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Obbligata ad Abortire a 13 anni. Ma è Tutto Vero?

20 marzo, 2007 - 20:18 di  
Archiviato in Cronache Italiane




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E’ successo a Torino. Il quotidiano La Stampa riporta la vicenda il 17 febbraio e poi, con un articolo di approfondimento, anche il 18 febbraio.
In poche parole Valentina, 13 anni, pare sia stata obbligata ad abortire da medici, madre e tribunale e successivamente ricoverata per un tentativo di suicidio attuato per liberarsi dai sensi di colpa.
Quando ci sono di mezzo i bambini, perchè di una bambina si tratta, qualsiasi decisione diventa difficile da prendere. Valentina viene già da una situazione problematica: è stata adottata, ha vissuto la separazione dei genitori adottivi e con la madre (alla quale è stata affidata) ha un rapporto molto difficile, tanto da farla scappare di casa più di una volta.




In questo contesto è maturato un altro dramma: una gravidanza a soli 13 anni e il successivo aborto.
La situazione è complicata da qualsiasi angolo si decida di vederla: la bambina si ritrova suo malgrado ad affrontare un’altra “situazione di vita” traumatica, la madre deve cercare di prendere la decisione più giusta per tutti, i medici devono curare le sue ferite, sia fisiche che psicologiche.
Decidere di portare avanti una gravidanza a quell’età probabilmente è da incoscienti: non so se si possa essere maturi e consapevoli abbastanza da decidere di avere un bambino a 13 anni; bisogna pensare anche al futuro, non soltanto al presente ed essere responsabili per se stessi e per la nuova vita che arriva. Ovviamente ogni contesto è a se stante e qualcuno potrebbe anche sentirsi pronto ad affrontare tutto quello che ne consegue.
Io però credo che situazioni del genere, facile più a dirsi che a farsi, sarebbero da evitare a monte: la famiglia ha un ruolo primario ma non meno importanti sono la scuola e le istituzioni. Quello che spesso manca è il dialogo all’interno della famiglia perchè l’argomento sesso è ancora tabù; non si pensa che magari è meglio provare ma superare un certo imbarazzo piuttosto che poi affrontare traumi quali gravidanze indesiderate e aborto o peggio ancora malattie (e morte) causate dall’ignoranza.
Per quanto gli ormoni possano “impazzire” durante l’adolescenza, i ragazzi non sono stupidi: se si parla con loro di certe cose ne capiscono l’importanza.
Ci sono poi la scuola e le istituzioni: nella formazione, anche psicologica dei ragazzi, hanno un ruolo molto importante. Dedicare una parte dell’orario scolastico all’educazione sessuale, fatta in un certo modo e non all’acqua di rose, aiuterebbe senz’altro dei ragazzi confusi e alle prese con uno dei periodi più difficili della vita di ognuno ad acquisire informazioni importanti e maggiore consapevolezza di tante situazioni e rischi che potrebbero crearsi.
La cosa però che mi da più da pensare in riferimento a tutta questa vicenda e che trovo gravissima (ovviamente se dovesse rivelarsi veritiera) è la doppia versione dei fatti dovuta all’ “interessamento” di persone esterne. Il giorno prima pare che la bambina sia stata obbligata ad abortire, il giorno dopo sia i medici che hanno seguito l’evento sia il Magistrato hanno confermato la volontarietà dell’aborto e la non forzatura da parte di nessuno. Il primario del reparto di psichiatria sostiene che la ragazza non ha mai affermato di essere stata costretta; lei e la madre hanno fatto istanza al giudice tutelare per abortire senza chiedere il consenso del padre e il giudice ha autorizzato la ragazza a prendere la decisione in piena autonomia.
Allora quali sono i reali motivi che hanno scatenato la sua crisi psicologica?
E’ plausibile che qualcuno esterno alla famiglia sia intervenuto sulla già debilitata salute mentale di Valentina creandole ad arte dubbi e sensi di colpa convincendola di aver ammazzato qualcuno?
Mi auguro sia solo una montatura ma se tutto ciò fosse vero lo trovo molto grave: fare leva su una bambina che ha già subito dei traumi pesanti a soli 13 anni e strumentalizzare questa situazione solo per  rinnovare la polemica contro l’aborto da parte di movimenti pseudo pro-vita (chiamiamoli così) lo trovo aberrante!

Fonte: lastampa.it

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Comments

5 Risposte a “Obbligata ad Abortire a 13 anni. Ma è Tutto Vero?”
  1. miriam scrive:

    Ho letto e seguito anche io la vicenda, parlandone poi con un paio di amici, uno dei quali giudice del tribunale dei minori. Sulla umana doverosa necessità di rendersi disponibili a parlare di sesso & amore con gli adolescenti, non ci piove. Famiglia e scuola potrebbero essere interlocutori credibili solo se capaci, in quanto uomini e donne, di entrare in relazione, ascoltare e mettersi in gioco in modo autentico e genuino.

    Quanto all'aborto, l'amico giudice mi faceva osservare che se il desiderio della ragazzina fosse stato quello di portare avanti la gravidanza, sostenuta in questo anche dalla famiglia, la soluzione poteva risiedere nell'affidare il nascituro alla struttura sanitaria, consentendo poi l'avvio delle procedure di affido o adozione. Ovviamente nel rispetto pieno della privacy della mammina e del neonato.

    Alla fin fine, leggendo i giornali, sembra che una vicenda umana e delicatissima come questa si riduca solo ad un "pasticciaccio brutto" …

  2. MenteCritica scrive:

    Miriam, Spes.

    Sono cose veramente devastanti e io non sono un giudice obiettivo perchè quando ci sono di mezzo i bambini, quelli già nati e quelli che devono nascere, perdo la lucidità.

    So solo che ringrazio Dio di non essermi ancora trovato di fronte ad una situazione del genere. Avrei violato ogni legge ed ogni diritto per far nascere il bambino. La morte è irreversibile e secondo me abortire a quell'età e non poter più tornare indietro deve essere devastante.

  3. spes74 scrive:

    Sono sempre situazioni difficili quelle che coinvolgono i bambini e, come dice giustamente MC, sono cose devastanti.

    Neanche io sono favorevole a prescindere all'aborto ma ci sono casi in cui lo ritengo, per quanto difficile e sofferta, la scelta giusta.

    Forse in questo caso la scelta più giusta è quella proposta da miriam con la nascita del bambino e successivo affido ma con il sostegno della famiglia; una bambina non può affrontare tutto questo da sola.

    Quello che ritengo ancora più importante, anche se forse più difficile, è fare in modo che queste situazioni non si verifichino perchè qualsiasi scelta si decida di fare può avere effetti irreversibili…

  4. Jimmi scrive:

    Le cose sembrano un poco diverse da quello che La Stampa ha diffuso.

  5. spes74 scrive:

    Grazie per il link Jimmi, molto interessante e soprattutto chiaro.

    Ci fa capire ancora meglio come notizie del genere possano essere strumentalizzate molto facilmente.

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