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Zoroastrismo

15 febbraio, 2009 - 9:00 di  
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Eterna lotta del Bene contro il Male
Eterna lotta della Luce contro le Tenebre

Lo Zoroastrismo è la religione fondata da Zoroastro.
Generalmente gli storici inquadrano la vita e la predicazione di Zoroastro in Persia tra il VII e il VI secolo a.C., ma c’è chi pensa sia vissuto nel II secolo a.C. e chi addirittura sposta la sua data di nascita nel 6000 a.C.!

Quello che sappiamo della sua vita è quello che narra il testo sacro dell’Avesta, il libro di cui i Gatha – i testi attribuiti a Zoroastro stesso – ne sono una parte.
Il nucleo centrale della filosofia (o religione che dir si voglia) zoroastriana è l’eterna lotta tra il Bene e il Male: tutto viene inquadrato all’interno di una battaglia cosmica tra la Verità e la Menzogna. La Verità è impersonificata dal Saggio Signore Ahura Mazda (letteralmente: “Dio Supremo”), simbolo della Creazione di tutto ciò che di benefico esiste per il genere umano, dell’Esistenza, del Libero Arbitrio e, in definitiva, polo “positivo” e motore dell’universo. La Menzogna è invece impersonificata da Ahriman (o “Angra Mainyu”), simbolo di tutto ciò che è malefico.




Lo scopo degli esseri umani deve essere quello di tendere a Ahura Mazda, Unico Vero Dio, e di seguire la sua via attraverso pensieri, parole e azioni positive. Assolutamente da evitare è il Male, la Menzogna, le azioni, parole e pensieri negativi.

zoro

Tale concetto del Dio Unico, simbolo del Bene e della sua eterna lotta contro il Male, intendeva se non spazzare via, almeno ridurre la complessità di tutta l’affollata schiera di Dei pagani diffusi allora – con nomi e forme differenti – praticamente in tutto il mondo conosciuto. Un Dio unico ora si ergeva sovrano, e tutti gli altri (ridotti di numero) venivano ridotti a divinità inferiori – un po’ come gli angeli nel Cristianesimo e nell’Islam – create dal Dio Supremo per coadiuvarlo nella lotta contro il Male.
Il duopolio Bene-Male, inoltre, ebbe un’enorme influenza sul Pensiero Occidentale degli ultimi duemila o duemila e cinquecento anni.
Qualche secolo prima di Cristo la Persia fu un impero immenso, e i suoi imperatori governavano un territorio che si estendeva approssimativamente dal confine occidentale dell’odierna India, a est, fino all’odierna Bulgaria, alla Grecia e all’Egitto a ovest. Praticamente tutto il mondo conosciuto allora, eccetto la Cina e l’India, era persiano. E la Persia, pur con la sua invidiabile tolleranza religiosa, seguiva ufficialmente lo zoroastrismo. Fu così che lo Zoroastrismo persiano influenzò – oltre che molte tradizioni religiose orientali – Giudaismo e Platonismo, la religione e la filosofia che piu’ hanno influito sulle successive (e odierne) religioni e filosofie occidentali. Secondo alcuni storici lo Zoroastrismo, il “più antico dei credi rivelati”, “probabilmente ha avuto, direttamente o indirettamente, maggiore influenza sull’umanità di ogni altra fede”.

Ad esempio il tema della lotta tra il Bene e il Male sarà poi centrale anche per la filosofia cristiana, che sostituirà i due poli – il positivo e il negativo – con Dio/Gesù Cristo e il Diavolo (anche se poi in qualche modo l’affollata schiera di dei tanto amati dal popolino verranno sostituiti dai santi).
Ma le similitudini tra il Cristianesimo e lo Zoroastrismo non si fermano certo qui. Secondo lo Zoroastrismo, Ahura Mazda creò il mondo in sei “periodi”, come il Dio Cristiano, che si riposò il settimo (giorno o periodo). Mashya e Mashyana furono il primo uomo e la prima donna creati dal dio, come Adamo ed Eva. Ahura Mazda è inoltre considerato il protettore di tutte le creature: per esempio, secondo la tradizione mazdeista, durante il Diluvio egli costruì il palazzo ‘Vara di Yima’ al fine di proteggere tutte le creature. Anche il grande Diluvio è dunque presente nelle leggende zoroastriane, come d’altronde in quelle di moltissime culture antiche.

Inoltre, anche secondo Zoroastro alla fine dei tempi i morti resusciteranno e ci sarà un Guidizio Finale, in cui Dio castigherà i cattivi e premierà i buoni. E’ così che alla fin della fiera il Bene trionferà e tutti gli uomini, tramutati in fantastici esseri spirituali, diverranno immortali e vivranno per sempre felici e contenti, senza fame e senza sete, tutti uniti con un unico obiettivo (celebrare la gloria del Signore). Insomma, ancora meglio di quello che generalmente si vede nelle migliori favole disneyane.
Zoroastro fu dunque senza ombra di dubbio uno dei personaggi piu’ importanti nella Storia dell’uomo, anche se per secoli le principali religioni monoteiste mediorentali (e poi mondiali) lo dipinsero come poco più di un semplice mago. Questo perché, in modo simile a tanti profeti, santoni, filosofi e pensatori dell’Antichità (da Pitagora a Cristo), era solito infarcire le sue predicazioni e le sue lezioni filosofiche con qualche miracolo o “magia”.

Altre caratteristiche dello Zoroastrismo:

  • Fuoco e acqua: sono due importanti agenti di purificazione rituale, e le cerimonie di purificazione associati a questi due elementi sono considerati la base della vita rituale. Il fuoco (che emana la luce e illumina anche le notti più oscure) è considerato un mezzo per ottenere la saggezza, mentre l’acqua è la fonte di questa saggezza.
  • Vita, morte e reincarnazione: prima di nascere, l’anima di un individuo è ancora unita a fravashi, che è esistita fin dal momento in cui il Saggio Signore Ahura Mazda creò l’universo. La vita è invece una parentesi temporanea, durante la quale fravashi opera come guardiano protettore dell’anima, temporaneamente inserita in un involucro corporale. Il quarto giorno dopo la morte, l’anima si riunisce con fravashi. La reincarnazione è prevista per la fine dei tempi.
  • Cadaveri: il cadavere non deve “contaminare” la meravigliosità della creazione, non deve “sporcare” l’Aria, la Terra e l’Acqua. I cadaveri perciò sono: a) nei paesi dove è permesso (come in India), depositati sulle “Torri del Silenzio” (foto sotto) e lasciati divorare dagli sciacalli. b) cremati. c) disciolti con degli acidi. d) seppelliti in bare perfettamente sigillate.
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  • Il “Natale zoroastriano”, chiamato Shab-e Yaldā (Persiano: یلدا) or Shab-e Chelleh (Persiano: شب چله), o semplicemente Yaldā, è una importantissima festività persiana che risale alla notte dei tempi. Originariamente è nata, in modo del tutto simile a quanto accadde in moltissime culture antiche ( si legga “la tradizione del Natale”), per festeggiare la notte più lunga dell’anno (nell’emisfero nord della Terra), vale a dire: la vigilia del Solstizio d’Inverno, quando la Luce (simbolo del Bene e di Dio) vince sulle Tenebre (simbolo del Male) e le popolazioni antiche festeggiavano la “rinascita” del Sole (per esempio, già gli Egiziani grazie alle loro straordinarie conoscenze astronomiche, già 4mila anni fa festeggiavano proprio in questi giorni la rinascita del Sole). Col passare del tempo e con la successiva dominazione islamica il significato religioso della festività persiana dello Yalda si è perduto (come quello di altre celebrazioni zoroastriane), ma ancora oggi in Iran lo Yalda è una delle feste più importanti dell’anno, un giorno nel quale, in modo molto simile al Natale occidentale, le famiglia si riuniscono in un’atmosfera di gioia attorno a importanti banchetti e si sta svegli fino a notte fonda tra balli e canti, con un occhio particolare ai bambini, che simboleggiano il futuro. La tradizione di servire cibi particolari e frutta fresca, che spesso viene appositamente tenuta in congelatore sin dall’estate, è un retaggio dell’antica cerimonia di invocare le divinità in modo di proteggere il raccolto dal freddo dell’inverno e di propiziarsi la prosperità per l’anno venturo. In particolare si mangiano melograni e angurie, il cui colore rosso simboleggia un feto, una nuova vita, ma anche il calore e la bellezza dell’alba, lo splendore e la forza del Dio del Sole Mitra. La parola Yalda infatti nella lingua Assiro-Babilonese significa “natività”. I Persiani, prima ancora della diffusione della religione Zoroastriana, credevano nell’esistenza del Dio Sole Mitra la cui religione, il Mitraismo, arrivava appunto dalla Babilonia e narrava che fu proprio nella notte più lunga dell’anno che nacque Mitra (o Mehr): il Dio del Sole invincibile, giusto e illuminato, protettore di luce e amicizia. Questo aspetto del Mitraismo fu dunque accolto nello Zoroastrismo. Il Mitraismo era prima dello zoroastrismo il culto diffuso tra i popoli del mondo conosciuto, e possiamo cogliere i segni lasciati in eredità da questa religione anche ai giorni nostri. Ne sono esempi eclatanti la scelta del 21 dicembre per la festa di Shab-e Yalda per i Persiani, o quella del 25 dicembre (anticamente ultimo giorno di festa per la nascita di Mitra) come data della nascita di Gesù per i Cristiani. Una tradizione comune a queste celebrazioni religiose del Solstizio d’Inverno e della “rinascita” del Sole (in Egitto, Babilonia, Persia e poi anche a Roma con i Saturnali in onore del dio dell’agricoltura Saturno), volte anche a propiziare il buon raccolto dei campi, era la temporanea sovversione dell’ordine sociale: nelle celebrazioni signori e servi si scambiavano i ruoli e il re veniva sostituito con una persona ordinaria, le leggi venivano in qualche modo allentate, qualche prigioniero graziato. Dopo uno o pochi giorni di “disordine”, l’ordine veniva restaurato. Una metafora della Creazione, che secondo i Babilonesi nasceva dal caos. Inoltre, nel credo dei Persiani durante la veglia notturna si tengono accese delle lanterne, per aiutare simbolicamente la vittoria della Luce sulle Tenebre.
  • Ahura Mazda, il Dio Supremo, è conosciuto come:

* Il Supremo Signore Universale
* Colui che pervade ogni cosa
* La Sorgente e la Fontana della Vita
* Il Brillante
* Il Maestoso
* Il Più Grande
* Il Migliore
* Il Più Bello
* Il Più Forte
* Il Più Saggio
* Il Più Alto per Santità
* Il Più Santo tra i Celesti che crearono il mondo
* L’Immutabile
* Il Potente
* Il Giusto
* Il Misericordioso
* Il Più Benefico

Lo Zoroastrismo, la religione dominante della Grande Persia Antica, nonostante la sua enorme influenza per l’Umanità fu però velocemente marginalizzata in seguito della conquista Islamica della Persia (metà del VII secolo), in seguito della quale il numero di aderenti iniziò a ridursi progressivamente. Oggi in Iran esistono ufficialmente solamente 20mila seguaci dello Zoroastrismo. Altri 70mila in India (principalmente a Mumbai) e poche altre migliaia nel mondo.

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