imbottiti di tritolo intenti a farsi saltare in aria in qualche mercato romano, inneggiando contro l’aborto e contro la diversità sessuale, è solo un caso fortuito. L’evoluzione sociale, giuridica ed economica della Chiesa ha seguito in parallelo l’evoluzione dell’Occidente ricco e ciò ha contribuito a rendere il comportamento della Chiesa e dei suoi evangelizzatori meno cruento e certamente più incisivo e capillare di quanto non sia stato capace di fare l’Islam.

In ciò la fortuna dell’Occidente. Ma null’altro si può conteggiare a favore del suo destino.

E in Italia che si fa? Più o meno nulla come sempre. A parte una distribuzione scriteriata di permessi gialli per parcheggiare anche stando appoggiati con l’auto alle pareti nulla di veramente concreto si è mai fatto. Mi correggo ancora, le banche in Italia si sono meglio premunite realizzando ascensori e passerelle e scale mobili e sedie semoventi per tetraplegici terminali. Ma le banche si sa sono particolarmente altruiste verso i propri clienti e non importa quanto siano malconci, conta solo quanto velocemente possono arrivare allo sportello per depositare. Si fa tutto per loro (o per l’oro?)

Per il resto che tutto vada in malora.
Tanto ci pensa quel sant’uomo di Ratzinger a difendere la fede e l’elemosina.
La fede serve a giustificare l’esistenza della Chiesa. L’elemosina serve a mondare i peccati di chi si sposta col SUV anche per andare al cesso e poter scaricare la propria elemosina dalle tasse dichiarate. Su quelle non dichiarate l’elemosina non incide ovviamente.
E così l’ONU è servita, la sua dichiarazione dei diritti, la sua arte in difesa dei portatori di handicap, tutti i trattati internazionali a difesa dei diritti umani e a difesa dei criteri di massima uguaglianza tra persone e popoli sono solo carta straccia.

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