Fatti non Pugnette 5


Esiste qualcosa in comune tra i due incidenti stradali di ieri, uno dei quali si è trasformato in una strage. Entrambi sono avvenuti a seguito di una collisione. Nel video relativo all’incidente di Bologna, è più che evidente che l’autista della cisterna dormiva o, peggio, era distratto. Ora che leggerete il seguito sappiate che parlo a ragion veduta. Nella mia carriera professionale da civile ho ingegnerizzato una serie di soluzioni per il mondo dell’Intelligent Transportation System. Tutte sfruttate all’estero che qui in Italia abbiamo altri cazzi da fare. Se non sapete di cosa sto parlando è perché qualcuno, in Italia, fa passare la sicurezza stradale come una questione di velocità e la mobilità integrata come un dibattito ideologico sulla TAV. Per cui, tutto sta a imporre limiti a cazzo di cane, a dispiegare autovelox, tutor, virgilius e pattuglie col radar per farli rispettare e a litigare sui media su una questione che dovrebbe essere decisa, in automatico, dai numeri.

Il problema è più complesso, ma molti di voi avranno già mollato la lettura perché è tempo di foto in bikini e qualcuno le dovrà pur fare e qualcun altro guardare. Per questo mi limito a qualche breve considerazione per gli sfigati che sono arrivati a leggere fino a qui.
Le auto a guida autonoma sono attrezzi complessi e costosi dalla vita tecnologica molto breve. Al momento servono solo a incentivare la ricerca su quelle che saranno le auto del futuro. Auto intelligenti, ricche di sensori che viaggeranno parlando tra loro continuamente in modo da prevenire gli incidenti e rendere il traffico più fluido.

Fino ad allora, la sensoristica che serve per avvisare di un’imminente collisione un tizio che si addormenta alla guida o che sta messaggiando su whatsapp, costa pochi euro. Non parlo di frenata automatica, parlo di un cazzo di cicalino che, almeno per i mezzi pesanti, per gli autobus e per chi trasporta sostanze pericolose, dovrebbe essere obbligatorio. E basta. Non ho altro da dire.


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5 commenti su “Fatti non Pugnette

  • silvio

    In Italia la sicurezza stradale è una questione di spessore e consistenza pari alla carta igienica.
    Non c’è la percezione, né da parte di chi dovrebbe amministrarla perché ha le leve del comando della nazione o del comune né da parte di chi dovrebbe applicarla perché ha in mano un volante o un manubrio, che tremila e passa morti l’anno sono i numeri di una guerra alimentata dall’inciviltà, dall’imperizia, dall’ignoranza, dall’indifferenza e, ovviamente, dalla pessima gestione della cosa pubblica. Come hai scritto tu, in Italia abbiamo altri cazzi da fare, ad esempio comprare la maglietta della nota squadra di pallone con il nome del noto giocatore… magari parcheggiando alla brutta vacca per poi fare ricorso contro la multa per sosta irregolare.
    I sensori andrebbero ficcati nelle scatole craniche dei guidatori per verificare se il cervello è presente, acceso e funzionante.

  • barbara

    Ecco, al tizio che mi ha centrata sulle righe senza neanche toccare i freni perché non mi aveva neppure vista (era mezzogiorno, e lui non era vicinissimo quando ho cominciato ad attraversare) un aggeggino di quel genere infilato nel cranio sarebbe stato utile. Cioè, sarebbe stato utile a me, più che altro.