falling down 12


cn: Ecco, dottore, sono un po’ imbarazzato nel confessarlo … A volte non sono sicuro del fatto che una situazione che sto vivendo sia reale o no.
doc: Potrebbe spiegarsi meglio, per favore.
cn: Vediamo. Da un po’ di tempo i miei sogni sono molto realistici. Non riesco a capire se sto sognando o se sto vivendo una situazione reale.
doc: Capisco. In realtà, non credo che lei abbia cambiato il modo di sognare. Forse, più semplicemente, la sua capacità critica si è leggermente attenuata. E’ un effetto collaterale della terapia farmacologica che stiamo seguendo. Non c’è da preoccuparsi. Man mano che diminuiremo le dosi lei ridiventerà capace di valutare correttamente il contesto. Come prima.
cn: Ah, bene. Mi sembra una buona notizia. Solo che quando mi manca il fiato e non riesco a respirare mi sembra di morire. E questo sta capitando ogni notte ormai.
doc: A lei non manca il fiato comandante. Lei soffre di apnee notturne non ostruttive. In pratica il suo cervello dimentica di respirare. L’effetto è amplificato dal medicinale che assume per dormire. Forse è il caso di diminuire gradualmente la dose. Ci vorrà qualche giorno. Un paio di settimane.
cn: E nel frattempo dottore, quando sogno essere richiuso in una camera senza ossigeno come mi regolo?
doc: Dovrebbe andare al letto con le bombole, hahahaha (ride. da solo). Guardi, le insegno un piccolo trucco. Ci pensi la sera prima di addormentarsi. Mi dia la mano, ecco tenga il palmo verso il basso. Non abbia paura dell’accendino, appena sente il calore tiri via la mano. I suoi sogni possono essere realistici quanto vuole, ma difficilmente si possono sognare gli odori e il dolore se non scatenati da un evento reale esterno. Saremmo nel caso di una grave psicosi. Non siamo ancora in quelle condizioni.
Non posso fare a meno di notare quella parola, ancora, lasciata cadere lì per caso. Lui accende l’accendino sotto il mio palmo. Io aspetto. Dopo 10 secondi inizio a preoccuparmi. Guardo il dottore. Lui continua a tenere l’accendino sotto il palmo della mia mano e sorride. Sarà passato un minuto. Che sia una specie di trucco? Un fuoco freddo. Il dottore mi tiene ancora la mano. L’accendino è acceso, ma non sento nulla, né dolore, né calore. Tiro via la mano, guardo il palmo. E’ liscio, fresco, roseo.
Mi sveglio.

Sono seduto sul cesso. Ho le spalle gelide e la tosse mi scuote. Cazzo, mi sono addormentato di nuovo sul cesso. Ho tanta paura di sognare che la notte faccio tardissimo. A volte mi chiudo nel cesso ad ascoltare la radio che, adesso, emette solo un fruscio. Mi alzo. Ho le gambe rigide. Prima di uscire guardo la mensola con il dopobarba. Lo apro e ne sento l’odore di alcol. Ok. Anche se in sogno, il consiglio dato dal dottore mi sembra ragionevole. Apro la porta per uscire e cado nel vuoto.
Sole, mare, nubi, montagne, mare. Tutto gira vorticosamente. Non riesco a rappezzare un sistema di riferimento. Sento il pantalone del pigiama sbattermi violentemente sulle cosce ed il vento gelido romba violentissimo nelle mie orecchie. Dio, devo stabilizzarmi. Apro le braccia e le gambe in posizione di massima resistenza e dopo qualche altro giro pigro eccomi rivolto con il viso verso la terra che si avvicina velocemente. Sto cadendo e da quel poco che riesco a capire da un’altitudine non inferiore ai quindicimila metri visto che riesco quasi a percepire la curvatura terrestre. Sotto di me una lunga spiaggia bianca deserta e poi il mare scurissimo. No, non può essere vero. Come sono arrivato qui? E a quest’altitudine c’è pochissimo ossigeno. Dovrei aver difficoltà persino a respirare. Infatti, inizio subito a soffocare, apro la bocca e cerco di respirare affannosamente.
Mi sveglio.

Sono seduto sul cesso. Ho le spalle gelide e la tosse mi scuote. prima di muovere un solo muscolo fisso per un po’ il led arancione della luce notturna. La radio trasmette un pezzo jazz. Il volume è bassissimo. Mi alzo. Sulla mensola non c’è nessun dopobarba anche perché io non ho mai usato dopobarba. Apro la porta. Stavolta, prima di muovere un passo, guardo nel corridoio. E’ scuro e solido. Nessun precipizio in cui saltare senza paracadute. Cercando di non fare rumore arrivo in soggiorno. Mancano 20 minuti alle sei. Fuori è ancora scuro. Il termometro segna 22 gradi. E’ tutto molto plausibile, ma non voglio correre rischi. Mi siedo in cucina, con le spalle appoggiate al lungo termosifone. Guardo fuori la roccia illuminata dalla luna piena. E’ lucida, reale. Nel cielo ci sono milioni di stelle. Chiudo per un attimo gli occhi e poggio la testa.
Mi sveglio.


prima pubblicazione 8 febbraio 2012


12 commenti su “falling down

    • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

      Grazie
      Anche a me, ma non per gli stessi motivi.
      Dietro il Servizio Sanitario Nazionale si nasconde un’efficiente agenzia di viaggi con biglietti di sola andata.

  • Comandante Nebbia L'autore dell'articolo

    Hai tutte le fortune 🙂
    il sogno lucido è una novità recente, fra le altre che magari racconto poi che sono interessanti.
    Non sono mai stato un gran sognatore.

    Mi sembra di capire che vedere inception non sia tre le mie priorità :mrgreen:

  • serpiko

    Talvolta sono consapevole d’essere in un sogno eppure on mi sveglo e riesco a ontrollarne l’andamento.
    Pero’ non saprei raccontalo cosi’.

  • Emanuele

    eheheh,
    se inizi a sognare pecore elettriche e a scriverne pure, diventerò il tuo agente.
    :mrgreen:

  • silvio

    Al di là delle indiscutibili doti letterarie del Comandante, i sogni realistici sono una tortura. Le notti si trasformano in giorni che intercalano altri giorni. Il riposo notturno perde la sua funzione e si finisce per essere sempre più stanchi. Passa persino la voglia di andare a letto.

  • Pai

    Mi hai fato morire dal ridere! Che bella cosa ridere, si inizia bene la giornata!
    Comunque ho conosciuto un russo che andava a letto alle undici-mezzanotte e si svegliava alle cinque: diceva che il tempo speso per sognare era perso. Questa frase mi diede motivo di riflettere per molto tempo…

  • dm

    per un attimo, dopo qualche paragrafo, ho temuto che si sarebbe iniziato a parlare di monti, spread o chessò io cosa. Invece no. Ottimo!

I commenti sono chiusi.