Eutanasia

15 novembre, 2009 di fma  
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Domenica, 11 ottobre

É una giornata di sole. Mi segue strascicando il passo fin sotto il nocciolo, dove c’é il suo pallone tra l’erba. S’accovaccia senz’allegria. In qualche modo deve accorgersi che lo fisso, perché alza la testa dal pallone e mi guarda. Senza l’espressione gioiosa con cui mi ha guardato tante altre volte, probabilmente sta troppo male, ma pur sempre con un punto interrogativo negli occhi: che hai?

Non glielo posso dire. Se anche potessi non glielo direi. Non sono affatto sicuro d’avere diritto all’arbitrio di cui ho deciso di farmi carico. Ma la superbia per iniziative che non ci competono, da Adamo ed Eva in poi, pare sia nella nostra natura: “Ma misi me per l’alto mare aperto”.

rottweiler01

Non ho di me l’alta considerazione che Ulisse aveva di sé, naturalmente; forse non é neppure questione di considerazione, o di superbia, semplicemente per ciascuno di noi, anche per il più infimo, c’è un giorno nascosto da qualche parte nel suo futuro in cui dovrà decidere. Senza averne né titolo, né voglia, e neppure gli elementi indispensabili.

Qualcosa mi va dicendo, per consolarmi, che sarei felice se qualcuno mi guardasse così, come io ora guardo lui, quando sarà la mia volta.

Ma delle voci di dentro non c’é da fidarsi. Dice: la coscienza ti mostrerà la strada. A me non mi ha mai mostrato niente, al massimo “…per speculum in aenigmate.”

Spero che quando sarà, quel tale sarà più bravo di me.

Certe cose bisogna farle bene, che non si capisca che stanno per accadere. Io probabilmente me le porto scritte in faccia, altrimenti non inclinerebbe la testa di lato, in quel modo, lo sguardo un po’ più curioso di prima: a che pensi, amico?

Lunedì, 12 ottobre.

É una giornata di vento. Sono le due e venti quando gli apro il cancelletto e lo faccio uscire.

Il veterinario ha allineato le sue siringhe sopra il muretto, sotto il faggio.

Vieni!

Viene a fermarsi ai miei piedi.

Seduto!

Mi si siede direttamente sulle scarpe, come ha sempre fatto fin da cucciolo.

- Mettigli la museruola – mi dice il veterinario.

- É necessario?

- Mettigliela. Non voglio correre rischi inutili. Mettiti dietro di lui. Tienigli una mano davanti. -

Mi metto cavalcioni sopra la sua schiena. Lo tengo per le spalle. Gli calzo una brutta museruola di plastica rossa. Mi lascia fare senza protestare. Forse ha deciso che ne ha abbastanza. Anche a un rottweiler può capitare di averne abbastanza. Specie se va avanti a flebo da una settimana. Gli stringo leggermente il cinghietto.

- Di più! – scuote la testa il veterinario – così non serve a nulla-

Gliela calco sul muso e stringo il cinghietto fino in fondo.

Non protesta. Come chi ha deciso di affidarsi alla volontà di Dio, sicuro che non gliene verrà alcun male.

Il veterinario gli solleva la destra, quella dalla quale gli é stato prelevato il sangue una decina di giorni fa. Prova per tre volte a infilargli l’ago nella vena, senza riuscirci.

- É secca…-

Tobia non guarda quel che sta succedendo alla sua zampa. Da giorni ha imparato a convivere con gli aghi senza isterismi. Guarda fisso davanti a sé, in silenzio, a tu per tu con la sua morte. Porta con dignità regale la stupidissima museruola di plastica rossa che non sono riuscito a evitargli. Gli massaggio le spalle, ridotte a un mucchio d’ossa. Il veterinario gli va rasando un tratto della zampa sinistra. L’ago é in vena. Il liquido dorato fluisce dalla siringa. Ci impiega qualche secondo per fare effetto. Lo accompagno a terra mentre mi si abbandona. Faccio in tempo a dirgli:

- Ciao, Tobia… -

Forse lui non fa in tempo a sentirmi. É sdraiato su un fianco, privo di coscienza, quando il veterinario sostituisce la siringa dorata con la siringa bruna.

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Comments

17 Risposte a “Eutanasia”
  1. maria scrive:

    Credimi sto piangendo!
    Io che porto con me ancora il senso di colpa per aver sterilizzato il mio gatto! Che ne parlai con veterinario, dottore di famiglia ed infine un prete, che mi disse di scegliere il male minore… Mi chiese perchè vuoi farlo, ed io risposi, perchè ho perso troppi gatti che uscendo da questo posto dove abito, finiscono sotto una macchina o sotto un cammion, il precedente gatto, lo abituai ad uscire e rientrare quando voleva, ma un giorno, lo rotrovai spiaccicato sull’asfalto!
    Questo che ho da 9 anni con me, lo feci uscire, un giorno uscendo, vidi che stava attraversando questa malefica strada, dove una sera, proprio sotto casa, fu investito un uomo, che per fortuna si salvò!
    Vidi l’autista fare una frenata mentre attraversava il mio gatto, e poi ripartì, avrei voluto ringraziarlo, non tutti lo fanno!
    E presi, cominciai a prendere questa decizione….
    Il prete mi disse che dovevo sceglire tra il fargli fare la sua vita col rischio che moriva il giorno dopo sotto un’auto, o farlo sterilizzare per allungargli la vita! Il gatto, mi fu regalato da un bimbo, io non volevo più amici con me, per non soffrire e non farli soffrire… Scelsi la sterilizzazzione dopo tre volte che lo portavo dal veterinario e poi ci ripensavo…. Forse sarà stato egoismo, ma lo stesso egoismo, mi avrebbe detto NO all’eutanasia!!
    Sarei stata vicino a lui il più possibile fino al giorno in cui Dio avrebbe deciso di portarmelo via!!
    Ma mi rendo conto che se quel Dio voleva, forse poteva evitare che l’altro mio amico precedente venisse investito….
    Il libero arbitrio è una cosa che non ho mai capito!!!
    Dov’era la possibilità di esprimerlo sia per il tuo amico che per i miei amici!!!!
    Non è più libero questo arbitrio se non è nella espressione di tutti e per tutti!!
    Ma sto ancora piangendo!

    • fma scrive:

      Giuliano di Eclano, che la sapeva lunga, polemizzando con Agostino intorno al libero arbitrio, diceva:
      “E’ buona cosa dunque la possibilità e del bene e del male, perché poter fare il bene è l’atrio della virtù e poter fare il male è testimonianza di libertà” (I, 81)

  2. Vorrei che qualcuno mi aiutasse a capire l’amore per gli animali.
    Da piccolo ho giocato con cani e gatti, ma da grande credo di aver stabilito un rapporto di serena indifferenza con le bestie non commestibili.

    Non so. Mi sembra che prenderli, tenerli chiusi in casa, tagliargli coda, orecchie e palle sia una cosa non esattamente amichevole.
    Comunque, ho difficoltà di relazione anche con gli esseri umani. Sicuramente è colpa mia.

    Bel pezzo, comunque.

    • fma scrive:

      Come qualsiasi altro amore non è da capire, ma da provare.
      Il caso, come sempre, vi gioca un ruolo determinante.
      Il mio primo cane è stato un bastardo, bianco e nero, cento anni fa.
      Insieme abbiamo letto, e commentato, tutti i libri della biblioteca del prete, al riparo delle frasche dell’orto,in ineffabili pomeriggi estivi.
      Anche la simpatia per i rottweiler è stata frutto del caso. Nella fattispecie si chiamava Yuri, un maschio serissimo, che, mentre io parlavo con l’allevatrice per avere lumi sulla pericolosità di quelle bestie di pessima fama, stava provando a infilarmi il muso in tasca, in cerca della mano.

  3. Marista scrive:

    Davvero un bel pezzo, succede così, riesci a ricordare ogni attimo. Ho dovuto sopprimere un gatto, ricordo ogni attimo, le fusa che mi ha fatto quando ho voluto io tenerlo e gli ho lasciato annusare la siringa che il veterinario stava per usare, è morto guardandomi , il veterinario stesso era colpito, sembrava contento chi sa .. dopo per un anno, ricordavo ogni secondo, ma non ricordavo più il suo nome. Faceva parte di una cucciolata disgraziata, tutti bellissimi, ma poi man mano morivano con forti dolori per una malattia ereditaria, di lui , il più intelligente ed affettuoso, ma il più malato, ho a lungo cancellato il nome dalla mia mente.

    Comandante nebbia, guarda che non è necessario tagliare nulla ai nostri animali, ho una volta sola ceduto ad un veterinario che , in presenza di bambini piccoli mi faceva notare che era necessario sterilizzare un gatto sicuramente selvatico capitato in casa mia per un insieme di strane circostanze, non ho mai superato il senso di colpa. Se ho avuto dei cani li ho lasciati in pace, liberi più che potevo e mi hanno ripagato con amore e rispetto, lasciando un tale vuoto che …cani mai più.

  4. cristiana scrive:

    ono della meteore,come quelle stupefacenti stelle cadenti che appaiono per un attimo e poi svaniscono lasciando una scia luminosa.Sono dei conquistatori che spadroneggiano in casa tua,ma perdoni loro tutto perchè in cambio danno amore e comprensione.”Non sono tutto nella vita ma riempiono la nostra esistenza”(Caras).Possono anche cambiare la vita e migliorarla,come è successo a me da adolescente.Hanno un intuito e una sensibilità eccezionali e sanno quando agire da calmante o da eccitante.Kafka ha detto:”Ogni conoscenza,la totalità di ogni domanda e di ogni risposta,è contenuta nel cane”.Molte volte mi sono persa nello sguardo di un cane.Lo so,stravedo per loro e,come ha detto Mark Twain”,se esiste un paradiso dei cani scelgo il loro”.

    Oggi io e mio marito abbiamo deciso di porre fine alle sue sofferenze .Ci siamo resi conto che, a forza di flebo , iniezioni e medicine gli stavamo togliendo ogni gioia di vivere e la sua dignità.Lo abbiamo assistito mentre si addormentava sereno.Lo abbiamo lasciato in buone mani,assieme ad un pezzo dei nostri cuori,non senza averlo prima ringraziato per tutto ciò che ci ha donato e insegnato.

    Penso che tu abbia fatto la scelta giusta;è solo l’egoismo che ce li fa trattenere,quando invece è giussto cessare di farli soffire.
    Cristiana

  5. michelangelo scrive:

    Ciò che io non conosco è la cosa più preziosa che ho: la mente profonda.
    Se ne conoscessi solo un po’ saprei che il libero arbitrio che presumo di esercitare e quanto di più condizionato possa immaginare, tanto che di libero non c’è proprio niente.
    E’ la logica del senso comune, come quando parlo con la fotografia marmorizzata di mio padre, o come quando guardandomi allo specchio presumo di vedermi al diritto anziché al rovescio che mi fa scegliere quasi sempre sull’onda di una emotività tanto più razionalizzata quando meno dettata dall’intuizione e dalla coscienza.
    Ed è così che uccisi il mio cane.
    Ed è così che permisi l’uccisione di Piergiorgio e di Eluana.

  6. michelangelo scrive:

    Per andare dove dobbiamo andare, disse Totò al vigile, per dove dobbiamo andare?
    Per andare dove dobbiamo andare basta seguire l’istinto, che non è vero che non sbaglia mai, ma sia che indovini o che sbagli è sempre un’esperienza che fai, e le esperienze portato tutte “ineluttabilmente” all’evoluzione, specialmente se è l’istinto e non la ragione a guidarle.
    Ma l’istinto ha residenza nell’emisfero destro che è la domus magna della mente profonda, e del vero libero arbitrio, laddove il “destro”, è l”Oriente” di ogni pensiero e indica l’alba dell’uomo e il sinistro, l’”Occidente” il tramonto.

    E’ amore l’istinto, è amore il raziocinio. Ciò ci dica che, sia l’istinto – ricordo – sia il raziocinio – la logica emanazione di idee intelligenti – danno all’uomo per vie diverse il senso e il valore dell’armonia.
    Ma amore è armonia.
    E l’eutanasia non è né l’una, né l’altra.

    • fma scrive:

      Tra oriente e occidente, tra alba e tramonto, confesso che mi sono un po’ perso.
      Si vede che il mio emisfero destro è occluso.
      ;)

      • michelangelo scrive:

        Non è occluso è semplicemente umano, e …
        ““l’umanità, (dal Rapporto K)con la sua fatica evolutiva, è un serpente che si morde la coda. Se invece rinunciasse l’uomo, per un istante, se ne trovasse la forza, alla propria fatica, se si FERMASSE a meditare in nuova guisa, esterna al corollario di mansioni da lui e per lui confezionati nel laboratorio delle discriminazioni, separato dai sé delle oscure tradizioni, in quell’istante – congelata ogni esperienza – gli apparirebbe chiaro tutto ciò che ora sta aldilà dei proprio orizzonte, aldilà di tutto. Allora scoprirebbe di essere egli stesso aldilà””.
        Questa riflessione è legata al concetto della immensa ed infinita capacità della “ mente dell’uomo” che io definisco mente profonda, laddove in uno spazio infinitesimale si colloca la mente cosciente – punta dell’icerbeg -, mai esente da condizionamenti che quasi sempre turbano e inficiano l’uso del libero arbitrio.
        Da una parte quindi convinzioni filosofiche – esoteriche – animistiche che si contrappongono con concetti di rigorismi analitici – metodiche scientifiche – risultati di laboratorio, e dall’altra una istanza profonda di un incontro tra scienza e “magia” per una profusione d’intenti.

  7. Luna scrive:

    Ciao Tobia!

    Di fronte ad una malattia che implica un sicuro esito infausto, il carico di dolore che essa comporta e che non può essere controllato, costituisce una ragione a favore di un intervento di interruzione di vita.
    Hai dato valore alla sua vita, accogliendolo e amandolo.
    Interrompendola, a fronte di una sofferenza e di un dolore che ne neghino la dignità, hai dato valore alla sua morte.
    Nè altruismo nè egoismo.
    Amore: la scelta non può essere sbagliata.

    Complimenti, anche, per il racconto dal quale traspare una tenerezza che…mi colpisce! :)

  8. spes74 scrive:

    Complimenti per la delicatezza del racconto.

    Qualsiasi scelta può essere quella giusta o quella sbagliata ed è vero che è una cosa che va provata: loro ci danno amore incondizionato, al contrario di noi “umani” che a volte siamo le vere bestie.

    Spero di non trovarmi mai di fronte ad una situazione del genere.
    Mi scuso in anticipo se il mio paragone può sembrare offensivo ma la mia Birba per me è come una figlia; ha 13 anni ed ho sofferto varie volte per lei: è stata investita, avvelenata, l’ho curata da febbri, infezioni, gastroenterite… E poi c’è da fare tutti i vaccini, i richiami, la sverminazione…
    Praticamente come una figlia.
    Comincia ad avere parecchi annetti per un cane e sto già male al solo pensiero di cosa dovrò affrontare ma, ripeto, spero di non dovermi mai trovare davanti ad una situazione del genere.

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