E finalmente Grillo getta la maschera 66


E’ sempre antipatico dire “io l’avevo detto”, quindi non lo dirò. Grillo non mi piace, e chi mi legge lo sa, ma non ho mai voluto affondare il colpo sui tanti problemi che da tempo manifesta; ho sempre evitato di chiudere quella porta, perché in fondo, nonostante tutte le mie critiche al personaggio, avevo la speranza che qualcosa di buono ne potesse comunque venire fuori. Fino a ieri.

Leggo questo articolo, e nonostante siano cose in buona parte già ben visibili (non ai fanatici ovviamente) ci resto male, perché vedo la mia speranza liquefarsi. Ma andiamo con ordine, perché l’articolo definisce in modo abbastanza preciso la linea politica di Grillo in campo economico, un settore che finora era rimasto curiosamente fuori dai temi del movimento.

Il Summit Europeo del 27/28 giugno a Bruxelles è vitale per l’Italia. I limitati spazi di manovra fiscale, dovuti al “Fiscal Compact”, non consentono il rilancio dell’economia. Sarebbe già un successo se l’Italia ritardasse i tempi di rientro sotto il 3% del deficit, come concesso a Francia e Spagna. Invece si tratterà di palliativi sulla lotta alla disoccupazione limitati all’effetto annuncio per prendere tempo fino alle elezioni tedesche di settembre. È su altri punti dell’agenda europea che si deciderà il nostro destino.

Evidentemente Grillo non sa, e nessuno lo ha informato, che il rientro sotto il 3% del deficit lo abbiamo già realizzato, tanto che la settimana scorsa le istituzioni europee hanno chiuso la procedura di infrazione a nostro carico. La cosa che però a me pare più grave in questo passaggio, è che il fiscal compact non viene messo minimamente in discussione, anzi viene dato per acquisito. Accettare questo, come altri vincoli che ci vengono imposti, significa inchinarsi ai voleri dell’Europa e rinunciare ad essere una nazione sovrana.

Il piano di privatizzazioni, austerità e nazionalizzazione delle banche con cui il premier sloveno Alenka Bratušek proverà a convincere Bruxelles sulla capacità della Slovenia di farcela da sola difficilmente andrà a buon fine, aprendo le porte ad una richiesta di sostegno europeo. È interesse dell’Italia che le decisioni sulla Slovenia non creino un altro precedente sulle politiche di salvataggio, come nel caso di Cipro. Più l’Italia concederà ingerenze nella gestione dei sostegni agli altri Paesi (vedi tassa sui depositi bancari sopra 100.000 euro a Cipro), più creerà precedenti pericolosi per quando dovrà chiedere aiuto.

Qui ha ragione. E’ ovvio che se chiedi aiuto a qualcuno poi ti metti nelle sue mani, e permetti a chi ti aiuta di mettere bocca sulle tue questioni interne. Peccato che nella conclusione si dia per scontata la necessità per l’Italia di chiedere un aiuto all’Europa. Un altro passaggio che denota una totale sottomissione ai voleri sovranazionali.

Chi decide come saranno gli Stati Uniti d’Europa di domani? Perché non un referendum?

Sul referendum in generale, come strumento per coinvolgere i cittadini nelle scelte fondamentali, sono d’accordo; poi nello specifico bisognerebbe discutere di quali quesiti porre e di tutta un’altra serie di cose su cui invece ho delle perplessità. Ma per la terza volta in poche righe un concetto viene dato per scontato, come se fosse una cosa ovvia della quale non si può discutere: gli stati uniti d’Europa. E chi ha deciso di realizzarli? Ma non ci doveva essere un referendum?

L’approccio di Monti finalizzato a non chiedere aiuto all’Europa ha fatto l’interesse della Germania, non certo dell’Italia. Cosa aspetta il governo italiano a richiedere il sostegno europeo prima che sia troppo tardi?

Ma come? Prima dice che non dobbiamo “concedere ingerenze” all’Europa, poi sostiene che dobbiamo sbrigarci a chiedere aiuto. Magari dovremmo presentarci a Francoforte e dire qualcosa come: “Scusate, ci date un centinaio di miliardi che ci facciamo quel che ci pare? Senza rompere, grazie.” Draghi non aspetta altro. Giusto l’estate scorsa aveva detto che qualsiasi aiuto sarebbe stato vincolato a precisi impegni e alla definizione di un dettagliato pacchetto di interventi da applicare. Abbiamo visto come è migliorata la situazione dei greci dopo che hanno chiesto aiuto.

È fuor di dubbio che sia interesse dell’Italia, se deve rimanere nell’Euro, riprendersi sotto forma di aiuti europei parte dei 125 miliardi di euro di impegni presi con l’Europa all’interno del fondo salva stati (MES) come sta facendo la Spagna.

Riprendersi? Per la cronaca, gli aiuti che concede l’Europa si chiamano “prestiti”; ragion per cui, non solo non riprendiamo un bel niente, ma poi dovremo anche pagarci sopra gli interessi. E ancora una volta ci infila un concetto che viene dato per acquisito senza discussioni: noi rimaniamo nell’Euro. Per la verità stavolta gli deve essere venuto qualche dubbio perché ci ha messo un “se” davanti, ma il tono è sempre lo stesso di chi prende per buono tutto quello che gli arriva dall’alto.

Ci sono 650 miliardi di euro di prestiti bancari dati alle PMI in Italia, il 20% con un alto rating e ottimo merito di credito. Da mesi Draghi prova a convincere la Germania di consentire alla BCE di comprare i prestiti delle PMI (buoni e meno buoni) liberando i bilanci delle banche e consentendo loro di sostenere le PMI con nuovi crediti. Una manna per la nostra economia.

Ma guarda… e io che pensavo che Draghi fosse un bastardo insensibile tutto devoto agli interessi della Troika; scopro invece che è un sant’uomo che da mesi combatte una coraggiosa lotta a favore delle nostre PMI. Chissà perché non se ne è accorto nessuno (a parte Grillo, si intende)? Comunque la proposta è davvero fantastica: i debiti delle PMI nostrane vengono ceduti alla BCE, che poi finanzia le banche italiane, che così hanno liquidità per prestare soldi alle PMI. Non sapevo che raddoppiare i debiti di un’azienda in gergo tecnico si dicesse “manna”. Ah, non si finisce mai di imparare!

Però mi viene un dubbio: circa 18 mesi fa la BCE ha fatto un paio di LTRO per un totale di un migliaio di miliardi, prestiti a tasso bassissimo di cui quasi un terzo sono finiti alle banche italiane, e di questi alle aziende è arrivato… nulla o quasi. La predisposizione delle nostre banche a sostenere l’economia mi sembra bassina; perché mai stavolta dovrebbero comportarsi diversamente?

Senza l’ancora di salvataggio dell’Unione Bancaria, l’Italia non sarà mai in grado di gestire il peggioramento della crisi restando nell’Euro.

Ancora? Sta diventando un tormentone. Ma il dubbio che il peggioramento della crisi sia proprio dovuto al fatto che restiamo nell’Euro non gli viene mai?

Un’ulteriore svalutazione dei prezzi delle case del 10% in Italia farebbe evaporare un terzo del capitale delle banche italiane, a parità di coperture, lasciandoci in mutande. Non è impossibile, considerato che i prezzi delle case sono scesi in Italia del 10% dal 2008 a contro il 35% in Spagna. La correzione in arrivo sul mercato immobiliare italiano avrà effetti pesantissimi sui bilanci delle nostre banche piene di garanzie immobiliari iscritte in bilancio a valori surreali.

Se è vero che una svalutazione dei prezzi delle case avrebbe effetti pesanti sui bilanci delle banche, è vero anche che questi sono iscritti a valori surreali. Quindi che facciamo, lasciamo tutto così? E’ come dire ad un drogato di continuare a drogarsi perché altrimenti con la crisi di astinenza starà male.

L’Italia deve avere il coraggio di negoziare un sostegno europeo senza illudere i cittadini che la crescita risolva i problemi. Se l’Europa dirà di no o porrà condizioni inaccettabili per via del nostro debito pubblico andrà comunque bene perché la Germania rivelerà il suo bluff ai mercati.

Se la crescita non risolve i problemi, tanto meno potrà farlo il sostegno europeo le cui condizioni abbiamo già visto all’opera in Grecia. Chi è che illude i cittadini? Intanto ne approfitta per infilare l’ennesimo concetto indiscutibile: i nostri problemi derivano dal debito pubblico. Peccato che questo sia assolutamente falso, e che il debito pubblico sia una conseguenza e non una causa. Ma per capire questo bisognerebbe andare a vedere qualche dato, e Grillo ha senz’altro di meglio da fare.

L’Europa, e con lei l’Italia, hanno rinviato troppe decisioni cruciali in nome della crescita, e se non dovesse arrivare, come accade da 10 anni in Italia? […] Senza sistemare le banche, anche a costo di nazionalizzarle, non ci sarà sostegno all’economia e crescita.

E il fatto che da dieci (e più) anni non ci sia in Italia una crescita decente, non gli dice niente? Cosa è successo poco più di dieci anni fa? Non sarà che anche questo c’entra qualcosa con l’Euro? Bisogna sistemare le banche per ottenere sostegno alla crescita: ma non aveva detto poco sopra che la crescita non risolve i problemi? Mah…

Con il debito in mano nostra sarà indolore per la Germania affrontare il tema della “ristrutturazione del nostro debito” nella speranza che il problema resti circoscritto ai nostri confini. Con le banche sommerse di debito pubblico a rischio di ristrutturazione è fondamentale per l’Italia avere un accordo sul paracadute europeo per attutire l’impatto drammatico che ne deriverà sulla nostra economia e sul futuro dei nostri figli.

E per finire dà anche per scontata la necessità di ristrutturare il debito. Quindi dobbiamo chiedere aiuti all’Europa per poter ristrutturare il debito senza troppi problemi; cioè facciamo un debito per cancellare un altro debito. Un affarone!

Grillo si mostra finalmente per quello che è: un sostenitore dell’Europa, dei mercati finanziari, della logica che vuole la cancellazione degli stati nazionali, del progetto degli stati uniti d’Europa. E’ la stessa logica di Monti, che a questo punto non si sa a che titolo criticava, e di Letta, per il quale invece trapela una certa simpatia. Il fatto che tutto questo venga spalmato sulla nostra testa senza un minimo coinvolgimento, in barba a qualsiasi principio democratico, fregandosene delle drammatiche conseguenze di tutto ciò, non lo preoccupa affatto. Ah già, il referendum… Certo chiediamo un bel referendum così ci mettiamo la coscienza a posto; tanto non diciamo quali sono i contenuti esatti, e comunque non ce lo faranno fare, e in ogni caso con lo stato dell’informazione italiana non c’è pericolo che qualcuno capisca effettivamente cosa c’è in ballo.

Non faccio in tempo a finire queste righe, che arriva un altro articolo sull’argomento.

Non ci sono alternative: o ristrutturiamo il nostro debito pubblico, di cui la parte all’estero è in prevalenza in mano a Germania e Francia, o ci aspetta il fallimento insieme alla distruzione del tessuto produttivo.

Ecchecazzo! Non si riesce a stargli dietro… Solo due giorni fa la ristrutturazione del debito pubblico era un rischio, oggi è una strada senza alternative; cos’è successo in 48 ore? I topi gli hanno mangiato il pezzo di cervello rimasto? Non so voi, ma io quando qualcuno mi dice che non ci sono alternative, automaticamente penso che stia cercando di fregarmi. Sono senz’altro fatto male io, ma il tono e il linguaggio sono da terrorista. Sì, questo è terrorismo, della stessa natura di quello che ogni giorno esce da TV e giornali in missione per conto di dio. Del dio denaro, si intende. E io con i terroristi non tratto.

[Il debito pubblico] E’ una garrota che lentamente strangola il Paese. Il Pil diminuisce, il gettito fiscale pure. Il rapporto tra Pil e debito sta diventando insostenibile. Una via di uscita temporanea sarebbe svalutare la moneta, ma abbiamo perso la sovranità monetaria, la lira non c’è più.

Continua il messaggio terroristico, si riprende il falso concetto per cui alla base del problema ci sia il debito pubblico, e si torna indietro con la memoria alla Lira. Ecco, bravo, ci sei vicino, fai uno sforzo e prova a chiederti se magari dopo la Lira è successo qualcosa che ci ha creato problemi.

L’unica possibilità è ristrutturare il nostro debito.

Niente da fare. Qualcuno dovrebbe spiegargli che una ristrutturazione non servirebbe a niente, ma temo che sarebbe un’impresa titanica.

Quando il debito sarà tornato in Italia, saremo lasciati al nostro destino. Oggi disponiamo ancora un potere negoziale, in mano abbiamo una pistola carica. Domani sarà troppo tardi. Dobbiamo ristrutturare il debito!

Quindi, secondo questo ragionamento (se così si può chiamare) dovremmo vendere i nostri titoli di stato all’estero. Così gli interessi li paghiamo a loro invece che ai cittadini italiani: geniale!

Un’altra cosa che qualcuno dovrebbe spiegargli, è che non hanno alcuna intenzione di lasciarci andare, con o senza debito; finché stiamo dentro questa gabbia, la Germania ha un concorrente in meno, può fare la voce grossa, e ci può controllare. Ma per capire questo, ancora una volta, bisognerebbe leggere qualche dato, magari un po’ di storia economica, capire dove e quando sono nati i problemi che abbiamo oggi. Tutte cose un po’ fuori dalla portata di chi si limita a fare l’imbonitore con facili slogan.

Un’ultima osservazione a questo punto è d’obbligo. Ma di tutto questo, alla base del movimento è stato chiesto qualcosa? Il principio del “uno vale uno” è stato applicato? C’è stata una discussione da cui poi sono scaturite queste decisioni?

La risposta è fin troppo evidente: no. E la democrazia diretta, che fine ha fatto caro Grillo? Anche quella deve essere sacrificata sull’altare dei potentati finanziari?


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66 commenti su “E finalmente Grillo getta la maschera

    • ilBuonPeppe

      Ma io non parlo di Carlo Sibilia (che peraltro nel video il signoraggio lo nomina senza dire poi niente di significativo), parlo di Beppe Grillo, infatti mi riferisco ad un suo scritto. Che nel M5S ci siano persone migliori del loro leader non ho alcun dubbio; lo so, li conosco e mi ci confronto regolarmente. Il problema del movimento, come è evidente a chiunque non abbia il prosciutto sugli occhi, è nel vertice; e se il vertice dice delle cose che non stanno in piedi, non dovrei essere io a preoccuparmi ma chi fa parte del movimento.
      Sul signoraggio poi, e su altre cose, suggerisco al sig. Sibilia questo articolo; magari la prossima volta in aula dirà cose un po’ più incisive:
      http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2013/06/banca-ditalia-e-una-banca-centrale.html

  • Vittorio Mori

    Io trovo il blog di Grillo un po’ come un grosso frullatore, ci vanno a finire dentro piatti sopraffini, pietanze prelibate, deliziose spezie, insieme a frutta marcia, verdura putrefatta e vecchie scarpe da tennis. Ne esce fuori un liquido con a galla dei pezzettoni di difficile interpretazione: si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto. Da tempo lo seguo solo con un’occhiata, altrimenti si rischia di infognarsi in un “pensiero liquido” che non si sa dove vada a finire. Gli stessi attivisti del movimento che porta il suo nome si trovano spesso del tutto spiazzati sul come interpretare, alla fine, come al solito, ci si arrangia. Questo per dire che il blog di Grillo, a mio parere, va preso con le pinze, quelle lunghe da caminetto. Un successivo post potrebbe contraddire del tutto quello precedente. Penso inoltre che la mole e la complessità dei temi affrontati non si possa eviscerare con 40 righe. Al limite il tutto può essere uno spunto per approfondire. Purtroppo, o per fortuna (?), la linea del blog di Grillo è fumosissima, densissima di temi complessi, ma dove vada a parare di preciso non è dato sapere. E’ diventata una immensa fabbrica di indignazione da tempo, quello si.

    • ilBuonPeppe

      Un frullatore con le scarpe da tennis: un’immagine deliziosamente… raccapricciante. Ma azzeccata.
      Il blog di Grillo va preso con le pinze? Proprio no. Io lo prendo per quello che è, cioè lo spazio in cui un leader politico esprime le sue idee. Se poi le smentisce dopo 24 ore, la figura del fesso la fa lui, non io che le ho commentate.
      E siccome lo spazio è suo e, giustamente, lo può gestire come gli pare, non vale come scusa l’avere solo 40 righe o voler trattare troppi argomenti insieme.
      “dove vada a parare di preciso non è dato sapere” Esatto. E per un movimento politico che pretende di rappresentare la maggioranza degli italiani mi sembra piuttosto grave.

      • Vittorio Mori

        Sicuramente è gravissimo, ma d’altra parte decidere una linea politica nella asfissia generale del quadro italiano, incistato nel berlusconipensiero e nella sua controparte, non è cosa facile. Sarebbe bello mettere un po’ di ordine su certe questioni, invece di mettere tonnellate di carne sul fuoco, che proverbialmente non cuoce mai.

  • FRANCESCO CARLOTTI

    Spiegaci tu la soluzione. Spiegaci le conseguenze dell’uscita dall’euro. Spiegaci perché il debito pubblico non è alla base del problema. Spiegaci perché dovremmo continuare a pagare quasi 100 miliardi di euro l’anno di interessi, senza rinegoziare il debito. Troppo facile prendere pezzettini di articoli altrui e distruggerli. A mio parere non hai fatto un gran lavoro con il tuo articolo. Grillo con coraggio ha spiegato la sua strategia. La tua quale sarebbe?

    • ilBuonPeppe

      Io non sono un leader politico per cui posso permettermi di criticare senza avere l’obbligo di proporre alternative.
      Comunque, non potendo srcivere qui un trattato, ti consiglio la lettura di qualche autore che ti potrebbe essere utile: Alberto Bagnai, Nino Galloni, Jacques Sapir.
      Un altro spunto interessante è questo:
      http://www.european-solidarity.eu/
      Buona lettura.

      • Carlotti francesco

        Ok grazie. Leggerò. Difficilmente cambierò opinione sulla natura del nostro debito pubblico. È una truffa e rinegoziare è il minimo che dobbiamo fare. Argomento complesso, ma resta una truffa.

  • AdrianoVincenzo

    l’articolo è complesso, scrivo solo di una sensazione; quando trovo scritto “sovranità nazionale”, leggo “le nostre legioni”; e non riesco ad immaginare più il nostro paese da solo in grado di reggere le sfide del futuro

  • ansgarius

    E’ vero. Si può trovare dell’incoerenza nelle argomentazioni del buon Beppe (Grillo) e delle estrapolazioni in quelle del Buon Peppe.
    Se un messaggio ci pare ambiguo, non dobbiamo respingerlo “a priori”, ma tentare di contestualizzarlo, dandogli anche una nostra interpretazione. Questa è la mia:
    abbiamo perso una guerra, mai dichiarata, il cui costo è dato dal debito pubblico. Il tribunale di Norimberga (ora BCE) rivuole tutto dalla popolazione, con lauti interessi.
    Tutto ciò premesso, a mio avviso, e corretto parlare di rinegonizzazione.
    infatti, non è moralmente corretto far pagare questo debito alla popolazione, ma bensì alla classe dirigente che ci ha condotto a questa disfatta.
    (scritto così, mi sembrerebbe più chiaro… e condivisibile)

    • ilBuonPeppe

      Che il debito pubblico italiano sia conseguenza delle scelte criminali della nostra classe politica (da oltre 30 anni in qua) non c’è dubbio.
      Una sua rinegoziazione però andrebbe a colpire i detentori attuali del debito (in parte moltissimi cittadini qualsiasi) e non i responsabili. In più ci creerebbe una serie di problemi nei rapporti internazionali che, anche quelli, ricadrebbero su tutti noi.
      A completare il quadro, rinegoziare il debito pubblico senza dotarsi prima di una moneta sovrana, sarebbe del tutto inutile, perché il debito si ricostituirebbe grazie al cumulo degli interessi.
      Vogliamo fare invece una cosa moralmente giusta (scusa l’espressione altisonante)? Sequestriamo i patrimoni di tutti i politici presenti e passati che hanno avuto un ruolo di governo o hanno votato a favore dei principali provvedimenti economici, e con quello che otteniamo ci paghiamo il debito.
      Il debito pubblico italiano è un problema interno: risolviamolo internamente.

      • fma

        Che il debito pubblico italiano sia conseguenza delle scelte criminali della nostra classe politica (da oltre 30 anni in qua) non c’è dubbio.

        Anche, ma non solo.
        Se fosse solo questo saremmo a cavallo, basterebbe decapitare la classe politica e dunque basterebbe un Grillo qualsiasi, con le palle oltre che con la lingua.
        Ma forse è un po’ più complessa di così.
        Come dimostra la prevedibile parabola di Grillo.

        • ilBuonPeppe

          Se intendi dire che c’è stata una fortissima pressione dall’estero affinché si facessero quelle scelte, sono d’accordo. Resta il fatto che le scelte che ci hanno portato qui sono state fatte dai nostri politici, non da altri; anche nel caso in cui, per intenderci, si sia deciso che avrebbero deciso altri.
          Che poi non basti decapitare la classe politica è altrettanto evidente; però è un passaggio necessario, senza il quale non si potranno fare scelte diverse.

          Che la parabola di grillo fosse prevedibile, sì; che dimostri una complessità della situazione, no. L’unica cosa che dimostra è la mancanza totale di una proposta politica.

          • ansgarius

            mi scuso del ritardo.
            non ho competenza per dirimere situazioni di finanza internazionale.
            credo, che un processo pubblico per individuare responsabili e responsabilità, potrebbe servire a qualcosa,
            ma probabilmente mi illudo,
            nel mondo della finanza, scadali varii si sono succeduti senza soluzione ne remora alcuna…
            tuttavia… forse un inizio di decenza…

      • Mauro M.

        “Sequestriamo i patrimoni di tutti i politici presenti e passati che hanno avuto un ruolo di governo o hanno votato a favore dei principali provvedimenti economici, e con quello che otteniamo ci paghiamo il debito”
        Guarda mi sono appena cappottato dalla sedia, dal ridere!!!
        Veramente tu pensi che per pagare il debito di 2.034,725 miliardi di euro, sia sufficiente sequestrare i patrimoni presenti e passati di poniamo tutti i politici degli ultimi 30 anni????
        Ma hai una vaga idea degli ordini di grandezza?? Centinaia di milioni di euro( ad essere abbondanti) vs 2.034,725 miliardi di euro..
        Dopo questa riflessione, penso che chi amministra questo blog, sia piu Peppe grillo lui di Beppe grillo stesso!!(vedi proclami fatti a caxxo)..

        • ilBuonPeppe

          Primo, io non amministro questo blog ma ne sono ospite come te.
          Poi, l’espressione “con quello che otteniamo ci paghiamo il debito” non va evidentemente presa alla lettera, nel senso di coprirci “l’intero” debito. Ma magari mi sono espresso io in modo approssimativo.
          Il punto è che se lo stato recuperasse la sovranità monetaria, non dovrebbe più “trovare” il denaro necessario, questo gli permetterebbe di ridurre al minimo gli interessi, e il debito pubblico non sarebbe più un problema.
          Recuperare i patrimoni dei politici ladri non serve a risolvere il problema del debito (cosa che non può fare, e non solo per un problema di quantità) ma esclusivamente a ripristinare un pizzico di equità sociale.
          Però sono contento di averti fatto ridere. Farti piangere sarebbe peggio.

  • Bob

    Questo articolo è la tipica fuffa italiana d’autore, sempre uguale, non si cambiano più nemmeno le virgole. Non hai avuto le palle per votare Grillo e ora che ha fallito, frigni; gli hai votato contro sperando facesse la rivoluzione al posto tuo ma ti è andata male e adesso ti ritrovi di nuovo davanti al televisore pronto a contare i peli del culo al prossimo Che Guevara con la villa a Montecarlo. Ora che è tardi e il trenino dell’amore è passato, il futuro prossimo avrà un altro sapore convinti che tanto, come ha detto il saggio Mario Draghi, “Tranquilli, l’Italia và col pilota automatico”. Tutto bene anche se ti ritroverai, ancora una volta, a dover riciclare e riadattare concetti e opinioni per forgiare un altro pezzo come questo; tuttavia non disperare, qui, nel Bel Paesino non sei solo, ce ne sono milioni nelle tue condizioni a farti compagnia. La solita compagnia.

    • ilBuonPeppe

      Per fortuna ci sei tu a farmi da psicanalista. Da solo non l’avrei mai capito e uno a pagamento non me lo posso permettere.
      Posso scriverti quando mi sento giù?
      Un grazie sincero

  • serpiko

    Palese la volontà dilettantistica di leggere tutte le affermazioni sotto una determinata chiave.

    D’altronde Grillo ci mette del suo, uscendo allo scoperto senza un filtro alle sue pubbliche relazioni. Gli altri restano ben al riparo del “non dico niente e comunque vai avanti prima tu”.

    Osservo come l’unica soluzione “pulita” di tutto un sistema sia stata divorata dalle vittime del sistema stesso. Mi ricorda quando gli juventini, invece che prendersela con la propria società per tutte le palle che aveva loro raccontato e per le porcate che aveva fatto, s’incazzarono con l’Inter e col sistema.
    Preferire l’illusione alla realtà, e incazzarsi con chi la realtà te la vuol far vedere, in effetti è molto italiano.

    Divertente da osservare.
    Intendo, divertente osservarlo da qui, da oltralpe, da lontano e in maniera ormai quasi disinteressate.
    Da lì, sinceramente, m’inquieterebbe un po’.

    • ilBuonPeppe

      Che io sia un dilettante è un fatto certo, del resto faccio un altro mestiere e non l’ho mai nascosto.
      Che Grillo ci faccia vedere la realtà (relativamente a quello che ha scritto in questi due articoli) è invece quanto meno dubbio: non so cosa intendi per “soluzione pulita”, ma ristrutturare il debito pubblico e chiedere il sostegno finanziario della BCE ci porta inevitabilmente a replicare la situazione greca senza risolvere i problemi che abbiamo. Quindi a che pro?

      • serpiko

        Specifico che il dilettantistico era quasi un complimento.
        Chi del depistaggio fa una professione, non prende posizione come invece hai fatto tu.

        Quanto alla soluzione, per me non v’è incoerenza: personalmente é l’unica vostra via. Attaccarvi ai pantaloni del tricolore che inizia col blu cosicché tutti capiscano come, se voi cadete, altri resteranno in mutande.

        • ilBuonPeppe

          Grazie per i complimenti allora.
          Per il resto, non ci faranno mai uscire dall’euro, non volontariamente almeno: se usciamo noi crolla tutto, per cui non gli frega niente neanche dei nostri debiti. Se i tedeschi decideranno che per loro è la soluzione meno costosa, ci faranno fare un bell’haircut, così noi saremo contenti e cojonati. Ci illuderemo di essere liberi e invece staremo peggio di prima, con vincoli nuovi e più pesanti e con il debito che ricomincerà a crescere.
          Purtroppo nell’attuale panorama politico italiano non vedo nessuno in grado di fare le scelte necessarie. Forse però sarà il fatto che tutti stanno rimanendo in mutande che spingerà qualcuno, forse proprio la Francia, a fare la scelta giusta.

  • rick

    sicuro che fosse sempre grillo l’autore? perchè nel blog non sempre scrive lui ma lascia scrivere a esperti di diversi settore per far conoscere idee diverse, e quindi è normale che alcuni possano avere idee discordanti (per l’autore, c’è scritto alla fine dell’articolo

    • ilBuonPeppe

      Non c’è alcuna firma su nessuno dei due, per cui, chiunque li abbia scritti, la titolarità è di Grillo. Se poi si affida ad altri e non lo specifica, la responsabilità è comunque sua.

  • giuseppe

    Grillo vi sta solamente accomodando, cioè dando corda , perchè purtroppo non c’è verso di farvi uscire dal FRAME ( o tabù) dell’euro. Ciò spiega perchè sembra daccordo su tutti questi temi e sta cercando una soluzione che volete sentirvi dire, e che pian piano ci porterà alla rovina. La grecia e cipro potevano essere aiutate senza andare in DEFAULT! Nel Default i prestiti dell’europa sono pesanti anche per i cittadini (vedi cipro col prelievo forzato e vedi la Grecia con il licenziamento di tanti dipendenti pubblici). Mi Chiedo quando avrete il coraggio di tornare a casa e guardare con ONESTA’ i vostri figli e le vostre mogli?

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