Farewell


Oggi la strada lungo il mare è spazzata dal vento africano. Quello caldo ed appiccicoso che solleva nuvole di polvere rossa. Quella polvere rossa del deserto che sembra tanto lontano e che invece quasi si intravede al di là di un mare che unisce più che separare.

Anche il cielo  ha colore rossastro e disegna una cupa minaccia di pioggia nell’aria che sa di metallo. Vivere in una città di mare è un continuo atto di devozione alla forza della natura, alla sua devastante potenza ed al genio che trova i suoi colori su una tavolozza infinita.

Ora che siamo sulla soglia della notte, quella notte severa e senza stelle oltre la quale ti sei già avviato, io vorrei avere qualcosa di giusto da dire o qualcosa di bello da scrivere. Invece sto qui a guardare la tua fotografia senza sapere cosa fare.
Avrei voluto dirti grazie. Non l’ho fatto. Non l’ho fatto.


Informazioni su Comandante Nebbia

Sono stato un uomo mediocre. Ho avuto mille paure segrete e le ho tenute nascoste sotto una coltre di ruvida violenza. Ho camminato a caso e qualche volta mi sono fermato quando non dovevo. Ho muti rimpianti, una rabbiosa rassegnazione e vivo di severi silenzi. Ho amato i pigri pomeriggi d’estate, le stanze ombrose con gli scuri abbassati e i giorni cupi dell’inverno più freddo, quando il cielo grigio minacciava pioggia e i primi lampi squarciavano l’orizzonte.