Finanza Creativa, Mooooolto Creativa 11


Tremonti è un genio. Sì, sto parlando proprio di Giulio Tremonti, ministro dell’economia del nostro devastato paese; il politico più antipatico, arrogante, odioso ed insopportabile che ci sia. Dopo D’Alema, ovviamente.
E non sono impazzito, ma devo onestamente riconoscere che il soggetto ha delle qualità assolutamente fuori dall’ordinario; solo un genio si sarebbe potuto inventare una cosa del genere, renderla di pubblico dominio, e vantarsene come se avesse risolto il cubo di Rubik.
Di cosa sto parlando? Di Alitalia, tanto per cambiare.

L’argomento è piuttosto complicato, ma vediamo se riesco a spiegarla in maniera semplice. E partiamo facendo un piccolo passo indietro.
Vi ricordate la campagna elettorale? Ad un certo punto è entrata nei dibattiti la questione Alitalia; c’era in ballo la trattativa con AirFrance che sarebbe stata disposta a comprarla, poi è arrivato Sua Bassezza e, come sua abitudine, ha rovesciato il tavolo mischiando tutte le carte. Così si è cominciato a parlare di ipotetiche “cordate“, di difesa dell’italianità, e altre menate campate per aria; fantasie che le tre scimmiette (Prodi, Padoa e Schioppa) hanno giustamente definito baggianate inconcludenti e dannose.

Poi, passate le elezioni, di fronte al nulla (AirFrance aveva ritirato la sua offerta) che aspettava Alitalia, il governo delle tre scimmiette ha deciso di concedere l’ennesimo prestito per consentire alla compagnia di sopravvivere a stento finché il nuovo governo non fosse stato nel pieno dei suoi poteri. Cento milioni (100.000.000) di euro per qualche settimana di respiro, poi la patata bollente sarebbe passata nelle mani di qualcun altro.
Sua Bassezza però ha ritenuto la cosa non sufficiente, e ha chiesto al governo di rivedere la cifra, che così sale a trecento milioni (300.000.000) di euro. Esilarante il commento di Padoa Schioppa: “il Governo in carica per gli affari correnti ha ritenuto che la bontà della proposta alternativa giustifichi l’atto di responsabilità di non far venire meno questa disponibilità e da questo discende il fatto che l’importo sia stato quello richiesto per attuare la soluzione tra poche settimane“. Fino al giorno prima aveva deriso le cordate e le altre ipotesi alternative, poi improvvisamente parla di “bontà della proposta”. Eh, la coerenza…

Così altri trecento milioni, di proprietà dei cittadini italiani, passano nelle casse di quel pozzo senza fondo che è Alitalia. A proposito, due chicche. Lo sapevate che i trecento milioni sono stati presi dai fondi destinati alla ricerca? Lo sapevate che negli ultimi 20 anni, Alitalia ha chiuso in perdita per 19 volte?

Le settimane passano, l’unica cordata che si vede è quella che sempre più si stringe intorno al collo dell’azienda, e arriva il momento di presentare il bilancio: ahi! Il bilancio non sta in piedi; non ci sono i numeri per soddisfare l’articolo 2447 del codice civile. Questo articolo dice essenzialmente che se la perdita supera un terzo del capitale, si deve procedere al ripristino del capitale oppure alla trasformazione dell’azienda in… un’ex-azienda (in effetti il codice civile dà anche altre possibilità, ma la situazione di Alitalia è talmente grave che non permetterebbe altro sbocco).
Ma voi credete che il consiglio di amministrazione di Alitalia sia composto da educande? Che non siano capaci di aggirare una norma del codice civile? Che si facciano qualche scrupolo nel truccare il bilancio? Questi sono squali, non si fermano di fronte a niente… o quasi.
Questa volta gli squali si sono fermati; evidentemente la situazione è talmente grave che neanche la loro più fervida fantasia è in grado di tirarli fuori dai guai.

Ma per fortuna c’è Tremonti.

Ora chi non ha competenze contabili farà un po’ fatica a seguire il discorso, ma vi assicuro che ne vale la pena.
Il bilancio (sto semplificando, i puristi sono pregati di non agitarsi) di un’azienda è diviso in attività e passività; la differenza tra queste due voci costituisce il patrimonio netto.
Quando si riceve un prestito, si fa una scrittura contabile “Banca a Debiti” che aumenta le attività, perché entrano dei soldi, e contemporaneamente aumenta le passività perché si acquisisce un debito che dovrà essere restituito; il bilancio resta in equilibrio e il patrimonio non viene influenzato. Un prestito infatti non incide sui risultati dell’azienda, perché è solo ed esclusivamente un modo per avere liquidità.

Che ti inventa allora Tremonti?
Una scrittura contabile (D.L. 27/05/2008 n. 93, art. 4, c. 3) che potremmo descrivere come “Debiti a Patrimonio“: si diminuiscono le passività e si aumenta il patrimonio; e siccome passività e patrimonio nel bilancio stanno dalla stessa parte, il bilancio resta perfettamente in equilibrio. Solo che mentre l’operazione precedente ha spostato dei soldi senza modificare il risultato aziendale, questa modifica il risultato aziendale senza spostare un centesimo. E’ una alterazione del bilancio che non è assolutamente sostenibile, non ha una legittimazione neanche forzando l’interpretazione della normativa; è un trucco contabile così sporco che nessuno sano di mente proverebbe a mettere in pratica.
E non lo dico io che è sporco. E’ il consiglio di amministrazione di Alitalia a dirlo; questi squali infatti non si sono azzardati a fare una cosa del genere finché non hanno avuto la certezza di una copertura legislativa. Solo quando il ministro ha tirato fuori un decreto apposito, loro hanno messo in pratica un trucco che mai si sarebbero permessi di immaginare. Mica sono scemi.

Io non so se fino a ieri questo fosse configurabile come truffa, falso in bilancio (che ormai è diventato una barzelletta) o chissà cos’altro. Comunque sia, oggi si può truccare il bilancio a norma di legge.
Si dirà che è temporaneo. Ma questo dimostra ancora di più che si tratta di un trucco per poter presentare il bilancio ed evitare di affrontare il problema vero: che Alitalia è fallita da un pezzo, e se va avanti è solo grazie a trucchi di questo tipo.

Davvero, si rimane senza parole: dopo la depenalizzazione del falso in bilancio, questa è la legalizzazione del falso in bilancio.
Inoltre non si preoccupano neanche di farle di nascosto; dicono che si tratta di un’operazione “necessaria” per il salvataggio di Alitalia, si vantano del risultato ottenuto. Pazienza se poi questo cancella decenni di regolarità contabile e di legittimità giuridica; complice la complessità dell’argomento, gran parte delle persone non capisce di cosa si tratta, e la notizia passa tranquillamente senza sollevare critiche.

Ricapitolando: i nostri trecento milioni ce li possiamo scordare, la cordata non si vede, AirFrance se ne è andata, i problemi di Alitalia sono sempre tutti lì, il falso in bilancio è stato legalizzato, tra qualche mese ci sarà bisogno di altri soldi. Pubblici ovviamente.
Con qualche trucco contabile potremmo anche dire che si tratta di un bilancio positivo.


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11 commenti su “Finanza Creativa, Mooooolto Creativa

  • agu

    FIAT docet!
    Ricordate?
    Quante volte sarà successo che soldi nostri hanna salvato la FIAT?
    E poi che fine ha fatto l’Alfaromeo?
    E prima dell’Alfa cosa è sucesso alla Lancia?
    Niente di nuovo sotto il sole …….. cambiano i governi sempre fatti di nani e ballerine di qualunque coore essi siano!

  • ema aka mascherabianca

    ma esiste la possibilità di fermare ste cose? sto magna magna sulle spalle degli altri? Queste notizie tolgono le forze…

  • diabolicomarco

    @ema
    uno modo democratico sarebbe stato quello di non votare per questi personaggi.
    Ma sappiamo bene com’è andata a finire.
    Alla maggioranza degli italiani queste cose vanno bene.

  • ema aka mascherabianca

    secondo me alla maggioranza degli italiani ste cose non van bene. Hanno votato così perché non sapevano cosa o chi votare… è stato lancio di monete su due schireramenti. Inoltre non penso che molti siano a conoscenza di sti fatti… 🙁

  • Silent Enigma

    la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza

  • Alberto

    l’articolo è interessante, io però non ho seguito la faccenda nel particolare e sarei interessato a capire in virtù di quale norma è stato consentito ad alitalia di compiere questa operazione. Puoi essere più specifico, cioè se non ho capito male dei debiti sono stati girati a patrimonio, in virtù di cosa? grazie

  • ilBuonPeppe

    @Alberto
    In virtù di un decreto legge (D.L. 27/05/2008 n. 93, art. 4, c. 3) fatto ad hoc, perchè non esiste alcuna norma che consenta una roba del genere.
    E’ una bestialità sia dal punto di vista logico che contabile, tanto che il CdA di Alitalia non si è permesso di farla finchè non ha avuto certezza di una copertura politica. Ora rimane una bestialità, solo che è legale.

  • ilBuonPeppe

    Ah, dimenticavo…
    La porcata riguarda SOLO Alitalia. Questo significa che per Alitalia valgono norme contabili diverse da quelle che devono applicare tutte le altre aziende. Una situazione in cui Alitalia applica legalmente una concorrenza sleale nei confronti delle altre compagnie aeree.
    Immagino (spero?) che presto l’Unione europea interverrà per sanzionare una simile turbativa del mercato.

  • koteko

    L’unica cosa che ci salva, e’ di essere nell’unione europea. Spero che ci seghino le gambe, intanto studio ed emigrero’. Spero di fare in tempo prima che l’italiano diventi extracomunitario in Europa.

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