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“L’omosessuale nato, lo è per una disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe complicatissimo spiegare.”
(Il criminologo Francesco Brüno intervistato su Pontifex)
E poi che l’omosessualità è una malattia; se l’OMS non la considera più così sbaglia e lo fa solo perché c’è la lobby potente dei gay che trama nell’oscurità della dark room; i genitori dei gay sono traumatizzati; l’omosessualità è come la cecità, è anormalità. Manca solo l’AIDS come castigo di Dio, peccato.
Il problema di queste affermazioni, a parte il trucchetto furbetto del ”potrei spiegarvelo ma sarebbe troppo complicato (quindi, siccome in realtà non ho idea di come funzioni, evito di darvi spiegazioni facendo finta di essere tanto sapiente)“, non è che siano pure opinioni mascherate malamente da verità scientifiche. Una congerie di convinzioni personali molto kazzenger, per intenderci.
Il problema è che tutto il discorso sembra il commento qualunque di un sotuttologo qualsiasi, autoconvintosi che le sue opinioni, incancrenitesi in anni di confusione tra fallacia e realtà, scienza ed ignoranza, corrispondano alla realtà fattuale. In quel caso si potrebbe solo fare un’alzatina di spalle e passare oltre, senza nemmeno perdere tempo a commentarlo.
Che il medesimo ragionamento però parta da uno che ha studiato medicina e psichiatria ed ha quindi una formazione scientifica, per non parlare del fatto che insegna a degli studenti, è inaccettabile e diseducativo, perché i pirla di cui sopra vedranno rafforzarsi le proprie false convinzioni dal fatto che “l’ha detto perfino il sor professore criminologo di “Porta a Porta”.
Viene da chiedersi quale corazza pregiudiziale al titanio impedisca alla bellezza incomparabile del dubbio scientifico che rende qualunque ipotesi falsificabile in ogni momento, di scalfire le rigide convinzioni religiose ed ideologiche. Perché l’omosessualità come malattia è convinzione sia di Don Camillo che di Peppone e di tutti i nazisti dell’Illinois di questo mondo. E’ pregiudizio rigorosamente bipartisan e più resistente e molesto del calcare. Più che domandarsi cosa provochi l’omosessualità sarebbe meglio rendersi conto che l’omofobia ferisce, fa male, e che la sofferenza delle persone conta più delle teorie.
Che il medesimo ragionamento però parta da uno che ha studiato medicina e psichiatria ed ha quindi una formazione scientifica, per non parlare del fatto che insegna a degli studenti, è inaccettabile e diseducativo, perché i pirla di cui sopra vedranno rafforzarsi le proprie false convinzioni dal fatto che “l’ha detto perfino il sor professore criminologo di “Porta a Porta”.
Viene da chiedersi quale corazza pregiudiziale al titanio impedisca alla bellezza incomparabile del dubbio scientifico che rende qualunque ipotesi falsificabile in ogni momento, di scalfire le rigide convinzioni religiose ed ideologiche. Perché l’omosessualità come malattia è convinzione sia di Don Camillo che di Peppone e di tutti i nazisti dell’Illinois di questo mondo. E’ pregiudizio rigorosamente bipartisan e più resistente e molesto del calcare. Più che domandarsi cosa provochi l’omosessualità sarebbe meglio rendersi conto che l’omofobia ferisce, fa male, e che la sofferenza delle persone conta più delle teorie.
Comprendo tuttavia il problema di chi, da eterosessuale non per merito ma per caso, autoelettosi sano di corpo e di mente, si sente comunque in dovere di avere atteggiamenti omofobi per meglio puntualizzare.
E’ il noto problema del far finta di essere sano. Non è un fenomeno complicatissimo da spiegare. Ci arrivate anche da soli.
E’ il noto problema del far finta di essere sano. Non è un fenomeno complicatissimo da spiegare. Ci arrivate anche da soli.

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Sono eterosessuale. Credo di potermi ritenere sufficientemente autocritico per poter escludere l’ipotesi di avere preconcetti sull’omosessualità. Ho stretto amicizia nel corso degli anni con una serie nutrita di amici e colleghi gay, con la maggior parte dei quali ho un rapporto di stima e con alcuni di sincero affetto.
Sono però d’accordo, sorvolando sulla forma con cui il concetto viene espresso a volte, sul fatto che l’omosessualità sia un disturbo psicologico, più che una delle tante variabili standard all’interno dell’etologia umana. Ho una formazione scientifica alle spalle, ma non credo possa essere un’aggravante.
Mi domando: perchè chi fa affermazioni come la mia deve sempre essere tacciato di omofobia? Sono sinceramente convinto di non meritarlo.
Ammettendo che io comunque mi sbagli: qualcuno può provare a spiegarmi le sue opposte ragioni con argomenti “scientificamente” oggettivi, senza che sembrino anche queste assiomi indimostrabili?
La tua opinione, scientificamente indimostrabile è che l’omosessualità sia una malattia.
Altri hanno l’opinione scientificamente indimostrabile che chi ha un’opinione come la tua sia un omofobo.
A mio parere, sono entrambe posizioni che con l’evidenza scientifica hanno poco a che fare. Il metodo galileano è altra cosa e non va chiamato in causa impropriamente.