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Finkelstein, il Prometeo moderno

30 giugno, 2008 - 13:00 di  
Archiviato in Oltre il Confine




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Chissà perché ogni tanto i paesi democratici, per allentare la tensione e lo sforzo di sembrare appunto democratici, come in preda ad un impulso irrefrenabile, si comportano come se democratici non lo fossero assolutamente.

Norman Finkelstein, professore americano di scienze politiche e autore di testi molto critici sulla politica di Israele verso i palestinesi e teorico di quello che lui definisce lo sfruttamento della Shoah a fini utilitaristici, per giustificare cioè qualunque atto dello stato di Israele, è stato fermato il 24 maggio scorso all’aeroporto di Tel Aviv da agenti del servizio segreto Shin Bet, arrestato, trattenuto 24 ore e infine notificato del divieto per i prossimi 10 anni a entrare in Israele.




Finkelstein, che è figlio di un’ebrea polacca sopravvissuta ai campi di sterminio e quindi come tale avrebbe diritto, per la cosiddetta “legge del ritorno”, a diventare automaticamente cittadino israeliano, è stato trattato come terrorista e interrogato su presunti legami con Al Qaeda ed Hamas. Pare che in questi casi basta che i servizi decidono che una persona è non grata per bypassare qualunque legge.
Il giornale progressista “Haaretz” si è domandato perchè negare l’ingresso in Israele a uno studioso, pur controverso, e lasciare invece campo libero agli estremisti di destra kahanisti. Forse Haaretz finge di essere ingenuo. I kahanisti non mettono in dubbio la bontà intrinseca del sionismo.

Non c’è molto da meravigliarsi su questo clamoroso ostracismo, un po’ da ex regime sovietico più che da “unico paese democratico dell’area mediorientale”.
Finkelstein è uno che con i suoi scritti ha pestato piedi illustri. Difende i palestinesi (ohibò), ha amici arabi (che avrebbe dovuto incontrare nei territori nel corso del suo viaggio, assieme agli israeliani della associazione B’Tselem), si è inimicato i sepolcri imbiancati come Elie Wiesel e ha smontato pezzo per pezzo un best-seller come i “volonterosi carnefici” di Daniel J. Goldhagen.

Il suo peggior nemico, comunque, è Alan Dershovitz, grande difensore di Israele in primis e avvocato di grido, per arrotondare. La specialità dello studio Dershovitz è riuscire a far assolvere uxoricidi illustri. Grazie ai suoi servigi l’hanno fatta franca O.J. Simpson e Claus Von Bulow.
Dershovitz non dorme la notte per studiare il modo di danneggiare Finkelstein.
E’ riuscito, la scorsa estate, a far annullare una serie di lezioni che il rivale avrebbe dovuto tenere alla De Paul University, tanto che alla fine questi ha dovuto dare le dimissioni. E’ talmente ossessionato da lui che se uno si apposta sotto le sue finestre e grida “Finkelstein!!!” si sente il suo cavallo nitrire.

Al di là delle dispute accademiche, è comunque inquietante che si venga arrestati per un’opinione e che soprattutto il fatto non diventi notizia. Chi ha sentito parlare di questo fatto in tv? La cosa diventa normale se accade in Israele? La tesi sarebbe interessante da discutere.
Immagino il casino se un intellettuale cubano anticastrista fosse stato fermato all’Avana e bandito per 10 anni dall’isola. Voi no?

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Comments

39 Risposte a “Finkelstein, il Prometeo moderno”
  1. ilBuonPeppe scrive:

    è comunque inquietante che si venga arrestati per un’opinione

    Succede tutti i giorni in tutto il mondo.
    Da noi ancora c’è qualche piccolo ostacolo che non permette a questo meccanismo di funzionare bene, per cui stanno lavorando per perfezionarlo. Abbi pazienza…
    E comunque L’Avana non è mica Gerusalemme.

  2. Risalendo alla fonte originale della notizia (che ho dovuto cercare perché il link ansa non funzionava più) si legge:

    The Shin Bet said Finkelstein “is not permitted to enter Israel because of suspicions involving hostile elements in Lebanon,” and because he “did not give a full accounting to interrogators with regard to these suspicions.”

    che non sarebbe esattamente un’opinione. Poi, ovviamente, si può rimanere convinti che si tratti di un pretesto, ma questa rimane un’opinione dell’autrice e non un fatto.

    • Lameduck scrive:

      caro comandante, se leggi altre fonti e non solo quelle che fanno capo alle versioni ufficiali in genere (mendaci quasi sempre perchè funzionali al potere di turno) ti renderai conto che quelle mosse a Finkelstein
      sono accuse assolutamente infondate.
      Accusare qualcuno di terrorismo solo perchè andrà a parlare con degli arabi, al giorno d’oggi, è più facile che strappare il ciuccio ad un bambino.

      Non trovi il fatto e pensi che quello che ho raccontato siano mie opinioni, magari campate in aria?
      Beh, il fatto è che ad un ebreo americano è stato negato l’ingresso in Israele sulla base di scuse generiche e peggio ancora basandosi sulle sue opinioni espresse in libri e articoli di giornale. Peggio, è stato trattenuto in aeroporto in stato di arresto. Per cosa? Ti sembra normale arrestare una persona così senza flagranza di reato?
      Con Mordechai Vanunu avevano almeno la scusa che aveva scoperto gli altarini di Dimona, con Finkelstein solo il fatto che ha scritto difendendo “anche” il diritto palestinese ad avere uno stato.
      L’arresto e l’espulsione di Finkelstein sono FATTI, non opinioni.

      • Lame,
        sono sempre disponibile a leggere altre fonti, ma la mia esperienza mi insegna che una scusa qualsiasi, compreso lo spaccio di preservativi usati, se la saranno sempre dovuta inventare. A meno che qualcuno dello Shin Bet non abbia detto candidamente ad un giornale: “lo arrestiamo per le sue opinioni”.

        Per me vale la seguente tabella:
        Arresto Finkelstein = FATTO
        Espulsione Finkelstein = FATTO
        Versione autorità = quasi sicuramente bugia, ma FATTO
        Mia e tua (la condivido) interpretazione evento = OPINIONE

        Un’opinione non è automaticamente campata in aria e io la tua la condivido, ma questo non ne fa un fatto.
        Il resto è un po’ polemico e, come sai, io non amo le polemiche.

        • missblue scrive:

          Comandante.. ma affermare che:”he did not give a full accounting to interrogators with regard to these suspicions” non è da considerasi, in altrettanto modo, una chiave di lettura del fatto, e quindi un opinione? Sono concorde sullo stare attenti a distinguere tra “opinione” e “fatto”, ma qui non riesco a trovarci la differenza.. :-(

          • A questo punto mi accingo a spaccare il capello in quattro, ma lo avete voluto voi cavillando :-)

            E’ vero, è una opinione del magistrato israeliano che ha preso il provvedimento. Ma la decisione sarà stata presa, almeno ufficialmente, su fatti noti a loro e non a noi. Se pure si trattasse di opinioni, la loro sarebbe più circostanziata della nostra.

            Io credo che la situazione sia torbida e le responsabilità non chiare, ma non voglio prendere parte per principio preso.

            Grazie a Lameduck abbiamo diffuso un’informazione che è circolata poco. Il nostro ruolo è finito. L’autrice ha espresso un’opinione (e non un fatto) della quale è convinta. Io mi sono fatto la mia opinione, voi la vostra.

            La verità non viene indicizzata da Google e, quindi, non esiste.

  3. Francesca scrive:

    Le “scuse terroristiche” sono usate da Israele e Usa in primis.
    Poi se vogliamo bendarci gli occhi e credere che un intellettuale come lui abbia contatti con i terroristi…..è tutto da provare. A tal proposito uno non diventa colpevole con suffragio di prove?O in Israele funziona come la base di Guantanamo?

    • Allora provo a essere più chiaro.
      Anche io sono convinto che si tratti, molto probabilmente, di scuse, ma deve essere chiaro che si tratta di un’opinione. Se la si lascia passare come un fatto si crea una confusione tra fatti e opinioni che non è metodologicamente accettabile.
      E’ lo stesso sistema che usa Berlusconi quando accusa la magistratura di sovversione. Lui non ha bisogno di provarlo, si limita a dirlo, ma quella è e rimane un’opinione.

      • Francesca scrive:

        Sì, sì è così, non era un riferimento a quello che hai scritto.
        E’ un gioco di parole più che altro.
        Perchè anche a Cuba è un fatto che i dissidenti che vengono arrestati lo sono perchè hanno a carico prove che hanno contatti con presunti terroristi (compreso la Cia che finanzia da anni i contro-rivoluzionari) però questo qui da noi è chiamato “prigioniero politico” e comunque questi fatti alla fine vengono considerati “opinioni” su Cuba.
        Stessa cosa non si può dire di Israele.
        Non so se sono stata chiara…

      • Lameduck scrive:

        Mi sfugge quale sarebbe l’opinione che tanto ti turba. Non capisco questo voler spaccare il capello in quattro e che c’entra Berlusconi.
        Ho semplicemente riportato una notizia (il FATTO dell’arresto di Finkelstein) che non è passata dai media mainstream e che non solo a me è sembrata grave.

        • Al di là delle dispute accademiche, è comunque inquietante che si venga arrestati per un’opinione

          Sul fatto che la notizia non abbia avuto stampa sono d’accordo. Sul fatto che sia grave, concordo.
          Distinguere fatti da interpretazioni, invece, non mi sembra spaccare il capello in quattro, ma potrei sbagliarmi.

          • Francesca scrive:

            Il fatto è che le sue amicizie con i terroristi sono un’opinione del governo israeliano e non una prova, quindi una loro opinione tutta da dimostrare.
            Certi provvedimenti dovrebbero avere alla base una prova (magari anche costruita a pennello) ma una prova.

            • Non siamo a conoscenza delle prove che dicono di avere. Dal loro punto di vista non si tratta di opinioni, ma fatti

              • Francesca scrive:

                Quindi ci sarà un processo?

                • Mi sembra di capire di no. E’ stato semplicemente respinto alla frontiera come persona non gradita. Tutti gli stati hanno il diritto di farlo e non devono dare spiegazioni a nessuno.

                  • Francesca scrive:

                    Magari a lui sarebbero gradite certe spiegazioni visto le conseguenze che ha avuto questo gesto.
                    Comunque a mio parere rimane un atteggiamento anti-democratico e anti-liberale, somiglia molto di più ad un regime che ad altro.
                    Somigliano molto di più di quanto pensino ai vecchi comunisti di Stalin che tanto odiano.
                    Ha fatto bene la papera ha sottolineare la differente percezione delle notizie (in questo caso nemmeno notizia visto che non è comparsa da nessuna parte) da parte dei media.

                    • Sono d’accordo quasi su tutto.
                      Anche se mi piacerebbe che qualcuno mi indicasse uno stato che si comporta diversamente.
                      Ovviamente questo non riduce le colpe di Israele, ma ci dice che tutti badiamo ai fatti nostri e i principi sono solo merce di scambio o formali pietre di paragone senza sugnificato.

              • Lameduck scrive:

                Mi viene in mente, giusto per caso, quanto erano attendibili le accuse fatte ad Abu Omar, estradato illegalmente dall’Italia con una extraordinary rendition con la piena complicità dei servizi e servizietti nostrani, da Pio Pompa ai suoi bambini.
                Se si comincia a credere a ciò che dicono i servizi, secondo il mio modesto parere, siamo tutti meno sicuri.
                A meno che lo Shin Bet ci stia particolarmente simpatico.

                • ahahahah
                  Ci mancherebbe.
                  Figuriamoci se io considero attendibili le informazioni diffuse da chi, per mestiere, crea confusione.

                  Nessun servizio segreto è simpatico. Se lo fosse, farebbe male il suo lavoro.
                  In questo senso, Shin Bet e Mossad sono fra i più antipatici al mondo.

  4. Carlo scrive:

    Pensavo infatti che come tutte le provincie imperiali americane, Israele si comporti all’esatta maniera di guantanamo. anche noi siamo importatori di democrazia american style(Mcdemocracy?). Voglio la mia striscia di Gaza sulla riviera Ligure!

    • Adetrax scrive:

      Pensavo infatti che come tutte le provincie imperiali americane, Israele si comporti all’esatta maniera di Guantanamo.

      Ogni tanto ho l’impressione che in realta’ sia l’inverso.

  5. carlo scrive:

    mcdemocracy? non e’ tanto fast la democrazia importata dagli USA, io dire piu slow democracy visto il tempo che ci vuole per farla arrivare, peccato che risulti come uno dei cibi piu’ indigesti visto che fa fatica ad andarsene.

  6. missi scrive:

    Se un milione di persone crede ad una cosa stupida, la cosa nn smette d’essere stupida…FATTI o OPINIONI che siano ;)

  7. Lameduck scrive:

    caro comandante, è curioso che tu, ad esempio, tra un fatto ed un’opinione, non abbia niente da dire sul fatto che, in base ad una campagna orchestrata dall’ADL di cui Dershowitz è uno dei caporioni, Norman abbia perso il suo impiego all’Università nella democratica America. Fatto, arridaje, di cui parlo nel post. L’espulsione da Israele è solo l’ultimo episodio di una lunga serie.
    Mi sono anche chiesta come mai le democrazie a volte si comportino da dittature. A me sembra un interessante punto di discussione.
    Ma forse, diciamolo (con la voce di La Russa), non sarà che se un post è leggermente critico della politica israeliana bisogna ammansirlo in qualche modo, mettendosi a sfruculiare con il bilancino tra fatti e opinioni?
    Se sbalio mi corigerai.

    • Adetrax scrive:

      Si comportano cosi’ perche` sono “democrazie oligarchiche” che nel caso di Israele e’ anche totalmente militarizzata.

      Chi non si allinea, rema contro e indebolisce la strategia e la sicurezza nazionale e quindi e’ un nemico e se e’ un nemico non puo’ essere trattato da amico.

      D’altra parte i palestinesi considerano ogni cittadino israeliano da 0 a 130 anni un soldato che puo’ essere colpito in qualsiasi momento, anche durante una tregua; questo certamente non aiuta a sfuggire alla tentazione della prova di forza da parte di uno stato.

      Quello che chi detiene il potere non vuole e’ che si formino correnti di pensiero, specie se concordate con la parte avversa, che propugnino soluzioni diverse da quelle considerate come auspicabili o gradite; c’e’ il timore che queste possano interessare le masse popolari e quindi sfuggire al controllo diretto.

      Da qui la forte ostilita’ verso questi personaggi che vorrebbero capire e cercare soluzioni non violente, in una parola vorrebbero “far comunella con il nemico”; si noti che questo atteggiamento e’ presente su ambedue i versanti, basta anche solo ricordare il boicottamento della fiera del libro di Torino di qualche tempo fa.

      Mi stupisco che fatti del genere non siano molto piu’ frequenti di quello che sono; forse non ci facciamo caso ma in Israele non c’e’ una vera pace e in guerra non ci sono molte regole civili.

      • Francesca scrive:

        Il boicottaggio della Fiera del libro di Torino non credo fosse una conseguenza dell’atteggiamento di cui parli che esiste è vero ma in quell’occasione si è voluto far presente che mentre Israele festeggiava il compleanno del suo Stato, i Palestinesi “festeggiavano” la loro diaspora e il fatto di non avere uno Stato…..
        Secondo me è stato giusto far notare questa differenza che non è poca.

  8. missi scrive:

    Comandante Nebbia, chiedo scusa…ho letto la risposta soltanto ora :)
    Nn si può definire la cosa stupida e certo ciò che a me può apparire stupido può nn esserlo per altri…ma, in generale, se molti credono ad una stessa cosa o la cosa costituisce una certezza assoluta o molti s’ingannano ;)
    Lascio un saluto :)

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