Niente #Gabanelli, Vogliamo Amato! 82


Premessa: della Gabanelli me ne fotto. Che diventi presidente della repubblica o che rimanga a fare “Report” per me non c’è nessuna differenza. Non sono iscritto al M5S, non ho votato alle “quirinarie”, ma sono assolutamente sicuro del fatto che PD e PDL non lasceranno mai sedere un “estraneo” sulla poltrona da presidente. Quindi, anche se non so esattamente il nome, per me l’esito di queste elezioni è scontato. Sarà eletto un membro dell’oligarchia che regna in Italia. Un garante, ma non della costituzione che, come ci ha dimostrato Giorgio Napolitano, può essere distorta a piacimento, un garante dello status quo. Un nome nuovo, magari pure una donna, una novità, un cambiamento, in nome della regola che bisogna cambiare perché nulla cambi.
Se possono essere ancora indecisi sul nome finale, PD e PDL su una cosa sono sicuramente d’accordo. Il presidente deve essere uno che continui a fare il palo mentre loro finiscono di saccheggiare i magazzini prima che arrivino i crucchi a papparsi il resto. Dite quello che volete, ma questa è cassazione. Punto.

Detto questo, per me è fin troppo comprensibile che nelle prossime ore la candidatura di una persona seria, che per la sfortuna degli ipocriti di regime è pure donna, sarà in mille modi disinnescata dalle oligarchie: sogno ad occhi aperti dei grillini, persona professionalmente preparata, ma senza le richieste conoscenze giuridiche, priva della necessaria autorevolezza internazionale. Sono motivazioni ridicole. Nessuno si è posto il problema quando è stato eletto Napolitano la cui competenza certificata sulla costituzione mi risulta che derivi solo dagli esami sostenuti nel 1947, quando si è laureato in giurisprudenza da comunista dopo aver militato allegramente nel GUF. Per non parlare dell’autorevolezza internazionale guadagnata commentando l’invasione sovietica dell’Ungheria o scappando dal cronista tedesco che gli chiedeva perché, da parlamentare europeo, si facesse rimborsare i viaggi in aereo in prima classe mentre viaggiava in turistica e intascava la differenza.

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Quello che mi rimane difficile da comprendere è la reazione della gente che dell’oligarchia non fa parte. Persone sicuramente oneste, per bene e di buona volontà  che, al sentire il nome dalla Gabanelli, sono schizzate dalla sedia come se qualcuno gli avesse punto i glutei con un ago arroventato, preoccupate della verginità di quelle istituzioni di cui fino ad oggi l’oligarchia ha abusato nell’equivalente di uno stupro di gruppo, un’orribile gang bang che dura da decenni. Cose del tipo: manca delle “necessarie competenze politiche”, a questo punto il PDL potrebbe rispondere con la Barbara D’Urso.

 

 

 

 

 

 

Non sono qui a difendere la Gabanelli e quindi non dirò una sola parola sul paragone fra lei e la Barbara D’Urso, ma non posso fare a meno di notare che anni ed anni di televisione e carta stampata che trasmettono merda 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 hanno fatto il loro porco lavoro. Le competenze politiche sono quelle di cui dispone l’oligarchia la cui guida illuminata ci ha condotto con la testa direttamente nella tazza del cesso. Le competenze politiche sono quelle che hanno privato questo paese di rappresentanza democratica, le competenze politiche sono quelle che hanno trasformato i partiti in cupole mafiose, le competenze politiche sono quelle che si incuneano come metastasi nei consigli di amministrazione delle banche e delle grandi industrie, le competenze politiche sono quelle che giustificano in un paese il fatto che oltre il 50% del PIL evapora in spesa pubblica, le competenze politiche, infine, sono quelle che consentono ad un signore di esautorare un governo eletto, sostituirlo con un designato dalla BCE e poi di inventarsi la favoletta dei saggi la cui unica funzione era di perdere tempo (a che sono serviti?).

Niente da fare. La gente vuole le “competenze politiche” se no non si sente sicura. Vuoi vedere che se facesse la Gabanelli il presidente della repubblica cambia veramente qualcosa? Non sia mai. Questo è un paese di fascisti conservatori. Non deve cambiare mai un cazzo. Basta leggere Repubblica, il Giornale, Libero e Il Corriere della Sera per sapere cosa pensare e cosa scrivere nei tweet.

Le competenze politiche volete e le competenze politiche avrete. Giuliano Amato. Eccolo. Quello sì che è competente politicamente. Basta dimenticarsi che è stato l’ideologo del partito che per primo ha fatto della truffa e della corruzione la sua attività primaria, basta dimenticare che il suo rispetto per gli italiani era tale da farlo sentire autorizzato ad un prelievo over night sui conti correnti, basta dimenticare che ciula oltre 30.000 euro al mese di pensione maturati con una modalità di versamento dei contributi da lui stesso giudicata iniqua, ma non fino al punto di ridursi la pensione o di versarne una parte in aiuto a chi ha bisogno.

Beccatevi Giuliano Amato e siate felici. Ho i miei problemi con il M5S, ma gli riconosco un grandissimo merito. Per anni ho pensato che questo fosse un paese con una classe politica di merda. Ora mi è chiaro che questo è un paese di merda tout court. Meglio così. Almeno non mi faccio più il sangue amaro. Una come la Gabanelli è un’eccezione, per noi ci vuole uno che ci rappresenti: furbo e ammanicato: Giuliano Amato.

Amen


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