Torno sull’8 marzo dopo un’attenta riflessione su come è stato celebrato dai media, in specie dalla grande sorella televisione.
Non si parla più delle origini di questa ricorrenza, quelle lotte di emancipazione sociale ed operaia che sembrano ormai lontane millenni, ma ciò è scontato e comprensibile in una società ipercapitalistica.
Le donne di oggi, questo è il messaggio, si emancipano solo perché sono belle e disponibili, e magari sono figlie-mogli-amanti di, mica perché rompono i coglioni sul posto di lavoro, come fanno le brutte e racchie, e povere.
Non c’è spazio per i veri problemi delle donne, la doppia fatica che deve fare qualunque di noi per farsi valere sul lavoro, il doppio lavoro mai retribuito di casalinga-badante-infermiera-puliscicessi (signori, mica tutti possono permettersi la moldava). Gli unici “problemi” che questa società concede alla donna sono la cellulite e la stitichezza, ma basta uno yogurt e caghi ogni giorno come Alessia Marcuzzi.
E’ normale che per una società che non ascolta i bisogni degli esseri umani ma compensa le mancanze affettive ricoprendoli di oggetti inutili, come fanno i genitori assenti con i figli, si esalti solo il lato consumistico ed ipocrita, quello ormai riservato ad ogni festività da calendario, della ricorrenza dell’8 marzo.
La vendetta dei mercanti del Tempio comprende una profusione di cioccolatini (che avendo caratteristiche antidepressive, evidentemente devono consolarci di qualcosa), e di rametti di acacia dealbata, ogni anno più striminziti e costosi e dal vago profumo cimiteriale. Mai, che ne so, qualcosa di più allegro, una godereccia teglia di lasagne o pasta al forno per festeggiare un giorno di rinuncia alla dieta e piante vive, un albero da piantare in giardino, magari. Eros, perdio, non Thanatos.
Oltre alla solita orgia consumistica, a noi donne la festa l’hanno fatta comunque, con un cupo messaggio di morte di rara violenza psicologica. Con un tempismo che ha dell’incredibile, è giunta, proprio l’8 marzo, la notizia del feto morto all’ospedale Careggi di Firenze a seguito dell’aborto terapeutico effettuato perché la madre credeva fosse malformato e invece non lo era. Una storia tristissima che, invece di ricordare come l’aborto sia sempre un dramma per tutti e che esistono i mezzi per prevenirlo se solo il potere clericale non vi si opponesse, è servita per preparare il terreno all’ennesimo articolo contro la legge 194 dell’Osservatore Romano.
Data la solita bottarella al servizio sanitario pubblico, che non fa mai male, la notizia sui giornali e in tv è servita per l’ennesima volta per colpevolizzare, colpevolizzare e ancora colpevolizzare la donna che abortisce e insinuare che l’aborto andrebbe di nuovo proibito. Non a caso si è scelto un caso limite come questo, dove la donna, “se avesse fatto la risonanza magnetica, avrebbe potuto scoprire che il figlio era sano”. Visto che razza di criminale?
Sempre però che la notizia sia vera. In un mondo di falsità, vuoi che tutto ciò che ci raccontano sia vero? Basta che la notizia serva ad uno scopo, e l’aver anche solo per un giorno rinnovato il disgusto verso le donne che abortiscono e l’aver minacciato di toglier loro un’importante conquista in un giorno significativo, è una vittoria.
Cosa vogliono le donne? Basta che siano un po’ puttane e ottengono quello che vogliono, e poi gli abbiamo dato gli assorbenti con le ali, che cazzo vogliono ancora? Cioccolatini e fiori puzzolenti si, ma diritti… eh no, un momento.
Sono gli islamici che offendono le loro donne con il burqa, mica noi, che siamo sempre rispettosi con le nostre. Leggete qui cosa scrive Galatea in proposito.
In questo paese di preti affetto da un preoccupante oscurantismo di ritorno, non solo non è concesso ai cittadini omosessuali e nemmeno alle coppie eterosessuali di fatto di ottenere finalmente dei diritti ma bisogna adoperarsi per distruggere quei diritti che già ci sono. Vedrete, tra un po’ toccherà anche al divorzio. Sempre per difendere la famiglia e la vita, s’intende. In combutta con chi vorrebbe eliminare ogni diritto sociale.
Io me li immagino, questi difensori della vita, che viaggiano in internet sui siti antiabortisti ed evidentemente godono nel vedere le innumerevoli immagini di spezzatini di feto che vi abbondano, insonni a causa del cilicio che gli tormenta le carni per scacciare dalla mente le fantasie omosessuali.
da: Lameduck
Che voto dai all’articolo? Clicca la stellina.
[ratings]
|
|
|
|
|||||
| MC? |
Aiutaci |
Tu su MC |
Amici |
Contatti | Feed |
Fave |
Disclaimer |
Tag: aborto, al-femminile, bambini, concordato, discriminazione, Informazione, mode, religione, sanità
Lameduck
Stampa questo Articolo










6 commenti
Feed ai commenti per questo articolo
Trackback link
http://www.mentecritica.net/festeggerai-con-dolore/vere-donne/lameduck/94/trackback/
18 Marzo, 2007 a 22:58
spes74
Molto bello questo articolo, sono pienamente d’accordo.
Le donne fanno parte di tutte quelle “categorie” avversate dalla chiesa, soprattutto se sono intraprendenti e autosufficienti; così si continua ad alimentare una mentalità maschilista mai sopita.
La tragedia dell’aborto del feto sano è stata una cosa terribile ma strumentalizzata per vari scopi, come esponi perfettamente.
Complimenti ancora.
18 Marzo, 2007 a 23:22
mstatus
Ottimo post.
Il problema è come evitare un ritorno all’oscurantismo. Poco tempo fa ho scritto qualcosina sui gruppi carismatici di preghiera e l’esorcizzazione dei vari demoni ognuno specializzato nel suo settore (roba da psichiatria). A quanto pare la stitichezza è dovuta al suo demone specifico, e necessita di esorcismi e preghiera più che la cura della Marcuzzi… Per cui è necessario un esorcismo … Ora mi sono ritrovato con sorpresa diverse mail di ragazzi e ragazze studenti universitari tra i 22/24 anni che mi hanno detto di credere nel diavolo, e di aderire a dei gruppi carismatici… Posso anche capire che qualche invasato mi lasci dei commenti invitandomi a pentirmi e a consultare ulteriori gruppi di preghiera oltre a quelli che avevo citato, ma che dei ragazzi studenti universitari credano nel diavolo, insomma qualche problemino c’è a partire dalla scuola. Sul fatto della strumentalizzazione del feto sano sono d’accordo, cè la tendenza a strumentalizzare tutto.
19 Marzo, 2007 a 0:00
miriam
Concordo con te, Lameduck, sia sulla criminalizzazione che sulla strumentalizzazione della notizia del Careggi.
Una cosa penso: non ci riusciranno.
Non riusciranno a rivedere in termini restrittivi la legge 194, nè a porre in discussione quanto il paese ha a suo tempo deciso in merito al divorzio.
Troppi passi e consapevolezze ci separano dagli anni ‘60. Nel bene e nel male. L’importante è continuare a ragionare e discutere di questi temi, tra noi donne e nella società!
Complimenti per il post.
19 Marzo, 2007 a 7:59
tusaichi
io inizio a non stupirmi più di oggi, ma sempre più degli anni 70-80.
19 Marzo, 2007 a 10:31
Mala
il post è davvero stupendo, e mi trova del tutto d’accordo.
@miriam: non esserne così sicura; la situazione attuale è molto incerta, e secondo me, è da parecchi decenni che non ci si trova con uno stato così debole e una chiesa così rafforzata (perchè G.P.2 PURTROPPO ci è riuscito a rinsaldarla), quindi secondo me tenteranno di ottenere il massimo possibile, in termini di attacchi alla laicità.
io credo che globalmente si siano fatti parecchi passi indietro, dall’11 settembre e dal tentativo (molto tiuscito) di radicalizzare uno scontro che di fatto PRIMA non esisteva. risentimento, magari sì. scontro, direi proprio di no.
temo che dovremo prepararci ad una nuova porta pia. ma questa volta, vediamo di finire il lavoro e di non lasciargli nemmeno un francobollo.
19 Marzo, 2007 a 11:29
kartoshechka
Complimenti per il post. La festa di 8 Marzo e’ un grandissimo caso di ipocrisia. Le soli donne ad aproffitarne solo le proprietarie dei negozi di cioccolatini. Rimaniamo sempre discriminate sul lavoro, nella famiglia ed anche quando camminiamo per la strada. E’ brutto sentirsi dire sull’autobus “vai a fa…lo” da un uomo (senza un valido motivo!) solo perche’ non sei accompagnata dal tuo uomo che ti puo’ difendere. Non lo direbbe nel modo cosi’ semplice e spontaneo ad un altro uomo, perche’ si ritroverebbe con la mascella rotta… Non e’ molto bello sentirsi dire al colloquio di lavoro da un uomo “se ti scegliamo dovrai mettere l’azienda al primo posto, dimenticare il desiderio di avere dei figli. Se il tuo marito/fidanzato e’ un rompico…ni geloso, allora questa offerta di lavoro non e’ per te: ci sono molti straordinari da fare”. E poi, nemmeno i nostri genitori ci aiutano a superare questo senso di inferiorita’. Dobbiamo renderli felici sposando Bill Gates, facendo almeno 10 bambini e mantenendoci da soli (ci insegnano che l’uomo ti rispettera’ solo se sarai autosufficiente, se lavorerai). Dopo tutto cio’ non abbiamo nemmeno il diritto di ribellarci, di cambiare, di liberarci, di allontanarci dal mondo maschilista e violento….. forse innamorandoci di un’altra donna…