Fenomenologia del Bene, del Male e dei Numeri al Lotto

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Fenomenologia del Bene, del Male e dei Numeri al Lotto" è stato scritto da Comandante Nebbia

Giudicare un uomo è opera complessa al punto che vi è delegato un essere divino o un magistrato il che, almeno dal punto di vista dello stipendio, è più o meno lo stesso.
Alcuni sono generosi, ma inaffidabili. Altri sono precisi come orologi svizzeri, ma opachi di mente e di cuore. Altri, a seconda delle contingenze, dell’umore e dell’intossicazione chimica possono essere di volta in volta ombrosi, spumeggianti, freddi, sorprendenti, noiosi, brillanti.

E’ per questo motivo che più che gli uomini, si cerca di giudicare le loro azioni, le scelte. Anche queste, però, sono di difficile valutazione. Aveva tutte le informazioni per fare quella scelta? Era lucido? Ci ha pensato abbastanza?
Alla fine, la montagna partorisce il topolino e ci si riduce all’elementare interpretazione della fenomenologia, in questo caso l’effetto delle azioni degli uomini. Se un uomo fa cose il cui effetto ci garba lo giudichiamo bene (è in gamba, si applica, è generoso, è competente, è onesto). Se, invece, il suo lavoro ci danneggia, egli diventa un pessimo soggetto (cazzeggia, è maligno, è ottuso, le puttane gli hanno succhiato il cervello).

Ovviamente, andrebbe aggiunta un’ultima variabile: il tempo. Il tempo ha sugli uomini lo stesso effetto che i vermi hanno sulla carne in putrefazione. Alla fine, quando biancheggiano le ossa, quello che c’è sotto viene inevitabilmente fuori. Per semplificare il discorso, ignorerò la dimensione tempo, tanto, fra i cento anni almeno che servono per fissare il giudizio di un uomo di fronte alla storia, pochi di noi saranno ancora di questa terra e pochissimi si troveranno a leggere questo post.

Sulla base di questo banale ragionamento, ho da tempo abbandonato l’attitudine naturale di attribuire all’avversario o al nemico una natura maligna. In uno sforzo di empatia relativistica, ho capito che se lui a me appare ignorante, incivile, inadeguato, da abbattere, lui penserà di me cose molto simili.
Pertanto, aldilà di quelle che sono le simpatie o le antipatie, bisogna focalizzarsi sulle azioni in quanto, secondo me, non esistono il Bene e il Male e seppure esistessero non sono certo di essere stato assoldato dall’esercito dall’armatura scintillante.

Tutto questo per dire che se io giudico molto negativamente le azioni del nostro presidente del consiglio, non è perché lui pecca contro la volontà di YHWH, ma perché penso che mi danneggi personalmente nei miei interessi. Definita in questo modo la mia opposizione politica, essa perde ogni forma di nobiltà e si riconduce a quella ovvia quanto meschina difesa del mio “particulare”.
Una volta applicata a me questa considerazione, è semplice iterarla ad altri. Santoro, Benigni, Berlusconi, Verdini, Saviano, tutti a far parte per se stessi. I buoni e i cattivi non esistono. Esistono solo i complici e quelli che fanno parte delle bande avversarie.

Cercare di nobilitare la ricerca egoistica della propria pace, del benessere e del godimento individuale con i Grandi Ideali, la Lotta per la Giustizia, il Progresso dell’Uomo, è una forma di alterazione mentale di molto simile a quella della religione. Non a caso, i più grandi movimenti politici del secolo scorso, hanno mutuato dalla religione le regole inflessibili, l’amore per la cerimonia, la comunione della divisa e l’ecumenicità del messaggio (anche se per convincere i dubbiosi era necessario un apostolato a base di bombe).

Oggi, tutti sono convinti di aver ragione. Non esiste una buona televisione o una cattiva televisione, ma la televisione che dice le cose che vuoi sentire e quella che non le dice e magari fa vedere un culo perché non ha molto altro da dire.
Dire che non si è interessati a sapere perché qualcuno di faccia vedere quello che vogliamo sentire è lecito, ma un po’ stupido perché parte dal presupposto che qualcuno voglia il nostro bene, ami la giustizia, si preoccupi per noi al punto di sacrificare la trombata con una velina per illustrarci la tragica realtà dei precari di Pomigliano.
E’ lecito credere a questo, come è lecito credere alla santità di Padre Pio, al fatto che qualcuno possa guarire imponendo le mani o prevedere i numeri al lotto leggendo le carte. Chi vuole, si accomodi. per me, no grazie.
Analogamente è stupido giudicare sbagliato a prescindere quello che dice chi non condivide la nostra stessa Fede. Solo nelle guerre di religione le idee diventano proprietà degli schieramenti trasformandosi in Verità e Menzogna a seconda del punto di osservazione.

Quella della vita è una navigazione senza stelle fisse. Ci si muove un po’ a caso, guardando una bussola il cui ago fa salti pazzeschi ad ogni colpo delle onde. Intorno è buio e non è facile distinguere la debole luce di un faro dal lampo improvviso di un temporale lontano.
Si naviga soli, senza carte, senza amici che mandano sms, nel faticoso tentativo di raggiungere un approdo dal quale poter guardare finalmente il mare e riposarsi. Consci di non trovato poco o nulla, ma stanchi e fieri per aver lungamente cercato.

Buon vento a chi ci vuole provare. Buona nanna a tutti gli altri.

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una volta era uno in gamba

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