Ex nihilo nihil fit 25


Un vecchio amico mi segnala questo articolo de “Il Fatto Quotidiano” sul tentativo del governo giapponese di confinare gli effetti propagandistici del disastro nucleare di Fukushima. Immagino che Emilio sia stato colpito per il cinismo di fondo che il giornalista cerca di denunciare, per la direttrice filosofica utilitarista che guida il processo di ripopolamento della prefettura devastata dall’incidente nucleare, per il concetto che ha espresso la scrittrice Randy Taguchi, che sulla questione ha scritto già due romanzi – quando racconta che ”ai residenti si cerca di far passare il concetto che il diritto ad una vita tranquilla e sicura non esiste più, che bisogna adattarsi al concetto di una società “a rischio”, dove l’emergenza è continua ed inevitabile”.

Prima di continuare, non voglio perdere l’occasione di osservare che, per ogni tragedia, c’è sempre una legione di intellettuali pronti a sfornare preconi moralisti o romanzi (ben due nel caso della signora Randy Taguchi), o magari entrambi come noi italiani, grazie al gruppo editoriale l’Espresso, ben sappiamo.

In realtà sono curioso di sapere quando mai sia esistito il diritto ad una vita tranquilla e sicura e chi è che ancora non si è accorto che tutti noi viviamo in una società “a rischio”, dove l’emergenza è continua ed inevitabile. A volte ho l’impressione che la gente venga al mondo con lo stesso atteggiamento di chi va in vacanza in un posto di mare dopo essersi rimpinzato di dépliant pubblicitari e si scandalizza se non trova le palme rigogliose, il mare azzurrissimo, il cielo sereno e la ragazza procace che ha visto negli opuscoli. In realtà, qualsiasi essere vivente su questo pianeta è privo di qualsiasi diritto e totalmente esposto alla brutalità della prepotenza ed ai capricci del caso. Se qualcuno è convinto che esista un’entità superiore che gli garantisce il diritto al benessere ed alla felicità dovrebbe coerentemente rivolgersi alla suddetta entità per reclamare sostentamento e protezione e lamentarsi per le palme col punteruolo rosso, il mare inquinato, il cielo coperto e la procace ragazza che non gliela vuole dare.

I “diritti” sono il più grande inganno della storia dell’umanità. Si ha diritto solo a ciò che si è in grado di difendere e solo fino a quando se ne è capaci. Ci si può difendere da soli, come fanno in maniera inefficace alcune bestie o federarsi in nazioni difendendosi più efficientemente con la legge, la polizia, gli eserciti. Ma sempre di difesa si tratta. Il “diritto” come spettanza che deriva ex-nihilo è solo una presa in giro per boccaloni che sono convinti di trovare novantanove vergini ad attenderli dopo aver tirato le cuoia.

Il mondo è un posto orribile per l’80% dei suoi abitanti. Fame, stupri, violenza, guerra, malattia, governano i quattro quinti dell’umanità. Il restante 20% è abbarbicato ad un privilegio che, oltre a non aver conquistato direttamente, sta anche perdendo la capacità di difendere.
Il nucleare è una forma di energia sporca, l’aspartame non è un dolcificante naturale, i campi elettromagnetici non fanno bene alla salute, il kamut è meglio del grano, lavorare per la riduzione delle emissioni di CO2, cercare la mobilità sostenibile sono tutte considerazioni interessanti, ma nessuno di noi si illuda di “avere il diritto” di essere tutelato. La decrescita felice esiste solo nei libri delle favole. Oltre la soglia c’è la crisi energetica, le grandi migrazioni indotte dalla scoperta che un mondo migliore esiste, il fanatismo religioso e politico, il terrorismo, le epidemie.

Noi non abbiamo mai avuto diritto ad vita tranquilla e da sempre viviamo in una società “a rischio”, dove l’emergenza è continua ed inevitabile. Abbiamo solo avuto la fortuna di nascere ai piani alti, senza nessun merito e senza alcuna spettanza genetica. E questo solo finché dura. Poi verremo soppressi e sostituiti.
Per reclami rivolgersi all’agenzia di viaggi.


25 commenti su “Ex nihilo nihil fit

  • Django

    Se mi è permesso rilevo solo questo, potrei entrare nello specifico ma credo sia inutile, ogni tentativo di quantomeno illustrare la veridicità di ciò che ha scritto il Comandante (ovvero che i diritti non sono altro che ciò che ci possiamo guadagnare e permettere) è costantemente negato a qualsiasi livello educativo (da genitori lo si percepisce bene), giuridico e fa parte del plagio di massa. D’altra parte, siamo da tempo entrati in una fase che non risparmierà ceffoni a nessuno. E se non li hai mai presi fanno più male.

    • fma

      In questo modo, avallando l’idea che i diritti sono solo ciò che ci si può permettere, farai piangere Landini e ti alienerai un sacco di simpatie a sinistra.

      • Django

        Caro fma, me ne farò una ragione. Gli orientali in certi ambiti dicono (più o meno): quando devi scegliere tra due percorsi, scegli il più difficile. Applicabile in molti casi, finché ne hai la forza, non ti delude mai perché ti lascia un certo allenamento. Sono comunque sempre più convinto che, in ogni caso, nessuno deve essere lasciato indietro: è il patto che ci fa sociali. Per esempio, si è detto in questi anni che in Grecia in inverno sono stati costretti a bruciare i mobili ed hanno tagliato tutti gli alberi: i partners europei, avrebbero potuto fornire legname a basso costo, scarti di segheria, pellet… no, bisognava punire e vendere sottomarini. Tra realismo e carognaggine c’è una strada…

        • fma

          Spero che tu abbia ragione, che sia vero che siamo tutti figli di dio e che qualcuno ci fornirà la segatura per scaldarci quando sarà il nostro turno d’avere freddo. Nel dubbio, tuttavia, io consiglierei di non imitare i greci.
          Fino ad ora tesi e antitesi non sono mai sfociate in ecumenici et et, ma sempre in drammatici aut aut.

          • Django

            Caro Casti_F, nonostante la gratitudine che provo per il tuo commento, sapendo quanto sono imperfetto, ti prego di fare una media tra me e ciò che dice fma, all’atto pratico molto più utile e realistico. Comunque grazie. 🙂

  • Vittorio Mori

    Amaro, ma vero. I tuoi scritti, caro Comandante sono spesso quel “back to basics” che manca al 90% della gente che incontro. C’è sempre quella famosa frase biblica che mi viene in mente, te l’avrò già enunciata, in Ecclesiaste 1:18 “Poiché dov’è molta sapienza v’è molto affanno, e chi accresce la sua scienza accresce il suo dolore.”. Buffo che sia scritta proprio lì. Vorrei dire inoltre che i tempi di dura crisi economica scremano, limano e frenano molto le utopie e le fregnacce, tipo quella del debito infinito ad libitum, senza una vera forza militare sottostante.

  • Mo. Fi.

    Ricordiamoci ogni tanto che siamo dove siamo per puro caso e che abbiamo veramente poco tempo in questo mondo…
    Ottimo pezzo, Comandante.

I commenti sono chiusi.