Fidel, D’Alema e l’Esame di Coscienza
20 febbraio, 2008 - 8:13 di Fully
Archiviato in Meccanica delle Cose, Storia e Memoria
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Leggo che D’Alema ha dichiarato che, con Fidel in pensione, sarebbe ora di chiedere a Cuba il rilascio dei prigionieri politici. No, non si tratta di pericolosi bombaroli, sono solo intellettuali e c’è fra loro perfino . Io vorrei chiedere all’On.le D’Alema: perché c’è stato bisogno di attendere fino ad oggi?

Perché a Fidel Castro non si poteva chiedere ieri quello che si riterrebbe giusto chiedere da domani al neo-dittatore-designato Raoul Castro (è fratello di Fidel, ma è solo una coincidenza)?
Per caso, la libertà di opinione ha una scadenza, come lo yogurt?
Io penso che sia giunto il momento, anche per D’Alema, di fare i conti con la Storia e riconoscere gli errori ed orrori del Comunismo; ma non così, a mezza bocca, a spizzichi e bocconi, cogliendo la palla al balzo per fare una dichiarazione di una riga e poter dire un domani, richiamandosi a una minuscola agenzia, “io l’ho sempre sostenuto”.
Così non ci sto.
Veltroni ha cominciato a fare una coraggiosa opera di revisione alcuni mesi fa, e con un certo risalto mediatico il regime sanguinario di Pol Pot.
Lo ha fatto una trentina d’anni dopo, ma meglio tardi che mai.
Non sarebbe ora che lui stesso o qualcun altro nel PD si ricordasse anche delle purghe staliniane e delle deportazioni di Mao?
A quando la proposta di una “Giornata della Memoria” anche per le vittime del Comunismo? Non è che dovremo aspettare altri trent’anni?
Ora che il PD si è smarcato dall’ala antagonista sarebbe un bel segnale, una “vera” svolta. Ed allora io, anche io, sarei disposto a dare fiducia incondizionata al PD di Walter Veltroni; emulo di Kennedy non solo a colpi di slogan, ma per fatti concreti che attengono al concetto universale di libertà.
Fidel, D’Alema e l’Esame di Coscienza è di

A me invece questa fretta di condannare il regime cubano preoccupa molto, perché sa' molto di propaganda politica. Cuba è un regime e come tutti i regimi non mi piace, non mi è mai piaciuto, né mai mi piacerà.
Ma, come condanniamo con forza i prigionieri politici incarcerati da Fidel senza processo, non dovremmo fare altrettanto con i prigionieri di Guantanamo, che sempre a Cuba si trovano, ma sono stati incarcerati, senza processo, senza capi d'accusa ed ovviamente per motivi politici, ma da una nazione democratica. (Guardatevi , storia vera di tre inglesi di origini pakistane detenuti in quel posto, per avere un'idea di ciò che succede da quelle parti).
E volendo giustificare, per chissà quali motivi, ciò che fanno gli Stati Uniti, che dire di altri paesi del Sud America, come la Colombia, dove si calcola ci siano stati 300.000 morti negli ultimi 40 anni, dove regolarmente giornalisti e sindacalisti vengono ammazzati senza che nessuno ne parli, o di ciò che è avvenuto ed ancora avviene in Guatemala, una guerra civile per cui lo stesso ha chiesto scusa, ed ancora, ciò che è successo in Rwanda, ciò che succede ogni giorno in Cecenia, perché nessuno protesta contro la Russia ed evidenzia, come abbiamo fatto noi di MC, la condanna subita dalla Russia davanti alla Corte Europea per i diritti dell'uomo? Insomma, anche per quanto riguarda i regimi si adottano due pesi e due misure, quelli che piacciono a noi occidentali li approviamo tacitamente, per gli altri, tra cui Cuba, ci affrettiamo a chiedere condanne. Non è che ancora una volta siamo influenzati dai media e dalla politica, che ci dicono cosa ci deve fare schifo e cosa invece dobbiamo tollerare o non conoscere proprio? Perché posso votare Veltroni se condanna Cuba, mentre per tutto il resto non fa niente, o peggio, non è il caso?
Quoto in pieno, Doxaliber.
Nessuno chiede a Berlusconi di chiedere scusa per il capitalismo selvaggio che ha distrutto l’america Latina.
E poi cosa c’entra D’Alema col comunismo, o con la sinistra?
Così come nessuno pretende da un fascetto preso a caso da un gruppo di tifosi di chiedere scusa per i crimini nazisti.
Concordo con francesco, d'alema non c'entra una mazza con la sinistra o il comunismo.
Vi dirò di più, io il regime cubano non lo disprezzo così tanto
Sono sinceramente sconcertato dai tre commenti.
Mi spiace dirlo ma la tesi secondo la quale "ben altre" cose si dovrebbero fare non mi è mai piaciuta. Non mi piace il "benaltrismo" di chi risponde a spade quando si è bussato a denari. E vengo ai punti.
1. Ho citato D'Alema ed il suo commento sui prigionieri politici a Cuba. Ho sostenuto che sia stato detto a mezza bocca e con un tempismo che lascia interdetti. Mi si vuol dire che "prima" di condannare Castro D'Alema (ministro degli Esteri di uno stato aderente alla NATO) avrebbe dovuto reclamare per Guantanamo? Non mi pare che le due cose siano paragonabili. Ma su questo non vado oltre: il fatto che si voglia mettere sullo stesso piano una democrazia come quella USA (pur con tutti i difetti di una democrazia) e una dittatura come quella castrista rende improponibile ogni dibattito sul tema.
2. Il secondo tema era la condanna degli orrori del Comunismo, in parallelo con la "Giornata della memoria" che – giustamente – serve a commemorare le vittime della persecuzione nazista. Su questo punto ho percepito una sorta di infastidito scetticismo. Eppure il solo Stalin, a quanto pare, sarebbe responsabile di una ventina di milioni di morti: mi auguro che non si ritenga che le vittime di Stalin siano meno "morte" di quelle di Hitler.
3. Francamente spero che sostenere che D'Alema non c'entri col Comunismo sia solo una battuta. D'Alema è stato dagli anni settanta un dirigente di primo piano del PCI. Per chi non lo sapesse o lo avesse dimenticato, il PCI fu il più forte suddito occidentale dell'Unione Sovietica. D'Alema non c'entra col Comunismo? Suvvia, siamo seri…
Non è benaltrismo Fully. Ciò che gli Stati Uniti hanno fatto e stanno facendo a Guantanamo penso non abbia precedenti nella storia di quel paese e delle democrazie occidentali in genere. Il paragone con Cuba dovrebbe essere improponibile, dico "dovrebbe" perché paradossalmente gli USA a Guantanamo stanno facendo cose peggiori di quanto, in base a ciò che sappiamo, è stato fatto dal regime Cubano, che in quanto regime dittatoriale dovrebbe essere per forza di cose "peggiore" degli Stati Uniti. Proprio in quanto paese "democratico" le "extraordinary rendition", la cancellazione del diritto di Habeas Corpus, la violazione della Convenzione di Ginevra, dovrebbero essere considerati un fatto preoccupante, grave, da stigmatizzare con decisione. Invece non succede niente, anzi, se si denunciano certe cose si rischia quasi di essere considerati "fiancheggiatori" dei terroristi.
Non è neanche "benaltrismo" sottolineare la sempre e costante continua attenzione nei confronti di Cuba e le continue dimenticanze nei confronti di nazioni dove avvengono crimini ben peggiori, sotto gli occhi e la regia degli stati occidentali, che nella migliore delle ipotesi "lasciano fare", nella peggiore delle ipotesi sono direttamente coinvolti. Tanto per allungare la lista, possiamo noi italiani fare la morale agli altri e dimenticare ciò che abbiamo fatto appena pochi anni fa in Somalia?
Io dico che è facile per D'Alema o chi per lui, dare addosso ad un regime in difficoltà ed universalmente riconosciuto come tale, ma ci vuole molto più coraggio per ammettere gli atterraggi straordinari di aerei americani in territorio europeo per portare via cittadini ritenuti "sospetti", ci vuole più coraggio a dire che gli americani nostri alleati stanno compiendo azioni come minimo esecrabili, che paradossalmente sono denunciate con più forza dalla stampa americana stessa che non da noi Europei.
Inoltre la "giornata della memoria", istituita anche in Italia con legge del 2000, non è una giornata contro il "nazismo" in senso stretto, ma è una giornata nata per ricordare lo sterminio scientifico e deliberato di un popolo. La giornata della memoria ricorda la Shoah, come recita l'articolo 1 :
Come vedi non c'è scritto: "giornata per ricordare le vittime del nazismo", anche se è risaputo che gli autori delle leggi razziali e gli ideatori del progetto di sterminio sono stati i nazisti.
Cosa distingue la "Shoah" da tutti gli altri massacri perpetrati dai dittatori nel corso della storia? Il fatto che la Shoah non è stato l'assassinio di oppositori del regime, ma un progetto studiato a tavolino per eliminare dalla faccia della terra un'intera etnia o gruppo religioso. Anche il genocidio Rwandese, per quanto orrendo, non raggiunge l'orrore della Shoah, perché manca la caratteristica della "premeditazione", non c'è stata un'organizzazione capillare e "scientifica" come quella perpetrata dai nazisti.
Per farla breve: il senso del mio primo commento era che noi non siamo nella posizione di giudicare e condannare nessuno. Tra l'altro la realtà cubana è molto complessa.
Comunque il tempismo di D'Alema ha colpito anche me.
Se non altro è stato inopportuno il momento nel quale la dichiarazione è stata rilasciata.
Poi, è ovvio che Guantanamo sia una ferita aperta nel concetto di giustizia dell'occidente. Sicuramente più notevole per il fatto che l'occidente ha abbracciato l'apostolato della democrazia.
Un po' come un Cristo che professasse pace brandendo una spada.
Io non ci penso nemmeno a mettere sullo stesso piano Cuba e gli USA: dagli USA, in quanto paese democratico, mi aspetto molto di più che non da un regime come quello cubano.
Metto invece assolutamente sullo stesso piano .
Il problema non è il benaltrismo o il pretendere di affrontare "prima" altre questioni. Si deve condannare il regime cubano così come si deve condannare la vergogna di Guantanamo, come la repressione cecena o i massacri in Rwanda oppure la persecuzione dei curdi……
Personalmente ritengo D'Alema una persona indegna e uno dei principali responsabili del berlusconismo in Italia. Comunque se ha detto qualcosa contro il regime cubano che arresta gli avversari politici non può che trovarmi d'accordo; d'accordo, l'ha fatto a mezza bocca, fuori tempo, e non è coerente con sè stesso, ma sulla sostanza non c'è niente da dire.
Meglio tardi che mai, meglio poco che niente, da gente così non è che ci si possa aspettare molto di più.
Concordo pienamente con Doxaliber!
A me sembra che si vada sempre a vedere nel giardino degli altri sperando che l'erba sia peggiore della nostra…questo in succo la questione.
Ma ancora crediamo alle favolette etico-morali che gli USA e le democrazie in generale siano il Bene e tutto ciò che è diverso da quello sia esso il regime cubano o l'islam sia il Male?
O forse dovremmo con più coscienza cercare una definizione critica delle problematiche?
E piuttosto che appiattire Comunismo a Nazismo con quel qualunquismo a-critico e anti-storico tipico dei nostri giorni (altro che benaltrismo!), perchè non cerchiamo di capirne le specificità delle varie configurazioni? Condannabili per motivi diversi? Come per motivi diversi è altrattanto condannabile gli USA portatori del Bene e del Verbo?
Ma è possibile che in questo paese non si possa parlare, ancora oggi, a quasi vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, di condanna dei regimi comunisti senza se e senza ma?
@doxa
L'eccidio di milioni di oppositori politici è meno grave di quello di milioni di uomini donne e bambini ebrei, omosessuali e zingari solo perché il primo non era "premeditato" ed il secondo sì? Io francamente allibisco davanti a simili affermazioni: le morti innocenti dunque si possono "soppesare"?
Come se alcune discutibili "pratiche" da parte degli USA potessero in qualche modo "contrappesare" la limitazione delle libertà individuali di intere popolazioni!
Io non riesco, mi spiace, a fare di questi "contrappesi", e anzi inorridisco al pensiero che quarant'anni fa, nel "mitico" 1968, giovani come Jan Palach si siano dati fuoco nelle piazze di Praga per nulla.
Doxa, non farei affermazioni azzardate sul genocidio rwandese se non lo conoscessi. Parlare di assenza di premeditazione è davvero inopportuno. Il Tribunale Speciale, per fare un esempio, ha condannato un conduttore radiofonico che istigava la popolazione a “schiacciare gli insetti” dell’altra etnìa. Non parliamo poi di gente col machete.
Mettere su piani diversi i morti neri e i morti rossi è un errore di metodo anche grossolano.
Fully, quando dico che D’Alema non c’entra intendo dire che le sue cazzate giungono fuori tempo massimo. E fuori tempo massimo è ogni tentativo di ritornare al clima da guerra fredda che i “democratici” stati uniti cercano di far scendere sul mondo.
Ribadisco, il regime cubano non è da disprezzare, non più di quanto lo sia l’imperialismo americano.
@SE
"Ribadisco, il regime cubano non è da disprezzare, non più di quanto lo sia l’imperialismo americano."
Ti spiacerebbe argomentare questa affermazione?
non li voglio contare i morti, ma di certo sono maggiori quelli delle guerre imperialiste e dei regimi satelliti che hanno appoggiato. Appoggiato per due ragioni: accerchiare castro, prendere il petrolio.
prima di castro a cuba non c'era certo la democrazia, ma un porco fascista marionetta degli yankee.
il sistema sanitario cubano, nonché la preparazione dei medici, sono il primo di gran lunga il migliore di tutto il mondo, la seconda non certo inferiore a quella usa.
l'embargo è frutto di un capriccio dei potenti che volevano mettere le mani su quella porzione di caraibi, niente di meno che una ritorsione.
in comune hanno il fatto di tenere il popolo "affamato" e "ignorante" per far pensare loro quello che vuole il presidente da una parte, il lìder dall'altra.
cuba permette agli usa, vigliaccamente, di tenere la baia di guantanamo per i loro giochetti di guerra dopo la strizza della baia dei porci; gli usa invece per tutta risposta se ne vanno in giro per l'europa a impiantare enclavi militari zeppi di little nukes, alla faccia del diritto internazionale, da sessant'anni.
cuba costringe a scappare migliaia o milioni di connazionali su delle barchette che neanche uno stagno reggerebbe, gli usa dal canto loro ci sparano sopra.
essere gay a cuba è peggio che essere un'aragosta in un ristorante di pesce. idem per i comunisti-socialisti negli usa.
…
torno un attimo su d'alema e la sua militanza nel pci.
il pci in italia ha dato morti ed eroi per la guerra di liberazione, effettivi comunisti erano comandanti del cln. dobbiamo anche a loro il fatto di parlare ancora la nostra lingua, non me la sento di paragonare il pcus col pci, sebbene fosse il nostro ampiamente sovvenzionato da un regime, politicamente sono stati molto distanti, sistemicamente.
ovviamente le enclavi sono zeppe
@Silent, il genocidio in Rwanda si è consumato nell'arco di tre mesi, da Aprile a Luglio del 1994. Alcune Radio (tra cui la famigerata Radio delle mille colline) ed alcuni giornali istigavano all'odio etnico da tempo, anche se in realtà il genocidio era stato premeditato da anni, ci sono state uccisioni sporadiche già a partire dagli anni 70 l'evento scatenante fu l'incidente aereo mortale di cui rimase vittima il Presidente Rwandese .
Inoltre, in realtà le differenze tra le due etnie, i tutsi e gli hutu, sono quantomeno arbitrarie se non fittizie, già a partire dal 700 i tutsi e gli hutu avevano la stessa lingua, gli stessi costumi, lo stesso culto religioso, alcune differenze erano più che altro di "casta", di tipo feudale, che non etnico e tali differenze, fatto scatenante, furono rimarcate dai colonialisti tedeschi che coopratorno la minoranza tutsi e la elessero a razza prediletta.
Inoltre, dopo il primo massacro (si calcola che sia stato eliminato il 10% della popolazione!) i tutsi del Fronte Patriotico Rwandese, con il sostegno dell'Uganda, rientrarono nel territorio rwandese e per rappresaglia massacrarono molti hutu che si rifugiarono in massa nel Congo-Zaire.
Le similitudini con la Shoah in parte ci sono, ma ci sono anche sostanziali ed importanti differenze, la similitudine semmai è in quella parte di europei che non hanno fatto niente. La forza ONU che si trovava in Rwanda sarebbe potuta intervenire ma non ha fatto assolutamente niente. La storia africana è complessa e di difficile interpretazione, anche da un punto di vista politico. Anche gli stessi ideali (liberismo e comunismo) si sono mischiati giacché molti leader africani, per opportunità personali, hanno cambiato "casacca" con estrema velocità. Questo per significarti che spesso quello politico è solo un "pretesto" che nasconde ragioni molto più profonde.
Secondo me è un grossolano errore mettere sullo stesso piano tutti gli eventi politici, di conseguenza anche tutti gli omicidi, di massa o meno, attuati per fini politici, non il contrario. Mettere tutto sullo stesso piano è una semplificazione storica semplicemente inaccettabile.
@Fully Tra i 75 membri che redassero la Costituzione Italiana c'erano anche dei comunisti, Umberto Terracini, comunista DOC che fa parte di quelli che sisono sempre dimostrati contrari alla politica della "Grande Madre Russia", ha presieduto la sottocommisione che si è occupata di redigere la parte della costituzione chianata "organizzazione costituzionale dello Stato" (mica cazzi), inoltre anche Gramsci, tanto per fare un altro nome, era un comunista, il caso italiano non è isolato visto che i comunisti in Europa ci sono sempre stati e molto probabilmente molte delle conquiste ottenute dai lavoratori sono frutto delle loro battaglie politiche e sociali. Senza di loro, senza la dottrina marxista probabilmente saremmo ancora alla "rivoluzione industriale", con gli operai che lavorano nelle bidonville 18 ore al giorno e senza alcun sindacato a difenderli. A dirla tutta il trionfo del liberismo sta man mano riprendendosi tutti i diritti che i lavoratori erano riusciti ad ottenere.
Quindi credo condannare il comunismo come "crimine per l'umanità" (
) è un po' fuori luogo visto che i comunisti sono stati presenti anche in istituzioni democratiche. E lo dico tranquillamente, senza essere nemmeno comunista. :rotfl:
Ma poi, detto tra noi, voi non vedete davvero alcuna differenza tra le "persecuzioni e gli omicidi politici" delle dittature (incluse quelle comuniste) e l'eliminazione scientifica di un popolo o di una razza (ritenuta inferiore) perpetrata dai nazisti? Io la vedo eccome la differenze, una cosa è l'omicidio Matteotti, il carcere di Gramsci, gli arresti e le spedizioni punitive contro gli "oppositori" ed una cosa sono le "leggi razziali", o no?
Inoltre, tutto questo "condannare" postumo di tipico stampo occidentale è francamente stantio, un signore direbbe che guardiamo la pagliuzza nell'occhio degli altri ma non la trave nel nostro.
Ciò che hanno fatto gli americani con le "extraordinary rendition", l'eliminazione dell'Habeas Corpus, il trattamento riservato ai prigionieri di Guantanamo e la loro stessa detenzione, io come occidentale sono imbarazzato ed indignato, molto più di quanto potrò mai esserlo per Cuba. Sul mio blog avevo anche tradotto due bellissimi pezzi del Ny Times e .
Ho anche visto che è semplicemente agghiacciante, ed andrò a vedere anche appena uscirà.
Mi chiedo, ma pretendere una "giornata della memoria per le vittime del comunismo" (o andare in televisione con il "libro nero del comunismo , come fece un certo signore) quando noi "liberisti" (si fa per dire) lasciamo che accadano queste cose in casa nostra non è Water intostation?
@SE
@Doxa
Non è che non vi risponda perché a corto di argomenti. Lo farò, a tempo debito, promesso. Sto solo aspettando per vedere se da queste parti passa presto o tardi qualcuno che:
1. sappia distinguere una dittatura da una democrazia e sia disposto a riconoscere come tale una disfunzione della seconda rispetto alla intrinseca negatività della prima.
2. sappia distinguere tra le brave persone che credevano negli ideali (peraltro mai realizzati nella Storia) del comunismo ed i regimi che hanno commesso quelle atrocità
E sorattutto che non disdegnino di apprezzare come valore primario irrinunciabile la Libertà che in questo ed in altri paesi abbiamo avuto la fortuna di assaporare, anche grazie all'intervento decisivo degli americani, continuando a parlare in italiano quando la sorte avrebbe potuto costringerci a parlare russo dopo aver scampato il pericolo di parlare in tedesco.
PS – Io non credo che parlare di queste cose sia Water Intostation. Ho motivo di ritenere che molti giovani che leggono queste pagine non abbiano la più pallida idea di quella che è stata la storia negli anni dal dopoguerra ad oggi.
@ Fully:
rischio di parlare russo, scampato grazie agli americani? Forse viviamo in due paesi diversi, perché i nonni di qui raccontano ai nipoti di quanto dura fosse fare il partigiano.
Per risponderti, io non ritengo la dittatura come sistema un male-in-sè. Conosco più persone a cui lascerei senza problemi fare il dittatore in questo paese. Per contro, la democrazia non è certo il sistema di governo più efficiente che esista.
@Doxa:
grazie per i ragguagli, sul sito trovi informazioni più dettagliate e precise di quelle di Wiki, tipo che gli eventi che rientrano sotto la giurisdizione dell'ICTR coprono tutto il 1994, proprio per non fare distinzioni fra i morti.
Comunque le parole alle quali ho replicato erano soltanto "manca la caratteristica della premeditazione"; cosa non vera, se permetti.
Non sono stati coinvolti (e detenuti ad Arusha) solo militari e politici, ma anche medici, studenti, uomini d'affari, prefetti, borgomastri, giornalisti, preti vescovi e pastori… …e infine normalissimi civili fomentati dall'odio.
Tornando sul punto, non considero omicidi e stermini degli eventi politici, perciò mi riesce difficile soppesarli in base agli autori o alle vittime.
Per me sono solo morti.
Anzi, non considero nemmeno l'omicidio politico una "fattispecie" (virgolette d'obbligo), tutt'al più potrebbe essere un'aggravante, la finalità politica.
Del resto non possiamo sempre pensarla allo stesso modo, no?
Col tuo intervento per Fully sono d'accordissimo, anche sul fatto che i nazisti hanno avuto quel quid pluris che li collocano agli inferi della storia dell'umanità per sempre. Questo però non ha escluso che ci fossero dei loro "imitatori" di tanto in tanto. Purtroppo.
Sul "condannare postumo di stampo occidentale" mi hai tolto le parole di bocca
The Road to Guantanamo e Rendition andrebbero proiettati a scuola.
La mia risposta alla tua domanda finale è chiaramente affermativa.
Parlare di queste cose non lo è, ma la domanda di Doxa è diversa.
1) Io so distinguere una dittatura da una democrazia, anche se spesso e volentieri questa "distinzione" non è così netta come crediamo. Come padre, per un figlio dedito alla delinquenza ed al sopruso, destinato al carcere, sarei disposto a fare qualsiasi cosa per aiutarlo (anche se tra queste cose non prevederei la possibilità di legarlo in camera con una catena al collo ed il fucile puntato), vedendo il suo destino sarei preoccupato ed addolorato; ma come padre probabilmente sarei maggiormente addolorato e preoccupato se un figlio onesto e per bene, con un buon lavoro, iniziasse a trasformarsi lentamente in un prepotente spocchioso che pensa di poter fare tutto e di poter rimanere impunito. In fondo cadere da una democrazia ad una dittatura non è poi così difficile, basta .
Un padre che continua a fare la predica e maltratta un figlio pregiudicato ed universalmente riconosciuto come un galeotto, ma lascia stare l'altro figlio che compie azioni illegali in giacca e cravatta, magari perché il figlio in giacca e cravatta passa al papà i "danè" e perché la società in maggioranza ancora lo riconosce come un "figlio perbene", secondo me è un pessimo padre.
A me della condanna di Cuba da parte di D'Alema non frega assolutamente nulla, puro opportunismo politico che alla fine non costa nulla.
Quello che la politica dovrebbe fare è creare i presupposti affinché i dittatori non ci siano più in futuro, non rilasciare condanne postume a seconda di come tira il vento.
Il giudizio sui dittatori lasciamolo agli storici agli opinionisti, alle associazioni per i diritti umani, e a chi le dittature le ha vissute sulla propria pelle, i politici di solito quando si esprimono hanno "interessi di bottega", quindi i loro giudizi lasciano il tempo che trovano, tanto più che di solito i pentimenti sono postumi e spesso servono a nascondere responsabilità dirette nell'ascesa dei dittatori. Saddam Hussein è stato condannato dalle stesse persone che hanno contribuito alla sua ascesa, Pinochet sarà condannato dalle stesse persone che lo hanno messo al potere, la rivoluzione cubana fu salutata con gioia dagli stessi americani che poi hanno promosso l'embargo su Cuba quando si sono accorti che Fidel simpatizzava per i comunisti e non per i liberisti.
2) Vedi, se io avessi scritto che nell'URRS si viveva bene, che l'Italia si sarebbe dovuta alleare al Patto di Varsavia e rinnegare la NATO allora questa domanda avrebbe un senso. Ma credo che in Italia se c'è qualcuno che ancora oggi ogni tanto rimpiange una dittatura che non c'è più quel qualcuno si trova in schieramenti opposti rispetto ai, comunque vetusti, comunisti italiani. Il comunismo come ideologia ha fato molto anche all'Europa occidentale, rendendola diversa dagli Stati Uniti che invece in un triste periodo della loro storia hanno perseguitato coloro che erano appena "sospettati" di simpatizzare per tale ideologia. Il Comunismo poi, a differenza del Nazismo, non ha promulgato leggi razziali e non si è inventato la "superiore razza Ariana". Trovo semplicemente orripilanti alcuni dei concetti espressi dalla dottrina comunista, non aspiro a vivere in uno Stato comunista, ma è davvero molto pericolo cercare di mettere sullo stesso piano nazismo e comunismo.
La libertà è un valore primario, chi lo mette in discussione? Il tema della libertà, anche se in ambiti non sempre strettamente politici (per questo sottilmente più pericolosi, perché una sottrazione di libertà non *evidente* crea meno polemiche di una violazione palese), è la colonna portante del mio blog.
Gli americani non hanno diritto a "credito infinito" solo perché ci hanno sostenuto con il piano Marshall, altrimenti annettiamo tutta l'Europa agli USA e facciamo prima.
Per me parlare di queste cose è "Water Intostation", non credo da parte tua, ma sono convinto che molti utilizzino questi pretesti per fini politici e ciò è pericoloso proprio perché i giovani la storia .
@Silent, la tua correzione sul genocidio Rwandese era corretta.
Grazie per il link, io spesso uso Wikipedia perché è la fonte più "semplice" da sfruttare, ma le mie informazioni provengono da molte letture sull'argomento. Mi interesso di storia perché sono convinto che da essa si possano trarre lezioni per il futuro e che attraverso la storia si possa comprendere ancora meglio l'ipocrisia dei politici che ci governano. Allo stesso modo mi interessa ad esempio la storia dei Balcani, di cui ho letto moltissimo.
Non ricordo tutte le mie letture sull'argomento, comunque la più recente è:
"Storia delle guerre africane" di Stefano Bellucci
altra lettura interessante:
"Capitalismo a mano armata" di Michael Woodwiss
su Cuba si può leggere "l'altra opinione" di Gianni Minà su latinoamerica o sul libro: "politicamente scorretto", un po' ripetitivo e non sempre condivisibile, ma interessante per farsi un'idea diversa di come stanno le cose.
su ciò che sta avvendo negli Stati Uniti mi baso sulle letture quotidiane di giornali in lingua straniera.
Non concordo affatto con la tua affermazione: ogni forma democratica è sempre e comunque meglio di una dittatura, anche se spesso ci sono forme d'oligarchia, come quella che ha governato l'Italia negli ultimi 50 anni, che ha prodotto davvero molti danni.
Le mie letture sull'argomento rwandese sono le sentenze, le imputazioni, le testimonianze dell'ICTR, nonché documenti ufficiali sui gacaca, ad esempio <a href="; rel="nofollow">questo, oppure <a href="; rel="nofollow">quest'altro. Non è stato molto divertente.
A latinoamerica ero affezionato fino alla deriva chavista degli ultimi tempi, ma resta un'ottima fonte di informazione sull'america latina.
Dittatura: questa parola ci evoca che cosa? hitler, crapa pelata, franco, castro, pinochet, stalin, musharraf, pol pot, mao, las juntas…etc.
Certo che ogni forma democratica è meglio di una dittatura, visti i precedenti qui sopra riportati (e mi fermo al XX secolo), ma non parlavo certo di dittature esistite o esistenti, parlavo di utopie
Sul genocidio Rwandese credo che potremmo scrivere un bell'articolo dedicato.
Si troa pochissimo in giro, sto pensando di farci la tesi