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Figli e Figliastri

19 novembre, 2009 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, latest



Luigi P. ha venti anni. E’ alto, ha i capelli scuri, gli occhi luccicanti, le braccia sottili e pesa meno di quaranta chili. Non riesce a stare in piedi, a camminare e non sa parlare. Passa il suo tempo tra il letto della madre e una sedia ortopedica. Viene nutrito con omogeneizzati, succhi di frutta e frullati. Porta il pannolone. Se lo guardi sorride e quando vede una persona che conosce si agita tutto facendo delle strane grida.
Luigi P. deve il suo stato ad una decisione fatale di un medico che non fece la scelta giusta quando si trattò di gestire una lunga ipossia a cui fu sottoposto il nascituro prima del parto.
Purtroppo, questa non è verità giudiziaria. Anche se sono passati due decenni la causa civile è ancora in corso.

Nonostante per l’anagrafe sia un uomo fatto, tutti, quando parliamo di lui, continuiamo a chiamarlo “il bambino”.

Il padre di Luigi P. è un operaio con contratto a progetto a rinnovo settimanale. Sua madre una casalinga. Luigi vive a Salerno dove per persone come lui, oltre alla famiglia, non c’è nulla. Ogni settimana fa un paio di sedute per contrastare gli effetti del decubito in un centro specializzato dove il padre è costretto a portarlo in braccio perché inaccessibile ai disabili.

L’Italia, l’ottava potenza mondiale, la nazione di cui Luigi P. potrebbe esibire il passaporto se sapesse cosa farsene, si è interessata di lui la prima volta solo quando ha raggiunto i sei anni. Gli ha mandato a casa i carabinieri perché i genitori non l’avevano iscritto a scuola. Unguibus et rostribus, Luigi P. è stato trascinato in un’aula sorda e grigia dove, per un paio di settimane, è stato costretto a rimanere steso da solo su un banco, senza nessuno che lo idratasse o gli cambiasse il pannolone, sorvegliato da una ragazzina sconvolta che suppliva all’assenza dell’insegnante di sostegno in malattia lunga. Il diploma magistrale non l’aveva preparata a certi spettacoli.
Alla fine la madre è riuscita a riprenderselo: Luigi P., anche se non sa parlare, leggere o scrivere, ha il diploma di terza media perché ufficialmente ha frequentato la scuola dell’obbligo. In realtà, con l’aiuto dei vari direttori ansiosi di liberarsi del problema, è rimasto sempre sul suo letto di casa dove, infine, gli sono arrivati un contrassegno disabili per la macchina del padre, un’indennità di accompagnamento di 400 euro mensili e un “Vai con Dio”.

Ieri, un vecchio amico che passa da queste parti ogni tanto, ha segnalato una notizia che meriterebbe più attenzione, ma che , come tante altre, finisce per essere ignorata perché fa poco spettacolo e non riguarda Berlusconi.
Sembrerebbe che con i tagli imposti dalla riforma Gelmini, siano stati assunti 500 insegnanti di sostegno in meno a fronte di 4000 ragazzi disabili in più nella scuola dell’obbligo. I Dirigenti Scolastici, ora si chiamano così, si troverebbero costretti a riunire i ragazzi disabili in un’aula speciale ed ad affidarli ad un unico insegnante di sostegno per sopperire alla carenza di organico. In pratica la vecchia classe differenziale.

Ma chi sono gli insegnanti di sostegno? Non so quale siano i requisiti necessari per diventare insegnante di sostegno. Immagino che ce ne siano e che siano molto articolati. Per chi vuole approfondire segnalo un blog dedicato agli insegnanti di sostegno.
Quello che so per certo, però, è che l’ignara maestrina di Luigi P. non era un caso isolato. Mi sembra di capire che, quando un insegnante di sostegno si assenta per malattia o maternità, viene sostituito da un supplente che non necessariamente deve avere la qualifica e la formazione di insegnante di sostegno.

Infatti, sul sito del ministero della pubblica istruzione si legge:

In caso di esaurimento degli elenchi degli insegnanti di sostegno compresi nelle graduatorie permanenti, i posti eventualmente residuati saranno assegnati dai dirigenti scolastici delle scuole in cui esistono le disponibilità, utilizzando gli elenchi tratti dalle graduatorie di circolo e di istituto, validi per l’a.s. 2006/2007. Nell’ipotesi di esaurimento degli elenchi di prima fascia, nella fase di temporanea assenza dei nuovi elenchi di seconda e terza fascia, dovranno essere utilizzati gli elenchi della seconda e terza fascia relativi all’anno scolastico precedente e, in subordine, le normali graduatorie degli aspiranti privi di titolo di specializzazione, instaurando, in entrambi i casi, rapporti di lavoro con carattere provvisorio, “in attesa dell’avente titolo“.

Questo spiega, per esempio, come mai un tizio che conosco col diploma di conservatorio e del tutto incapace di badare a se stesso, assolutamente privo di  titolo qualificante, possa essere chiamato a fare l’insegnante di sostegno in una scuola secondaria per una supplenza annuale.

La mia idea è che non sono solo i numeri a fare la scuola, ma la qualità effettiva del servizio fornito ai ragazzi, specialmente a quelli che hanno delle esigenze diverse. Il sistema che, a suo tempo, fu usato per Luigi P. è quello più diffuso per risolvere i casi difficili.
Secondo me, non bisogna allarmarsi solo perché ci saranno 500 insegnanti di sostegno in meno, ma anche e soprattutto per la mentalità ipocrita, formale e assistenzialista con la quale la scuola gestisce il sostegno agli alunni H mortificando bambini, genitori e quegli insegnanti che fanno il loro dovere con competenza, passione e dedizione.

Ho saputo che la signora Gelmini, ministro per dell’Istruzione, attende un bambino. Per un’istante ho sperato che l’intima riflessione che inevitabilmente pervade una persona quando si rende conto che sta per diventare genitore potesse aiutarla a comprendere meglio che la scuola non è solo un fattore economico, ma è soprattutto un atto di amore di una nazione verso i propri figli.
Poi, mi sono ricreduto, quando ho letto le dichiarazioni con le quali la signora si propone di non rimanere a casa neppure un giorno, attrezzando una nursery al ministero. A quanto pare baby Gelmini, ancor prima di nascere, gode già del privilegio di rimanere accanto alla mamma sul posto di lavoro.

La civiltà di un popolo si giudica anche e soprattutto da ciò che fa per i deboli e dalle opportunità che concede ai bambini a prescindere dal loro censo.

Secondo voi, come stiamo messi?

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Comandante Nebbia
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Comments

26 Risposte a “Figli e Figliastri”
  1. doxaliber scrive:

    La risposta alla domanda finale è scontata: male, molto male. Ma non da ieri.

    • BAR scrive:

      @doxaliber,

      E che catastrofismo. E che pessimismo. Dai non buttarti giù. Tra poco Berluscone cade, l’ho letto oggi su “Il Fatto quotidiano”, quello di Travaglio. Ma già lo sapevo: l’aveva detto anche Grillo. E vedrai, vedrai: quando Berluscone non ci sarà più, allora sì che l’Italia tornerà ad essere un Paese normale. La stampa internazionale tornerà a parlare bene di noi, i terremotati de L’Aquila avranno una villa con piscina per ciascuno, e i lupi torneranno a far l’amore con gli Agnelli, e anche i morti di Messina – un disastro che si poteva prevedere, un po’ come il terremoto, se solo Berluscone non pensasse solo ai fatti suoi – risorgeranno dalle tombe. Foss’anche solo per il gusto di sfancularlo al Berluscone.

      Come dici? Che la scuola pubblica non è mai stato il paradiso e saranno almeno 15 anni che la stanno facendo a pezzi? Che il disegno è ampio e quello che era welfare può diventare business, e la tendenza è quella in tutto l’Occidente, a partire dagli Stati Uniti del “buon” Barack Obama? Non capisco… Mi pari un po’ esagerato. Obama, poi… mah… Però è vero che il Pidielle è uguale al Pidimenoelle, ma adesso stai attento, perchè ci sono le liste a cinquestelle, che con kryptonite Di Pietro… Beh, dai, ci siamo capiti. Lo dice sempre Grillo. E anche Travaglio.

      Comunque prova a segnalare la cosa a Saviano (quello di Gomorra, non so se l’hai letto… io, sì; e ti giuro che Berluscone si pentirà tutta la vita di aver pubblicato il suo libro per Mondadori). Magari ci pensa lui a fare un appello su Repubblica. Perchè lui è un grande, mica si occupa solo di Camorra, non l’hai visto col caschetto da pompiere a fare il terremoto-tour? E infatti: io ho firmato l’ultimo appello che ha fatto, quello sulla giustizia, e ti garantisco che già mi sento meglio. Guardo al mondo con più ottimismo. Prova anche tu. Perchè ti giuro: se ci mettiamo tutti tutti tutti insieme, le cose le possiamo anche cambiare. Cioè, scusa volevo dire tutti tutti tutti meno uno: Berluscone.

      • doxaliber scrive:

        Ok, tutta questa pappardella con la quale vorresti sembrare simpatico per giungere a quale conclusione?
        Che Berlusconi non è l’unico male di questo paese? La scoperta dell’acqua calda.
        Che la scuola non è uno sfascio da oggi? Bella scoperta.
        Che in Italia gli eventi naturali fanno quasi più morti che nei paesi del terzo mondo e che la risposta è sempre inefficente? Sai che novità.
        Che Saviano sfrutta gli eventi mediatici? Ma dai, veramente?
        Che Repubblica fa appelli idioti? L’avevamo già capito da tempo..

        A me sembra che alcuni commentatori apportino ben poco alla discussione e giungano su questo ed altri siti ammantati di certezze e convinzioni di superiorità che li portano a scrivere commenti che, ad uno spettatore esterno, appaiono un delirio di giudizi e preconcetti senza capo né coda. Tu rientri perfettamente in questo schema. Hai fatto un gran minestrone su argomenti che nulla c’entrano con l’articolo, sei andato OT e quel che è peggio mi hai pure annoiato, un vero disastro su tutti i fronti.

        • BAR scrive:

          Magari non volevo risultare simpatico, ma antipatico. Tutto questo per dire che i processi – soprattutto alle intenzioni – è meglio evitarli. Comunque: vostro onore, non ho problemi: colpevole sono! Colpevole! E non si ripeterà più!

          Va bene così?

          P.S. Vado a flagellarmi un po’, prima di cena. E a meditare sulla mia pochezza. So di averne bisogno. Aggiungo: non scomodarti a rispondermi. Lo capisci da te: sarebbe fiato sprecato.

          • doxaliber scrive:

            Antipatico? Non ci sei riuscito. Più che altro sei risultato noioso e fuori luogo. Prendila come critica costruttiva, magari la prossima volta riuscirai meglio. Tra l’altro secondo me, colto dal furente desiderio di non fare il processo alle intenzioni (!? che significa? Altro nonsense che rimarrà privo di spiegazione visto che hai lasciato intendere, senza darmi troppo dispiacere, che non commenterai più), secondo me non hai nemmeno capito che il mio “non da ieri” significava appunto che il problema della scuola (dei terremoti, della politica che non funziona, dell’Italia che non va) non esiste da quando c’è Berlusconi ma è molto più antico. Ora ti lascio ai tuoi riti di autoflagellazione purificante, mi scuserai ma non amo molto la violenza, nemmeno quello autoinflitta, anche se ognuno ha i suoi gusti.

  2. maria scrive:

    Conosco la dinamica degli insegnanti di sostegno… Alcuni supplenti però si adoperano a comprendere chi hanno davanti… Anche con l’ausilio di medici specialisti o quelli del famoso gruppo H.
    Sentivo tempo fa che avrebbero raggruppato le classi.. Pensai, non possono tornale alle classi speciali è assurdo tornare indietro a quando i bimbi “normodotati” non sapevano dell’esistenza di ragazzi meno fortunati di loro a meno che non l’avessero in famiglia….
    La gelmini, ha tutti i miei più sinceri auguri per la sua gravidanza, è la cosa più bella che c’è!!!!
    Ma osannare così il lavoro, come se una operaia di impresa di pulizia per la sua “stubidità e non volgia di lavorare” decide purtroppo ma anche per fortuna, di non portare il pupetto con se tra polvere freddo agenti chimici per taluni lavori e soprattutto un lavoro passato all’esterno o all’interno di condomini, se fortunati uffici, garage, o nel furgone dove fa sempre freddo!!!
    E’ una vergogna…. Io che non voglio mai usare questi termini, ora in questo istante, li uso volentieri, anzi, li ribadisco! E’ una vergona

  3. maria scrive:

    Volevo solo aggiungere la mia più totale e sincera solidarietà nei confronti di Luigi P. e dei suoi genitori.

  4. Ale scrive:

    sai, comandante Nebbia, può essere civile anche garantire a una mamma di continuare a seguire il suo bambino sul luogo di lavoro, rovesciando la visione comune che poppate e seni al vento debbano restare questione privata. il problema è che alla gelmini e in generale alla classe dirigente (anche di “sinistra”) spesso non frega nulla se i ragazzini magari pure più fragili vengano affidati a dei perfetti incompetenti, perché tanto i loro figli non faranno la scuola pubblica. basta chiedere a ciascuno di loro: ma voi dove li mandate i vostri figli? vedrai le risposte.

    • ritengo che consentire alle persone di essere genitori anche lavorando sia grande civiltà e sono convinto che la tecnologia possa aiutare in questo perché potrebbe consentire a molti di rimanere a casa per il lavoro invece di andare in ufficio.

      nel frattempo, buona anche l’idea degli asili aziendali, anzi ottima.

      le poppe al vento non mi danno alcun fastidio.

      mi scoccia chi usa la sua posizione per farsi l’asilo nido in ufficio e poi si vanta di non rimanere un giorno a casa, come se fosse una cosa che tutti possono fare e non fanno per pigrizia.

  5. fma scrive:

    Non ho nessuna esperienza pedagogica, nè dimestichezza diretta con i disabili.
    Vado a lume di naso e a lume di naso mi vien da dire che il problema di Luigi non sia uno di quei problemi che possono essere risolti dalla scuola.
    Per quanto bene essa possa essere organizzata e generosamente finanziata.
    Credo che ci siano disabilità refrattarie a qualsiasi struttura e a qualsiasi metodo pedagogico.
    Che non vuol dire che il problema di Luigi P. non sia un problema che riguardi l’intera collettività.
    Anzi, sicuramente dev’essere la collettività a farsi carico di Luigi, ad aiutare suo padre a sua madre per tutto quello che gli potrà servire, a rassicurarli che potranno morire tranquilli quando sarà il loro turno, sicuri che qualcuno continuerà a badare a Luigi.
    Ma senza doverlo diplomare per forza

    • doxaliber scrive:

      Ma il caso di Luigi P. è un caso limite. Esistono milioni di ragazzi con disabilità meno gravi di Luigi P. che hanno diritto allo studio ed all’apprendimento e che invece sono purtroppo abbandonati a loro stessi. A volte per questi ragazzi l’insegnamento è anzi importantissimo e uno stato di abbandono porta ad una regressione della loro malattia.

      • fma scrive:

        E’ sicuramente come dici tu.
        Il fatto è che non esistono due individui uguali, dunque nessuno può definire cosa sia un caso limite.
        L’idea che me ne sono fatto io, senza alcuna esperienza in campo pedagogico, ripeto, è che talvolta (troppo spesso secondo me) si perda di vista l’aspetto pratico della questione per farne una questione di principio.

      • fma scrive:

        E’ sicuramente come dici tu.
        Il fatto è che non esistono due individui uguali, dunque nessuno può definire cosa sia un caso limite.
        L’idea che me ne sono fatto io, senza alcuna esperienza in campo pedagogico, ripeto, è che talvolta (troppo spesso secondo me) si perda di vista l’aspetto pratico della questione per farne una questione di principio.

    • la patologia di Gigi ha diversi gradi di gravità. Purtroppo, lui si colloca nella fascia peggiore e, ovviamente, il suo problema non è risolvibile, nemmeno in parte dalla scuola.

      ci sono altri bambini, però, che pur affetti da patologie gravissime, possono ricevere un grande aiuto dalla scuola in termini di stimoli, amicizia e, perché no, cultura.

      il problema è che, pur essendoci migliaia di leggi, regolamenti, circolari e corsi di formazione, manca la cultura, le infrastrutture, l’organizzazione e la sensibilità.
      Quest’ultima, non potendo essere nemmeno imposta per legge, latita paurosamente.

  6. maria scrive:

    Chiedo scusa, non vorrei essere fuori tama, ma credo che dox, abbia cmq ragione quando dice che esistono altri ragazzi per cui la scuola ed in particolar modo il sostegno, e’ importantissimo.
    Molti ragazzi hanno anche solo uno svantagio sociale, e senza un sostegno, non avranno mai l’istruzione necessaria per condurre un’esistenza decente nel mondo del lavoro e nella società stessa.
    Ho visto istituti tenere ragazzi normodotati nelle scuole medie fino ai 18 anni, ma non chiedevano per loro ne sostegno e ne altro, alla fine nemmeno la licenza media presero… E’ un’ingiustizia! Come però ho visto istituti, sempre scolastici, tenere fino ai 18 anni, oltre la legge non lo permetteva, ragazzi con problemi simili o meno gravi di quelli di Luigi, fino a 18 anni nelle scuole medie, integrandoli nella classe e integrando la classe, affinchè anche il pomeriggio, molti ragazzi salutavano e tenevano compagnia al loro compagno…. Nulla di che, ma una mano ed un sostegno era anche nei confronti della famiglia!
    In molti casi, chiedo scusa, qui, sono davvero OT…. La colpa ed i pregi, la dove ci sono, sono da ricolegare anche alla mentalità che molte volte viene inevitabilmente assunta da alcuni insegnanti, che sentono di avere il potere decizionale sul futuro di taluni ragazzi! Il governo ed i loro operatori per la scuola, fanno semplicemente la stessa cosa! Selezionano per tipologia e status!
    Non è tutto un fascio, ne per il governo ne per gli insegnati…. Ma sia il governo che gli inseganti, a mio avviso, avrebbero dovuto aiutare a coltivare la passione per lo studio, tramite aiuto, quando era ancora fattibile per i tempi e l’economia a tutti come se provenissero da uno stesso fascio… !!!

    • l’educazione dei bambini è un lavoro complesso. la mia personale opinione è che, al momento, non esista una scuola di formazione insegnanti in Italia che formi una cultura adeguata allo scopo.

      bisognerebbe importare gli insegnanti degli insegnati da paesi dove l’istruzione ha una tradizione più antica.

      • maria scrive:

        Pienamente daccordo….
        Il fatto è che se lo dico troppo ad alta voce, visti i miei risultati scolastici, molti mi dicono che è solo per rabbia! E che troverò ragione solo da chi come me non ha avuto voglia di studiare….
        Nessuno sa però di cosa darei per tornare a scuola adesso che in un modo o nell’altro, sono riuscita o riesco anche se a fatica a gestire le mie dinamiche di vita famigliare e non…..

        Grazie per aver riportato la mia solidarietà alla famiglia di Luigi, e’ sincera.

        Grazie per il tuo grazie al pensiero sui bambini.

  7. maria scrive:

    Sperando di non urtare nessuno, riporto un pensiero per tutti i bambini del mondo…. scritto oggi per il ventennale della convenzione per i diritti dell’infanzia.

    Bambini.

    Bambini nati sotto una buone stella, bambini nati in cella, bambini maltrattati, bambini mai nati, bambini nati sani, bambini sempre strani.

    Bambini con un fucile in mano, bambini che non hanno mai avuto nemmeno una mano, bambini disorientati, bambini mai educati, bambini nel pancione, bambini nel pallore, bambini pieni di dolore.

    Bambini che non riescono a parlare, bambini che non smettono mai di cantare, bambini che vogliono tutto, bambini che non hanno niente.

    Bambini che hanno fame, sete, bambini che tirano le pietre, bambini viziati, bambini sfruttati, bambini figli di nessuno, ma che hanno un padrone, bambini nati dopo tanto amore.

    Bambini che siamo stati, bambini che saranno un giorno, bambini che non sono mai stati bambini, bambini di oggi, di ieri, di sempre. Bambini con le braccia tese, bambini con le gambe lese.

    Bambini i nostri genitori, bambini i nostri nonni, bambini i nostri figli, bambini tutti i bambini.

    Rispettiamo i bambini, rispettiamo noi stessi, rispettiamo il mondo intero che sarà un giorno, forse, più sereno!

  8. anna m. caputano scrive:

    Lo leggerò in modo più approfondito, ora vorrei segnalare il sito http://www.unverosorriso.it
    Questa bella bimba di cui si parla esiste davvero, come Luigi e chissà quanti altri. Esistono, mentre le case farmaceutiche s’interessano ai vaccini, a risolvere la calvizie, e al viagra per 70enni vogliosi, mentre chirurghi plastici s’applicano a spianare rughe, a rifare tette e a togliere adipe, mentre i sostenitori della vita s’indignano per Eluana, mentre noi aspettiamo risarcimenti per cause vinte per l’evidenza delle cose ma che non avremo mai perchè andranno in prescrizione, mentre invece se dovremo dare qualcosa per ogni minima distrazione o sbagli magari non nostri, sanno come obbligarci a pagare, con multe, sopratasse ed interessi, privandoci così anche della gioia di fare un’opera buona, ma cerchiamo di farla lo stesso, agevolando fosse pure cedendo il parcheggio, il posto in fila, a chi fatica a stare in piedi o è costretto in carrozzella, e se ci vogliamo divertire, andiamo a cercare chi è contro l’eutanasia, chi specie sotto le votazioni promette mari e monti. Devono dare risposte concrete e coerenti con quello che dicono, devono dare quello che non vorremmo ma non possiamo dare.
    Sorge il dubbio che tutto sta nel fatto che uno in coma costa meno e rende di più di uno invalido che tra l’altro può anche parlare. Tutti i delinquenti fanno schifo, ma chi s’approfitta dei malati ancora di più. Che schifo.

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