Fare i Difensori della Vita con l’Utero degli Altri

Francamente mi sono rotta i coglioni che si metta ancora in discussione la legalizzazione dell’aborto e mi scuso se li romperò anche a voi riproponendo tutto il vecchio e trito armamentario del femminismo più classico, con i concetti che si pensava fossero stati ormai masticati ed assimilati dal delicato stomaco degli uomini del terzo millennio.
Evidentemente però così non è, siamo ancora costrette a ribadire il concetto e come si fa di solito con chi si dimostra di coccio, bisogna parlare il più chiaro possibile.

Per riassumere, qui non è in gioco solo l’aborto ma anche il controllo della fertilità e il diritto alla sessualità scissa dalla procreazione. Tre cose che ancora oggi, mi dispiace dirlo, agli uomini non va giù che vengano gestite dalle donne, per questo si agitano tanto. Eppure, che piaccia o no agli atei devoti e alle dame in cilicio, la decisione spetta solo alle donne, perché sono loro che ci mettono la carne viva.

Terrò l’aborto per ultimo perché è l’argomento di attualità e dirò la mia sulle moratorie e sulle smanie per la gravidanza di tanti neopaladini della Vita. Me li cucinerò per ultimi con mucho gusto.

Il controllo della fertilità. Per millenni alle donne non è stato concesso di decidere se e quando procreare. Ogni atto sessuale in età fertile poteva significare rimanere incinte.
Che si fosse portate per la maternità o no, che si fosse sposate o no, che si avessero già dieci figli o fosse il primo. Che si avesse semplicemente voglia di avere un figlio o no. Per gli uomini vedere le proprie mogli con la pancia enorme era il segno inequivocabile della loro virilità da mostrare con orgoglio alla comunità.
Le mogli sterili erano ripudiate e gettate nell’immondizia. Pensate a quanti esempi vi sono nella Bibbia, vero raccoglitore di ossessioni erettili maschili. Perché il segaiolo Onan è bistrattato? Perché osa gettare il seme a terra invece di usarlo per ingravidare qualche sfinzia.

Non importa se, gravidanza dopo gravidanza, le mogli sfiorivano e magari morivano. Fino a quando un brillante medico di Vienna, il dottor Semmelweiss, nel 1847 non ebbe l’idea di far lavare le mani a quegli zozzoni che aiutavano le partorienti, le donne morivano come mosche di febbre puerperale.
Allora erano le infezioni e le emorragie ad uccidere le donne ma ancora oggi le gravidanze possono slatentizzare forme tumorali e malattie autoimmuni. Un embrione che si impianta nell’utero scatena una vera e propria guerra immunitaria nel corpo della madre, soprattutto se è maschio. Su 100 ovuli fecondati solo 40 in percentuale arrivano a diventare embrioni. Da una cellula uovo fecondata può venir fuori un bambino, due bambini, un tumore o nulla. La natura prevede un grandissimo scarto, se ne fotte degli embrioni che non riusciranno a sopravvivere e che saranno abortiti spontaneamente.
Ci mettiamo a contare nel Libro Nero del Femminismo anche i miliardi di cellule uovo che sono state fritte e strapazzate per strada, mentre erano ancora dalle parti di Falloppio?

Da quando sono stati inventati i metodi di controllo delle nascite (perché anche gli uomini ad un certo punto si scocciano di avere sempre dei mocciosi tra le palle) le donne hanno scoperto come evitare di fare figli a ripetizione come le mitraglie e, magari, hanno anche riscoperto il gusto di volere dei figli, di desiderarli veramente.
Il fatto che i metodi anticoncezionali siano tanto invisi al Potere clericale e non solo, diciamo al Potere tout-court, dimostra che ciò che dà fastidio è proprio il fatto che a controllare la procreazione sia la donna.

Perché allora non una pillola per l’uomo e far gestire a lui la faccenda?
Figuratevi, sono disposti a rischiare l’infarto e a schiattare con l’uccello di fuori riempiendosi di Viagra, ma il pillolo no, sono decenni che se ne parla ma nessuno mai glielo farà prendere, a meno di tingerlo di blu e dir loro che glielo farà star dritto per un mese.
Senza contare che è troppo bello gestire una cosa come la gravidanza con una sboratina e basta. A lei madame le nausee, le emorroidi, le vene varicose, la depressione.
Si, lo so che ci sono uomini che hanno il travaglio assieme alle compagne, che soffrono assieme a loro. Ai tempi del dottor Charcot si sarebbe chiamata crisi isterica.

Non fraintendetemi, io non nego che l’uomo abbia un forte desiderio di paternità. Sono sicura che certi padri siano migliori di certe madri. Non ho dubbi che dover rinunciare ad un figlio sia un trauma anche per un uomo che quel figlio lo voleva.
Però ho qualche dubbio che un uomo possa mai capire veramente cosa significa sentirsi crescere qualcun altro dentro. Ho come il sentore che se a partorire fossero i maschi la specie si sarebbe già estinta da un pezzo. Già i dolori mestruali li ucciderebbero.
Ci sono cose che solo le donne possono capire e altre che possono comprendere solo gli uomini. E’ il bello della diversità. Loro pensano di sapere cosa sia la gravidanza ma è come se noi donne pretendessimo di sapere come si gode a stuprare in dieci una vittima di guerra. Impossibile.

La sessualità scissa dalla procreazione. Per quanto tempo le donne hanno scopato con l’ansia di dover ricominciare di nuovo con una gravidanza? Sarà un caso ma da quando c’è la pillola si parla meno di frigidità. Guardate le pubblicità che vi arrivano per email e che dimostrano l’ossessione del maschio per la grandezza del pene. Dev’essere grosso perché LEI deve godere. Quindi è importante. Se servisse solo per la procreazione anche un cazzettino andrebbe bene. No, oggi è diventato fondamentale il piacere femminile. Molti uomini se ne fanno un vanto di essere scopatori che fanno urlare le donne in senso buono.
Chi è contro la contraccezione quindi, oltre a temere il controllo della fertilità da parte della donna ha paura del piacere femminile, del senso di libertà che può dare?

Pensiamo che vi sono realtà, in molti paesi africani, dove il piacere alle donne viene negato nel modo più orribile che si possa pensare, con l’escissione del clitoride. In alcuni casi la vagina viene addirittura chiusa con una rudimentale sutura e lasciato un piccolo foro per l’uscita del sangue mestruale. L’atto sessuale diventa una tortura e il parto un trauma ancora maggiore. Per non parlare del rischio di contrarre malattie, centuplicato dal fatto che l’atto sessuale provoca traumatismo e contatto di sangue e sperma. Chissà perché ci si meraviglia del fatto che l’AIDS sia così diffuso in Africa e perché non si punta il dito contro la mutilazione genitale femminile che è il principale motivo di contagio. Perché della salute fisica e mentale delle donne africane non gliene frega un cazzo a nessuno.
Vorrebbe il signor Ferrara che si preoccupa tanto dei milioni di innocenti che non possono scegliere, chiedere una moratoria per i milioni di clitoridi che vengono tagliati ogni anno in Africa?

L’aborto. Chiunque dica che si abortisce alla leggera come metodo anticoncezionale semplicemente non sa di che cazzo sta parlando. Sono soprattutto gli uomini che se ne escono con ‘sta stronzata.
Abortire, anche in ospedale, significa sottoporsi ad un intervento, non privo di rischi come tutte le manovre chirurgiche. Si può rischiare di morire di setticemia anche nel 2000. Non è raro, nell’attesa, essere trattate come delle merde e infastidite da difensori degli embrioni che ti riempiono di sensi di colpa fregandosene della tua salute mentale.

Prima della legge 194 si abortiva in casa o negli studi medici dei cucchiai d’oro, illustri specialisti che si facevano pagare bene per liberare le donne dal loro problema. I medici obiettori sono venuti fuori dopo.
Si abortiva da sole. L’uomo, se era proprio generoso, ti pagava il cucchiaio. Non potevi gridare se no potevano sentirti e finivi in galera. Per le donne ricche c’era il cucchiaio e qualche speranza di disinfezione. Per le donne povere il sapone da bucato e il clistere o il ferro da calza, in silenzio nella cucina della mammana. Volete vedere come funzionava? Guardate due film, “Un affare di donne” di Claude Chabrol e “Vera Drake” di Mike Leigh. Le immagini valgono più di tante parole.

Comunque avvenisse o avvenga tuttora, l’aborto resta un trauma. L’aborto segna la psiche della donna con un lacerante ed eterno senso di colpa. Il figlio di cui ti sei liberata, magari perché l’uomo se n’è lavato le mani o ti ha costretta a farlo perché lo sappiamo, o cazzo nun vo’ penzieri, è sempre il figlio che avresti amato di più. Questo per dire che l’aborto è una violenza anche per la donna e chi non lo capisce farebbe meglio a tornare a parlare di calcio, fighe e motori.
L’unico modo per liberarsi della piaga dell’aborto è rendere la procreazione pienamente responsabile, difendendo anche il diritto a non procreare se non ci si sente pronti o adatti per farlo.

Io non ce l’ho con la Vita, contesto il fatto che si dia per scontato che la maternità è sempre un dono. Non lo è perché la donna non è la vacca o la gatta, non è dotata di senso materno in automatico e per istinto. Ci sono donne che non vogliono figli e allora? Dovrebbero chiudersi in clausura e rinunciare al sesso?
Perché si continua ad opporsi ai metodi anticoncezionali che sono l’unico modo per non giungere alla pratica dell’aborto?
Perché siamo ancora una società sessista e sessuofobica legata al vecchio fatto biblico del patriarca che si scopa anche le serve per avere più figli possibile.

Coloro che parlano di sessualità generale non sono sessuologi o psicologi ma persone che hanno fatto voto di castità, come minimo, oppure che si martoriano le carni con strumenti medievali di tortura.
Chi parla di moralità è quello che pensa di cavarsela con una preghierina per aver abusato sessualmente di bambini. Coloro che parlano di difesa della Vita e si flagellano per difendere l’embrione sono quelli che difendono le guerre di religione e segretamente vorrebbero abortire gli islamici.
Se gli si chiede se sono disposti a difendere allo stesso tempo il diritto di uomini omosessuali e donne lesbiche ad avere figli rispondono no, perché loro vogliono gestire la procreazione come cazzo pare a loro. Perché si riempiono la bocca di cose che non conoscono ma dire che difendono la Vita fa così fico e li fa sentire più buoni anche se non è più Natale.
Anche i più moderati, quelli che sembrano difendere i diritti delle donne ad essere padrone del proprio corpo dicono che “il Paese non è pronto per un’altra lacerazione“. Mi chiedo cosa renderebbe pronto il Paese, il ritorno dall’oltretomba di Torquemada?

Difendono talmente la Vita questi filoembrionisti che non chiedono nemmeno la moratoria sulla guerra, per esempio, che di vite ne falcia a milioni. Non propongono una moratoria sulle armi convenzionali e non convenzionali, sulle mine antiuomo, sul Napalm-2 al fosforo bianco.
Non si preoccupano delle conseguenze delle nuove armi sulle popolazioni civili che colpiscono in nome delle loro maledette guerre di potere e non si vergognano di accompagnarsi ideologicamente e politicamente a personaggi che delle vite delle persone che hanno la sfortuna di passare sotto i loro B52 hanno la seguente opinione:

Lesley Stahl, giornalista, sulle sanzioni all’Iraq: “Abbiamo saputo che mezzo milione di bambini sono morti a seguito delle sanzioni. Voglio dire, sono più di quelli morti ad Hiroshima. Non pensa che il prezzo sia stato troppo alto? ”
Il segretario di Stato Madeleine Albright: “Io penso che sia stata una scelta difficile, ma noi pensiamo che ne sia valsa la pena.” I think this is a very hard choice, but the price–we think the price is worth it. (Intervista a “60 Minutes”, 12 maggio 1996)

Vi propongo un link sui danni da uranio impoverito ma vi avverto, contiene immagini molto forti e non adatte a persone impressionabili di bambini nati con deformità gravissime in Iraq negli ultimi decenni. Se non ve la sentite non le guardate ma se lo farete chiedetevi se non è leggermente osceno cantare la litania dei milioni di embrioni innocenti e ignorare volontariamente la tragedia di questi innocenti.
(Qui il link, a vostra discrezione).

L’immagine che illustra questo articolo è tratta dal mio vecchio libro di biologia e mostra come gli embrioni di molte specie siano straordinariamente simili nel primo stadio di sviluppo.

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Lameduck Stampa questo Articolo Stampa questo Articolo

Tu l’hai detto: “…tutto il vecchio e trito armamentario del femminismo più classico…”
Per la seconda parte invece (guerra, ecc.) sono pienamente d’accordo, tant’è che nel mio pezzo (linkato) ne facevo cenno anch’io.
Grazie, comunque.

Ho poche cose da dire:

Questo pezzo non mi piace. Ho ammirazione e rispetto per la persona che lo ha scritto, ma, secondo me, è un incidente di percorso. E’ solo la mia opinione e prendetela per quello che vale.

Ritengo metodologicamente scorretto e retoricamente rozzo imporre il silenzio agli uomini ridicolizzandoli e classificandoli in blocco come scopatori, utilizzatori di viagra e fanatici del pene grosso. Sono uomo, non ritengo di appartenere alle categorie citate e mi ritengo in diritto di esporre le mie opinioni. Chi dice il contrario fa sessismo e ritengo il sessismo più sgradevole del razzismo perché più stupido (se fosse possibile). Se il quadro maschile descritto non fosse così palesemente caricaturale e ovvio ci sarebbe da offendersi. Per fortuna che, alla fine, risulta solo un po’ ridicolo.

In un precedente commento, l’autrice afferma di essere contraria all’aborto come metodo anticoncezionale. Allora non capisco tutta la tirata sulla sessualità scissa dalla riproduzione collegata all’aborto. Non c’è un nesso logico. Ribadire un concetto così elementare mi sembra superfluo e anche un tantino populista.

Non riesco, e parlo dal punto di vista scientifico, cosa si voglia intendere quando si mette in evidenza che l’embrione umano somiglia a quello di una scimmietta, di un pesce, di una tartaruga o di un porcellino. Il trattamento speciale di cui gode la specie umana nella nostra società, non ha motivazioni biologiche. Ci ha già pensato Darwin a darci la sveglia da questo punto di vista. Una maialino ed un bambino hanno grandi affinità biologiche, ma nessuno si sogna di mandare un maialino all’asilo e di arrostire un bambino alla brace.

Non capisco e mi sembra metodologicamente scorretto dire che non si deve parlare di una cosa perché ce ne sono altre più gravi. Il benaltrismo è il sistema utilizzato dal potere per ridicolizzare e annullare le istanze scomode. Ogni volta che si parla di qualcosa ce ne è sempre un’altra più grave. Quello che non ho capito è chi stabilisce la classifica, secondo quali criteri e perché si dovrebbe accettare la classifica imposta dalla controparte. E’ come dire che chi fa il dentista è un egoista perché le malattie del cuore sono più gravi.

L’intero pezzo mi sembra scritto più per cercare generico consenso conoscendo anticipatamente l’opinione dei lettori, che per discutere intorno ad un argomento difficile e profondo. Personalmente ho dato un nome al fenomeno: sindrome da OKNO. Peccato.

sono pienamente d’accordo e linkerò il tuo articolo
per le questioni che hai sollevato prudono le ovaie anche a me ;)

Io sono uomo, a volte sorrido delle generalizzazioni femministe sull’uomo, il pene grosso, lo scopatore biblico etc. etc. (non che siano inesatte!) ma sono totalmente d’accordo con l’articolo.

In primo luogo perchè è chiaro che su questo sito si stia facendo una riflessione che accompagna “criticamente” quella della revisione della legge sull’aborto, che accompagna la campagna profondamente insensata se non insulsa!

Il benaltrismo denunciato da MC mi sembra a volte organico a volte no! Questa è una di quelle volte in cui il benaltrismo riesce a far comprendere le dinamiche della riflessione:
per questo concordo pienamente sull’ipocrisia di quanti si appellano alla Vita, si riempono la bocca di Vita e poi appoggiano la guerra in Iraq (a chi farò mai riferimento?)
Sarò malato anch’io di benaltrismo!

Perchè la morale dissidia e divide così gli animi di tutti solamente riguardo la vita prima della Vita? Perchè il rispetto della Vita in quanto già Vita che vive non dilania ugualmente gli animi dei paladini dell’embrione?

Un bell’articolo! Forte e diretto! Non pensavo di poter concordare così tanto con tematiche così sfacciatamente femministe! ;-)

Bell’articolo. Forse un pò troppe generalizzazioni sulla natura maschile, non tutti rientrano in quelle categorie di scopatori entusiasti.

Per il resto…cosa dire, sono d’accordo, io non sarei riuscita ad esprimere il pensiero in modo così chiaro e diretto (motivo per cui non ho mai scritto un articolo per questo sito :))
“Perché si continua ad opporsi ai metodi anticoncezionali che sono l’unico modo per non giungere alla pratica dell’aborto?” Perchè è la mentalità cattolica, che non accetta che le persone vivano il sesso in modo libero e sincero, e preferisce dare mille regole e costrizioni che fanno sentire la donna “sporca” e “impura” quando non è più vergine. Così il sesso è vissuto di nascosto e vergognandosi, cosa che non porta bene a nessuno. I voti di castità degli ecclesiastici dimostrano ciò: invece di dar loro il permesso di sposarsi, così che possano costruire una famiglia nell’amore di Dio, educare i loro figli alla religione (ripeto frasi che ai cardinali piace tanto propagandare per gli altri), si chiudono tutti i boccaporti, e così abbiamo sesso di nascosto (qui anni fa c’era un prete che ti dava lavoro in fabbrica se avevi una moglie/fidanzata che ci stava), pedofilia, figli illeggittimi e quant’altro.

“Sono soprattutto gli uomini che se ne escono con ‘sta stronzata.” In effetti non capisco perchè siano quasi sempre loro ad uscirsene con polemiche e dibattiti. Va bene la paternità e tutto, ma è come se noi donne organizzassimo un convegno sul tema “Cosa prova un uomo quando fa sesso” o una cosa del genere. Che ne sappiamo noi? Non dico che un uomo non possa avere una una sua opinione sull’argomento, ma dato che l’aborto non riguarda certo loro finiscono per dare solo opinioni personali in modo speculativo, non avendo modo di sperimentare sulla loro pelle. Che senso ha?

Personalmente sono contrario ad ogni divieto quindi non mi dilungo sul problema in sè; la 194 esiste e va difesa magari si possono pensare nuove e/o migliori alternative ma non cambia il concetto di fondo.

Quello che invece ritengo sia da notare è la /sagacia politica/ del Giulianone Suo che sebbene favorevole alla moratoria o all’abolizione della 194, aveva come obiettivo primo quello di creare scompiglio nell’area immediatamente a sinistra a quella a cui si riferisce (o di cui è servo, a piacere) dove questo genere di argomenti, per la grande diversità intrinseca, può creare terremoti con effetti imprevedibili.

L’obiettivo *primario* di questa sua campagna non era la 194 nè le donne, ma il travaso di deputati da un’area all’altra o, per meglio dire: Veltroni Walter.

E mi pare che ci sia riuscito.

Chapeau.

@ mc

Tirando in ballo la guerra e i poveri bambini nati malati e deformi grazie alle armi del nostro benedetto progresso tecnologico, non intendevo épater les bourgeois, volevo solo ricordare a Ferrara e soci una cosa che si chiama coerenza. Se si è contro l’aborto si deve allora essere contro la guerra. Non si può, come fa il card. Bertone, dire che la Condoleezza Rice è sorretta nella sua missione dagli angeli ed essere allo stesso tempo contro l’aborto. Io la chiamo ipocrisia.

Caro mc, ci hai dato la tua interpretazione dell’articolo, molto personale e forse viziata da un travisamento delle sue intenzioni.
Cadere nel tranello di pensare che fosse un attacco al genere maschile non mi sembra da te.
Comunque non mi preoccupo, non si può mica piacere sempre a tutti e se si parla di cose sgradevoli è normale diventare sgradevoli a nostra volta.

Non posso mettermi a rispiegare tutto l’articolo. Forse basta passare in iperbole mode e rileggerlo tenendo presente che è stato scritto pensando agli scritti di Ferrara e alla faccia di Ruini.

oddio lame!
ora è tutto più chiaro :mrgreen:

anche la riflessione di cosimo non è affatto male

Dato per scontato che certi eccessi sono in parte frutto della rabbia (giustissima) per le stronzate che circolano e in parte (forse) di una certa ironia, sono assolutamente d’accordo con il quadro che è stato fatto.
Non mi offendo per le generalizzazioni; è chiaro che il tutto si riferisce ad un certo tipo di maschio (peraltro molto diffuso) e ognuno di noi sa che tipo di maschio è, senza bisogno di sbandierarlo ai 4 20.
Piuttosto vorrei sottolineare, ma l’hai detto tu stessa, che il controllo della fertilità e il diritto alla sessualità scissa dalla procreazione non sono prerogativa esclusivamente femminile: riguarda in egual misura anche noi.
Brava.

A me piace molto, l’articolo di Lame, dissento da Cosimo solo perchè, secondo me, a Ferrara quelle cose sono state messe in bocca.
Non perchè lui non sarebbe capace di pensarle, ma perchè subito dopo l’intervento di Ferrara, c’è stato un lento susseguirsi di commenti e variazioni sul tema da parte di Ruini, Bertone, papa, giornaletti di parrocchia, molti dei quali nel giro di meno di 24 h.

Ma come ti permetti Lameduck?
Come ti permetti di dire ai maschietti che tutto sta nel cavallo dei calzoni? Ipotizzare, poi, che anche un pisello piccolo piccolo… No Lameduck, non ci siamo. Le parole corrette sono: «È innato, nella donna, il senso di maternità. Dunque questa Società (il Sistema) deve darle l’opportunità di figliare a mitraglia. Ma quale diritto univoco all’aborto!? Non è umanamente possibile che una donna non voglia figli – è insito nella “femminilità”.»

Signori miei, volete figli a ogni costo? Bene, sostenete la campagna per l’adozione da parte dei single. Maschi single. Vi appoggeremo.

wow quest’articolo è veramente una martellata in faccia a tutti quei signori ipocriti che dalle TV e dai giornali ci sparano letame addosso.
Io sono uomo, ma non potrei mai imporre la mia volontà se la mia donna decidesse di abortire, o viceversa costringerla a farlo; in entrambi i casi la donna soffre (psicologicamente e fisicamente) un dolore di diversi ordini superiore a quello dell’uomo, non siamo alla pari nel processo di procreazione (dopo la nascita invece è un altro paio di maniche secondo me).
Curioso che la chiesa si batta così tanto per dei feti a cui poi chiude le porte del paradiso.

Vai così sorella, spero che le tue parole di fuoco mandino in fumo i progetti reazionari di soggetti anche troppo ben identificati

@marco il buono:

beh credo che tutti quelli che tu citi (e tutti quelli che io cito implicitamente) abbiano lo stesso obiettivo anche se con motivazioni diverse.

Ferrara è l’alfiere di una strategia ben più ampia, ma credo che lui ne sia ben più che cosciente (se non addirittura l’ispiratore).

Scusate l’ennesimo commento lungo (in futuro mi imporro` un codice di autoregolamentazione) che suddivido in 3 parti.

Parte 1
——
Capisco la sviolinata fatta usando “quasi” tutta la scala musicale (quando LD si impegna devo dire che e` proprio brava nel suo genere e spesso dire brava e` poco) e rispetto il punto di vista, pero` ribadisco che proprio perche` i maschietti non contano nulla in queste situazioni (d’altronde non solo in quelle), potrebbe essere utile una riflessione di carattere piu` generale che coinvolgesse anche loro e li facesse riflettere preventivamente perche` si sa che nei momenti topici certe riflessioni non si fanno proprio.

C’e` un lievissimo pregiudizio sul fatto che una qualsiasi discussione possa condurre a un peggioramento della situazione e/o alla perdita di diritti acquisiti, perche` gli uomini sono contro le donne.

Fermo restando che questo non e` vero (almeno a livello generale), la maturita` di un popolo si misura anche in situazioni come quella in oggetto.

Si, sappiamo che ci sono centinaia o migliaia di altre situazioni molto piu` gravi e urgenti, che necessitano della nostra attenzione,
ma per ora gran parte delle situazioni nominate, stanno all’estero e francamente, pur esprimendo tutta la nostra disapprovazione per certi comportamenti piu` o meno criminali e pur cercando di limitare i danni sia presenti che futuri fatti da coloro che li compiono, non possiamo impazzire indistintamente dietro a ogni cosa che accade nel piu` remoto angolo del mondo senza fare nulla per quello che ci accade in casa (cio` non toglie che qualcosa in piu` si potrebbe fare, es. chiedendo al governo italiano degli atteggiamenti piu` chiari e diretti di fronte a certe situazioni, es. sull’uso delle armi all’uranio impoverito, ecc.).

In questo contesto, dato che e` stata nominata l’infibulazione, ricordo che nel 2006 e` stata emanata anche in Italia una legge che la proibisce (a scanso di equivoci con i nuovi arrivati).

Parte 2
—–
Per quanto riguarda il caso Ferrara e la connessione con la moratoria sull’aborto penso quanto segue.

E` probabile che Ferrara si sia consultato con qualcuno prima di avviare la proposta (anche se l’idea potrebbe essere stata tutta sua), d’altronde prestarsi alle cause e` il suo mestiere e non per nulla e` direttore, ma i due argomenti “aborto” e “probabile faccia di bronzo di Ferrara” sono nettamente distinti.

Il fatto di aver avuto una reazione indistinta attaccando Ferrara solo per aver proposto una riflessione su un simile argomento, come se quell’argomento fosse non discutibile, ha fatto perdere un’occasione per dei leciti e doverosi distinguo fra la sua discutibilissima coerenza (e non solo sua) e l’argomento proposto (probabilmente usato come paravento).

In questo modo ci si e` fiondati nel trappolone architettato dopo le trionfalistiche affermazioni sulla moratoria per la pena di morte e la figura barbina di Luttazzi e LA7 (che ha nominato gli innominabili in modo poco piacevole).

Il trappolone consiste nell’equazione fatta dalle masse: se la proposta di discussione e` buona / ragionevole allora anche chi fa la proposta e` buono / ragionevole / obiettivo.

A me questa equazione non e` mai sorta neanche per un millisecondo nel mio cervello, quindi se si voleva rompere tale equazione lo si doveva fare in modo piu` diretto e argomentato senza mescolare il tutto “parlando alla nuora affinche` la suocera intenda”; credo che Biagi avrebbe tentato di fare cosi`.

A parte questo, a un cardinale con un QI di 180 basta meno di 1 secondo per capire che una proposta come quella di Ferrara e` da prendere al volo, le restanti 23 ore e 59 minuti sono dovute ai tempi tecnici di approvazione e attuazione dell’aggancio.

Parte 3
——
Devo dire che le opinioni / reazioni dei politici non sono sempre di alto livello, prendiamo ad esempio le dichiarazioni della Turco:

http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/legge-194/turco-pareri/turco-pareri.html


Grazie alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, sempre secondo il ministro, “non solo e’ stata abolita la pratica indegna degli aborti clandestini, ma si sono avviate tutte quelle iniziative di supporto e sensibilizzazione ad una maternità consapevole e responsabile”.

Non sapevo che gli aborti clandestini fossero stati aboliti, le stime indicano ancora in 30.000 - 40.000 all’anno il loro numero; sarebbe stato piu` corretto dire che la legge 194 offre un approccio legale all’aborto (nei casi previsti) e ha reso illegali certe pratiche usuali negli aborti clandestini.

In ogni caso, anche solo con l’introduzione della RU-486, qualche indicazione in piu` nella 194 o in qualche decreto legislativo/attuativo ad hoc, potrebbe essere utile.

Infine e` arrivato anche l’ipse dixit di Veltroni e a questo punto l’equazione fra proposta degna di nota e proponente meritevole, e` una realta`, complimenti:

http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_08/veltroni_aborto_dialogo_non_spaventa_79d85c70-bdfe-11dc-8e86-0003ba99c667.shtml

@ cosimo
io non attribuirei a Ferrara un eccessivo machiavellismo. Più che compositore lo vedo un buon esecutore. Anzi, un juke-box.

Mi pare che il letame quì si sprechi… nel post, ma un po’ ovunque. Il discorso è davvero degenerato… (non dire MC che non ti avevo messo in guardia…), si pensava che trent’anni “portassero consiglio”, invece qualcuno si è arrugginito con le sfilate del 68 ed è rimasto li… peccato.

Signori miei, volete figli a ogni costo? Bene, sostenete la campagna per l’adozione da parte dei single. Maschi single. Vi appoggeremo.

Magari! Io sono favorevole…

Ma scusate, esiste una legge che non permette di usare anticoncezionali? Si parla di aborto si o aborto no e nessuno si preoccupa del perchè ci si arriva. Sinceramente l’articolo lo trovo illogico. Mi spiego:
1. si parla che le donne soffrono ad abortire. Ma le donne hanno un cervello e due gambe per andare dal ginecologo e trovare una pillola! non serve che ce la porti colui con chi vorrà andare a letto!
2. si lamenta del pillolo. Ad oggi non è sicuro il funzionamento, nè è sicuro che a fine “cura” il seme torni alla normalità. E comunque sia…funzioni o no…se una donna trova un uomo che non lo vuol usare è libera di scegliere, nessuno la incatena a gambe divaricate. Sa chi ha davanti, ne prende atto, SCEGLIE. La scelta è espressione di una VOLONTA’. E’ ragionata. Se vuol a tutti i costi andare sotto le lenzuola con quell’uomo ma non aver figli prenderà lei le sue precauzioni, altrimenti dice all’uomo “arrivederci e grazie”.
3. Si lamenta dei problemi della donna che nell’atto sessuale coincide l’atto riprocreativo. Allora? Possiamo forse cambiare la natura? Vogliamo lamentarci del fatto che dobbiamo respirare ossigeno per vivere e non per dire idrogeno che ce ne è in abbondanza? Che discorsi sono! Siamo così punto e basta. Sia per l’uomo che per la donna l’atto sessuale comporta la riprocreazione. A noi piace vedere l’atto sessuale scisso dalla riprocreazione ma la nostra biologia non lo permette. Rifatevela col destino…ma così è!

Poi tanti bei discorsi sui bambini di altri paesi…insomma! Donne, siete esseri con cervello! PILLOLA! o quel che più desiderate! Perchè se andate a letto con uno e rimanete in gravidanza…la colpa non è solo dell’uomo! Cioè…come dire…se non volevate figli e avete fatto all’amore senza precauzioni…siete solo fesse.

Ah dimenticavo: il numero di aborti praticati oggi sinceramente non ci credo che siano frutto di contraccettivi mal funzionanti. Sono troppi. E allora è morale che uno si ribelli con la 194, perchè di fatto una vita con l’aborto si uccide. Quantomeno riducuamo al minimo possibile l’evento.

Un aborto per violenza subita lo comprendo, un aborto per malattie del feto o della madre pure, per malformazioni…e son convinto che ne esistono molti altri motivi validi. Ma se nel 2006 ci son stati oltre 130mila aborti dichiarati e sottolineo dichiarati perchè son convinto che saranno molti di più! Credo che questo numero dovrebbe far riflettere. E’ l’equivalente di una città come Parma! Mi domando: è mai possibile che avvengano così tanti abusi sessuali? 130mila donne italiane l’anno? Oltre 350 donne al giorno violentate? sinceramente mi sembra strano. E’ vero che l’Italia è il paese dell’omertà ma cavolo! Il tutto inoltre va paragonato al numero delle nascite totali annue: 560mila. Gli aborti sono circa il 23% delle nascite. Il 23% è una percentuale altissima, quasi un quarto!
Non mi si venga a dire inoltre che son aborti di bambini malformati o malati, è assurdo. Vorrebbe dire che nel passato in cui tutto era più complicato avremmo dovuto vedere per le strade una marea di esseri umani con handicap vari, mentre così non è mai stato anche all’epoca dei nostri genitori o prima in cui uno vedeva per la prima volta il nascituro solo al parto e solo allora uno capiva se aveva handicap!
Io son convinto che si tratta in buona percentuale di leggerezza. Io non sono il cattolico clericale che vede il malefico e il segno di lucifero nel gesto sessuale. Sono per la libertà di espressione, vedo nell’atto sesuale un semplice modo di esprimersi come altri e anzi un elemento fondamentale per la coppia. Non concepisco l’ideologia che la donna non abbia voglie sessuali, non concepisco che l’idea che se la donna ha desideri significa che è poco di buono…ma non concepisco neppure che uno agisca con così forte superficialità. Siamo esseri umani e come tali dobbiamo saper gestire anche il nostro corpo e i nostri desideri. Trovo che sia incivile e immorale abortire a seguito di negligenza nel prender precauzioni. Perchè una cifra così elevata sinceramente da fortemente adito a pensare che così stiano le cose. E trovo un femminismo ipocrita quello della di sancire il diritto all’aborto sfregandosene di quello che accade, ossia dei numeri sopra esposti e della natura degli aborti. Trovo anche stupido quando sento dire che ci sono donne che son rimaste in stato di gravidanza e poi scoprono che il compagno non vuole il figlio. Verrebbe da dire: ma quando trovate un uomo, lo conoscete un po’ prima di andare a farci del sesso? Usate la materia grigia? Lo so che forse son duro, ma è forse giusto giustificare una donna che prima va con un uomo, non usa sufficienti precauzioni e poi abortisce? Si sa che con un atto sessuale non protetto il rischio di rimanere in stato interessante c’è! Si sa che le cicogne non esistono! E allora? Forse le donne sono così ipnotizzabili dall’uomo orco cattivo? Per carità, anche l’uomo ha le sue colpe, ma anche la donna. E abortire così è ingiusto.

scusate l’italiano scorretto ma scrivo in piccole pause lavorative

Trovo che sia incivile e immorale abortire a seguito di negligenza nel prender precauzioni.
Abortire così non è ingusto, Alex, è illecito. Un reato, per capirci.

Solo una previa applicazione corretta della 194 può precedere ogni discorso sulla sua modifica.
A cominciare da quello che riguarda l’educazione sessuale degli adolescenti di oggi; quelli della mia generazione sono stati gli ultimi ad averla, ed ormai abbiamo 25 anni o più

io sono un credente non clericale, non sono abortista e ripudio tale pratica come mezzo di pianificazione, ma mi rimorderebbe la coscienza se dovessi impedire ad una donna violentata o che ha un feto malformato di avere una estrema soluzione.
in cosa consiste poi la “moratoria”? nell’applicare in toto la 194: dare sostegno finanziario alle neo case famiglia (ex orfanotrofi) in mano ecclesiale con noti politici nei consigli d’amministrazione o consisterebbe solo in una prova di tirannide?
mi chiedo, inoltre, come possa, uno stato estero che neppure pubblica i suoi veri bilanci (segreto di stato), a mettere il naso nelle cose di casa nostra. altrove vescovi e prelati vari non possono immischiarsi negli affari dello stato, pena la decadenza: perchè non è così anche da noi? faccio una proposta: se si dovesse arrivare ad impedire l’aborto, si obblighino “i difensori della vita” a mantenere esclusivamente di tasca propria, senza nessun pubblico denaro, i nati di conseguenza fino all’età di 30 anni. vediamo quanto ci mettono a virare di 180 gradi con tali azioni antidemocratiche (la legge è stata espressione di un referendum).

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