Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Il 50° anniversario della Citroen DS" è stato scritto da serpiko .
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Giovedì 6 ottobre del 2005 nei pressi di Parigi ebbe inizio un’enorme manifestazione automobilistica, organizzata in commemorazione del 50° anniversario dalla presentazione al pubblico dell’auto più mitica ed incredibile del secolo scorso: la Citroen DS.

Un intero parco venne messo a disposizione dei cultori di questa vettura: al “solito” raduno (eccellentemente organizzato) presero parte 1600 vetture più molte altre non iscritte ufficialmente. Accanto al raduno furono organizzate mostre alla Città delle Scienze e dell’industria, una rassegna al Musee D’Orsay; volantini e manifesti commemorativi vennero sparsi per tutta la capitale.
Il culmine fu la grande parata di domenica 9 ottobre, quando tutte le vetture partecipanti sfilarono per la città: un corteo di qualche decina di chilometri passato tra due ali ininterrotte di folla lungo tutto il percorso, cui io ho preso parte con la mia Dea.
A due anni di distanza le sensazioni di quei momenti sono ancora morbide e avvolgenti come una coperta davanti al camino in una fredda notte invernale.
Perché quella per le auto d’epoca è la mia più forte passione, e proprio quel giorno ho conosciuto la mia emozione più grande.
Con la sfilata del 9 ottobre credo che la Dea sia riuscita a ripagare l’enorme entusiasmo che i suoi appassionati le riservano ogni giorno da 50 anni con costanza certosina. E’ stato toccato il vertice: i parigini incontrati al Trocadero ci dicevano di aver visto tante parate per tante vetture ma mai nessuna ha avuto queste dimensioni, mai nessuna è stata così sentita, mai nessuna così attesa come questa. Ho visto persone di 60 anni commuoversi al volante della loro DS, ho visto una città in fermento, ho sentito nell’aria quel “profumo di evento” che si respira quando sta per succedere qualcosa di importante.

Nella nostalgia che mi separa dai quei giorni si fa largo in me la presa di coscienza di aver assistito a qualcosa di unico: molto probabilmente non vi sarà mai più un evento del genere.
L’unica auto che potesse creare attorno a sé tanto mito è proprio la DS ma la prossima scadenza importante sarà il secolo, a cui la Dea si avvicinerà non i più da auto storica ma da auto d’epoca, perdendo ogni giorno di più l’immagine del “vissuto” che molti di noi portano nel cuore ricordando i suoi anni ruggenti e rimanendo come icona assoluta dell’automobilismo. Ma un’icona è qualcosa di inavvicinabile: mantiene un distacco dall’uso comune che la rende un po’ fredda e lontana, per quanto mito. Me le vedo già: arriveranno soltanto le sopravvissute, perfettamente restaurate e saranno guidate da persone che non avranno mai un’esatta idea di ciò che la Dea abbia davvero rappresentato.
Io mi presenterò a quella scadenza con 78 anni sulle spalle e, ve lo posso giurare, proverò ad esserci in qualsiasi modo; ma forse non avrò più la forza di condurla in un viaggio tanto lungo, o forse non vi sarà più benzina in commercio per spingere la mia DS fino a Parigi; o più semplicemente non avrò più la mia DS. Tutto questo lo lascio decidere al destino; nel frattempo terrò ben riposti tutti i ricordi di questi magnifici 6 giorni per poterli usare nei momenti di sconforto che ogni tanto attanagliano quelli come noi, di fronte a manutenzioni in apparenza impossibili o a disguidi fastidiosi.
Ho trascorso quegli attimi con persone stupende che senza questa passione non avrei mai incontrato; ho visto Parigi inchinarsi a rendere onore a un’epoca intera, a una vita, a una mentalità, a un’anima marchiata a fuoco nella storia della città e della Francia; il tutto racchiuso tra le lamiere di un’automobile.
Dopodiché ho visto la Dea fare quello che ha sempre fatto con umiltà e guardarsi intorno un po’ stupita di tanto entusiasmo, per poi comprendere ed ergersi un’ultima volta di fronte a tutti a cogliere il meritato trionfo. Ora non è più sulla terra con noi: non ce ne siamo nemmeno accorti ma proprio mentre la guidavamo sull’Etoile stava entrando nel mito, accanto ad Ercole, Apollo e Giove Pluvio.
Ora è davvero una Dea.

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tra cinquant'anni bisogna vedere se c'è ancora il mondo amico mio.
nel caso ti auguro di essere lì, magari con un Dea volante
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Squalo o ferro da stiro?
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T'invidio.
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non voglio guardare cosi lontano ma a un futuro più vicino ma sicuramente sarai li tra 50 anni.la ds è stata la prima vettura era una dsuper del 71 rosso bordò tetto bia.targ. tofo9319 un sogno poi un cx pallas del81,ma definire la ds senplicemente cosi’una vettura non è il caso.la ds è un oggetto che sfugge da un giudizio razionale è unsogno diventato realtà forse un sog.filosofico e non tecnico.la ds è un vedere qualcosa che hai sognato di avere fin da piccolo,spero di possederne ancora una dico una non a caso perchè ogni ds è unica, e non lasciarla mai più.ciao a tutti.
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