Facebook Virtuale?
21 aprile, 2009 - 9:00 di Massimo Marino
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Quando Mark Zuckerberg, studente 19enne della Harvard University, con qualche vocazione informatica, inventò il sistema di “social network” Facebook, l’intenzione era quella di “mettere in rete” gli amici e studenti della sua Università. “Facebook “ era infatti il tradizionale diario annuale dei College con i nomi e le facce dei singoli studenti che componevano le diverse classi.
Partì il 4 febbraio 2004; in poco più di un anno altre Università si collegarono, una dopo l’altra in rete; in due anni tutte le Università degli USA. Poi iniziarono a collegarsi anche aziende e società…..
A fine anno 2008 erano in rete su FBK più di 175 milioni di persone in ogni angolo del mondo. In questo momento siamo sopra i 200 milioni, ( 8,5 milioni solo in Italia, 1ogni 7 italiani). Sono previsti i 300 milioni prima di fine anno.
Secondo una mega inchiesta svolta in USA le cose più “amate “ dai giovani americani sono nell’ordine:
Primo: l’IPOD , secondo: a pari merito, il Sesso, la Birra e FBK. L’85% degli studenti americani hanno un profilo su FBK ed il 60% vi accedono tutti i giorni. Il sito ha, fra gli utenti, una certa prevalenza di donne, probabilmente per la possibilità di esprimersi e comunicare con una certa libertà senza subire consistenti aggressioni o violenze. Recentemente anche Famiglia Cristiana è entrata, con il quiz: ”scegli il più bello del vangelo”…

Naturalmente FBK è oggi un iniziativa imprenditoriale, gestita da privati che, attraverso pubblicità e banner, fanno un sacco di soldi. La sfida del momento è quella della connessione totale (connect) cioè di chi riuscirà a imporre il proprio social network come portale unico per entrare in tutti gli angoli del web.
FBK ha un sacco di difetti e può essere criticato da molti punti di vista: tutto quanto viene immesso di fatto diventa proprietà di FBK. E’ quasi impossibile comunicare con i gestori: la società, le attività, il foro competente per questioni giudiziarie sono concentrate nello stato americano del Delaware, con una limitata appendice europea a Londra. Nulla in Italia se non il sito informativo www.facebookitalia.com.
I gestori del network possono esercitare, e lo fanno, qualsiasi censura (o mancata censura) in base a criteri da loro stessi stabiliti. Su FBK può circolare, e circola, magari anche solo per brevi periodi, la peggiore immondizia, a volte attentamente mascherata (dagli amici dei mafiosi, ai nazistoidi).
Sono frequenti i falsi clamorosi: dai profili di Del Piero e di Bersani ai falsi gruppi antinucleari, fino ai gruppi di cacciatori che si spacciano per anti caccia. Frequenti le bufale fatte per fini pubblicitari o stupido divertimento (ad es. quella dei cani usati come esche per gli squali sembra essere una di queste).
Ovvio l’utilizzo del network per far circolare opinioni politiche. Praticamente appena iniziato, esploderà, in Italia, entro 2-3 settimane.
Il dilagare di FBK, che sta rapidamente abbandonando il solo mondo dei giovani e giovanissimi, anche un po’ disorientati dalla novità (e dal ritrovarsi i genitori…) e sta dilagando coinvolgendo persone di tutte le generazioni e strati sociali, pone ovviamente all’ordine del giorno il problema di quale regolazione dare, se va data, all’insieme delle forme di uso di Internet ed in particolare dei social network. La questione di una “carta dei diritti e dei doveri nell’uso di Internet” è stata affrontata forse per la prima volta a livello mondiale nel summit ONU-Società dell’Informazione del novembre 2004 a Tunisi ed è proseguita in vari incontri mondiali (presenti Stati, ONG, utenti, addetti ed esperti del settore) fino all’ultimo Internet Governance Forum di Hyderabad (India) in dicembre. In quella sede fra l’altro, Berlusconi ha annunciato l’interesse e l’intenzione dell’Italia (cioè sua) a dare contributi sul tema.

Al momento in Italia i “contributi” più note sono i numerosi tentativi legislativi, superati o in corso, da parte di esponenti del PDL e del PD, tutti a vario titolo aventi l’obiettivo di fondo di contenere e controllare la eccessiva “libertà d’opinione” che circola sui Network .Tentativi finora falliti, anche per le reazioni interne ai due partiti, nei quali aleggia una certa consapevolezza che “chi tocca la rete resta fulminato”.
Tuttavia, elencati tutti i principali punti neri, va aperta una diversa riflessione. Meno di una decina d’anni fa in Italia la politica scoprì il web ed i partiti aprirono i loro “portali”. All’epoca il sito dei Verdi venne considerato il migliore e più interessante esempio di questa novità. A distanza di meno di 10 anni il sito verde, scarsamente riaggiornato e incapace di scambiare opinioni e notizie naviga, come il relitto arrugginito della Exxon Valdez in Waterword, alla deriva nell’oceano del Web. Qualche anno dopo Beppe Grillo e la società Casorati inventarono il blog di Grillo che da anni si posiziona fra i primi 10 siti cliccati nel mondo e si mantiene, pur con crescenti ed evidenti difficoltà, al primo posto in Italia.
Dal blog stanno nascendo alcune liste civiche, (oltre alla quotidiana cascata di notizie e commenti quasi sempre utili e di buona qualità, oltre che, spesso, condivisibili). Le attività delle nascenti liste e le loro intenzioni passano in gran parte attraverso la rete, di cui Grillo è stato senza dubbio il primo e principale sostenitore.
Malgrado ciò l’intelaiatura dell’esperienza del blog di Grillo si sta mostrando troppo rigida e chiusa, inchiavardata nell’adesione ai meet-up ed i buona parte misteriosa nei suoi obiettivi di fondo. Ad esempio dopo mesi e mesi di dibattito (?) interno, i frequentatori del blog e dei meet-up hanno scoperto e finalmente capito che Grillo sosterrà alle elezioni europee le liste di Di Pietro in particolare nelle figure di De Magistris e Sonia Alfano. Se si dovesse dar credito alle dichiarazioni ( belle ) di De Magistris sulla assoluta priorità della difesa dell’ambiente oltre che della legalità, si dovrebbe pensare che, una volta eletto, (questione acquisita) De Magistris e Sonia Alfano aderiranno al gruppo europeo dei Verdi. Al momento invece, essendo la politica in Italia questione contorta, nessuno ha conoscenza di dove andranno, così come non è noto per molti candidati e gruppi nelle liste che tenteranno il salto del 4% ed anche nel PD. Questi ritardi nel comunicare, chiarire, aggiornare il proprio linguaggio ed insieme i propri progetti, sta rapidamente facendo perdere terreno (e qualche simpatia) all’esperienza di Grillo.

FBK, invece, sta trionfando: paradossalmente il trionfo è dovuto alla perdita rapida che sta avvenendo in FBK, della sua “virtualità”. Su FBK crescono tumultuosamente gruppi che si aggregano e si contano in modo meticoloso (partecipo-forse-no..) su culture, esigenze, preoccupazioni comuni; crescono anche scambi su prodotti artistici (dalla foto alla musica, dalle poesie ai libri..). Crescono anche sentimenti, conoscenze, affetti, amori; si organizzano iniziative, incontri, riunioni, cortei e manifestazioni (esempi recenti il sit-in sul randagismo a Roma, alcune uscite sul nucleare, alcune parti della manifestazione nazionale CGIL.) E tutto avviene “in tempo reale”.
Chi scrive questo post, mentre lavorava al blog dopo le 3 di notte, ha avuto conoscenza a 700 km di distanza della prima scossa di terremoto in Abruzzo da un “amico” che la sentiva, dopo 30 secondi dalla sua fine. E FBK, per la prima volta, è stato di gran lunga il più rapido ed il più efficiente strumento di scambio di informazioni nelle prime ore della tragedia.
La novità in definitiva, che scavalca le altre forme di informazione (giornali, tv ) e di comunicazione (non solo i “vecchi” partiti ma lo stesso blog di Grillo) è che c’è sempre meno di virtuale in tutto questo ma semplicemente si sta accelerando rapidamente il funerale di parecchie cose della vecchia società: i giornali, le TV tradizionaliste, i rituali dei partiti, come minimo. Semplicemente si usa FBK e simili come uno strumento e con obiettivi che, né i suoi fondatori, né i suoi gestori di oggi erano in grado fino a ieri di prevedere. Le reazioni ci saranno, sarà bene tenerlo presente e mantenere viva l’attenzione…
Facebook Virtuale? è di

Nel Delaware? Guarda caso, .
Leggo MC da un po’, ma finalmente ho deciso di diventare consumatore “attivo”. Prima di tutto complimenti a chi di dovere per il sito: amministratori, editori, moderatori, e tutti gli utenti che attivamente partecipano con commenti e dialoghi.
Ultimamente mi sto interessando molto a come la società sta cambiando, dopo l’avvento di internet. E FBK è solo una parte della faccenda. Riassumere questo discorso in poche righe è davvero complicato, ma cercherò di rimanere chiaro e di toccare alcuni dei punti chiave.
Il nocciolo è che con l’evoluzione di questa tecnologia si stanno avendo dei mutamenti culturali ed economici, che stanno cambiando profondamente la società in cui viviamo.
A livello culturale ad esempio stanno diventando obsolete alcune “regole” morali che nel passato prossimo erano piuttosto normali e maggiormente accettate. Per citarne una, la proprietà intellettuale è da diverso tempo che viene considerato un valore sacrosanto e protetto da molti paesi con leggi sul copyright. Però ormai tutti “scaricano”. I 2/3 della banda americana nel 2007 sono stai usati per condivisione di dati in peer-to-peer (lett. pari-a-pari) ed il dato è in costante aumento. Qiuando andiamo a vedere un film al cinema sempre c’è qualche pubblicità (pagata dalle grandi compagnie cinematografiche, discografiche etc….) che ci ricorda che la pirateria è uguale al furto. Non entrando nel lato più “filosofico” della cosa, mi chiedo: ma allora la maggior parte dellla gente con la possibilità di un accesso a internet è da considerarsi ladra? Se la maggioranza lo fa, allora in democrazia è normale che la cosa non venga permessa? Quando vai a chiedere a qualcuno se si sente un ladro a scaricare dati protetti dal diritto d’autore, cosa rispnde? Sempre più spesso la risposta a queste domande è no.
Sul piano economico invece, dopo studi costosi e portati avanti da economisti molto famosi e rispettabili, ci stiamo accorgendo (come società umana) che le società che si “aprono” alla rete, lasciando in libertà i “segreti” che normalmente venivano custoditi gelosamente, stanno avendo un boom economico spaventoso. Questo per diversi motivo. Gli utenti si sentono maggiormente stimolati a supportare una azienda che ha una certa chiarezza e che fisicamente gli permette di collaborare. Inoltre l’apporto a 10 esperti di un settore, su un dato argomento, è nettamente minore di quello che può essere dato da 10.000 utenti appassionati.
Sul piano della relazione sociale e della informazione FBK come MC stessa (e i milioni di blog a giro per la rete) sono un ottimo esempio della rivoluzione che sta avvenendo. Ci sono ormai blog che riescono a far concorrenza al telegiornale per numeri di visite al giorno (in Italia abbiam avuto esperienza di questo proprio col blog di Grillo, e il fantomatico V-Day). Inoltre con un passaparola di velocità stratosferiche, proprio come ricordato nell’articolo, viviamo dei passaggi di informazioni e di mode che prima sarebbero satti considerati impossibili.
Questi sono solo alcuni dei punti di questa “rivoluzione” che sta avvenendo e trattati in maniera superficiale. Per approfondire consiglio la lettura di testi come “Wikinomics” o “La baia dei pirati”, o la moltitudine di altri saggi scritti sull’argomento.
Grazie per i complimenti e benvenuto.
A quanto leggo hai tutte le carte in regola per fare il passo successivo: idee, proprietà di espressione e informazioni.
Devi solo decidere di scrivere un articolo per noi:
http://www.mentecritica.net/mandaci-un-articolo/
concordo ,è una rivoluzione..forse va molto, molto più in là di quanto scrivi.
Ma le rivoluzioni ,anche se non sono sanguinose, hanno sempre dei potenti oppositori capaci di fermarla o snaturarla;
sono all’opera e ci danno dentro….
Per CN: Grazie a te per la fiducia e la proposta. Nel prossimo periodo spero di trovare le energie per scrivere qualcosa. Di idee ce ne sarebbero tante, ma non sempre idee e azione vanno di pari passo……
Per MM: sono daccordo, i tentativi di “fermare il vento” (come cantava De Andrè) sono sempre molto forti, ed alle volte riescono a “fargli perdere un sacco di tempo”. Ci sono casi in cui le corporation schizofrenice sono riuscite addirittura ad affossare tecnologie (che in parte avrebbero aiutato l’umanità) pur di mantenere il proprio satus quo.
Inoltre non voglio dire che questa “rivoluzione” porterà alla illuminazione della razza umana. Molte rivoluzione nella storia hanno portato innovazione ed evoluzione, creando però allo stesso tempo nuove contraddizioni spesso anche molto pesanti e difficili da afrontare.
La rivoluzione industriale ha portato l’inquinamento, la rivoluzione sessuale ha portato il sesso nella nostra società ad una visione eccessivamente merciologica e/o consumista etc…..
Insomma la grande spinta di innovazione che sembra assolutamente buona e positiva, finirà certamente col fondersi con la cultura dominante, e per questo creerà delle situazione che probabilmete saranno duramente criticabili.
Però ugualmente credo nella grande positività di questa evoluzione, e credo che in una maniera o nell’altra questa rivolzione sia inevitabile e necessaria.