Fannulloni nel Pubblico Impiego: Ha Ragione il Ministro? 8


Quis custodiet ipsos custodes?
Giovenale

Appena insediatosi, il nuovo ministro della funzione pubblica Renato Brunetta ha lanciato minacciosi strali contro gli impiegati degli innumerevoli uffici in cui la burocrazia complica la vita degli Italiani. Si vogliono rendere più veloci e snelle le tante pratiche che costringono i cittadini di questo glorioso Paese ad interminabili file e ricorrenti incazzature. Per riuscire in questa ciclopica impresa, l’intraprendente componente del Governo vuole innanzitutto colpire i fannulloni.

Ma chi sono i fannulloni? E se il ministro azzeccasse la definizione e riuscisse a scovarli e ad epurarli, quanti lavoratori resterebbero nei tanti già poco efficienti uffici pubblici? Pur condividendo la necessità di una riforma della macchina burocratica per rendere più moderno e meno complicato il mestiere di bravi ed onesti cittadini, dobbiamo sottolineare il sapore propagandistico delle affermazioni di un cittadino che, seppur investito recentemente di un alto incarico, tuttavia, per aver vissuto un po’ di anni in questo Paese, ha sicuramente accumulato esperienze determinanti per sapere che il non facile compito che si appresta ad affrontare non produrrà comunque gli effetti desiderati.

Perché? Innanzi tutto perché i fannulloni non stanno solo da una parte e non vanno cercati solo in alcuni apparati dello Stato. Per essere più chiari: i colleghi del ministro eletti in Parlamento ed i loro costosi codazzi, poiché vengono remunerati con denaro pubblico, possono essere annoverati fra i destinatari dei minacciosi strali? Sapremo mai quanti assenteisti (o fannulloni, se si preferisce chiamarli così) ci sono tra di loro? E vorrà il ministro intervenire su tutti quegli altri “mantenuti” dallo Stato – pagati coi soldi di tanti lavoratori e onesti contribuenti – sui quali la politica cala il sipario ogni volta che qualcuno prova a denunciarne inutilità e costi e, così facendo, consente all’omertà e allo spreco di continuare a regnare per anni in attesa delle successive – sempre inascoltate – grida allo scandalo? Glielo consentiranno quei suoi colleghi insensibili agli sprechi e alla necessità di trasparenza?

portaborse

Occorre poi fare una gerarchia anche nella casta dei fannulloni, poiché bisognerebbe individuare e colpire per primi quei fannulloni che occupano la posizione di “capo”. Quei dirigenti, cioè, che molto spesso arrivano in posti di responsabilità per designazione politica piuttosto che per meriti e capacità e che compromettono il buon funzionamento dell’ufficio rendendo inutile, lento o errato, il lavoro di tanti buoni impiegati che, a causa di colpe non loro, potrebbero essere sommariamente inclusi tra i fannulloni.
Occorre ancora capire perché in uffici dove c’è molto da fare ci sono pochi impiegati che non riescono a smaltire tutte le pratiche loro affidate – e quindi rischiano di passare per fannulloni pur facendo più del loro dovere – e perché, viceversa, in uffici con poco lavoro ci sono così tanti impiegati che, per non disturbarsi troppo a vicenda, sono “costretti” a spostarsi al bar o in luoghi dove si possa fumare in pace. Non saranno per caso questi, i posti più ambiti da quei parassiti che si trascinano intorno al mondo della politica?

E che dire poi di quegli uffici nei quali il numero dei dirigenti è superiore a quello degli impiegati? Né possiamo certamente dimenticare inoltre i “fannulloni realizzati”, quelli cioè che passano mesi o anni a disperarsi, a elemosinare un posto sicuro – non importa di che tipo – e quando alla fine ci riescono, magari in cambio di una manciata di voti, si autogratificano affermando con gioia: “Ho trovato un lavoro magnifico: non si fa niente!”. Purtroppo anche questa è una cultura radicata e difficile da correggere. E intanto la spesa pubblica continua a lievitare e certamente non solo per colpa dei fannulloni.

Auguriamo al ministro di riuscire a fare quello che ha proclamato e di migliorare la macchina dello Stato, purché eviti ingiuste persecuzioni e definizioni. E ci auguriamo anche che renda giustizia a quei tanti bravi ed efficienti impiegati pubblici umiliati dall’arroganza e dall’inettitudine dei “fannulloni raccomandati”.

dal nostro lettore  CuorePensante


8 commenti su “Fannulloni nel Pubblico Impiego: Ha Ragione il Ministro?

  • lupoalburnino

    Eh, già! Quanti fannulloni ci sono in giro! Se volti e rivolti la frittata non se ne salva nessuno, compreso il ministro Brunetta che quando era parlamentare europeo se ne stava più in Italia presso le Tv a fare il politico, l’opinionista, l’economista che a Bruxelles.
    Condivido la sostanza del post, perchè spesso non sono i poveri dipendenti ad essere fannulloni, ma chi li dirige che spesso partecipa a riunioni inventate piuttosto che stare al posto di “comando”. Insomma, è l’organizzazione che non funziona e non i “fannulloni”, che pure ci sono. Basta andare in un ufficio postale qualsiasi per vedere file lunghissime causate non dal personale, ma dalle macchine lente e dagli operatori agli sportelli mal distribuiti o mal utilizzati.

  • carlo

    eh si questi mi ricorda mia mamma una fannullona dal posto pubblico.Peccato che sono 35 anni che fa il suo lavoro piu’ il lavoro di quelli piu alti in grado di lei….ma sempre 1000€(con straordinari) prende.Mentre i dirigenti che se ne vanno al bar tutto il giorno,posso dire di essere testimone oculare perche gli ho visti ,perche quando ero piccolo mia mamma era costretta a portarmi con lei,si questi prendo stipendi da favola per non fare niente e molte volte per non fare niente ed incasinare l’amministrazione dell’ufficio.Spero che questo sia l’unico caso in italia(sic.)

  • Oris

    Sì, il pubblico impiego è quello strano posto dove fai carriera spesso facendo tutto tranne il tuo dovere. 🙂

    Mio padre, bidello, si è fatto la pensione lavorandoci (prima era artigiano e nonostante le ore che lavorava oggi si sarebbe ciucciato le dita).

    Guadagnava bene mio padre perchè accettava sempre i lavori extra-scolastici che l’istituto proponeva (pulire le palestre ad esempio), in questo non aveva concorrenza dei colleghi, erano sempre lui ed un altro ad accettare, tanto era abituato al lavoro e per campare due figli .. inoltre finalmente non aveva da rincorrerlo il lavoro, sapeva che lo avrebbe avuto anche domani, aveva il lavoro “fisso” finalmente.
    Mia madre invece lavorava in casa, ricamando lenzuola e tovaglie, a nero naturalmente: EVATRICE!
    Caro stato, mi spiace stato ma è morta oramai, prendi il lato buono almeno potrai occuparti dei veri evasori, quelli che non riesci a trovare ma che se chiedi al bar ti sanno indicare tutti, si anche i tuoi dirigenti: nonfare il proprio dovere è la peggiore evasione che si possa fare, si ruba due volte.

    Saluti.

  • Vortexmind

    Giusto punire chi si fa gli affari suoi al lavoro, così come è giusto perseguire gli evasori perchè anche questi rubano allo Stato tanto quanto (se non più) dello statale che timbra il cartellino e poi se ne va a farsi gli affari suoi (che non è quell’orrido programma su Rai Uno)

  • ilBuonPeppe

    E bravo brune’
    Perchè allora non cominci dai tuoi colleghi? Per esempio da quella signora, che quando era presidente del consiglio comunale fu cacciata per INOPEROSITA’?
    Sarebbe un bell’esempio di coerenza ed autocritica.

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