Tutto quello che avreste voluto sapere sull’emergenza e non avete mai avuto il coraggio di chiedere. 81


Attenzione. Il contenuto di questo articolo potrebbe non essere adatto a tutti. Si declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che decideranno spontaneamente di proseguire.

La Parte e il Tutto

Immaginate un foglio bianco sul quale siano disposti lettere, numeri, simboli di interpunzione e caratteri tipografici:

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Applicando il sistema tradizionale di interpretazione di questi simboli (la lettura) molto probabilmente essi non ci trasferiranno alcun significato.
Proviamo adesso ad allontanarci dal foglio ed a guardare i simboli tutti insieme e non in sequenza come facciamo quando li leggiamo. Il risultato potrebbe stupirci:

donna

La figura che percepiamo, infatti, non deriva dall’interpretazione meccanicistica di ciascuna lettera o della loro successione, ma dalla visione d’insieme delle lettere stesse. Cioè, ciascuna lettera non trasmette alcun messaggio, ma tutte insieme lo fanno. Il tutto è maggiore della somma delle parti.

Quella che ho appena illustrato è un fenomeno emergente e si ascrive genericamente al principio di Emergenza di un sistema complesso che nulla ha a che fare con la crisi che stiamo vivendo tutti.

In natura esistono molte strutture emergenti. Ad esempio un formicaio. Tutte le formiche agiscono in piena autonomia e non esiste alcun sistema di coordinazione centralizzato, eppure il formicaio, inteso come struttura sociale, ha un comportamento ben definibile e prevedibile.
Anche i progetti Open Source come Linux e WikiPedia sono fenomeni emergenti come orgogliosamente si legge su Wiki:

Questi progetti decentralizzati e distribuiti non sono possibili senza un gran numero di partecipanti, nessuno dei quali conosce da solo l’intera struttura. Ognuno edita e conosce solo una parte, ma tutti hanno la sensazione di partecipare a qualcosa di più grande di loro. Il feedback dall’alto aumenta motivazione e unità, mentre il contributo dal basso incrementa la varietà. Questa unità nella diversità causa la complessità delle strutture emergenti.

L’Emergenza è anche, apparentemente, in contrasto con la seconda legge della termodinamica in quanto “crea ” ordine in contrasto con il principio che l’entropia è in continuo aumento nell’universo. Il trucco consiste nel riflettere sul fatto che, osservando un sistema aperto anche se localmente avviene un aumento dell’ordine, ciò avviene estraendo informazioni e ordine dall’ambiente circostante con bilancio comunque negativo.

Riduzionismo e Olismo

Immaginiamo di dover studiare uno di quei pannelli pubblicitari composti da migliaia di lampadine colorate. Possiamo usare due approcci. Con il primo analizziamo ogni singola lampadina, i relais che ne comandano l’accensione e lo spegnimento, i timer che regolano i circuiti e la quantità di energia necessaria per l’accensione e lo spegnimento. Alla fine avremo descritto completamente il pannello?
Certo. Fisicamente il pannello risulterà completamente descritto, ma ne avremo compreso la funzione?
La risposta è no.

Per comprenderne completamente la funzione dobbiamo azionare il pannello, metterci di fronte e guardare le immagini e le scritte che formano le lampadine accendendosi e spegnendosi.

Il primo approccio allo studio del pannello è un approccio riduzionista. In pratica si studia un fenomeno complesso dividendolo in sistemi più semplici e analizzando ciascun sistema singolarmente. L’approccio riduzionista è stato fondamentale in fisica per la risoluzione di numerosissimi problemi e ha una valenza eccezionale nella vita quotidiana quando siamo costretti a risolvere questioni molto complicate.

L’altro approccio, quello di mettersi di fronte al pannello e guardare le scritte, si definisce approccio olistico e si giustifica ipotizzando che il significato di un sistema non possa essere descritto esclusivamente con lo studio delle sue componenti.
I due approcci sembrano in assoluta contraddizione. In realtà sono solo due livelli di percezione diversi, entrambi necessari alla completa comprensione delle cose.

Il Paradosso del Gatto Morto

C’è un aspetto interessante di quello che ho appena detto che non emerge immediatamente, ma è probabilmente il più suggestivo.
Il fenomeno “scritta sul tabellone luminoso” o quello “donna fatta con i caratteri ascii” esistono solo ed esclusivamente perché esiste qualcuno in grado di recepirli non in quanto emissione disordinata di fotoni, ma in quanto elementi di percezione. Quindi, l’esistenza o meno di un fenomeno dipende dal suo osservatore. L’osservatore “influenza” l’evoluzione del fenomeno.

La precedente clamorosa affermazione trova una straordinaria conferma nello studio degli stati sovrapposti delle particelle elementari che hanno la proprietà di trovarsi in diverse posizioni contemporaneamente e di anche di avere diverse quantità d’energia diverse al medesimo istante.

Ciò conduce alla conclusione che si può mettere un gatto in una scatola e averlo contemporaneamente vivo o morto fino a quando non si apre la scatola per verificarne lo stato. Leggere per credere. Evidentemente, il nostro ruolo nell’universo è meno banale di quello che tendiamo a credere.


81 commenti su “Tutto quello che avreste voluto sapere sull’emergenza e non avete mai avuto il coraggio di chiedere.

  • Gabriele

    E bravo Comandante, questo post è una provocazione. Sei proprio fatto così. Però pensavo di fare l’esperimento col cane della mia vicina, che tra l’altro si chiama Orso, per quanto sia un botolo alto un palmo.

  • Django

    “Evidentemente, il nostro ruolo nell’universo è meno banale di quello che tendiamo a credere.” Con le dovute disattenzioni, un pensiero così raffinato ed indagatore, è divenuto merce per imbonitori.

  • OfeyWatson

    Dopo anni passati a demolire a colpi di machete ogni traccia di antropocentrismo e geocentrismo… Ci troviamo il principio antropico e l’influenza dell’osservatore. E’ un pazzo, pazzo mondo.

    PS: L’approccio riduzionista rende molto più complesso capire la funzione del pannello pubblicitario MA ciò non toglie che, qualche osservatore capace, possa dedurre la funzione dalle caratteristiche tecniche note e analizzate. Come quando Doyle, per bocca di Holmes, afferma che dall’osservazione di gocce d’acqua si può dedurre l’esistenza di fiumi, laghi e cascate senza uscire di casa.

    • SignorSpok

      Questo è quello che pensano i riduzionisti. Che si perdono appena sono alle prese con un fenomeno non lineare (il che non significa, sia chiaro, che il metodo scientifico non va, anzi.)

  • Mumon89

    Io vedo Laetitia Casta, non una donna qualsiasi 😀
    Ipotesi idiote a parte, come al solito splendido pezzo che penso proprio mi dia una mano in modo indiretto ;).

  • Django

    A proposito di scienza e del mio doloroso rapporto con essa, vorrei raccontarvi un aneddoto. Quando andavo alle superiori, ho preso per tre anni di fila l’esame di riparazione a settembre in Matematica.. Il professore, laureato in Fisica, mi era particolarmente odioso sia perché io non capivo un accidente sia perché egli era un tombeur de femmes, praticamente una fotocopia di Julio Iglesias, e a quei tempi le 17enni ne erano estasiate. Anni dopo sono diventato il suo operaio di fiducia, sebbene egli si non ricordasse con precisione di me né tanto meno dei famigerati esami che mi aveva dato. Per quelle strane cose della psiche, l’odiato professore mi divenne da ex molto simpatico e spesso chiacchieravamo. Ringalluzzito da certi corsi serali per adulti da me frequentati in seguito, successe che cominciai a sentirmi più ferrato in Matematica e Fisica e quando il giornale della mia città pubblicò un articolo relativo ad una conferenza che si era tenuta a proposito dell’utilizzo dei tachioni ultraluminali per la cura dei malesseri umani, tramite l’utilizzo di strutture tubolari a forma piramidale per la focalizzazione degli stessi tachioni,insomma una cosa New Age, scrissi un articolo caustico e beffardo di commento che mi venne pubblicato. Alcuni giorni dopo, incontrato il vecchio professore, che nel frattempo aveva sposato una giovane ed appetitosa professoressa veneta, buon sangue non mente, gli narrai con vanto della cosa. Egli divenne meditabondo e mi disse che una sua vecchia zia, laureata anch’essa in Fisica e molto brillante, quando aveva mal di testa era usa indossare un copricapo fatto di tubi a forma di piramide! A quel punto mi sono arreso: Ci sono più cose in cielo ed in terra, Orazio, di quante ne possa sognare la tua filosofia?

    • OfeyWatson

      No, ma ci sono più mediocri e teste di legno di quante ne possa sognare tu in un incubo. Anche i laureati hanno limiti e manie. Con questo NON sto dicendo a prescindere che i due in questione rientrano nelle categorie sopra citate ma che, comunque, va preso in considerazione. 😛

      PS: La gente sarebbe sorpresa dal verificare che, ultimamente, gli scienziati non ricalcano più l’ideale del nerd brufoloso e occhialuto! Però continuiamo a farglielo credere, è bello “viaggiare in incognito”!

      PPS: per quel che penso io, i risultati accademici dipendono per un 40-70% dal professore di riferimento. Quindi non crucciarti per gli esami, a occhio sei più portato per le discipline di molti laureati.

  • fma

    Come dicevo da qualche altra parte a Gilda sono riduzionista per vocazione. Mi piace guardare dentro per vedere come funziona.
    Anche se non posso negare il significato, il ruolo e l’utilità degli olismi.
    Li trovo semplicemente rischiosi, posto che esistono solo se esiste qualcuno in grado di percepirli.
    La storia è piena di pastorelle che hanno visto la madonna.
    Da qui il mio pregiudizio metodologico, sottolineo pregiudizio, per gli olismi come mezzo di comprensione delle leggi fisiche che ci governano. Oltre che il mio scetticismo sul nostro ruolo nell’universo. 😉

        • Django

          Quindi tu non immagini un unico insieme descrittivo dell’Universo ma solo osservazioni di parti limitate? Scusa le inevitabili mie imprecisioni…

          • fma

            Non so immaginare l’insieme dell’Universo. E anche pochissimo delle sue parti. Ahimè! 😉

  • SalvatoreRapino

    se l’osservazione stessa genera una modificazione in un processo, quindi la non presenza in un determinato processo può essere determinante per lo svolgimento a distanza di un qualunque rapporto causa effetto, vuol dire che dobbiamo cercare forme di energia che non conosciamo e che emaniamo con il solo osservare. La fisica non credo abbia comportamenti timidi o audaci in base all’osservatore. Interagiamo, senza saperlo, con un sistema in equilibrio. Dove anche la minima variazione di energia produce un effetto e condiziona l’andamento di un intero processo. Poi naturalmente sarebbe interessante essere smentito e trovare un filo “relazione” nella fisica. Ma la vedo difficile come cosa.

      • Django

        Se la trovi intrigante, leggi allora qualcosa di Giuliana Conforto…ex docente di Fisica Quantistica, per capirsi 😉

          • OfeyWatson

            Ofey, con il suo superpensiero razionale (a sua volta new age) pensa che mi abbiate dato solo un mucchio di grossi paroloni altisonanti su cui dedurre il fenomeno e che, quindi, non ci sia alcuna deduzione possibile. Perciò, come un superscienziato, vi rispondo la classica formula “non si può dire nulla sul fenomeno”, anche tradotta come “innocente (e inutile) fino a prova contraria”.

          • OfeyWatson

            PS: ad ogni modo, i “tachioni” (parola altisonante che indica “particella superluminale” che a sua volta è la versione altisonante di “particella più veloce della luce”) ad oggi non esistono. Come ben sapete non sono ancora state individuate particelle con questa caratteristica e, secondo i modelli attuali, non ce ne saranno.

        • GirFalk

          Stavo giusto considerando che la pila di libri che voglio leggere mi supera in altezza ormai da tempo… aggiungo volentieri qualcosa di quest’autrice, anche se attualmente la precedenza va a testi che mi sono necessari per l’analisi della situazione italiana ed europea (ancora non riesco a leggere nemmeno i racconti di CN)

          • Mumon89

            Stavolta sono io ad essere stata evocata. La noetica è una pseudoscienza e come tale va considerata. Parlare di approccio olistico non significa scadere nel quasi paranormale e ascientifico. La mente influenza la condizione del corpo nella misura in cui il cervello è in grado di indurre il rilascio di ormoni di vario genere nel corpo. Inoltre discipline come la noetica invitano ad approfondire l’approccio olistico dimendicando quello riduzionista che è invece indispensabile. Ho sentito esperti di noetica sconsigliare l’asportazione dei tumori in quanto sarebbero una valvola di sfogo di traumi psicologici. Gente e teorie come queste sono alla base della deriva intellettuale, della credulità popolare, della serrata guerra alla scienza degli ultimi anni. Forse dovrei approfondire.

    • OfeyWatson

      L’osservazione implica interazioni tra il fenomeno e le particelle (fotoni e non) degli strumenti di osservazione e misurazione. Quella è l’energia che “emaniamo” (volutamente e consapevolmente, però!). La fisica (sive natura), che comprende un po’ tutto, ha (ahimè) questo tipo di comportamenti. 😀

  • dansavi1

    … e la profonda conoscenza della visione “riduzionista” affinché dimenticarla a favore di quella “olistica”: basti qualche approfondita e ben metaboizzata lettura “orientale” (ma anche un Guenon qualsiasi) per non dovercisi “smarrire” mai più, isn’t it?!
    [che poi a dirla tutta, imho, privilegiando, e quindi incrementando nel tempo, l’osservazione olistica si sente ridurre man mano l’importanza (relativa?) dell’aspetto “riduzionista”… è sempre e solo una questione di “ego-centrismo”)
    e buon pomeriggio a voi

  • Giacomo Milazzo

    Molto interessante. Peccato la fine: mi sei scivolato in una forma di rivisitazione del “principio antropico” così caro a Barrow…ma che mi trova del tutto in disaccordo 😉

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