Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Firmo o non Firmo? Pensò Ratzinger. “Non firmo” si Disse Acconciandosi la Papalina" è stato scritto da gunnar. Ogni autore ha la sua opinione personale che non sempre corrisponde a quella di Gianalessio Ridolfi Pacifici ma a tutti è garantita l'opportunità di esprimersi purché siano rispettate queste regole. Il sito mentecritica.net non ha fini di lucro, è gestito su base volontaria ed a spese del curatore. Il sito non è aggregato a partiti o movimenti e non sostiene nessuna organizzazione politica.
States Parties reaffirm that every human being has the inherent right to life and shall take all necessary measures to ensure its effective enjoyment by persons with disabilities on an equal basis with others.
Il giorno della firma, quando tutto è ormai deciso, quando la certezza del diritto morale di difendere ogni individuo in stato di bisogno o in difficoltà, quando ogni sforzo possibile fatto negli ultimi sei anni si è finalmente tradotto in un atto univocamente e audacemente voluto da oltre centoottanta stati membri dell’ONU, proprio quando si deve tagliare il nastro, quando si deve decidere per un si definitivo e assoluto proprio in questo momento ecco che l’omino in bianco dal Vaticano fa sentire la sua voce lanciando l’anatema.

E si che tutti i suoi giannizzeri in rosso e nero avevano lavorato costantemente alla stesura del “testo” definitivo sull’equiparazione nei diritti e nelle leggi i portatoti di handicap a tutti gli altri. Ma non è servito.
Il Vaticano si tirato indietro. Si è sottratto alla responsabilità di firmare, riconoscendolo, quel trattato. L’omino in bianco ha voluto distinguersi per l’ennesima volta cavillando sulla propria paranoia fondamentalista: “ho si dice da qualche parte nel trattato che l’aborto è da condannare o non firmo e al diavolo tutti gli handicappati del mondo intero”. E così è stato.

Con buona pace della uguaglianza e tra individui quale che sia la loro condizione sociale o psicofisica. Dunque le donne violentate, costrette all’indigenza, al malanno fisico e morale dello sfruttamento devono soffrire due volte, anche tre o quattro…dipende attraverso quali crune saranno costrette a transitare. E alla fine non devono avere nemmeno il diritto di scegliere. Un diritto che la stessa Chiesa Cattolica vorrebbe tutelare. Ma, come si sa, di buone intenzioni l’intero inferno è lastricato. E non solo l’inferno della mitologia cristiana, ma anche quello più terreno della quotidiana fatica di vivere.
L’omino in bianco ha detto che la Santa Sede non firma un trattato dell’ONU se esso non contiene l’esplicita e inappellabile dichiarazione di inaccettabilità dell’aborto. L’aborto è un delitto. Null’altro serve aggiungere. La Chiesa è sconvolgente nella sua inarrivabile e involuta mistica. La Chiesa, ultimamente sa solo condannare.
Errore, e chiedo venia, la Chiesa ha sempre condannato e mai assolto.
Ma da qualche tempo le sue condanne sono definitive, sono assolute, sono deterministiche nella forma e nella sostanza. Essa non solo non condanna Bush (che pure fa un tradivo “mea culpa” sia pure condizionato da una punta d’orgoglio) per i suoi efferati colpi di guerra guerreggiata contro inesistenti nemici dell’America ma non condanna neppure i propri vicini di casa che violentano in massa la buona fede della persone depauperandole di continuo di ogni loro bene materiale e spirituale.
La Chiesa assolve solo se stessa.
Che di diverso fondamentalismo si tratti è fuor di dubbio.
Che non si vedano preti imbottiti di tritolo intenti a farsi saltare in aria in qualche mercato romano, inneggiando contro l’aborto e contro la diversità sessuale, è solo un caso fortuito. L’evoluzione sociale, giuridica ed economica della Chiesa ha seguito in parallelo l’evoluzione dell’Occidente ricco e ciò ha contribuito a rendere il comportamento della Chiesa e dei suoi evangelizzatori meno cruento e certamente più incisivo e capillare di quanto non sia stato capace di fare l’Islam.
In ciò la fortuna dell’Occidente. Ma null’altro si può conteggiare a favore del suo destino.
E in Italia che si fa? Più o meno nulla come sempre. A parte una distribuzione scriteriata di permessi gialli per parcheggiare anche stando appoggiati con l’auto alle pareti nulla di veramente concreto si è mai fatto. Mi correggo ancora, le banche in Italia si sono meglio premunite realizzando ascensori e passerelle e scale mobili e sedie semoventi per tetraplegici terminali. Ma le banche si sa sono particolarmente altruiste verso i propri clienti e non importa quanto siano malconci, conta solo quanto velocemente possono arrivare allo sportello per depositare. Si fa tutto per loro (o per l’oro?)

Per il resto che tutto vada in malora.
Tanto ci pensa quel sant’uomo di Ratzinger a difendere la fede e l’elemosina.
La fede serve a giustificare l’esistenza della Chiesa. L’elemosina serve a mondare i peccati di chi si sposta col SUV anche per andare al cesso e poter scaricare la propria elemosina dalle tasse dichiarate. Su quelle non dichiarate l’elemosina non incide ovviamente.
E così l’ONU è servita, la sua dichiarazione dei diritti, la sua arte in difesa dei portatori di handicap, tutti i trattati internazionali a difesa dei diritti umani e a difesa dei criteri di massima uguaglianza tra persone e popoli sono solo carta straccia.
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Finora mi sono astenuta sui disabili, perché conto di scrivere un testo a parte.
Mi complimento comunque col tuo articolo, molto ben argomentato.
Una postilla sola riguardo a Bush: il suo tardivo “pentimento” (ma perché usare parole a sproposito?) mi ha letteralmente mandata in bestia, dato il suo cinismo e malafede. Quanto alla posizione vaticana su W., aborto, eutanasia e compagnia cantante ricordo una dichiarazione dell’”omino” quando era ancora porporato, tratta (si badi bene) da un sito CATTOLICO, eppure NON ratzingeriano: http://www.cdbchieri.it/rassegna_stampa_2007/legge_naturale_chiesa.htm
“Non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell’aborto e dell’eutanasia. Per esempio, se un cattolico fosse in disaccordo col Santo Padre sull’applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare una guerra, egli non sarebbe da considerarsi per questa ragione indegno di presentarsi a ricevere la santa comunione. [...] Ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra e sull’applicare la pena di morte, non però in alcun modo riguardo all’aborto e all’eutanasia”.
Quindi per lui chi abortisce e chi avalla l’eutanasia (che, detto fra noi, nemmeno io condivido) è PEGGIORE di chi commina la morte di Stato o scatena una guerra. Non credo di dover aggiungere nulla di più.
non mi sono mai stati simpatici, ma dopo le ultime due “uscite” su gay e disabili mi fanno davvero schifo…
non da oggi, li considero un esercito di occupazione stanziatosi nel nostro paese e non riesco a provare alcun rispetto per questa gente.
Cacciamoli a calci nel culo, altro che tolleranza.
@francy68,
chi non è tollerante, non merita nessuna tolleranza. Pienamente d’accordo.
@enpassant58,
è triste da dire e sembra una contraddizione (e forse lo è, non lo so)…però dei paletti bisogna porli a un certo punto e se qualcuno si dice d’accordo con chi impicca un essere umano solo perchè ha dei gusti sessuali diversi da quelli della maggioranza; beh io non posso accettarlo, nè posso accontentarmi di dire che “in fin dei conti ognuno ha diritto alla propria opinione”.
Secondo me, a certe opinioni ci si deve opporre.
…e non dimentichiamo i casi osceni di pedofiflia in USA di sacedoti cattolici con condanna e indennizzi milionari (in dollari)!
E in Italia?
Nulla…
Ma si stanno rollando un mega torcione?
@Vortexmind,
ipotesi interessante, ma questa foto, agli occhi maliziosi dello psicologo, dice molto ma molto di più. Questione di “presa”.
Io lo chiamerei “ricatto”, così, per dire.
>La Chiesa è sconvolgente nella sua inarrivabile e involuta mistica
Aggiungo. La chiesa (con la minuscola!!! scriverlo con la maiuscola è deferenza
) è sconvolgente nella sua inarrivabile vetustà: è vecchia nei modi, nelle forme, nelle idee, nelle pratiche e nell’abbigliamento, tiè!
…è rimasta al medioevo (con tutti il risposto per quell’epoca che tutt’altro fu che buia).
@Giacomo, rinco, volevo scrivere “con tutto il rispetto”…con tutti il riposto..ma da dove c***o m’è uscito???
Chiesa, chiesina, la notte s’avvicina… e sarà buia lunga e triste, sarà la notte della vendetta, quando l’angelo Gabriele rivolgerà la fiammeggiante spada contro coloro che vollero fare di una comunità di poveri ebrei, una chiesa crudele e potente, sulla pelle di altri uomini.
Chiesa, chiesina schermo immorale dell’ingordigia umana, schiavi furono fatti i milioni di poveri Cristi che vivevano nell’Africa martoriata, agnelli sacrificali le popolazioni latino americane, le streghe, gli eretici arsi, al fuoco fatuo delle cattoliche elucubrazioni.
Verrà una bestia dal mare e travolgerà le tue mura, i tuoi tesori, le ricchezze accumulate in grazia delle lacrime delle donne, strenuamente osteggiate, che, costola inutile d’Adamo, decretarono i misogini padri della Chiesa.
Feroce sei coi fratelli tuoi, pretendi una fede che tu stessa non hai.
Vuoto apparire sei stata e sei, non guardi ai bisogni di chi dici di amare, ami solo te stessa e di te t’appaghi, cerimonie e rituali perpetuano il nulla.
Non disse Cristo ciò che i tuoi aggiunsero, poi.
@giusi,
Ecco questo è ciò che considero un errore di fatto, come dicevo in altro commento…
Il tuo discorso, non sottilizzando sui contenuti, da genere fantasy alla Dan Brown (demoni, arcangeli, spade fiammeggianti ecc ecc), ma sul concetto, è ahimé al pari delle prese di posizione anacronistiche e ridicole, di stampo “taleban-catto-cristiano”…E’ proprio vero che la religione, qualunque essa sia, è oppio dei popoli.
(…)
Ho citato Dan Brown per restare in tema, ma sarebbe stato equivalente parlare del binario 13 e mezzo di Harry Potter…
@Giacomo,
giacomino, giacomino, e………. l’ironia? mi par di capire che è l’unica cosa che non hai visto
P.s. vorrei aggiungere che un bel giorno la terra tremerà, e, of course, inghiottirà la marmaglia tremebonda che si nasconde dietro, non un dito ma un ettaro di cemento armato, in modo da non scontentare nessuno e non prendere mai una decisione responsabile.
“posizione anacronistiche e ridicole, di stampo “taleban-catto-cristiano”
ragione hai!
comunque il binario era il 9 e tre quarti, se avessi letto Harry Potter, invece che aver visto solo il film te ne ricorderesti.
E quanto sia potente è cosa nota. Per chi non lo avesse capito.
Certe notizie non mi stupiscono affatto, erano, se si avesse ragionato un po’ di più, del tutto prevedibili. Eppure ogni volta sorprendono al pari della morte di qualcuno condannato da anni a causa di un male incurabile che trascina la sua esistenza in attesa della certezza. Ci si prepara e quando la morte arriva si pensa d’esser pronti. E invece ci sorprende,
Così è per la notizia odierna. La CEI minaccia? E il governo ritratta con tanto di scuse. Altro che il famoso discorso di Zapatero ai vescovi spagnoli di qualche anno fa (…signori fatevi i cazzi vostri altrimenti vi taglio i fondi!…).
Milioni di studenti bipartisan sono scesi in piazza a manifestare, protestare, bloccare, occupare, far sit-in davanti ai ministeri e…macché! Il governo imperterrito vara, approva, decreta e va avanti a testa bassa senza arrendersi neanche davanti all’evidenza!
Il governo paventa (già in calce a finanziarie vecchie di anni) un taglio alle donazioni alla scuola cattolica? La CEI insorge e minaccia (si badi bene, ne parla e basta)..scioperi e proteste! (sciopero dei preti? Ihihihih…penso alle vecchine restate senza assoluzione…). E comunque ironia a parte che accade? Che appunto il governo ritratta e smentiche. Macché tagli, si scherzava. Tremonti era ubriaco. Ha agito di sua iniziativa, ora Berlusconi lo bacchetterà sulle mani e a Natale niente calcolatrice nuova in regalo!!
Che schifo…
Vorrei proprio si rifacessero vivi i “realisti” e postconservatori che hanno motteggiato sui vari post, miei e altrui, riguardanti la scuola, le ragioni dello sciopero, ecc. Qualcuno ha scritto pure che – quanto ai tagli – la gente scende in piazza perché abituata al posto fisso, tranquillo e pacifico, e non è abituata ai “sacrifici”. Si può leggere tra i commenti al mio articolo dove già denunciavo questo mercimonio col Vaticano: http://www.mentecritica.net/esterno-diamogli-un-tagli/democrazia-e-diritti/daniela-tuscano/9341/
Quando nella scuola esistono PRECARI da una ventina d’anni che adesso rischiano di restare per strada!!!
A questi MALEDETTI non rispondo nemmeno più, solo gli auguro di provare molto presto gli effetti del “realismo” sulla loro propria pelle. Non dimentichiamo il Venerabile Gelli, che raccomanda di sprangare gli studenti (Cossiga non è stato che la sua eco). Ma tornerò a parlarne.
CITTA’ DEL VATICANO – Non sono servite manifestazioni, sit-in, o lezioni all’aperto. E’ bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per far cambiare idea al governo nel giro di qualche ora. I fondi per le scuole paritarie “vengono ripristinati”, ha assicurato il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla finanziaria. “C’è un emendamento del relatore che ripristina – dice Vegas – il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini”. Nonostante le rassicurazioni, anche il Papa ha fatto sentire la propria voce: “Gli aiuti per l’educazione religiosa dei figli – ha detto Benedetto XVI – sono un diritto inalienabile”.
La palla, comunque, viene rimbalzata al ministero dell’Istruzione: sui 120 milioni di fondi in arrivo per la scuola sarà il dicastero guidato da MariaStella Gelmini, di concerto con quelli degli Affari regionali e dell’Economia, a valutare successivamente, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge finanziaria, la quota da destinare agli istituti scolastici privati. Lo stabiliscono due diversi emendamenti dei relatori al disegno di legge finanziaria e al bilancio approvati oggi dalla commissione Bilancio del Senato. L’emendamento del senatore Saia (Pdl) al ddl Bilancio stanzia 120 milioni per il 2009 all’istruzione scolastica. La proposta del senatore Pichetto Fratin (Pdl) invece stabilisce che “fermo restando il rispetto delle prerogative regionali in materia di istruzione scolastica, con decreto del ministro dell’Istruzione di concerto con il ministro degli Affari regionali e il ministro dell’Economia, sentita la conferenza stato-regioni, sono stabiliti entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per la distribuzione alle regioni delle risorse finanziarie occorrenti alla realizzazione delle misure relative al programma di interventi in materia di istruzione”.
Dal Pd, Maria Pia Garavaglia chiede chiarimenti al governo: “l’annuncio del ripristino dei fondi per le paritarie rappresenta soltanto un segnale, ma, come il governo sa benissimo, la cifra intera e’ ancora lontana dall’essere ripristinata e mancano all’appello ancora molti dei milioni che il precedente governo aveva assegnato alle scuole paritarie”. ”Il punto centrale della questione – e’ la conclusione della Garavaglia – dovrebbe essere quello di garantire pari diritti agli studenti e alle famiglie. Invece il governo conferma di guardare all’istruzione nient’altro che come a un costo da contenere”.
Secondo il senatore del Pd Antonio Rusconi, mancano all’appello ancora 14 milioni di euro per le paritarie. “Tutto questo finirà inevitabilmente per penalizzare non solo le scuole cattoliche ma anche i cittadini e le famiglie delle scuole dell’infanzia che si vedono in difficoltà e sono costretti a ricorrere al portafogli per l’inevitabile aumento delle rette. Come sempre, tante rassicurazioni, tante promesse e scarsi risultati”.
Positivo il fatto che il governo abbia accolto le richieste della Cei, commenta il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori Massimo Donadi, “ma ora dovrebbe fare lo stesso per quelle altrettanto legittime che provengono dal mondo della scuola pubblica e della ricerca”.
Più duro Paolo Ferrero, segretario di Prc: “Mentre il governo ha ignorato, quando non ha represso, le manifestazioni di centinaia di migliaia di giovani studenti, ricercatori e docenti della scuola pubblica, rifiutandosi di cambiare i suoi provvedimenti che massacravano scuola e università e che tagliavano soldi e risorse, è bastata una semplice minaccia di mobilitazione da parte delle scuole cattoliche private per far cambiare idea al governo e nel giro di pochissime ore. Insomma, il Vaticano fischia e Tremonti e il governo ubbidiscono. Siamo alla farsa, se non fossimo alla tragedia, sulla scuola”, ha detto.
Contro il taglio originario di circa 130 milioni di euro aveva tuonato stamane monsignor Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per l’educazione, annunciando che “le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese”, contro i tagli previsti dal governo Berlusconi.
“Non si tratta di restituzione – aveva lamentato Stenco – a questo punto si è aperta una crisi molto più profonda e le federazioni delle scuole cattoliche presto si mobiliteranno in tutto il Paese”. “Qui – aveva detto ancora – si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per interessi pubblici”.
“Nel 2000 – aveva spiegato ancora Stenco – la legge sulla parità scolastica ha previsto un contributo di 530 milioni di euro per tutto il sistema delle scuole paritarie, mentre la spesa per la scuola statale è di 50 miliardi. Il contributo, dello’1% per cento, è quindi già irrisorio”. “Nel 2004 – ha proseguito – per tre anni consecutivi Tremonti ha tagliato 154 milioni sui 530 di contributo totale, cioè il 33 per cento. La scuola cattolica ha taciuto – ha aggiunto – e li abbiamo recuperati anno per anno con emendamenti, con fatica e con ritardi. Ora, però, il ministro ripete la stessa manovra”. “La Chiesa adesso – aveva concluso – deve tirare le sue conseguenze perché senza contributi le scuole dell’infanzia non vanno avanti e di certo rischiano di chiudere”.
Dopo le parole di Vegas, il portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, don Domenico Pompili, ha sfumato i toni della polemica. “I vescovi italiani – ha ricordato – sono preoccupati come emerso anche di recente da diverse voci del mondo cattolico, per il destino delle scuole pubbliche non statali, tuttavia pur consapevoli del momento economico e sociale che il Paese sta attraversando, confidiamo negli impegni che il governo ha assunto pubblicamente”.
Ma poco dopo arriva la voce del Papa. “Il ventunesimo secolo sta mostrando con sempre maggiore chiarezza la necessità di forgiare la vita personale, familiare e sociale in accordo a quei valori irrinunciabili che esaltano la persona e tutta la comunità”, e fra questi rientra “l’adozione di misure a favore dei genitori che li aiutino nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose, come pure la promozione della gioventù”, ha detto Benedetto XVI questa mattina, ricevendo le lettere credenziali del nuovo ambasciatore di Argentina presso la Santa Sede, Juan Pablo Cafiero.
(5 dicembre 2008)
@daniela tuscano,Telecom taglia 5000 posti entro il 2010
Fiat Prevede 10.000 tagli al personale nel mondo… …In Italia saranno tagliati fino a 1.000 posti …
In crisi il distretto industriale ciociaro, 3000 i posti a rischio solo a Sora: …
Chiude la Mivar (!!!), chiude la fabbrica di televisori italo-indiana di Anagni
chiude la storica Winchester di Anagni,
in crisi profonda la Meccano Aeronautica di Littoria,
chiude la Motorola di Torino,
licenzia la Ericcsson di Roma,
in crisi la Sistemi Compositi di Cassino,
in difficoltà la Panapesca surgelati di Gaeta…
il resto cercatevelo.
@Oris, 25 novembre 2008
Stop forzato alla produzione di auto per la casa automobilistica Volkswagen e per Porsche, sua futura proprietaria, a causa della crisi di vendite. Alla Volkswagen, numero uno dell’auto in Europa, la produzione si fermerà per tre settimane: dal 18 dicembre all’11 gennaio nel principale sito produttivo di Wolfsburg e alcuni settori resteranno fermi anche il 5 dicembre. La produzione giornaliera è di 2mila auto e la misura, previo accordo con i sindacati, riguarda circa 16mila dipendenti. Stop per tre settimane dall’8 dicembre anche per la fabbrica Volkswagen in Brasile. Porsche ha, invece, annunciato, sette giornate di stop produttivo da qui alla fine di gennaio nella fabbrica di Zuffenhausen, oltre a quello già attuato lo scorso venerdì. Anche Opel (gruppo Gm) e Daimler (Mercedes-Benz) hanno annunciato misure simili. Alla Bmw il lavoro si fermerà tra il 15 dicembre e il 6 gennaio anche per gli ingegneri e il personale dell’amministrazione con il taglio di 500 posti di lavoro a tempo determinato a Lipsia oltre agli 8.100 già previsti in tutto il mondo.
il tuo livore ti consumerà, senza ottenere nulla.
@Oris,
sei l’unico che parli di me in questo modo. Ma non m’interessa niente del tuo parere. I tuoi post nei miei confronti parlano da soli.
E’ inutile che mi snoccioli queste cifre, perché non ho mai detto né fatto credere che gli insegnanti siano gli UNICI toccati da questa crisi. Chiunque lo comprenderebbe. Capisco che, oltre ad abbandonarti a previsioni gratuite sul mio conto, mi pensi pure “coccaia” (visto che avete motteggiato tu e un altro utente su questo termine), ma non lo sono al punto di non rendermene conto. Da uno che mi ha invitato a “sfogarmi” solo sul mio blog, perché la penso diversamente da lui, non mi aspetto comunque nulla di diverso.
Quanto invece a quello che mi consumerebbe o meno, sei pregato di farti gli affari tuoi. Intanto ti segnalo ai moderatori. Finché si parla di civile DISSENSO dalle idee altrui ci può star dentro tutto, ma le ingiurie/maledizioni PERSONALI non sono tollerate e io non intendo tollerarle.