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Euston, abbiamo un problema

22 marzo, 2007 - 20:40 di  
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cccp.jpgSecondo me ci sono troppe sinistre in giro. E’ come in quei film di fantascienza con androidi talmente perfetti che li scambi per umani e ti accorgi che sono finti solo all’ultimo quando li apri in due, ne sbudelli i meccanismi e l’occhio a molla gli penzola fuori dall’orbita.
C’è tanta gente che si definisce di sinistra, anzi ci tiene proprio ad autocertificarsi come tale, ma poi se guardi da vicino ciò che dice e scrive ti accorgi che, o tu sei definitivamente un vecchio arnese del passato ancora legato alla sinistra di Peppone o qualcuno non ha le idee ben chiare su cosa significhi essere di sinistra.
Dovete capirmi. Ai miei tempi c’erano grosso modo due sinistre: quella parlamentare e quella extraparlamentare. I comunisti erano ancora comunisti. Il segretario del PCI era Enrico Berlinguer. C’era perfino l’Unione Sovietica con il CCCP e l’Albania si faceva fatica ad indicarla sulla cartina.
C’era anche una sinistra estrema, e poi l’anarchia (quella vera, non gli anarcoinsurrezionalisti fantasma di Pisanu), e i violenti, “gli innominabili”, come direbbe Gaber.




I socialisti, fino a Craxi, parlavano ancora di socialismo e di operai. Poi arrivò Bettino e la sinistra si scoprì piaciona, godereccia e puttana.
Nonostante le differenze però era ancora facile districarsi nel significato di sinistra. Fermi i capisaldi della difesa dei lavoratori e delle classi disagiate, le differenze erano essenzialmente nei metodi. Le conquiste sociali c’era chi le voleva ottenere legalmente governando e chi era disposto ad usare la violenza, a fare la rivoluzione, si sarebbe detto.
Oggi districarsi tra le varie anime della sinistra è un casino. Alcune le riconosci, usano ancora i vecchi simboli, parlano di uguaglianza, diritti civili e giustizia sociale, quelli che per me sono i valori della sinistra, assieme all’antifascismo, all’antirazzismo e alla tolleranza nei confronti della diversità.
Altre anime che si autocertificano di sinistra mi rendono perplessa perché vorrebbero, ad esempio, opporsi al neoliberismo senza cadere nelle maglie dell’antimperialismo acritico. Una versione molto snob della botte piena e della moglie ubriaca.
Ecco, io penso che un elemento imprescindibile della sinistra sia ancora proprio l’antimperialismo, assieme alla ricerca di un sistema economico (modo di produzione) più equo del capitalismo, soprattutto della sua versione hard, il liberismo.
Ho l’impressione invece che la cosiddetta sinistra riformista non si ponga il problema del capitalismo e del suo superamento (in senso democratico e alternativo e non rivoluzionario e violento) ma che cerchi di rendercelo solo più digeribile masticandolo a lungo prima di farcelo ingoiare. O rendendocelo meno penoso come nel detto cinese “se proprio devi essere violentata cerca di trarne piacere.”
Le riforme che vogliono e che ritengono indispensabili per noi (grazie, e chi ve le ha chieste?) riguardano sempre gli altri. La flessibilità del lavoro sbandierata dai vari economisti riformisti che guardano alla Danimarca con il culo bene al caldo non riguarda loro o i loro figli ma solo i lavoratori subordinati, le donne e i lavoratori immigrati.
La loro benevolenza nei confronti dell’attuale sistema è totale perché in realtà difendono un’oligarchia della quale fanno parte. Per loro non vi è alternativa possibile a questo sistema economico e quindi sono conservatori, non progressisti.
Stranamente hanno preso qualcosa dalla vecchia sinistra: il peggio, il metodo stalinista della caccia al dissidente. O sei con loro o contro di loro, con i terroristi.
A proposito di imperialismo, tutte le guerre degli ultimi sei anni erano già scritte del Project for a New American Century fin dal 1997 ma se lo si dice vi daranno nell’ordine: del cospirazionista, dell’antiamericano, dell’antisemita e del busone.
Già, mi ci vorranno cent’anni ma forse un giorno capirò il perché del livore che gli amici ebrei e israeliani hanno adesso nei confronti della sinistra, dopo averci militato storicamente per decenni. Se Fini va a Gerusalemme sarà merito dell’acqua di Fiuggi oppure è il sionismo che si è spostato decisamente a destra?
La cosa più di sinistra che abbiamo avuto negli ultimi anni per me è stato il grande movimento che si raccoglieva attorno alla frase “un altro mondo è possibile”. Un movimento fatto di persone di diversa provenienza politica ma accomunate dalla consapevolezza che la globalizzazione non porta affatto i vantaggi che millantano i suoi fautori.
Questo sistema economico sta distruggendo il pianeta, rende i ricchi più ricchi e i poveri più poveri. Chi dice che non è vero è in malafede o è cieco. La comunicazione decide letteralmente della vita e della morte di interi popoli. Se una guerra non interessa o non è funzionale al grande masterplan non se ne parla e tu non ne saprai mai nulla, anche se muoiono milioni di persone. Basta vedere come la Palestina è sparita dai tele/giornali, assieme al Darfur, alla Cecenia e alla Somalia.
Era bello il movimento dell’altro mondo possibile. Ma è finito, colpito dalle mazzate di Genova, e coperto dall’oscuramento dei media e dalla nube piroclastica di Ground Zero. No global è diventato sinonimo di delinquente, terrorista.
Se abbiamo imparato una cosa da Genova è che questo sistema non sopporta di essere messo in discussione, soprattutto quando sta ridisegnando la geopolitica a sua immagine e rassomiglianza, armato fino ai denti contro i mulini a vento che gli servono per dominare il mondo.
Spariti i no global, o quasi, oggi se la prende contro il Sudamerica che cerca una via diversa di sviluppo. E, come quarant’anni fa Castro, oggi il babau è Chavez.
Da noi sono spariti anche i girotondi, e tutto il movimentismo che voleva dare una scossa ai burocrati di partito. Si farà il Partito Democratico con Rutelli e Fassino, de gustibus.
Io continuo a sperare in un vero progressismo, dove essere di sinistra significhi di nuovo qualcosa di meglio dell’assomigliare a Tony Blair.

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Comments

11 Risposte a “Euston, abbiamo un problema”
  1. Davide scrive:

    Puttana eva che articolo coi controcazzi!

    "[...]La loro benevolenza nei confronti dell’attuale sistema è totale perché in realtà difendono un’oligarchia della quale fanno parte. [...]"

    Mi viene in mente il Poeta:

    "Anche se voi vi credete assolti, siete tutti coinvolti".

    Au Revoir

  2. settantasette scrive:

    Concordo con Davide. Chapeau alla papera zoppa.

  3. Mala scrive:

    sto per mettermi a piangere.. purtroppo è davvero così..

  4. serpiko scrive:

    Porco boia!

    Alla faccia della schiettezza… Ci vuole di tanto in tanto una parola come questa, che ci ricordi che negli schieramenti di oggi (a destra non è proprio lo stesso mercimonio ma poco ci manca) ben poco è rimasto della vecchia idea che li contrapponeva, se non forse esclusivamente un nome di facciata.

    Il melting-pot dei parlamenti si rivede nella scelta dell'alleanza: smorzati che ne abbiamo i colori, le mille sfumature di grigio finiscono sempre per confondersi. Al momento opportuno, ovviamente.

  5. Emanuele scrive:

    Meraviglioso articolo!! ma veramente bellllllllo!!!

    Mi soffermo su alcune riflessioni:

    Purtroppo il capitalismo ha in mano tutto. Soldi,potere e armi. Il sistema economica marxista dove è stato adottato in passato ha fallito per svariate ragioni su cui non mi soffermo. Se si studia la teoria di quel sistema adattandola ai giorni nostri (leggi svecchiandola e sistemandola) potrebbe ancora essere una valida alternativa. Sul piano teorico però. In realtà è ormai inattuabile un cambio radicale di sistema economico. L'unica sarebbe al limite iniziare a marxizzare il capitalismo. Come? non lo so. Utopia, come mescolare acqua e olio. Fatto sta che questo pianeta non reggerà ancora molto e lo sanno anche "loro". io sono pessimista e gia lo vedo un pianeta alla "mad max".

    Su genova che dire..doveva andare così, d'altro canto si stava "preparando" l'11 settembre e i signori della guerra non potevano permettersi di avere un attivo movimento no-global fra i piedi in un momento cosi delicato.

    Fra articolo e commenti si è citato Gaber, de Andrè… e io cito Guccini così si cala un tris d'assi inarrivabile:

    "Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione,

    Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.

    Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia

    e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia"

  6. 3eowulf scrive:

    Non condivido l'opinione che il problema sia il sistema capitalistico in se.

    Credo piuttosto che l'attuale stato delle cose sia dovuto ad un asservimento volontario dei vari poteri a quello economico, semplicemente dovuto al mero egoismo insito nella natura umana.

    Il potere politico non è diretto da quello economico: si fa dirigere.

    Stessa cosa dicasi per il potere mediatico.

    In tutto questo chi potrebbe fare qualcosa è invece soggetto ad una falsa coscienza, orchestrata dagli altri tre protagonisti, ed avvantaggiata dal fatto che non tutti gli uomini sono nati uguali.

  7. Davide scrive:

    P.S: voglio assolutamente quella felpa. Il passaporto è già in stampa invece ;-)

  8. MenteCritica scrive:

    punto Vortex/Davide

  9. MenteCritica scrive:

    ho dimenticato di mettere le stelline per i voti. un 5 d'ufficio.

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  1. [...] tara genetica di noi gente di sinistra. In questo senso continuo il discorso di Lameduck, iniziato in questo articolo, anche se, essendo io meno intellettuale, più che sui grandi progetti e gli obiettivi planetari, [...]

  2. [...] sono ritornata a fare la comunista. Tanto per non parlare di ricchi, cammelli, crune degli aghi e Regni dei [...]



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