Fenomenologia dell’Intellettuale di Sinistra 135


L’intellettuale di sinistra si evolve come specie a se nei tardi anni settanta, quando definirsi comunista incominciava ad assumere un significato sinistro a causa dei “compagni che sbagliano” e della sgradevole abitudine sovietica di fare propaganda all’estero con i carrarmati.

L’intellettuale di sinistra, ad esclusione di qualche caso sporadico, incomincia immediatamente a prendere le distanze dalla realtà dei fatti e dalle esigenze sociali, rifugiandosi nella elaborazione dell’iperuranio platonico in una straordinaria anticipazione del pallogramma che avrebbe trovato la sua definitiva consacrazione solo con l’avvento di Power Point.

L’intellettuale di sinistra vede film di sconosciuti registi lituani rigorosamente con sottotitoli. Durante la visione si annoia a morte, ma quando ne parla ad altri intellettuali di sinistra s’infervora e li convince a vedere anche loro il film diffondendo il contagio a dispetto di qualsiasi preservativo.

L’intellettuale di sinistra mangia rigorosamente etnico. Sushi giapponese, cus cus marocchino, humus di ceci algerino. L’hamburger con le patatine fritte di MC Donald’s è accolto come un’apparizione di satana. La cotoletta alla milanese ignorata con disprezzo. Quando è sicuro di non essere visto, l’intellettuale di sinistra si mette in fila per ordinare l’Happy Meal, quello con i pupazzetti in omaggio, in modo da poter scaricare sui figli la responsabilità nel caso venisse scoperto da qualche altro intellettuale di sinistra che si trovi casualmente ad entrare nel locale.

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L’intellettuale di sinistra si cura con l’omeopatia, salvo quando si tratta di psicofarmaci per i quali fa scelte rigorosamente allopatiche.

L’intellettuale di sinistra compra il caffè equo e solidale, i libri venduti dai senegalesi davanti a Feltrinelli, i bracciali etnici venduti dai cingalesi sulle bancarelle, poi spende trecento euro per una sedia scomodissima, ma a la page prodotta da un designer lituano.

L’intellettuale di sinistra organizza dei party dove invita la cantante nigeriana, il poeta lituano, il regista macedone, ma se incontra dei rom in metropolitana abbassa gli occhi e mette il portafogli nella tasca anteriore. Come tutti. L’intellettuale di sinistra non discrimina gli omosessuali, ma poi se pensa che qualcuno lo voglia ingannare dice:”quello mi vuole inculare“. Come tutti.

L’intellettuale di sinistra veste in modo dimesso e poco appariscente. Poi scopri che si fa fare le scarpe a Londra, porta l’orologio Rado e mette solo maglioncini di cachemire perché ha la pelle delicata.

L’intellettuale di sinistra ride a tutte le battute di Luttazzi, anche se qualcuna gli fa impressione e la metà non le capisce. Poi quando LA7 caccia Luttazzi, lui fa il boicottaggio. L’intellettuale di sinistra disprezza Sgarbi e fa il tifo per Fuksas. Se qualcuno dice che, in fondo, sono tutti e due dei pagliacci, si incazza e lo chiama ignorante.

L’intellettuale di sinistra ora milita nel PD. Il PD, l’informe ameba intellettuale che lo tiene lontano da ogni impegno, da ogni scelta, da ogni posizione. Un vero e proprio paradiso. Il PD che ha cacciato i comunisti. Il PD che ha unito la sinistra italiana e l’ha seppellita. Il PD che non è stato e non sarà mai niente e nel quale l’intellettuale di sinistra galleggia torpido ed inconcludente masticando pasticcini da the e facendo gli occhi dolci alla velina di turno.

L’intellettuale di sinistra fa le interrogazioni in parlamento per chiedere se è vero che Berlusconi ha suggerito la formazione a Donadoni (incredibile, ma vero), poi quando il minestro della difesa (e minestro è scritto apposta così) manda l’esercito a presidiare le città, non dice nulla, perché è a fare il week end a Capalbio e non lo deve mica salvare solo lui questo cazzo di paese.

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135 commenti su “Fenomenologia dell’Intellettuale di Sinistra

  • Oris

    Bellissimo, malinconico e pieno di speranza. Inutile guardare i difetti del vincitore, cominciamo a capire dove si è perduto.

    • Francesca

      Il problema secondo me è che gli italiani di reddito medio pensano di far parte di quella media-borghesia che la sinistra ha detestato per decenni in passato.
      Anche se il conto in banca per alcuni può essersi ingrossato, culturalmente sono rimasti gli stessi.
      In questo senso sentono di far parte dell’altra sponda e non capiscono che nessuno farà niente per loro, nè di quà e nè di là.

      • F.Maria Arouet

        Mah! E quale sarebbe il motivo per cui questi italiani di reddito medio, che pure, così all’ingrosso, non devono neppure essere pochi, non si sono ancora fatti un partito per conto proprio, che tuteli i loro interessi?
        Son tutti minchioni?

      • Oris

        Male!

        Io ci leggo: “signori, siamo diventato questo in gran parte… cerchiamo di prenderne atto e andiamo avanti….”

        Ho letto male?

  • F.Maria Arouet

    Ma questi soi-disant intellettuali di sinistra saranno poi davvero di sinistra, Comandante?
    Sempre ammesso che esista ancora una sinistra, nel senso in cui s’intendeva il secolo scorso.
    O magari sono solo degli snob, che si portano addosso un’insegna che li faccia sentire ideologicamente protetti, un po’ come il paguro bernardo con l’attinia, che se vai a vedere bene, lui, in fondo in fondo, non é che un granchiolino?

  • Ghibellina

    In qualche cosa mi ritrovo…tranne che nel PD…l’ho votato con lo spauracchi Berluska_ Mea Culpa- Ma ora medito di piazzare una bomba in qualcuno dei loro convegni…

    Ghibellina post: THE FAMILY DAY

  • Doxaliber

    Ad essere di sinistra e dichiararsi di sinistra, non di sinistra “riformista” o di sinistra “democratica”, ma di sinistra, si rischia pure di perdere l’affidamento del figlio, quindi uniamoci tutti sotto la grande ala protettrice del PD e abbandoniamo le nostre idee estremiste e pericolose.

    Doxaliber post: Grandi ustionati

    • Francesca

      Non ci posso credere!Probabilmente entro breve sarà inserita una nuova voce sulla carta d’identità com’era stato fatto per la religione riguardo ai rom. Voce “filo…..”?

    • Oris

      Mah, a parere mio ci marciano. Il motivo della guerra intestina di quella famiglia secondo me nasce da altre cose. Strumentalizzarlo per far sentire la paura ai “sinistri” di ghettizzazione è più schifoso delle malefatte del B.

      • Francesca

        Sicuramente, ma bisogna vedere cos’ha messo nero su bianco il tribunale come motivazione…

      • Doxaliber

        Un qualche riferimento alle origini “comuniste” della madre ci deve essere stato per forza nella sentenza. Poi naturalmente nell’articolo hanno ricamato la cosa tralasciando tutte le altre motivazioni del giudice, ma questo è un altro discorso.

        Doxaliber post: Grandi ustionati

        • Oris

          Credo che le motivazioni siano del padre, ma voglio pensare che derivino da frustrazioni e rancori…. sapevo c’era anche una storia di presunte canne dietro e di atteggiamenti, il padre bigotto e la madre molto “tranquilla”…

        • Adetrax

          Un qualche riferimento alle origini “comuniste” della madre ci deve essere stato per forza nella sentenza.

          Non è detto, altrimenti certi giornalisti si sarebbero buttati a pesce, penso che l’orientamento politico della madre non c’entri nulla (potrebbe essere benissimo di destra); mi pare il tipico caso della madre che lavora fuori e dentro casa e non ha il tempo di seguire tutti i figli, soprattutto il 16 enne che come tutti i maschietti della sua età (e anche luogo) tende a prendersi qualche libertà di troppo.

    • Adetrax

      Come sempre bisogna considerare il contesto, chi sarebbe contento di un figlio che a 16 anni viene iscritto e indottrinato a chissà quali idee estremiste da persone estranee e con un contorno di droga e alcool ?

      Nel contesto poi bisogna anche guardare alla posizione geografica, in certi luoghi / ambienti (non in tutti) dare del comunista e/o omosessuale a una persona rappresenta il massimo dell’insulto e dell’abominio; è un fatto di costume ovviamente, ma per ora sembra essere così.

      • Francesca

        Nelle “persone estranee” consideri anche sua madre?

        Se ritengono che la madre non sia capace di crescere suo figlio è un discorso, ma se fra le motivazioni c’è la militanza a questo o a quell’altro partito, il discorso cambia. E si chiama discriminazione a mio avviso.

        • Adetrax

          Nelle “persone estranee” consideri anche sua madre?

          Ma no, probabilmente la madre ha avuto solo un ruolo un po’ troppo passivo “… Mamma Agata, medico ospedaliero, è disorientata …”, ha acconsentito a “un’irregolare frequenza scolastica” e altre cosucce del genere.

          Come è scritto nell’articolo (e in altri visti la scorsa settimana), il ragazzo è stato sviato e coinvolto in un gruppo “politico-ideologico” in cui “è diffuso l’uso di sostanze alcoliche e psicotrope” (spinelli, ecc.).

          Bisognerebbe leggere i dettagli del dispositivo dell’ordinanza, comunque è assolutamente probabile che si sia verificato qualcosa di poco lecito, es. tesseramento di un minore, ecc., visto che solo in casi eccezionali i figli sono tolti all’affidamento materno.

          Personalmente penso che la situazione sia stata un po’ enfatizzata, però ritengo che un richiamo e una decisa correzione dovevano essere fatti (meglio tardi che mai); si spera solo che gli eventuali provvedimenti paterni, presenti e futuri, siano decisi ma equilibrati (non rozzi e sbagliati).

          • Francesca

            Sul richiamo sono daccordo.
            Però considera che a 16 anni è dura crescere un figlio, sotto tutti i punti di vista persino per genitori super attenti.
            Sappiamo quanti ragazzi a quell’età fumano le canne, se non peggio.
            Fanno le gare in motorino, fanno le “bullate” in gruppo.
            Se non fosse il centro sociale sarebbe qualche altro luogo di incontro.
            Io non mi sento di giudicare e condannare nessuno.
            E’ chiaro che la questione è venuta fuori solo per la separazione dei genitori e il conseguente affidamento dei figli.

  • Francesca

    L’intellettuale di sinistra disprezza i leghisti ma se un senegalese dovesse innamorarsi di sua figlia ed essere corrisposto non perderebbe tempo e direbbe alla figlia “ma non puoi trovarti un “bianco” come tutte le altre?”

    L’intellettuale di sinistra si fa’ lavare il vetro al semaforo per lasciare un euro allo sfortunato e pulirsi la coscienza ma appena girato l’angolo afferma “ma quanti cazzo sono?!Ha fatto bene Cofferati!” (Sindaco di Bologna – Riferendosi al decreto che ne vieta la sosta presso i semafori)

    L’intellettuale di sinistra ama partecipare ad incontri per beneficienza gremiti di gente middle-class che pensano in questo modo di espiare le colpe dei ns.avi colonizzatori, pensano di sapere tutto dei paesi tremendamente poveri da cui la gente cerca di scappare, guarda il tiggì in cui si narra del viaggio assurdo a cui sono costretti fra terra-deserto e mare e poi dice “ma perchè non se ne stanno a casa loro?”

    L’intellettuale di sinistra è aperto verso il mondo e a tutti i suoi colori ma se per caso un nero distratto gli taglia la strada in auto, gli potrebbe uscire “sei proprio un negro di merda” senza quasi accorgersene ed è a quel punto che stupendosi di se stesso afferma “ops, la prossima volta mi sa che voto Lega!”

    • Oris

      😀 grazie, avevo bisogno di questo… ma non tutti dai… diciamo che c’è una parte di loro che… 😉 Sono di destra e non lo sanno.

      • Francesca

        Il problema è che la maggior parte della gente di sinistra, non per forza della categoria intellettualoide, si accorge di non essere nel proprio Io di sinistra quando capita qualcosa che tocca l’intimo, come il caso della figlia che s’innamora di un extra-comunitario classe B, o quando gli rubano in casa. E’ toccando l’intimo che ci si rende davvero conto cosa si è e cosa si pensa.

        La prima domanda me l’hanno fatta i miei genitori quando ho presentato il mio attuale compagno cubano e nero.
        Ora lo amano con un figlio, ma pur avendomi sempre insegnato la tollerenza, pur avendo sempre votato PCI e poi DS, all’inizio è stata dura.
        Siamo molto provinciali in questo senso e in fondo in fondo un pò d’intolleranza ce l’abbiamo tutti ma non lo sappiamo.

        • simona_rm

          Osservazione molto condivisibile. Abbiamo tutti un punto debole. Credo anche che non sia possibile essere “completamente” di sx…..sarebbe come essere perfetti!
          (Sottoscrivo: “provinciali”).

          • simona_rm

            vero vero.
            Più a sx del buon senso ci sono solo utopie e lotte armate, cose da lasciare dove sono.

          • Francesca

            diciamo che essere di sinistra (davvero) e basta sarebbe più che sufficiente!
            Qui è sparito pure il centro sinistra!
            Come si fa ad invitare la lega al primo incontro del PD, qualcuno lo sa’?
            Sperano di racimolare voti così?
            Con la gente che gridava “Bossi, Bossi!”
            Io sono rimasta sconvolta.
            Fino a poco tempo fa sarebbe stato inconcepibile.

          • Oris

            Quasi-profezia: se il pdl non contenta la lega a questo giro alla prox la trovamo con il nuovo PD (che cambierà ancora una volta nome)

            :mrgreen: anzi 🙁

    • Adetrax

      Essendo di sinistra tutto quel che dice e fa, per definizione non può essere razzista 😉

  • Francesca

    Ho un commento in moderazione.
    C’è qualcuno che se ne può occupare?
    C’è qualcuno che sa qualcosa del Comandante?

    • Neottolemo

      Il Comandante sta bene. Noi, parte conservatrice-monarchico-reazionaria della redazione, l’abbiamo sequestrato. Vogliamo che MenteCritica diventi sito sostenitore del PdL e il Capo sarà liberato.

      Vabbè, sta bene. Poi torna :mrgreen:

      • Francesca

        Ok, però non scrive nemmeno per dire che sta bene!Ok, ok.
        Quando torna denuncerò le vs.manchevolezze. :mrgreen:
        Quando c’è lui non capita mai che un commento stia in moderazione per tanto tempo! :mrgreen: :mrgreen: La dicitura dice “il tuo commento sarà inserito a breve” Un pò indefinito come termine ultimo! :mrgreen:
        Senza nulla togliere a voi si sente davvero la sua mancanza. 🙁

      • Francesca

        Neotto ok, ritiro mestamente ciò che ho detto! :mrgreen:
        però il CN manca davvero! 😉

    • Doxaliber

      Io vedo i commenti in moderazione ma siccome in questo periodo su Mentecritica girano alcuni “troll” che si mascherano anche da utenti conosciuti CN mi ha espressamente chiesto di non toccare i commenti in moderazione perché preferisce occuparsene lui. :mrgreen: Comunque CN ogni tanto passa e sblocca, devi solo avere pazienza. 😉

      Doxaliber post: Grandi ustionati

      • Francesca

        Io scherzavo Doxa…..tranquillo. E poi avevo scritto anche qualche parolaccia e non me n’ero accorta! :mrgreen:
        Ho colto l’occasione per chiedere se qualcuno sapeva qualcosa di CN, solo se era tutto ok, niente di personale naturalmente.
        Grazie mille, lo so che CN ci tiene a rimarcare che è il Capo! :mrgreen:

  • Cambiamo Pianeta

    Pezzo egregio…ne ho conosciuti tanti di personaggi del genere (e per un breve lasso di tempo ammetto che anche io sono stato marginalmente contagiato da questa tendenza)…per riuscire a figurarvi il loro contributo alla crescita del paese che hanno offerto cercate di concentrarvi sul vuoto interstellare.
    La “sinistra” di oggi raccoglie il frutto della pessima semina di questi ultimi anni.

    Cambiamo Pianeta post: Quant’è all’etto?

    • simona_rm

      “(e per un breve lasso di tempo ammetto che anche io sono stato marginalmente contagiato da questa tendenza)”

      Anch’io CP, mi sono ritrovata in un punto (uno solo però, giuro), questo:
      “L’intellettuale di sinistra vede film di sconosciuti”
      ho visto il decalogo di kieslowski…..e mi sono piaciuti quasi tutti….!!
      Ma non ho mai trovato nessuno con cui parlarne…perchè, di intellettuali di sx, quanto te ne serviva uno, non c’erano mai!

  • tritumbani

    L’intellettuale di sinistra ora milita nel PD. Il PD, l’informe ameba intellettuale che lo tiene lontano da ogni impegno, da ogni scelta, da ogni posizione. Un vero e proprio paradiso. Il PD che ha cacciato i comunisti. Il PD che ha unito la sinistra italiana e l’ha seppellita. Il PD che non è stato e non sarà mai niente e nel quale l’intellettuale di sinistra galleggia torpido ed inconcludente masticando pasticcini da the e facendo gli occhi dolci alla velina di turno.

    wow!

    e adesso che si fa?

    qualcuno ha qualche idea? prima che il vuoto si riempia con qualcosa di spiacevole?

  • Marco Bastianello

    Solita ironia “interna” di uomini di sinistra che ironizzano sugli uomini di sinistra. La versione comica dell’ autocritica? Dai, dai, vogliamo ironia “esterna”! Dove sono i satiristi di destra e gli intellettuali della globalizzazione industriale quando servono?

  • fabio

    Preferisco gli atteggiamenti snob di alcuni “intellettuali di sinistra” al berlusconismo spinto del notro paese, al populismo pericoloso della destra Italiana e ai falsi storici della Lega…..impariamo e scegliere il male
    minore. Serriamo i ranghi che e’ un periodaccio.

    Hasta siempre Comandante

    • Oris

      Sono vent’anni che si va avanti col male minore e con la guerra al nano…. du palle….

      • Francesca

        sì infatti du maron!ma c’è ancora qualcuno che ha voglia di accontentarsi, violentandosi?Per cosa poi?

  • Iniquo

    Sono un intellettuale di sinistra.

    Mi tocca definirmi intellettuale perché so argomentare le mie opinioni senza ripetere le solite quattro cose all’infinito, senza offendere l’interlocutore (nemmeno la sua intelligenza) e senza sviare la discussione quando le mie argomentazioni soccombono; parlo con cognizione di causa e taccio su questioni che non conosco, critico e non tifo, rifuggo dai luoghi comuni.
    Sicuramente di sinistra perché è storicamente ad essa riconducibile la mia visione della società come lo sono le soluzioni politiche alle questioni sociali (che includono anche le vicende lavorative, mi spiace per chi vorrebbe sostenere il contrario).

    Quelli descritti nell’articolo sono i tristi figuri che solevo chiamare “radical chic”, quelli che «sono di sinistra, compro alla coop!».
    Ora si deve ripartire da zero – tale è il risultato della svendita che si è fatta delle rivendicazioni programmatiche – però dubito che si vedranno risultati validi alle elezioni europee con 3 o 4 partiti comunisti e 2 socialisti completamente allo sbando ed incapaci di andare verso quella che sembra la scelta più logica: la federazione di partiti che hanno programmi quasi identici. I verdi sono irrilevanti.
    Per quanto riguarda il PD il discorso sarebbe troppo lungo, noto solo che persino gli elettori diessini più propensi agli intrallazzi con la Confindustria hanno la nausea a stare nello stesso partito dei fondamentalisti cattolici di Binetti & soci.

    Mi scuso per l’attacco di egocentrismo, ma ho preso spunto dall’interessante articolo di CN per chiarire due cosette in un periodo in cui sempre più spesso molte persone usano affibbiare all’interlocutore il titolo di intellettuale di sinistra come se fosse un marchio di infamia, lamentando continui traumi psicologici causati da cervelloni che si credono migliori di loro tralasciando di fare della sana autocritica. Magari questi crudeli sinistri hanno qualche motivo per trattarli con sufficienza, chessò… forse perché le vittime non dicono mai niente che non sia un luogo comune e non sanno offrire soluzioni plausibili ai problemi dei quali si lamentano.
    La superiorità si dimostra, se davvero hanno dei deficit culturali li colmino.

    • Oris

      Ah, perchè le persone “superiori” sono quelle acculturate?

      🙂 sorrido per non piangere…

      sono persone più capaci, non “migliori” ne superiori….

      • Iniquo

        Evidentemente mi sono spiegato malissimo se addirittura il fraintendimento è stato così macroscopico.
        La superiorità delle proprie opinioni va dimostrata argomentandole.
        Se non si sa perché quel che si sostiene è valido difficilmente si riuscirà a convincere qualcuno. In questo senso la superiorità va provata, non presunta in base a titoli accademici che spesso coprono ignoranze abissali.
        E` inutile ricordare che ci son fior di laureati che hanno la metà del valore umano e culturale di diplomati alle scuole professionali.

        Se chi soccombe in una discussione usa l’accusa di “intellettualismo di sinistra” per coprire il proprio tonfo è doppiamente colpevole: sia perché non accetta la possibilità di poter essere nel torto, sia per il suo scorretto tentativo di fare della maggior preparazione dell’interlocutore una colpa.
        Quindi è inutile aggrapparsi a sensi di inferiorità veri o presunti, non sono una scusante. In questo senso invitavo ad acculturarsi (termine orrendo, non me ne viene uno migliore) chi si lamenta continuamente del fumoso atteggiamento da intellettuale tenuto di chi riesce ad argomentare le proprie opinioni ed a contrastare quelle altrui.

    • Monica

      Tu li definisci “Radical chic”, loro spesso si definiscono di sinistra e si vantano di essere degli intellettuali, un po’ come fai tu, da cui l’articolo di CN.
      Ti dichiarari intellettuale di sinistra e fornisci una spiegazione, una tua personale definizione del perché. Nel far ciò ricadi inevitabilmente, ed io con te, nella stessa trappola dell’articolo: una trappola fatta di etichette e sterotipi.
      Personalmente ho trovato l’articolo ironico e scanzonato, non mi sono sentita offesa, forse perché ormai non mi sento più una vera intellettuale di sinistra o forse perché il tono dell’articolo è stato fin dall’inizio ironico e canzonatorio.
      Credo che a tanti di noi, di NOI forse ancora intellettuali di sinistra, sia capitato di avere incontri ravvicinati con QUEGLI altri intellettuali di sinistra. E non potrebbe essere altrimenti considerato la mole di esempi viventi che ciascuno di noi può portare, ed ha portato, a conferma e riprova!

      Tu sei riuscito a definirti con precisione un “intellettuale di sinistra”, io non ci riesco forse perché non vedo più una sinistra.
      Tanto per fare un esempio io non ritengo sia di sinistra il concetto che tu, di sinistra, esprimi in questo passaggio: – <>

      Per me chi tratta il prossimo con sufficienza è pieno di una superiorità fatta di nulla (forse persino addirittura di destra) anche quando l’altro, la vittima, non dica niente che non sia un luogo comune e non offra soluzioni plausibili.

      Spesso l’ignoranza è figlia della povertà e più che chiedere al povero ignorante di “colmare i propri deficit culturali”, il colto di turno, soprattutto se di sinistra, dovrebbe invece dargli una mano a farlo o almeno, almeno, non dimenticare mai al cospetto di un povero ignorante di quanto egli sia stato più fortunato nella vita.
      Fortunato, sì, fortunato, non bravo.
      A volte si è fortunati a nascere bianchi, o a nascere maschi, o a nascere con la possibilità e la capacità di studiare; tante fortune che non a tutti capitano.

      Ma sei proprio sicuro che sei di sinistra?
      Forse il mio concetto di sinistra è differente dal tuo, oppure più semplicemente sono io a non essere più di sinistra.

      • Iniquo

        Ho accettato il gioco delle etichette e mi è toccato definirmi intellettuale per esclusione, visto che l’alternativa credo sia sgradevole per tutti. Intellettuale non è solo chi non fa lavori manuali, ma anche (soprattutto direi) chi conosce il valore del sapere e cura la propria cultura.

        L’ignoranza figlia della povertà…
        Argomento interessante, sicuramente vero alcuni anni fa ed ancora oggi in alcune realtà. Ma ora?
        Ora volendo si possono imparare tante cose spendendo quasi niente e senza perdere troppo tempo (internet è un mezzo, ma ce ne sono altri meno immediati). I computer costano? Con massimo trecento euro ne porti a casa uno usato ma ottimo con il monitor. E` un investimento. Le biblioteche non chiedono soldi.
        L’ignoranza è figlia del disagio che è solo in parte determinato dalla povertà (quanti figli di papà del ricco Nordest si esprimono a grugniti snocciolando il programma di Forza Nuova o della Lega Nord?).
        Non perdono agli economicamente disagiati qualsiasi cosa, non ho la visione romantica e snobistica del “povero da difendere sempre e comunque”. Non sono schiavo di sensi di colpa nei confronti di chi sta peggio.
        Se il mio interlocutore ha una situazione di partenza peggiore della mia (cosa tra l’altro difficile da capire) non lo tratto con bonaria accondiscendenza come se fosse un deficiente. Se dice assurdità ed in più nel farlo è arrogante dovrei essere misericordioso e non infierire? E` colpa mia se parla di cose che non conosce e pretende di spiegarle a chi qualcosina la sa?
        Poi è ovvio che nella vita di tutti i giorni non uso termini specialistici solo per mettere in difficoltà chi non ha la mia stessa preparazione o per illudermi di aver “vinto” la discussione. Però il significato resta quello e non portarlo avanti solo perché c’è l’eventualità che l’interlocutore non afferri tutto secondo me è indice di scarsa convinzione. Nel caso ciò accadesse sarebbe una mia mancanza, quindi dovrei rimediare esprimendomi meglio.
        La sinistra è popolare, non populista.
        La cultura idem, è del popolo inteso come insieme dei cittadini senza distinzione di ceto.
        Prolisso, ma l’argomento mi sta a cuore.

        • Monica

          Credo che in molta parte del tuo discorso tu ti riferisca agli “arroganti ignoranti”, mentre forse io mi riferisco agli “ignoranti arroganti”.
          Provo a spiegarmi, premesso che anch’io trovo l’arroganza molto fastidiosa e spesso fatico molto ad essere comprensiva.

          La povertà di cui parlavo è una povertà in senso lato. Povertà economica come di stimoli adeguati, sociali e culturali, povertà nella presenza dei genitori, nella presenza di una famiglia e di una scuola di livello e autorevole.

          Non pensi che le generazioni passate, con il loro esempio, siano responsabili di quanto sta accadendo alle nuove generazioni di cui hai tracciato qualche esempio?

          Il mondo dei Lele Mora e dei Corona, della De Filippi e di Fiorani o dell’odontotecnico di Zagarolo non è un mondo che nasce così, dall’oggi al domani.
          Loro oggi sono gli esempi dei furbi, dei vincenti o quasi, ma non è il ragazzotto “figlio di papà del ricco Nordest” che li ha creati, e forse non è neanche il papà che li ha creati, lavorando come un matto e ritenendo, forse erroneamente, che fornire più risorse economiche al figlio fosse la cosa giusta da fare, il dovere di un buon padre.

          Da oggi, da ieri, e forse anche dall’altro ieri, le giovani generazioni sono lasciate sole nel vuoto, un vuoto di ideali, di solidarietà, di esempi di rettitudine e correttezza, di amore, di cultura, di cui anche NOI, e le generazioni che ci hanno preceduto, siamo responsabili.

          Oggi, in una famiglia media fortunata, per quadrare i conti devono lavorare a tempo pieno entrambi i genitori e, visto gli interventi del ministro Brunetta, devono anche non ammalarsi, e anche i loro figli non si devono ammalare, perchè per malattia bambini (8 gg. max annui) i genitori non sono retribuiti. E così i bambini crescono con playstation, babysitter e televisione (molti non possono permettersi l’aio né scuole esclusive e selezionate) e sono POVERI perché domani, anche con i soldi, tanti soldi, anche con la cultura sempre più a buon mercato, non avranno più gli strumenti fondamentali per colmare il gap, non saranno più in grado di essere critici e di essere liberi, veramente liberi, di quella libertà che è la vera ricchezza.

          Al di la delle ultime esternazioni di Brunetta pensi che molte leggi che hanno privato questo paese dell’etichetta di paese civile (soprattutto nei confronti delle donne, conseguentemente ed anche direttamente dei bambini, degli anziani, dei diversamente abili, degli omosessuali) siano il frutto degli ultimi anni e che non abbiano nulla a che fare con il nichilismo e l’ignoranza che è sotto gli occhi di tutti?

          Alcune leggi, sottilmente ignobili, sono state introdotte da governi di sinistra. L’irap, per esempio, che tassava le aziende con lavoratori dipendenti e premiava chi esternalizzava facendo aprire ai dipendenti la partita IVA è stata la trovata di un governo di sinistra. Certo che allora molte aziende riconvertirono i loro dipendenti, trasformandoli, per magia, in liberi professionisti.
          Chi fece quella legge è responsabile, come le mille altre che non sto ad elencarti, chi non la modificò, chi c’era prima e chi dopo e se ne è fregato degli aspetti “marginali”, degli aspetti che coinvolgevano la vita delle persone, spesso delle fasce più deboli, di donne, bambini, anziani, diversamente abili, omosessuali, atei e di altre confessioni; chi non scioperò e non sciopera tuttora è responsabile.
          Chi si comporta come la poesia qui sotto, per me, è responsabile.

          “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
          e fui contento, perché rubacchiavano.

          Poi vennero a prendere gli ebrei
          e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

          Poi vennero a prendere gli omosessuali,
          e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

          Poi vennero a prendere i comunisti,
          ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

          Un giorno vennero a prendere me,
          e non c’era rimasto nessuno a protestare.” B. Brecht

          Quello che vorrei chiarire è che secondo me l’ignorante è povero, a volte povero di spirito, povero nell’animo, povero di cultura e di strumenti, a volte è povero di denaro, non è detto che una povertà generi l’altra ma facilita la diffusione della malattia.

          Perdona le divagazioni e il flusso poco ordinato ma anche a me l’argomento sta a cuore e vorrei dire molte cose pur avendo poco tempo.

          Concludo solo informando che ho due figli in una scuola Montessori (per scelta meditata e documentata sul metodo che ho letto e approfondito, non per moda sinistrorsa che fa tanto chic!) che pullula di personaggi di sinistra come quelli dell’articolo se non peggio.
          Alcuni nel candidarsi al consiglio di circolo hanno riportato come titolo di merito l’essere stati candidati per i DS nelle amministrative, moltissimi girano in SUV, rigorosamente parcheggiato in doppia fila, molti fanno impazzire i rappresentanti di classe nella raccolta di pochi euro, tutti quelli a cui ho proposto di fare degli incontri gratuiti per illustrare il mondo delle pari opportunità si sono tirati indietro, quelli che ho cercato di sensibilizzare al tema dell’educazione ai media dei bambini mi hanno guardata come fossi una pazza.
          Una specie di uccello del malaugurio, un grillo parlante, un’integralista del cavolo che rovina loro l’illusione di un mondo sereno, ricco, senza problemi se non i loro, ossia quelli di organizzare, PER PRIMI, la festa di inizio anno, o di scadenzare perfettamente i 25 regali di classe per i compleanni (120 euro a bambino), di come far cadere nel totale silenzio qualsiasi tuo tentativo d’opposizione o di dirottare tanto denaro in progetti più educativi o socialmente più utili, come adottare dei bambini a distanza.
          Ma sono TUTTI, praticamente TUTTI, delle fila dei DS, di Rifondazione comunista e simili e praticamente tutti si sentono molto, ma molto, intellettuali.

          Se vuoi farti un giro con me ti do l’indirizzo.

          PS. Ho le prove praticamente di tutto quello che ho detto sopra

          • Iniquo

            Sono pienamente d’accordo con te, la colpa non è solo dei media berlusconiani ma anche di chi si è tirato indietro quando c’era da metterci la faccia e l’impegno.
            D’altronde non c’è neanche bisogno di scomodare i figli, è pieno di gente che ha votato per decenni PCI e poi è diventata seguace di Berlusconi o di Bossi.
            Adoro la poesia che hai scritto, è una lezione per chi è grettamente egoista: anche se degli altri non te ne frega niente, attento che poi arriva anche il tuo turno e non potrai chiedere aiuto.
            Di leggi che ha fatto il centrosinistra ce ne sono molte obbrobriose, anche una firmata dall’attuale Presidente della Repubblica; hanno fatto da apripista a nefandezze ancor più spregiudicate ed i parlamentari che dovrebbero opporvisi hanno la coscienza sporca così come molti dei loro elettori (per questo non hanno toccato la legge 30/2003, hanno ancora sulla coscienza il pacchetto Treu). Sull’ultima legislatura non proferisco parola per carità umanitaria.
            La tentazione di mandare al diavolo tutti e pensare solo ai fatti miei torna ciclicamente; spiegare tutte le volte perché ritengo che certe cose siano ingiuste e che altre invece sarebbero auspicabili diventa frustrante quando ci si trova davanti uno che dice «ah boh, ste cose non le capisco e non le conosco però secondo me è così», magari canzonandomi usando ironicamente il titolo di dottore. Per non parlare di quando si discute con due o più persone, in tal caso la presa per i fondelli è quasi immediata e dura un po’. Però se stessi zitto e buono non sarei me stesso e mi sentirei, come giustamente dici, responsabile.
            Tocca ripartire da zero non solo nella formazione dei partiti, ma soprattutto nell’inserimento nella società che è purtroppo composta anche da molta gente di questo calibro.

            P.S. non c’è bisogno di prove, grazie per l’interessante scambio di opinioni.

          • Monica

            Grazie a te, di cuore.
            Ricambio sinceramente il grazie per il piacevole e ricco scambio d’opinioni e credo tu possa capire che vale molto per me.
            Perché anch’io, come te, sono circondata da persone come quelle che citi (ah, boh ste cose nun le capisco ma secondo me ..) e so quanto sia difficile non arrendersi.
            Il trovare ogni tanto persone che sanno ascoltare, che hanno il piacere di illustrarti le proprie posizioni con educazione e rispetto, è di grande aiuto e conforto. Ti ricorderò nei momenti difficili.

          • Francesca

            Grazie ad entrambi.

            Credo che la gente comune abbia fatto propria l’arroganza dei politici.
            E pure l’ignoranza. Pensando di sapere tutto solo perchè si ha un pezzo di carta incorniciato nello studio.

            Intanto sono le nuove generazioni che ci rimettono, sarà dura riconvertire il processo ma non è impossibile.
            La gente come voi due, come noi che siamo qui, per esempio deve continuare a combattere giornalmente contro la grettezza, l’ignoranza, l’arroganza, l’egoismo e la banale provincialità in cui navighiamo…

  • matteo

    Ad averne di intellettuali di sinistra…ma di una sinistra vera (scusate ma cosa c’entra la Binetti con la Sinistra??)…Questo Paese è pieno di persone che sognano di diventare tronisti o veline, che credono a cosa dice Studio Aperto o Emilio Fede…il berlusconismo dilaga..al governo ci sono ministri della Repubblica che disprezzano la Repubblica stessa…l’antifascismo non è più un valore così importante…penso possa bastare..ah, il Ratzinger è sempre in tv a dire cosa si deve e nn si deve fare..bene allora nn si può essere schifati di tutto questo ed essere Intellettuali (ah è vero avere cultura nn fa crescere il Pil..ce ne possiamo disfare..) e pure di Sinistra (pensare a un mondo più giusto è sbagliato??)..boh io la vedo così.

  • vanda

    Bello l’articolo, non vi sembra che l’intellettuale di sinistra potrebbe far parte di una di quelle figure lavorative che propone “job24” (vedi articolo precedente). Forse è per questo che ce ne sono tanti, è una professione che rende bene.

    • Francesca

      sì infatti ho scordato un pezzo:

      L’intellettuale di sinistra ha sempre votato rosso, prima PCI poi PRC ma quando ha bisogno di una badante per la vecchia mamma ci pensa due volte a metterla in regola ed anche quando lo fa’, le fa’ lavori che a lei non dovrebbero competere tipo lavare la macchina, riverniciare gli scuri di casa, pulire il giardino.

      Poi la gente si lamenta se dopo un pò le badanti decidono di fare leva sulla loro frustrazione sessuale per approfittarsene!La ruota gira, qualche volta! :mrgreen:

  • fabio

    Ok!! adesso e’ passato il messaggio che la critica a Berlusconi e’ una moda o un fenomeno e non un dissenso legittimo a chi la politica non la fa’ ma la stravolge, a chi ha vuotato di contenuti tutto il panorama politico Italiano gestendo il paese con slogan e colpi di teatro. Forse nessuno si ricorda che venti anni anni fa si parlava con diverso tenore delle questioni politiche e adesso si dice: “che due palle” ogni volta che si sviscera un problema senza il consueto slogan o senza l’imperante qualunquismo. Siamo responsabili tutti dell’appiattimento che la sub cultura televisiva sta imponendo al paese e non dite “che due palle” perche’ se lo fate siete complici dello svuotamento, siete soldati che gettano la carabina e danno le spalle al pericolo (e dare le spalle al pericolo e’ sempre sinonimo di pugnalate alla schiena). La macchietta dell’intellettuale di sinistra e’ carina e alle volte rispecchia anche la realta’, ed e’ giusto riderci un po’ su, ma non bisogna far passare il messaggio che l’intellettuale e’ inutile se non dannoso al paese, non deve passare il messaggio che l’intellettuale e’ un peso, un parassita, perche’ le menti che pensano (liberamente) sono quelle che servono al paese per crescere, per fare dibattito. Pensare che siano inutili e’ delegittimare la coscenza e spalancare le porte all’autoritarismo. E gira gira qui mi sembra che siano tanti a tirare la volata al cavaliere, specie chi fa’ antipolitica. Lo ripeto serriamo i ranghi

    Saluti

    fabio post: Il nostro futuro

    • Neottolemo

      Non mi sembra che il Capo (sempre sia lodato) abbia sostenuto l’inutilità delle figure intellettuali in questo pezzo. Tutt’altro. Mi sembra piuttosto che si parli male di chi si figura intellettuale attraverso degli stereotipi: il film lituano con i sottotitoli, i cibi equo e solidali, i libri dei senegalesi ed il famoso loft del PD (questo ce lo metto io).

      Sono d’accordo sul serrare i ranghi, ma nella linea che si è sempre portata avanti all’interno di MC (sebbene di opinioni ce ne siano molte e contrastanti dal pubblico alla “redazione”): serrarli contro chi, in qualche modo, danneggia il paese.
      Se l’avversario di Berlusconi deve essere l’intellettuale descritto dal CN, allora si hanno due schieramenti inutili: il centrodestra capitanato dal furbo e becero Berlusconi e la sinistra figa comandata da… da… hem… insomma da… ci siamo capiti no? Da quello la, su.. Chi è che comanda la sinistra?

      Insomma, questa è MenteCritica, non BraccioForte e nemmeno BerlusconiMerda o IntellettualiAlPotere. Non si sta voltando la schiena attaccando a destra e a manca. Lo scopo è quello di fare crescere il più possibile un minimo di civismo (mi sembra la parola più opportuna) in questo paese. Questo non vuol dire far politica, però tocca anche quella.

      • fabio

        Non accuso Comandante Nebbia di aver “bocciato” le figure intellettuali, ma mi preoccupo della generalizzazione della figura che potrebbe portare ad una delegittimazione dell’intellettuale. In questi ultimi anni dire: “i politici sono tutti uguali” “uno vale l’altro” ha aperto la strada a chi ha saputo sfruttare questo varco e non a chi aveva piu’ idee o soluzioni. Non vorrei che lo stesso accada con gli intellettuali veri, che possono essere scrittori o giornalisti : Umberto Eco, Andrea Camilleri, Furio Colombo, Vittorio Zucconi, e considerando che le idee non muoiono mi permetto di citare anche i grandi Enzo Biagi e Indro Montanelli
        Saluti

        fabio post: Il nostro futuro

      • Oris

        Si parte dall’uomo, diversi si, ma con l’umanità a mille.

        Un nuovo illuminismo umanista. 😀

  • Sara

    Ahah! :mrgreen:
    Ma la vera perla dell’articolo è l’interrogazione parlamentare sulla formazione di Donadoni, ma perchè i giornali non esaltato le gesta di questi grandi uomini nonchè abili condottieri del paese? Fanno la migliore satira che io abbia mai sentito, sono grotteschi, sono quasi splendidi come Luttazzi!.

  • Chiara di Notte - Klára

    L’intellettuale di sinistra non discrimina gli omosessuali, ma poi se pensa che qualcuno lo voglia ingannare dice:”quello mi vuole inculare“.

    Dire “inculare”, non mi pare un segno di discriminazione. Non inculano solo i maschi omosessuali e non sempre coloro che amano farsi inculare sono omosessuali maschi.

    Per il resto niente da eccepire 🙂

    Chiara di Notte – Klára post: Lei… Lui… Una notte – Parte 1

    • Francesca

      Purtroppo anche questa è una frase tipica italiota (come dici tu) come “sono incazzato nero” oppure “arriva l’uomo nero” oppure “lavoro come un nero”…. e va bene se viene usato “nero” senza la g.

      Non so perchè ma all’estero non ne ho trovate di frasi simili…tu?

        • Francesca

          ahahah strano che qui non si sia mai sentito, eh! 😉
          però ne siamo coscienti…. :mrgreen:

          • Chiara di Notte - Klára

            Comunque i pregiudizi esistono un po’ ovunque.

            La frase “Son of a bitch” (figlio di puttana) in pratica indica come fetente la progenie delle oneste lavoratrici del sesso. Ed io questo lo ritengo pregiudiziale. Come se la progenie di altre lavoratrici (per esempio le deputate che siedono nei parlamenti) non avesse la stessa probabilita’ di essere ugualmente fetente. :mrgreen:

            Chiara di Notte – Klára post: Lei… Lui… Una notte – Parte 1

          • Jakala

            Guarda che hai completamente sbagliato la natura dell’insulto.
            Nella tradizione italica e di altre etnie la famiglia e’ un valore fondamentale da non toccare, quindi tu in realta’ offendi la madre per offendere lui.

            E non sottintendi che la madre faccia sesso per soldi (whore), ma perche’ e’ di natura facile, cosa riprovevole in madre.

          • Oris

            In italia spesso, purtroppo, figlio di putt. non è un insulto, am un motivo di vanto e di ammirazione.

  • Oris

    Il vero intellettuale a parere mio insegna, non propina.

    Il vero intellettuale capisce anche quando è il caso di tacere perchè chi dovrebbe ascoltarlo in effetti non lo ascolta, parlare diverrebbe esercizio dialettico inutile.

    Il vero intellettuale sa tacere 🙂

    Parere mio.

  • Oris

    Comunque faccio notare che gli acculturati esistono anche a destra (spero che su questo non abbiate sciocchi dubbi9 e hanno le loro ragioni, in grado di argomentarle benissimo, storicamente, economicamente, socialmente ecc…

    Il problema semmai è che sono ragioni impresentabili 😀 , quindi non lo fanno…

    :mrgreen:

    Quindi acculturato non significa “migliore di spirito” o “possessore di etica superiore”.

    Non è la cultura a fare la differenza ma l’etica, la sensibilità e il rispetto che si prova per il prossimo.

    La Sx si nasconde dietro una superiorità morale che è solo di chi la vota (non di chi la rappresenta), perchè è facilissimo essere moralmente superiori quando si è impotenti o incapaci di fare scelte di potere.

    Ma anche di questi “intellettuali dalla moralità elevata” ho qualche dubbio ( 😀 ): una cosa è dire e una cosa fare: un pò come quando si pensa “se avessi tanti soldi farei questa buona azione e quest’altra…”

    Quindi diffido di chi si erge a paladino da posizioni non “interessanti” al max gli do il beneficio del dubbio riconoscendo le buone intenzioni dichiarate… 🙂

    • Iniquo

      Volevi dire “alcune persone di sinistra si ergono…”, vero?
      Conosco persone di destra (liberali conservatori) forse ascrivibili nella media borghesia che argomentano decisamente bene e che non hanno alcun problema ad ammettere di essere egoiste. In tal caso non si può che riconoscere l’assoluta ragionevolezza e legittimità delle loro posizioni.
      Se invece uno con mille euro al mese mi si mette a fare il conservatore la tentazione di chiedergli se è cosciente di darsi la zappa sui piedi è forte.
      Ho usato categorie politiche pressochè inesistenti nel parlamento italiano; l’attuale destra è un misto di neofascismo (fascismo adattato ai tempi correnti), nazismo sfacciato (Lega Nord), ultraliberisti economici e fondamentalisti cattolici. A volte invidio gli anglosassoni, più spesso gli scandinavi.

      Ah, se io vincessi la lotteria sistemerei me ed i miei cari, mi garantirei un reddito vitalizio garantito (non si sa mai) e poi il rimanente lo utilizzerei per finanziare qualcosa in cui credo (associazioni, fondazioni, forse forse partiti).
      Non so quanto sia ammirabile il tizio che vince un pacco di soldi e li dà tutti in beneficenza fregandosene dei propri cari, ma forse è solo una figura mitologica.

      • Chiara di Notte - Klára

        Conosco persone di destra (liberali conservatori) forse ascrivibili nella media borghesia che argomentano decisamente bene e che non hanno alcun problema ad ammettere di essere egoiste. In tal caso non si può che riconoscere l’assoluta ragionevolezza e legittimità delle loro posizioni.

        Enno’, permetti. Facendo un parallelismo fra la societa’ ed una famiglia, un fratello che AMMETTE di essere egoista e che se ne strabatte degli altri fratelli e sorelle, contando sul di loro altruismo per poter vivere bene alle spalle altrui, non e’ ragionevole. E’ un pezzo di merda.
        Se desidera continuare ad essere egoista che se ne vada fuori dalle palle, in qualche altro posto, magari contando di trovare qualche altro imbecille che accetta il suo egoismo.

        Personalmente, in casa con me, non ce lo voglio.
        C’e’ adesso da stabilire se, nella casa in cui abito, la regola e’ essere egoisti o altruisti e, nel caso valga la prima regola, i casi sono due: o sono io ad andarmene, oppure divento anche io egoista.

        Ma una famiglia dove tutti sono egoisti e si fanno i cavoli loro, dove nessuno mette i soldi per le spese domestiche e per il cibo ma tutti vogliono mangiare, dove tutti cercano di fregare gli altri fratelli, e’ una famiglia VIVIBILE?

        Chiara di Notte – Klára post: Lei… Lui… Una notte – Parte 1

    • Francesca

      Non è la cultura a fare la differenza ma l’etica, la sensibilità e il rispetto che si prova per il prossimo.

      La Sx si nasconde dietro una superiorità morale che è solo di chi la vota (non di chi la rappresenta), perchè è facilissimo essere moralmente superiori quando si è impotenti o incapaci di fare scelte di potere.

      Stra-quoto!

  • simona_rm

    Molto bello il pezzo di Cn, ho riso amaramente e altrettanto amaramente lascio queste 2 osservazioni:

    1) resto sostanzialmente d’accordo con fabio:

    cit”Preferisco gli atteggiamenti snob di alcuni “intellettuali di sinistra” al berlusconismo spinto del notro paese, al populismo pericoloso della destra Italiana e ai falsi storici della Lega…..impariamo e scegliere il male
    minore. ” (anche se non mi sento di terminare con Hasta Siempre, perchè non mi appartiene);

    2) perchè “intellettuale” è diventata una parolaccia!!!! Ma che cavolo! Questi personaggi non potremmo definirli “intellettualoidi”? A molti di voi sembrerà una sottigliezza (so già a “chi”) ma concedendo loro il sostantivo di intellettuale, si manca di rispetto a quelli che lo sono stati veramente, che hanno vissuto con coerenza e hanno veramente insegnato qualcosa a molti. (L. Sciascia, P.Levi, ecc.)

  • Jakala

    Io ho solo una domanda banale, ma essere intellettuale e’ un lavoro o una qualifica?

    Quando puoi fregiarti del titolo di “intellettuale” quando sai usare i congiuntivi? Quando lavori con le parole? Allora lo sono anche i correttori di bozze?

    Si deve fare un autodichiarazione al comune?

    • Oris

      :mrgreen:

      Basta l’autocertificazione.

      dal DM

      in|tel|let|tu|à|le
      agg., s.m. e f.
      AU
      1 agg., dell’intelletto, relativo alle facoltà intellettive e alle attività ad esso connesse: doti, facoltà intellettuali, progresso i., la lettura mi procura un grande piacere i. | che richiede uno sforzo dell’intelletto, che esige l’impegno e l’applicazione delle facoltà intellettive: un’intensa fatica i., svolgere un lavoro i.
      2 agg., intellettualistico, cerebrale: arte, musica, poesia i.
      3 agg., estens., di un luogo, un ambiente e sim., ricco di stimoli culturali: Berlino è un vivissimo centro i.
      4 agg., s.m. e f., che, chi è dotato di una certa cultura, è amante degli studi e del sapere e coltiva interessi culturali o artistici: una donna i., un i. che si occupa di letteratura francese | iron., che, chi ostenta superficiali interessi culturali
      5 s.m. e f., spec. al pl., chi svolge anche professionalmente un’attività di tipo culturale e in virtù delle proprie capacità esercita un’influenza, un ruolo attivo all’interno di una società, di un gruppo e sim.: la classe degli intellettuali, i maggiori intellettuali del nostro tempo [quadro 28]

      Quindi:

      1) Non migliore

      2) Non depositario di verità

      3) Capacità di argomentare non significa aver ragione, significa avere vantaggi negli scambi dialettici

      4) Uno che usa l cervello

      5) Conosco contadini che hanno molto più cervello di molti professionisti intellettuali.

      • Iniquo

        Beh la ragione deve manifestarsi per essere riconosciuta, difficilmente ciò accade quando uno dice più o meno «è così perchè sì».

        Non rimarrei ancorato alla definizione restrittiva del De Mauro, intellettuale può essere anche un contadino che si informa (vedi definizione 4).

  • Debora

    l’intellettuale di sinistra si dichiara ateo ma poi battezza i suoi figli.

    episodio che so bene non è estendibile alla totalità, ma mi ha toccato di recente e sono ancora incarognita. 😛

    e invece un altro episodio mi ha fatto vacillare sulla convinzione della mia natura tollerante-viva la diversità-libertà di opinione: se l’intellettuale di sinistra che non accetta il matrimonio della figlia con un senegalese è palesemente incoerente, che dire di un intellettuale di sinistra che non accetta il matrimonio della figlia con un fascista (dichiarato)?

    mi viene in mente un articolo che leggevo qua tempo fa e che, perdonate il pressapochismo, non ricordo quale fosse: è antidemocratico essere intolleranti con idee antidemocratiche?

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      Devo rispondere da papà?

      Diciamo che se mia figlia si innamorasse di un “fascista dichiarato” sarei preoccupato perché, secondo me, chi cede a certe ideologie estreme non è una persona intelligente.

      Se al posto di “fascista dichiarato” metti qualsiasi altro estremismo per me va bene lo stesso.

      I papà si preoccupano per le loro piccirelle anche quando le loro piccirelle non si preoccupano più dei loro papà.

  • Alfonso

    Non so se ho capito male l’argomento. Mi succede: io di politica ci capisco poco perché la politica odierna è irrilevante.

    Per come la vedo io, però, mi viene in mente la figura generica dell’intellettuale. L’intellettuale non dovrebbe occuparsi (come tutti gli altri artisti) di cose da intellettuali… ed essere di destra o di sinistra soltanto nel momento delle votazioni?

    Piu’ generalmente, vista la politica italiana, non dovrebbe votare il partito di opposizione qualunque esso sia in virtù del diritto all’eguaglianza e un più generico appello libertà d’espressione?

    In quest’ottica, l’intellettuale di sinistra è non meno di un conservatore, un vecchietto attaccato ad un passato che non ha mai visto, uno di quelli che stanno sotto nel film Underground, per capirci…

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