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Facciamolo di Nuovo !!

1 dicembre, 2008 - 13:00 di  
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Comments

57 Risposte a “Facciamolo di Nuovo !!”
  1. Uff… preferisco Viggo Mortensen. Brad e’ troppo stereotipato… troppo “luogo comune”. :D

  2. PandaTriste scrive:

    Ho anche dato un voto positivo per par condicio e comprensione nei “vostri” (di voi donne) confronti,dopo il voto positivo(issimo lol) alla foto di angelina.
    Scherzi a parte,non ci vedo niente di volgare,mi sembra che l’intento di entrambi gli interventi sia scherzoso e si sia sfruttata l’occasione per fare della dietrologia(fra l’altro magari giusta) sullo sfruttamento dei “connotati sessuali” portato avanti dai media per ovvi motivi.

  3. Oris scrive:

    :D

    Grandi!

    Più di mille parole.

  4. Se sono contente loro…
    W la par condicio! ;)

    • A parte tutte le battute fatte, da un punto di vista personale a me non frega assolutamente niente di vedere foto di donne o uomini utilizzate al solo scopo di attrarre l’attenzione, purche’ non siano scene pornografiche che’ le ritengo proprio “antiestetiche” e non confacenti al mio gusto.

      Il porre in rilievo, anche in un articolo che parla d’altro, aspetti che vanno a stimolare l’attenzione di chi legge (come un paio di tette femminili o due bei deltoidi maschili) la ritengo un’operazione lecita dal punto di vista “comunicativo”.

      In fondo non e’ altro che cio’ che viene fatto dai ciascuno/a a livello inconscio: quando ci si propone a chi si ha di fronte, irrazionalmente, si assumono toni, atteggiamenti e posture atte in qualche modo ad attirare l’attenzione o addirittura a “sedurre”. Come ad esempio le donne che accavallano le gambe o gli uomini che tirano in dentro la pancetta.
      Sono comportamenti “naturali” e tutto cio’ che e’ naturale e non va a ledere gli altri non puo’ essere colpevolizzato, escluso, o messo continuamente in discussione con dietrologie inconsistenti e dettate solo da una sovrastruttura culturale come “la morale”.

      Poi c’e’ il discorso di chi si pone come “oggetto di desiderio”, chi lo fa di mestiere e su certe sue doti fisiche riesce a guadagnare soldi (come ad esempio Angelina e Brad). Come ho detto altrove trovo che non ci sia niente di tremendo o di mortale. Ciascuno fa con il suo e non ruba niente a nessuno.

  5. Sara scrive:

    Ahahah questa coppia col simbolo dell’iniziativa è veramente fantastica!
    In questi momenti vorrei conoscere un sinonimo quasi esatto di geniale perchè mi sento ripetitiva!!
    Già che ci sono metto sul pinguino il video, che anche quello è…
    Su youtube! :mrgreen: :mrgreen:

  6. Sara scrive:

    Ecco ho già un problema: adesso è il primo post nella home, ma come faccio a farlo vedere piccolo nella barra laterale? Ho provato a copiare il codice html e viene la versione gigantesca, e nel blogger non c’è più inserisci video come gadget… Io queste cose che non fai in tempo ad impararle e sono già cambiate le detesto!

    • @Sara,

      Vai nel codice e riduci le dimensioni (troverai dei numeri: cambiali fino a quando la dimensione del video non ti soddisfera’).

    • @Sara,

      PS: Ovviamente riducili mantenendo la proporzione.

      • Sara scrive:

        @Chiara di Notte – Klára,
        ok fatto grazie!!!!!

        • @Monica,

          Ok Monica, capisco che dietro l’industria della “bellezza” ci sia un gran giro di denaro ma c’e’ anche dietro l’industria della “cultura”.

          Anche in quel caso si potrebbe dire:
          “«Always remember that the main objective of the culture, books and cinema industries is to make money, not to make you the best person you can possibly be. The ultra beautiful mind ideal is working for them. But is it working for you? »”

          Il consumismo ci pervade ad ogni livello ed ormai non e’ piu’ possibile stabilire cosa effettivamente “lavora per noi”.

          Persino la “religione”, che riguarda le coscienze, lascia dei dubbi…

          Per cui e’ facile dire tutto ed il contrario di tutto. Cio’ che conta e’ quello che noi desideriamo per sentirci “meglio”. Anche se il bisogno e’ “indotto”, perche’ la non soddisfazione di quel bisogno significa stress e frustrazione.

          Quindi ogni cosa alla fine afferisce allo strettamente personale. C’e’ chi amera’ plasmare il suo corpo, chi invece si dedichera’ alla sua mente, chi all’anima e chi ad innumerevoli altre cose.

          Per quanto mi riguarda, se dovessi scegliere fra essere stupida o intelligente preferirei la seconda. Cosi’ come se dovessi scegliere fra essere brutta oppure una strafiga.

          In base a cio’ vivo e plasmo cio’ che ritengo sia opportuno plasmare per poter essere felice e sentirmi a posto non tanto con gli altri quanto con con me stessa.

  7. Monica scrive:

    “La nostra società è invasa dalle immagini.
    In un famoso saggio degli anni Ottanta Simulacri e simulazioni Baudrillard riflette sulla proliferazione delle immagini nel capitalismo avanzato, sull’espansione delle merci e sul costante progredire delle tecnologie di visualizzazione e simulazione. Egli offre una descrizione più precisa del nostro modo di valutare, sul piano culturale, la relazione tra immagine e realtà e, in proposito, cita il racconto di Borges in cui i cartografi di un potente impero tracciano una mappa così dettagliata da riprodurre esattamente il territorio dell’impero, una mappa che poi si consuma e si disintegra, anticipando simbolicamente il declino dell’impero che rappresenta in modo perfetto.
    Oggi, afferma Baudrillard, il racconto potrebbe essere capovolto: non è più il territorio a fornire il modello per la mappa, ma è la mappa a definire il territorio ed è proprio il territorio «a disintegrarsi e a marcire lentamente sulla mappa». Più avanti afferma che ciò che oggi è andato perduto è precisamente la distinzione tra il territorio e la sua mappa, tra realtà ed apparenza che continuamente si mescolano in una specie di melma che Baudrillard chiama «iperrealtà». Si tratta di una sfera in cui le simulazioni, cioè delle visualizzazioni senza un preciso riferimento alla realtà, si mischiano alla vita reale in modo tale che gli individui rinunciano a
    distinguere tra i vari livelli e così facendo contribuiscono alla loro confusione.”
    (…)
    “«Always remember that the main objective of the fashion, cosmetic, diet, fitness and plastic surgery industries is to make money, not to make you the best person you can possibly be. The ultra thin ideal is working for them. But is it working for you? »”

    Tratto da un lavoro di
    LUCIA RUGGERONE (Dipartimento di Sociologia Università Cattolica di Milano)

    • @Monica,

      @Monica,

      Ok Monica, capisco che dietro l’industria della “bellezza” ci sia un gran giro di denaro ma c’e’ anche dietro l’industria della “cultura”.

      Anche in quel caso si potrebbe dire:
      “«Always remember that the main objective of the culture, books and cinema industries is to make money, not to make you the best person you can possibly be. The ultra beautiful mind ideal is working for them. But is it working for you? »”

      Il consumismo ci pervade ad ogni livello ed ormai non e’ piu’ possibile stabilire cosa effettivamente “lavora per noi”.

      Persino la “religione”, che riguarda le coscienze, lascia dei dubbi…

      Per cui e’ facile dire tutto ed il contrario di tutto. Cio’ che conta e’ quello che noi desideriamo per sentirci “meglio”. Anche se il bisogno e’ “indotto”, perche’ la non soddisfazione di quel bisogno significa stress e frustrazione.

      Quindi ogni cosa alla fine afferisce allo strettamente personale. C’e’ chi amera’ plasmare il suo corpo, chi invece si dedichera’ alla sua mente, chi all’anima e chi ad innumerevoli altre cose.

      Per quanto mi riguarda, se dovessi scegliere fra essere stupida o intelligente preferirei la seconda. Cosi’ come se dovessi scegliere fra essere brutta oppure una strafiga.

      In base a cio’ vivo e plasmo cio’ che ritengo sia opportuno plasmare per poter essere felice e sentirmi a posto non tanto con gli altri quanto con con me stessa.

      • Monica scrive:

        @Chiara di Notte – Klára,

        Ma non si stava parlando di de-costituzione?
        Perchè ci abbiamo dovuto infilare a forza la belloccia e il belloccio?
        Nel frattempo che sollazzavamo gli occhi con altro il lavoro lì è finito? E’ migliorato? Siamo diventati tutti migliori? Abbiamo capito qualcosa di più?

        Va bhe .. lascia stare, sono molto di fretta e spiegarmi richiederebbe un tempo e un’energia che qui sul web non ho. Perdonami. La prossima volta eviterò di commentare quando so già di avere poco tempo e spazio limitato.

        Ps. Comunque per rendere meglio l’idea di quello che volevo comunicare potrebbe aiutarmi questo sito. Se hai tempo dacci un’occhiata.
        http://www.maschioperobbligo.it/progetto.htm

        • @Monica,

          Ma non si stava parlando di de-costituzione?

          Questi due articoli (quello con Angelina e quello con Brad) hanno solo lo scopo di “provocare” su un altro tema che con la De-Costituzione non ha nulla a che fare (a parte il logo stampato sulla maglietta della tettuta Angelina e sul muscolo di Brad.

          La discussione che ne e’ derivata va esattamente nella direzione che speravano gli autori dell’articolo che volevano mettere in relazione i diversi comportamenti (maschile e femminile) riguardo l’inserimento di un’immagine “accattivante” in un contesto che con quell’immagine non c’entra assolutamente.

          Grazie per la segnalazione. Andro’ a leggere quel sito.

          • Oris scrive:

            @Chiara di Notte – Klára, li vedi li scudi adesso?

            • @Oris,

              Cavolo… hai ragione…

              C’e’ un muro di scudi che non si vedeva dai tempi di Hastings.

              Ma non posso credere che siamo a ‘sti punti… non nel XXI secolo.

              Suvvia, non dirmi che ancora si sta ancora a discutere su certe cose…

              Certe cose dovrebbero essere affrontate con giocosa leggerezza e non con la seriosita’ che fa intuire una problematica molto piu’ radicata di quanto si voglia far credere.

              Beh, comunque il mio pensiero in proposito gia’ lo conosci. Inutile ripeterlo. :-)

  8. bene.

    altro che perdere ore a scrivere cose che non interessano a nessuno.

    basta pubblicare una foto con 10 cm quadrati di epidermide scoperta e nemmeno nei punti “caldi” che subito si scatena una prepotente discussione che in tanti pezzi che richiedono ore di lavoro, studio e di approfondimento non si percepisce nemmeno lontanamente.

    personalmente sono convinto che attribuire tanto valore a cose così stupide ed evidentemente provocatorie sia uno dei modi per farle assurgere a significati stratosferici che la banalità dell’immagine non meriterebbe nemmeno lontanamente.

    credo che trasformerò MC in un sito di foto. meno lavoro, più dibattito, più gente.

    • PandaTriste scrive:

      @dellefragilicose,
      beh,quindi un po’ avevo indovinato e un po’ avevo toppato
      Comunque “originale” come idea(riciclare l’ovvio..davvero innovativo! E non scherzo!)

    • Monica scrive:

      @dellefragilicose,

      Se ne potrebbero fare due di siti: uno di foto e uno senza per vedere chi sceglie che cosa. Alla fine dell’esperimento si potrebbero avere i dati per trarre delle conclusioni su quale lavoro paga di più.
      Ma poi paga in che senso?
      Le ore di studio e di approfondimento non sono di per se una soddisfazione?
      O la soddisfazione è quella di attrarre con le immagini per vedere quante risposte ci sono?

      Trarre delle conclusioni personalmente mi sembra azzardato; la situazione mi ricorda il principio di indeterminatezza di Heisenberg
      http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_indeterminazione_di_Heisenberg

      La provocazione che fine aveva? Provocare?
      Ma se cerchi la provocazione allora è nei tuoi obiettivi di ottenere la risposta alla provocazione, altrimenti non provocheresti, e se una volta provocato un fenomeno questo, come supposto si verifica, se ne può trarre qualche conclusione se non che ad azione corrisponde una reazione?
      Insomma se sai che mettendo A con B si sprigiona O, perché se non vuoi O continui a mettere A con B?

  9. marco scrive:

    Ahò, n’vedi sto sozzone, evvai che stasera se n’annamo n’tre! Essì che gliela diamo na bella botta….

  10. marco scrive:

    Per i più maliziosi…

    Alla costituzione ovviamente….

  11. Sara scrive:

    Bah ogni volta che scattano queste discussioni mi arrabbio un pò con chiunque le sostenga. Chi le comincia perchè le comincia, chi gli dà corda perchè il tutto continua.
    Che due balle. Non si può neanche costringere ogni volta la redazione al dilemma ci censuriamo, censuriamo i commenti, continuiamo così, cosa facciamo?
    Basta che se no alimento anch’io il discorso, mi piacerebbe dato il lavoro che penso ci sia dietro che venisse riconosciuto quello. Invece di perdere ore a scrivere ste cose perdete cinque minuti per diffondere il video!!!
    Decostituiamo le nostre questioni di principio!

  12. diabolicoMarco scrive:

    @Sara,
    non so se ti deluderò o se ti rasserenerò dicendoti che non ci sono discorsi tipo “ci censuriamo, censuriamo i commenti, continuiamo così, cosa facciamo?” riguardo questa cosa. ;)

  13. Oris scrive:

    Io andrei avanti, proprio dando importanza a cose inutili come questi problemi ci hanno accecato su cose più importanti.

    Quindi mettete uomini nudi e donne nude a iosa, quando la gente andrà oltre il dito saremo a posto.

    • Monica scrive:

      @Oris,

      Hai ragione anche perchè le cose inutili a volte sono dannose e sarebbe meglio conoscerle e conoscerne gli effetti di breve e di lungo periodo.

      Tempo addietro avevo promesso un lavoro sul tema “Media e Bambini”, ora l’ho scaricato sul sito della mia associazione ed è disponibile per tutti.
      E’ una presentazione in power point, in coda è presente tutta la bibliografia e sitografia. Se qualcuno volesse approfondire ho tutto il materiale di cui molta parte in formato elettronico.
      http://www.dubbieverita.it/Media.ppt
      Perdonate ma il sito è ancora in fase di costruzione e molto materiale deve ancora essere scaricato.

      @Per la redazione.
      Se vi interessa il materiale è a vostra disposizione.

      • Oris scrive:

        @Monica, sì, ama sono due cose diverse.

        Tu parli di una cosa che non ha nulla a che fare con quello che viene fatto su mc (dalla storia del cavolo in poi) perchè MC si rivolge a gente che ha già fatto le elementari.

        Inoltre il messaggio visivo non è indirizzato a farti comprare un prodotto o a farti piacere una trasmisione, ma a promuovere una iniziativa.

        Aprire OGNI volta questa discussione mi pare un po esagerato, mi occupo anche di marketing e conosco il potere delle immagini.

        Ma non è possibile che persone che si ritengono spesso più informate della media, tirino fuori l’ “allarme sociale” perchè c’è una tipa bella in foto…

        Che lo stratagemma visivo funzioni è indubio, no?

        Se no non staremmo ore a fare commenti inutili su tutto tranne che il tema del post.

        Quindi, vista l’utilità delle foto per promuovere una iniziativa utile, perchè non farlo?

        Detto questo, sono molto interessato al materiale e spero che ne farai un articolo.

        • Monica scrive:

          @Oris,
          Io non lancio un allarme sociale ma delle riflessioni.
          Nell’altra foto per esempio avevo accostato il tipo di comunicazione a quella usata anche da Grillo per promuovere il suo V-day. Anche nel V day si parlava di diritti, di informazione e di smuovere la società, di sensibilizzarla.
          Anche in quel caso alcuni spot e pubblicità dell’evento, della manifestazione, e non del prodotto, sono state effettuate con un certo tipo di comunicazione. Perchè? Cosa hanno portato? Ci hanno migliorati? Sono stati un successo?
          L’interrogativo che mi pongo è che cosa apportano e dove portano, oltre che da dove vengono.

          Ho visto una splendida iniziativa, la de-costituzione, ricevere in breve tempo più di 100 post e soprattutto ho visto svolgere un meraviglioso lavoro di costruzione della de-costituzione, un lavoro concreto fatto da tutti con molto slancio, sulla cui scia spero la Redazione aprirà appositi approfondimenti; dal tema dell’informazione a quello della scuola, a quello del diritto al lavoro, all’assistenza, e via dicendo.

          Poi i due post pubblicitari dove i commenti, oltre i miei, forse incompresi e poco chiari in cui volevo chiedere, cercare con voi delle spiegazioni, hanno visto una sfilza di commenti tra l’ironico, il faceto, tra l’applauso e la smorfia, tra la risatina e molto silenzio. Insomma dal mio punto di vista non mi sembra che abbiano apportato un grande contributo all’iniziativa (è una mia personale opinione).

          Avrei potuto tacere il disaccordo e la democrazia sarebbe stata perfetta, ma il nome di questo sito e i suoi slogan sono Mente Critica, e allora sarebbe sciocca un’autocensura proprio in un sito che della critica fa la sua essenza!
          La critica serve a chiedere e a non appiattirsi a porsi interrogativi, per non finire come l’Italia descritta dalla decostituzione: calcio, veline, auditel e tanto gossip a parlar di nulla.

          Personalmente vorrei fare qualcosa di diverso … vorrei andare in direzione opposta a quella indicata dall’audience e dallo spettacolo .. ma è una mia esigenza, sono in “overdose”.
          Overdose da immagini, da luoghi comuni, da censura nascosta nelle pieghe dell’ipocrisia, overdose da un mondo dettato dall’auditel, un mondo che ormai comunica non più per contenuti ma per slogan, che non discute sugli argomenti ma sul piano personale.
          IO TU, invece tu dici X io dico Y.
          Com’è X, com’è Y?
          Ma forse questa è un’altra storia..

          Un saluto

          • Oris scrive:

            @Monica, per me sono questioni di lana caprina.

            E non entrano nel tema.

            Il dito.

            Però capisco anche le tue rgioni.

            Contesto il doverle infilare dovunque ci sia una foto o una immagine osè.

            Se è un problema di sensibilità personale, di overdose come tu dici, non facciamone una questione generale.

            La censura getta le basi proprio su questo equivoco.

            • Monica scrive:

              @Oris,
              sinceramente non capisco perché se di fronte a un’immagine qualcuno può parlare di “bella topa” e alludere a “dargli una botta” senza alcuna levata di scudi, un altro che invece avanzi delle critiche a quelle stesse immagini, argomentate per di più, venga accusato di levare muri o di fare questioni di lana caprina, anticamera della censura.

              Personalmente non censuro nessuno; chiedo il senso, il perché, se ce n’è uno ovviamente. O chiedo di riflettere e parlarne, in fondo la critica tra menti critiche dovrebbe essere ben accetta, quasi una manna dal cielo… mi dovreste fare un monumento … ;)
              Ove fossimo tutti d’accordo nessuno potrebbe più crescere e magari vi perdereste l’occasione di approfondire la questione e di ritrovarvi insieme a me a comprendere nel profondo perché la commissione europea ha preso questa decisione

              http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A6-2008-0199+0+DOC+XML+V0//IT#title3
              per esempio.

              Di certe cose in Europa si parla da molti anni, ma d’altra parte se dalla Costituzione noi siamo giunti alla De-costituzione forse i motivi sono più di uno, o no?

              Dalle motivazioni della Commissione europea:
              Il vero obiettivo della pubblicità è influenzare ogni singolo individuo, le donne come gli uomini. Nessuna delle scelte che un individuo compie nell’arco della propria vita, in materia di istruzione, carriera, relazioni, affinità sociali e culturali, è compiuta in maniera decontestualizzata. (…) La pubblicità influenza gli individui sia a livello consapevole sia, forse in via principale, a livello di subconscio. (…) Gli stereotipi di genere consolidano ruoli di genere limitati e restringono dunque il margine di manovra e le opportunità di vita di donne e ragazze, ma anche di uomini e ragazzi. Dal momento che tali messaggi sono onnipresenti nella vita di ciascuno (in televisione, sui giornali, nei film, su internet), essi divengono la norma cui è prevista e richiesta l’adesione da parte di ogni singolo membro della società.

              La pubblicità è appositamente studiata per essere interpretata in un determinato modo. Uno dei presupposti per un’interpretazione e, presumibilmente, una pratica commerciale univoca è dunque che la forma sia basata su concetti o pregiudizi generali condivisi dal gruppo sociale cui il messaggio pubblicitario è rivolto.

              Essere una donna o un uomo all’interno della società di oggi comporta la soddisfazione di aspettative artificiali, obiettivo spesso difficile o persino irraggiungibile nella realtà. L’aspetto più importante è, tuttavia, che si tratta di un obiettivo che non vale la pena perseguire. Il fallimento è una minaccia costante e il fallimento richiede il suo tributo: disturbi alimentari, malattie mentali, scarso livello di autostima e così via. L’autostima viene ridotta a conformarsi a un contesto di genere prestabilito.

              Le ricerche mostrano che le norme create dagli stereotipi di genere nella pubblicità svolgono sugli individui un processo di oggettificazione, in virtù del quale le donne come gli uomini vengono rappresentate come oggetti – sebbene le donne ne abbiano sinora sofferto maggiormente. Ridurre un essere umano a oggetto espone l’individuo alla violenza e all’offesa. L’oggettificazione nella pubblicità è di importanza cruciale per il processo mediante il quale un individuo costruisce la propria identità e un’immagine è percepita come “normale”. Gli stereotipi si riferiscono alle idee su donne e uomini e alle relazioni che li legano. In pubblicità, essi sono anche visti come strumento di potere. L’obiettivo della politica per la parità di genere è dare a ciascuno il potere di plasmare la società e la propria personale esistenza. L’esposizione continuata a messaggi oggettificanti e stereotipizzati impedisce la realizzazione di questo obiettivo.

              • Oris scrive:

                @Monica, il senso è che funzionano.

                E siccome funzionano non ha senso non usarle.

                Negare che una bel corpo attiri significa negare se stessi.

                E insisto a dire: questioni di lana caprina.

                Parere mio.

                • Monica scrive:

                  @Oris,
                  per farti usare la testa o per attrarti ma allo stesso tempo abbassare la guardia?
                  Il mio discorso è : “poi non lamentiamoci con la de-costituzione, dove l’argomento TV e veline è stato ampiamente toccato”

                  Lo vogliamo, ce lo meritiamo, non lamentiamoci.

                  • Oris scrive:

                    @Monica, ho abbastnza senso critico per capire.

                    Infatti nonostante il lavaggio del cervello non ho fatto articoli de-costituenti.

                    forse la tua teoria non è infallibile?

                    La censura basa su ragionamenti tipo i tuoi le sue azioni censorie.

                    NOn voglio leggi genitore, non sono più il bambino di nessuno.

                    Non proteggete il mi spirito candido, lasciatemi fare.

                    Grazie.

                    • Monica scrive:

                      @Oris,

                      Il tono del tuo ultimo commento ritengo scenda sul personale e non discute le argomentazioni.

                      La tua teorie… i tuoi ragionamenti …
                      Se fossero tutti miei sarei al contempo una, trina, e molto di più.
                      Non a caso ti ho rinviato ai lavori della commissione europea, proprio per dare dimostrazione che queste astruse teorie sono meno astruse di quanto credi e non sono solo mie, le ho solo studiate, da parecchie parti e da differenti autori e autrici e cercavo di riportale a sintesi.
                      Ti ringrazio comunque di avermi dato tanta importanza.

                    • Oris scrive:

                      @Monica, beh, io non scendo mai sul personale, intenzionalmente almeno, quindi me ne scuso.

                      Rafforzo però la convinzione sulle teorie che anche se non sono tue, questo non significa provarne la loro fondatezza in modo tale da farle valere per ogni essere umano e sopra tutto in questa situazione: blog-> gente adulta scafata – foto con logo de-costituzione: allarme ingiustificato.

                      Il rischio censura è alto, qui per far smettere un inutile discussione la redazione ha dovuto toglere perfino gli header.

                      Questo a me da veramente fastidio, molto di più della foto di bradd pitt (o come caspita si scrive :) )

    • @Oris,

      Cio’ mi ricorda un episodio.

      Una sera indicavo la luna ad un’amica e cercavo di comunicarle il significato allegorico di quel gesto: “Vedi che bella? E dire che c’e’ tanta gente che invece della luna guarda la punta del dito…”

      E lei mi rispose: “Capisco! Pero’… carina la decorazione sulle tue unghie… chi e’ la tua estetista?” :mrgreen:

  14. michail tal scrive:

    Bellissima citazione Monica.

    Borges mi piace moltissimo e Baudrillard è un autore che mi riprometto da molto di approfondire, lo faro’ appena riesco, magari partendo proprio da quel testo che dici?

    Carino anche il sito, (e mi sembra azzeccatissima la segnalazione a -Klara, che sostiene quelle posizioni da anni).
    Alla bibliografia, della quale mi interessa sicuramente – LA PUBBLICITA’ E’ FEMMINA MA IL PUBBLICITARIO E’ MASCHIO aggiungerei questo testo, molto acuto:
    “CORPI DI DONNA, SGUARDI DI UOMO. SOCIOLOGIA DEL SENO NUDO” di Jean-Claude Kaufmann.

    ciao

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