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Verbal Terminator




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Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
Rinuncerei a tutto per avere un figlio.

Parole che grondano lacrime.
Di una collega e di un’ex-compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.


Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid sex slave



Ho sentito al TG genitori, insegnanti e vicini di casa dei ragazzi veronesi fascistoidi che hanno massacrato un ventenne perché gli ha rifiutato una sigaretta, chiedersi: “Dove abbiamo sbagliato? Cosa non gli abbiamo dato?”
Spunto per dire – a loro e ad altri – che l’errore non sta nella mancanza, bensì nell’eccesso.
Il peccato sta nell’averli procreati.
Non basta un utero, non è sufficiente lo sperma per arrogarsi il diritto di procreare.
Continuare a mettere al mondo esseri che non raggiungeranno lo sviluppo intellettivo ed emotivo, ma incarneranno piuttosto l’involuzione della specie, oltre che triste barzelletta cosmica, è pratica assai dannosa.
Mi pare scarsa, tuttavia, la volontà di affrontare il tema da questa prospettiva. Spinosa. Politicamente scorretta.
Rintronati da buffonate inneggianti alla sacra sessualità matrimoniale (a fini procreativi), alla Sacra Famiglia Italiana come nucleo fondante del Paese, all’accanimento medico per raggiungere la procreazione.

Dove sta la qualità della vita? E tutto questo amore, non è forse invece egoismo, se non considera la volontà di colui che viene messo al mondo?

Giovani di belle speranze.

Fare un figlio è facile. Più difficile riflettere su cosa significhi.

Prendiamo un tema a caso. La mobilità sociale in Italia. Ringrazio Poldino per questi dati: mediamente solo il 3% dei figli di operai diventa imprenditore, dirigente o libero professionista. Stando a un rapporto del Censis del 2006 il 40,8% degli occupati è immobile, ovvero si colloca nella stessa classe occupazionale del padre, laddove il 20,6% degli occupati resta fermo nella classe operaia. Il 12,2% dei lavoratori effettua una mobilità a corto raggio orizzontale, spostandosi fra le varie classi intermedie: piccola borghesia urbana, agricola e classe media impiegatizia. La scarsa mobilità sociale si deve alla forte differenziazione dell’accesso alla formazione; la possibilità di accedere agli studi universitari rimane appannaggio quasi esclusivo delle classi più elevate: sono studenti il 18,1% dei maggiorenni figli della borghesia contro il 4,1% dei figli della classe operaia.

Si può iniziare anche da qui a sostituire sogni di pappe e pannolini con una riflessione onesta sul testimone genetico e sociale di cui vorremmo fare staffetta, chiedendoci se non proiettiamo su altri la nostra realizzazione personale arenatasi sulle sabbie delle nostre incapacità.
Riflettere sul fatto che il neo-nato non ha chiesto di nascere e potrebbe non ambire a una vita mediocre, di lavoro e frustrazioni, pensionamento irraggiungibile, 30 anni di paranoie (o psicanalisi) per emanciparsi da complessi e manie respirate in famiglia, condizionamenti sociali e declino senescente vario.

Rimando alle politiche denataliste del Dott. Luigi De Marchi per riflettere su altri validi motivi dissuasivi dell’uso scellerato e indiscriminato dell’apparato riproduttivo.

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Comments

65 Risposte a “Verbal Terminator”
  1. Non basta un utero, non è sufficiente lo sperma per arrogarsi il diritto di procreare.

    Così come non basta una laurea, per arrogarsi il diritto di dichiararsi intelligente.

    Diciamo che “arrogarsi” dovrebbero eliminarlo proprio dal vocabolario.

    CogitoergoVomito post: E’ UNA QUESTIONE DI SLOGAN

  2. Adetrax scrive:

    Continuare a mettere al mondo esseri che non raggiungeranno lo sviluppo intellettivo ed emotivo …

    Non è che questo accade per caso, una parte dipende dalla genetica, un’altra dall’ambiente esterno e un’altra ancora dal tipo di educazione che si impartisce.

    Mi pare che passi un po’ di tempo da quando si decide di procreare a quando si comincia ad interagire con il risultato e in questo tempo c’è modo di prepararsi almeno un po’ riflettendo su cosa si desidera e su cosa non si desidera per quel figlio, tenendo naturalmente conto che ogni essere umano è un caso a se stante e va per questo rispettato nella sua specificità.

    Circa la “Sacra Famiglia Italiana” è evidente che una parte del lavoro educativo di base lo fa lei quindi se è buono o cattivo dipende dai componenti e non dalla cellula fondante della società.

    Poi sulle aspettative di vita non andiamo troppo per il sottile, gli schiavi hanno comunque fatto figli anche se facevano una vita da schifo, la loro speranza era che un po’ alla volta qualcosa sarebbe cambiato in meglio e per molti di loro questo si è verificato.

    Rimando alle politiche denataliste …

    Le politiche denataliste le dovrebbero fare gli altri visto che qui in Italia siamo all’avanguardia con queste tematiche; inoltre finora la popolazione ha mantenuto una certa consistenza numerica solo perchè è aumentata costantemente la durata della vita e perchè c’è stato un notevole aumento dell’immigrazione, ma ora cominciano i primi devastanti effetti a lungo termine dell’inquinamento e sono abbastanza sicuro che fra non molto (4-6 anni) l’aumento della durata della vita diminuirà sensibilmente.

    Infine penso che almeno due figli una coppia potrebbe permetterseli visto che sono il minimo teorico per mantenere in equilibrio i ricambi generazionali, considerando ovviamente un periodo medio (per la maggioranza) di 30 anni e non di 15-16 come nei paesi del terzo mondo.

    Se consideriamo tutte le possibili cause che possono impedire a un figlio di riprodursi (morire per violenza altrui, per incidente, malattia, ecc., diventare prete/suora, non volerlo fare, ecc.) possiamo anche considerare pochi 2 figli e qualcuno che sa di poterselo permettere sia economicamente che intellettualmente potrebbe anche tentare il terzo.

    Non per dire ma in Svezia fanno così da parecchi secoli e non hanno raggiunto (finora) densità abitative assurde come quella italiana, cinese, indiana o anche africana, quindi ritengo che il tema in questione non si riferisca a situazioni normali di vita ma a condizioni limite che al giorno d’oggi dovrebbero essere un ricordo del passato (ma che probabilmente non lo sono ancora).

    • Ghibellina scrive:

      Io ho quasi trent’anni ed i soldi che gudagnano non bastano neanch eper me..che dovrei fare? Chiedere aiuto ai miei per il pupo? Non mi pare giusto…ma non so neanch’io perchè mi incazzo..tutte ste storie sul dovere di procreare mi fanno sentire paranoica…ma poi ognuno fa la sua vita o no? Se tutti i miei figli volessi adottarli per dare aiuto a bimbi sfortunati? Sarei ancora colpita dallo stigma sociale perchè non ho procreato? Bha

      Ghibellina post: Perchè alcuni preti sono Pedofili? Le possibili cause nell’interpretazione di uno psicoterapeuta

      • Adetrax scrive:

        Ritengo che procreare non sia esattamente un dovere in senso assoluto (certo qualcuno è bene che lo faccia), bensì, se ci sono le condizioni minime per farlo, un diritto (fermo restando il fatto che anche l’adozione è un’opzione valida se la si preferisce o non si ha altra scelta).

        Non si capisce perchè nel resto del mondo si facciano 6, 8, 10, qualcuno anche 50-60 figli a testa (che poi non sanno dove sbattere la testa per sopravvivere) e in Italia (a parte le solite zone) si debba necessariamente entrare in paranoia per uno o due.

        Io credo che non sia necessario flagellarsi oltre il dovuto, inoltre i figli di solito si fanno in due e se i bambini sono fortunati possono avere anche il supporto (sporadico) di qualche nonno/nonna, zio/zia ancora giovani (sempreché non si sia fuggiti a centinaia di chilometri di distanza dalle case d’origine).

        In conclusione è fondamentale partire con una relazione solida e con obiettivi condivisi con il proprio partner, poi le situazioni possono cambiare, migliorare e fra il primo e il secondo figlio di solito c’è qualche anno di differenza, quindi non sono cambiamenti improvvisi o impossibili da gestire (anche se ovviamente non facili).

        La cosa importante è essere convinti o comunque fiduciosi di quello che si fa, senza dimenticare che la preparazione giornaliera ai futuri eventi può essere molto utile per evitare errori o leggerezze.

  3. Ghibellina scrive:

    Io mi trovo molto daccordo con questo articolo.
    Conosco personalmente gente del tutto incoscente- per non dire fuori di testa- che mette volontariamente al mondo figli senza avere la possibilità economica di mantenerli e la possibilità di educarli dal momento che anche loro sono in uno stadio mentale da preadolescenti.
    Queste persone molto spesso chiedono aiuto economico alla mia famiglia perchè purtroppo ci unisce un vincolo di sangue- che per me non avrebbe alcun valore neanche se fosse stretto ma i miei sono all’antica, ovvero solo mia madre, e si fa scrupoli.
    Queste persone utilizzando come scudo i loro figli, anno cacciato mia nonna novantenne da casa sua dove ella li ospitava, queste persone sempre con la scusa dei bambini pretendono denaro non meritandoselo.
    Io dico, che esempio educativo è questo per i loro figli?
    E di gente del tipo ce ne sono a bizzeffe.
    Sono persone che credono nella provvidenza e che tutto un giorno si risolverà perchè ci sarà sempre qualcuno che darà loro una mano.
    Così si indebitano e poi piangono.

    Ghibellina post: Perchè alcuni preti sono Pedofili? Le possibili cause nell’interpretazione di uno psicoterapeuta

  4. gda scrive:

    Credo di non aver capito.
    Stai dicendo che soltanto le persone ricche ed intelligenti possono arrogarsi il diritto di procreare? Gli altri, destinati(geneticamente?) ad una vita mediocre, meglio che non vengano al mondo?
    E’ vero che i soldi alzano il tenore di vita ma questo non sempre coincide con la qualità.
    Aggiungo che, più che nell’averli procreati, il peccato sta nel non averli educati.
    E la responsabilità non è tutta dei genitori.
    E mi fermo qui per non continuare a dire banalità.
    Luna

  5. Sara scrive:

    Il tema è sicuramente spinoso. Dal punto di vista sociale i dati sono la dimostrazione che la nostra società è divisa in caste e classi.
    Dal punto di vista della generosità fare un figlio può essere sicuramente un desiderio, sicuramente un bisogno, ma il tutto va ponderato. Il caso-limite che conosco io è di un ragazzo che si è messo con una ragazza. All’inizio tutto bene, poi lei comincia a rompere, a fare richieste impossibili e al ragazzo comincia a non andare più bene. Ma, stupidamente (non so che altri avverbi usare, questa che dirò la definisco un’idiozia considerando che lui avrà avuto tipo 26 anni) lui rimane con lei perchè lei ha il macchinone e tanti soldi donati dalla famiglia abbiente. Lei gli dice che prende la pillola anticoncezionale, lui ci crede e cominciano ad avere rapporti non protetti. Non è vero, lei ha fatto tutto ciò perchè voleva un figlio, e lui ignaro ma stupido gliel’ha concesso.
    Questa secondo me è una scelta totalmente egoistica che va contro il genere umano.
    Però ho pensato anche al caso opposto (questa che ho detto è una storia vera): se una coppia poco abbiente decide di avere un figlio, fanno i conti e vedono che risparmiando ce la possono fare, contattano magari qualche servizio per farsi aiutare, allora non vedo perchè dovrebbero rinunciare a procreare per paura che il figlio non diventi ricco.
    E’ vero che non si sa se alla nuova creatura fa piacere essere messa al mondo, ma proprio perchè non si sa bisogna seguire il proprio desiderio, che dev’essere secondo me il desiderio di donarsi e donare il proprio amore al dono della vita. Se non si seguisse e non si procreasse e alla creatura facesse piacere nascere?
    Secondo me non possiamo decidere troppe cose, perchè non sappiamo cosa avviene ne prima del concepimento (ad esempio la prima domanda che mi viene in mente è come vengono abbinate l’anima e la dolce creatura, o se un figlio è destinato a due genitori in particolare, possono sembrare cose stupide ma noi non le sappiamo) ne dopo la morte, e soprattutto perchè il fatto che una persona sia felice di essere al mondo dipende anche dall’amore che ha ricevuto. Ecco, quindi come conclusione sono d’accordo con te, dev’essere una scelta assolutamente ponderata e generosa.

    Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!

  6. Il Gobb scrive:

    Siamo più di sei miliardi al mondo.
    Il “problema natalità” dell’Italia, questo invecchiamento progressivo che coinvolge un po’ tutti i cosiddetti paesi industrializzati, si risolve a mio giudizio con una politica migratoria razionale e sensata… non con la Bossi-Fini e i bonus bebé (tra l’altro, solo per gli italiani… sembriamo tornati al ventennio).
    Procreare è un atto sopravvalutato che troppo, troppo spesso si compie nel vuoto: “lo faccio perché mi sento esclusa rispetto a chi ce l’ha”, ad esempio… le pressioni sociali per procreare sono fortissime. Il fatto che la chiesa cattolica abbia da alcuni anni rilanciato alla grande il tema del controllo della nostra sessualità è indicativo. Ecco a cosa serve guidare la nostra procreazione… a guidare noi.

    Sono d’accordo con te, e ti ho citata.
    http://www.talkinrapper.com/2008/08/smettetela-di-procreare-vuoto.html

    Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro

    • Adetrax scrive:

      Siamo arrivati a 6,8 miliardi di persone.

      Il “problema natalità” dell’Italia, questo invecchiamento progressivo che coinvolge un po’ tutti i cosiddetti paesi industrializzati, si risolve a mio giudizio con una politica migratoria razionale e sensata… non con la Bossi-Fini e i bonus bebé (tra l’altro, solo per gli italiani… sembriamo tornati al ventennio).

      Ma il progressivo invecchiamento della popolazione non deve essere risolto con azioni specifiche in quanto si fermerà e regredirà spontaneamente.

      In Italia non c’è un problema natalità legato agli italiani, ovvero la sua diminuzione da parte dei nativi è secondo me un fattore del tutto contingente, temporaneo e per certi aspetti benefico (soprattutto se fosse attuato in certe zone d’Italia).

      Incrementarla a dismisura con l’arrivo di immigrati può non essere una buona idea se non si cominciano a risolvere i problemi di base dell’inquinamento e della sostenibilità dello sviluppo (oltre al fatto che certi costi per l’infanzia, es. gli asili, le scuole, ecc. sono spesso assurdi proprio grazie alla tendenza alle privatizzazionei e al relativo affollamento).

      L’esplosione della natalità è quindi tutta fuori dall’Italia (a parte alcune zone del meridione che da sempre eccedono sotto questo aspetto), quindi penso che:

      1) il problema dei quasi 7 miliardi di persone riguardi il resto del mondo;

      2) l’Italia potrebbe tranquillamente diminuire un po’ di popolazione, non sarebbe assolutamente un dramma come i capitalisti vogliono darla a intendere, anzi data l’alta densità abitativa ne avrebbe solo che vantaggi;

      3) quanto detto non impedisce a nessuno di fare 2 o 3 figli (se poi arriva il quarto non è un dramma, anzi, basta che sia seguito come gli altri e che non diventi la norma per tutte le famiglie);

      4) anche i potenziali figli avrebbero dei diritti, ad es. quello di poter nascere da genitori sufficientemente giovani, in modo da non considerarli decrepiti dopo appena 15-20 anni di vita; per questo se non si è del tutto contrari all’idea è bene non attendere i 40 anni per decidersi a procedere.

      • Il Gobb scrive:

        Ma infatti ho parlato di politiche migratorie razionali, cioè che consetnano alle persone di stabilirsi qui senza la necessità di trovare fonti di reddito illegali.
        L’effetto sulla natalità verrebbe da sè, e quale sarebbe sinceramente non posso immaginarlo… un incremento immediato seguito da un lento declino? Probabilmente.

        Ovvio che ai capitalisti sevano consumatori, hanno questo mito della crescita economica a tutti costi… volevo essere provocatorio: volete più consumatori? Permettete agli stranieri di guadagnare onestamente! ^_____^

        Il problema natalità, concordo con te, non esiste nei termini in cui ne parlano i media. Casomai il contrario. Fare figli è da folli.
        Qui come altrove.
        Invece di pensare ad un sistema economico sostenibile (credo che il fallimento del capitalismo sia sotto i nostri occhi) stiamo qui a pensare che la crescita sia il bene assoluto…

        Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro

  7. A me tutto ciò sembra troppo pieno di crudeltà. Non siamo delle macchine che sono tenute esclusivamente a fare tutto secondo un progetto infallibile e secondo un calcolo, nè possiamo fare sempre tutto secondo ciò che è opportuno e con infinita saggezza, addirittura imputandoci per intero tutte le colpe possibili nel caso non tutto nella nostra vita sia lindo, perfetto e in fondo un poco leccato. E’ pur vero che ciò non significa, all’estremo opposto, che è giusto essere degli incoscienti. Ma ho la paura che un ragionamento come il tuo abbia come sbocco naturale quella mortificazione intima dell’individuo che è il controllo delle nascite per legge “alla cinese”…

    • Il Gobb scrive:

      Non mortificazione intima, ma puro buon senso: siamo esseri razionali, e sono abbastanza stufo di vedere che utile strumento messo da parte ;)

      A mio giudizio il controllo delle nascite è puro buon senso, uan misura necessaria mentre troviamo un sistema economico che ci consenta di sopravvivere insieme al pianeta.
      Una misura cautelare intelligente.
      Ma forse sono troppo ingenuamente idealista, mi aspetto che si abbandoni in massa la logica del profitto immediato per ragionare sul lungo termine…

      Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro

  8. Fully scrive:

    Io penso che la procreazione dovrebbe essere sempre responsabile. E nel concetto di responsabilità ci metto tutto: il sapere quel che si vuole, il sapere cosa vuol dire, il sapere che sarà una questione difficile soprattutto nel tempo, il sapere che il mondo è quello che è…
    Dopodiché una coppia responsabile decide di donare all’umanità un’altra vita, un’altra opportunità di protrarsi verso l’umana eternità.
    Se fatto con queste premesse io trovo che mettere al mondo un figlio e farlo crescere educandolo al rispetto di se stesso e del mondo che lo circonda sia un grandioso e splendido atto d’amore per la meraviglia della vita e per la funzione anche sociale dell’Uomo… altro che di egoismo!

    • Sara scrive:

      Anche secondo me è così! …Anche se (fortunatamente) non ho ancora avuto un figlio… Dovremmo pensare più a queste cose individuali e intime (che poi diventano collettive, un ragazzo responsabile è un bene prezioso per la società) che a considerazioni politiche…

      Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!

    • tritumbani scrive:

      Mi sento di quotare
      Il post mi ha disturbato e mi sono chiesto il perchè.

      1) Non mi sento cattolico nè in generale religioso, anzi piuttosto ateo
      2) non credo neanche nella procreazione per dare figli alla patria
      3) Sono molto preoccupato della sovrappopolazione

      Allora

      1)Sono Egoista?
      Si
      Ho due figli e guardarli e vederli crescere mi rende felice.
      I figli sono l’unica via che ho per l’immortalità.

      Io posso avere figli ed altri è meglio di no?
      Si
      la procreazione deve essere una scelta matura e consapevole, oggi un figlio costa e richiede uno sforzo notevole per avviarlo ad una vita decente.

      MA

      i figli hanno la fortuna che ad un certo punto ci togliamo dai piedi e il loro futuro è un loro responsabilità non nostra, noi facciamo solo del nostro meglio per avviarli, educazione, regole, esempio (questo aprirebbe un altro discorso interessante).

      Darwin e non una religione ci insegna che la natura favorisce la sopravvivenza del più adatto.
      E’ purtuttavia vero che al giorno d’oggi pare che la nostra società tende più all’involuzione della specie visto che si riproducono più quelli che hanno meno successo nella vita.

      @ donna cannone
      Ma credo che l’amore anche se tu lo puoi considerare egoismo dia diritto a tutti di ebbene si “completarsi”.

      Credo che con questo tuo ragionamento da intellettuale moralmente superiore vagamente disgustata fai una scelta suicida.

      In fondo in fondo quando tutto il resto fallisce l’istinto fondamentale è quello che comanda: la SOPRAVVIVENZA della specie

      • Iniquo scrive:

        E se a qualcuno la sopravvivenza della specie non importasse affatto?
        L’entità “specie” non vale una vita di stenti per sfamare pargoli irresponsabilmente messi al mondo.
        Ovviamente questo secondo la mia opinione, poi ci sono tante persone che sono felici di figliare come conigli pur avendo entrate per meno di mille euro al mese. Che però non si gridi all’ingiustizia: è responsabilità dello Stato aiutare anche questi cretini, ma si possono mettere sullo stesso piano di chi ne fa uno o due e poi incappa nelle sfighe della vita.
        La questione natalità è una cosa personalissima e quindi al limite può essere indirizzata con campagne informative o al massimo dissuasive in casi di estrema sovrappopolazione, mai coercitive. Purtroppo però anche gli idioti sono fecondi ed i loro figli non ne hanno colpa.
        Li chiamo idioti e cretini perché da decenni chiunque sa come si fa a non rimanere incinta, irresponsabili perché pensano che la genitorialità sia solo un diritto privo di obblighi e doveri.
        Ah, sono idioti tanto i poveri in canna che sfornano quattro figli quanto i borghesi che spargono il seme a destra ed a manca trovandosi schiacciati dai costi del mantenimento che spesso tentano di non pagare.

        Che poi i pargoli siano l’incarnazione della speranza e della gioia è una questione di gusti, a me danno fastidio dopo pochi minuti e la mia unica speranza è quella di non avere dei cosini bavosi come compagni di viaggio o di fila.

        • tritumbani scrive:

          ognuno la pensa a modo suo e se è condivisibile la prima parte per la seconda contento tu

        • Sara scrive:

          Non è che se a uno non piacciono i bambini figliare dev’essere per forza una roba idiota o da cretini.
          Sei stato anche tu un bambino…

          Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!

          • Iniquo scrive:

            Sì chiaro, de gustibus…
            Cretini son quelli che ne sfornano a produzione continua ma poi non sanno come sfamarli ed educarli.

            • tritumbani scrive:

              Non sono cretini il loro comportamento mi disturba ancora più, sarebbe da intervenire in maniera decisa sull’educazione e con argomenti di politica familiare sensata (decisamente difficile in Italia), dell’atteggiamento tuo e del gobb, ma il risultato del vostro atteggiamento è che proprio chi ha qualcosa in più da trasmettere anche in termini di successo in senso darwiniano, educazione, cultura e libertà di pensiero non lo farà, danneggiando se stessi la società e torniamo al discorso dell’involuzione e dell’intellettualoide snob.

              • Iniquo scrive:

                Quindi se non voglio procreare e critico chi figlia come un coniglio pur non potendo permetterselo sono un intellettualoide snob e per di più danneggio la società (strano che non tu abbia usato il termine “patria”)… buono a sapersi.

                Ecco perché avevo preso a cuore la discussione sugli intellettuali di sinistra.

                • tritumbani scrive:

                  a quanto pare non ci capiamo,
                  anche io critico chi figlia come un coniglio come dici tu, forse anche più di te, non si possono infliggere al mondo altre bocche da sfamare, e non ti preoccupare il termine patria come lo intendi tu non fa parte del mio vocabolario
                  ritengo che esistono livelli di riferimento superiore al di la di quello di famiglia tribù città padania patria; e ancora per non equivocare non parlo di riferimenti religiosi.
                  ma forse sono snob anche io anche se in un modo diverso

              • Il Gobb scrive:

                Occhio a mischiare darwinismo e cultura: sono due cose competamente diverse, due meccanismi del tutto differenti.
                Al di là di questo, basterebbe usare la razionalità… negli anni mi sto sempre più convincendo di una cosa: la scarsa consapevolezza di sé e dei meccanismi con sui si funziona è uno degli ostacoli più gravi nel comprendere il resto del mondo.
                Se tutti fossero edotti di cosa significa interazionismo simbolico, per dirne una, saprebbero meglio cosa stanno facendo ;P

      • Il Gobb scrive:

        Concordo: la sopravvivenza delal specie è improtantissima, la cosa più improtante per un membro di essa. Non perché lo dico io, ma ai fini pratici: senza la specie nessun membro isolato sopravvive.

        Proprio per questo è folle, in questo momento storico, continuare a procreare senza pensarci.
        Ma vabbé, mi sto ripetendo… non la prendo sul personale, ma io personalmente non voglio figli, mai e poi mai, perché lo trovo insensato. che bisogno c’è di un mio figlio quando, tanto, siamo a un pelino dal collasso sociale ed economico?
        Per sovrappopolare un po’ di più un pianeta che vedo poche speranze di salvare? Naaaaaah.

        • Concordo: la sopravvivenza delal specie è improtantissima, la cosa più improtante per un membro di essa. Non perché lo dico io, ma ai fini pratici: senza la specie nessun membro isolato sopravvive.

          Ma una specie che oggi conta piu’ di 6 miliardi di individui, su un pianeta ove le risorse bastano a malapena a farne sopravvivere decentemente un quarto di essi, sopravvive con la procreazione?

          Questo, tante volte, mi domando. E non so trovare una risposta.

          Chiara di Notte – Klára post: Lei… Lui… Una notte – Parte 1

          • Il Gobb scrive:

            Io la mia risposta me la sono data: no ^_____^
            Sopravvive usando il proprio cervello, tentando ci comprendere le spinte economiche e culturali che ci stanno portando al gran casino e provando a cambiarle.

            Ho scritto un racconto e un cortometraggio su questo argomento, lo sento parecchio.

            Il Gobb post: Rolling joints like da Buddha Mastah

            • Sara scrive:

              Ma perchè la fate così “politica”? Secondo me la scelta di fare un bambino è intimistica, nasce da un profondo bisogno. Se si ha voglia di dare e di ricevere si fa, se no no. E se si fa si dovrebbe essere responsabili…
              Ma secondo me è la scelta intima che poi causa conseguenze sulla società (ad esempio se il figlio diventa poi un bravo cittadino), non deve essere il contrario.

              Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!

              • Il Gobb scrive:

                La scelta non è solo privata né solo politica. Tutto quello che facciamo ha un risvolto politico, e “politico” è un aggettivo che potrebbe definire benissimo qualsiasi altra attività che coinvolge l’interazione col prossimo, diretta o indiretta. Persino comprare una merendina piuttosto che un’altra.
                Inevitabile, dato che siamo una specie culturale.
                Non sottovalutare l’aspetto sociale dell’agire, è in ogni singola cosa che facciamo ;)

                Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro

                • Sara scrive:

                  Sono d’accordo, tutto quello che facciamo ha un risvolto politico. Proprio per questo secondo me essere influenzati dalla politica anche per una scelta così intima e così grandiosa (in un senso o nell’altro) non è giusto, è togliere valore alla vita.

                  Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!

            • Neottolemo scrive:

              Guarda, a parere mio il problema non è così insormontabile. Voglio dire: una volta al sicuro dal vaiolo si è inventati la mitragliatrice ;)

        • tritumbani scrive:

          Se non lo fai tu lo farà comunque un altro e ne farà 4 quindi il tuo contributo sarà comunque trascurabile
          appunto rifletti se è giusto che tu lo faccia o no

      • simona_rm scrive:

        tritu, una domanda non pertinente al pezzo:
        come si fa ad essere “abbastanza” atei?
        :)

        • tritumbani scrive:

          non era “abbastanza” ma “piuttosto” ;-)
          forse sarei stato più corretto se avessi detto agnostico e completamente disienteressato al tema
          venendo da famiglia cattolica forse non ho ancora metabolizzato completamente l’argomento, ma poichè non mi interessa farlo forse non lo farò mai
          In punto di morte chissà

      • @ donna cannone
        Ma credo che l’amore anche se tu lo puoi considerare egoismo dia diritto a tutti di ebbene si “completarsi”.

        no. Non credo. stai facendo un po’ di confusione fra la fantasia/immaginazione/poesia/come lo vuoi chiamare – l’amore -
        e la Costituzione. proprio da ciò deriva tanto sfacelo dell’umanità

        La Donna Cannone post: Il sorriso più bello

    • Belle le tue parole Fully, e bello l’atteggiamento nei confronti della vita e del futuro. Io figli non ne ho perché non li ho voluti e non mi sono ancora pentita della scelta, sebbene tutto il mondo che ho intorno faccia il possibile per farmi sentire una reietta oppure un’egoista. I bambini mi piacciono, ho due nipotine che adoro e con le quali mi trovo benissimo. Prendere in braccio un neonato è un’esperienza mistica se si ha la pazienza di ascoltare il profondo senso di pace che ne promana. Il problema è che quel neonato ha bisogno di genitori in grado di sfamarlo, in tutti i sensi, di trasmettergli una giusta visione della vita, dei valori, una coscienza morale e civica che lo renderanno un cittadino degno di stare al mondo. Ma esistono genitori così? A me sembra che l’unica razza a rischio estinzione sia proprio quella delle persone in grado di trasmettere qualcosa di buono alle nuove generazioni. Su questo bisognerebbe lavorare e non sull’incremento fine a se stesso della natalità.

  9. Francesca scrive:

    Se prima avevo dubbi ora ne ho di più.
    E’ vero che la maggior parte delle persone occidentali (e sottolineo occidentali) pianifica il figlio come lo fa’ per il mutuo e pensa di portare a casa dopo 9 mesi di attesa (che dovrebbero servire anche per riflettere) un cagnolino (che è pure lui impegnativo) piuttosto che un bambino da educare e che non deve essere cresciuto in modo identico ai genitori, deve essere migliore, possibilmente.
    Molti genitori lo fanno egoisticamente e sempre egositicamente lo crescono pensando di fare il meglio per lui non facendogli mancare niente (e con niente non intendo cibo, coccole e cure) ma idiozie patetiche di cose materiali.

    A Cuba ho visto tanti bimbi felici giocando fra di loro con 4 sassi e un bastone. I bimbi qui da noi non sanno nemmeno più cos’è nascondino ma non è colpa loro, è colpa delle ns.generazioni viziate ed egoiste che credono che tutto sia dovuto. E così con questa arroganza si crescono il figlio, uno uguale all’altro, uno con le stesse pretese dell’altro, uno con le stesse idee dell’altro.
    Valori non esistono se non in casi rari.

    I bambini però rimangono la gioia della vita, non ci sarebbe nulla niente di loro, nè vita nè speranza (peccato solo che crescono! :lol: )
    Credo che la Donna Cannone abbia voluto muovere scompiglio ma dentro di sè lo sa’ pure lei….

    • Adetrax scrive:

      Se prima avevo dubbi ora ne ho di più.

      Meno male che c’è ancora qualcuna che pensa in maniera positiva !

      Teniamo conto poi che il periodo di illusoria fiducia nelle possibilità future è massimo fra i 26-27 anni e i 35-38 poi cambia in maniera significativa, non necessariamente in peggio, ma dopo è diverso.

      In ogni caso, se si decide di “rischiare” l’avventura, è bene ricordare che date le condizioni di vita non ideali in cui siamo immersi, è assolutamente opportuno prepararsi fisicamente molto di più di una volta, ad es. curando e variando l’alimentazione, disintossicandosi con un certo anticipo, privilegiando le ore di sonno al divertimento serale, verificando le proprie condizioni fisiche con opportuni esami, ecc.

      • Francesca scrive:

        Io sono abbastanza combattuta.
        Ho 29 anni ma l’illusoria fiducia l’ho persa da tempo anche se mi auto-convinco assieme al mio compagno che non è così e che in fondo ancora riesci a crescere un figlio come ritieni più opportuno.

        Intanto mi sto disintossicando da ormoni, fumo e cattiva alimentazione…poi vediamo che accade! ;-)

    • I bambini però rimangono la gioia della vita, non ci sarebbe nulla niente di loro, nè vita nè speranza (peccato solo che crescono!

      Vero! Io amo molto i bambini soprattutto perche’ ci danno modo di dare un senso alla nostra vita.
      E per me il senso e’ quello di cercare di farne persone migliori di quelle che li hanno preceduti. :-)

      Chiara di Notte – Klára post: Lei… Lui… Una notte – Parte 1

      • Francesca scrive:

        Vero! Io amo molto i bambini soprattutto perche’ ci danno modo di dare un senso alla nostra vita.

        E’ vero. Ma molte persone commettono l’errore di figliare solo per questo.
        Come dice Simo più sotto “perchè da vecchia come farai senza figli?”
        Il senso lo devi trovare già da prima altrimenti non sarai in grado di donarlo ai tuoi figli…

  10. Il Gobb scrive:

    Ah, tra parentesi: non mi sembra nessuno abbia colto un aspetto del post che a me sembra cardinale.

    La Donna Cannone suggerisce che la fortissima pressione sociale in Italia a fare figli, così come quella esercitata dalla chiesa, ricordi da vicino (visti i dati di mobilità sociale) un espediente per mantenere lo status quo.
    E mi permetto di sottolineare che se una istituzione controlla la vita degli individui fino a determinarne l’etica sessuale e riproduttiva, beh, controlla di fatto una delle parti più importanti e pervasive della nostra identità, del nostro essere persone.

    Immagino che il punto sia questo ^_____^

    Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro

    • Adetrax scrive:

      Eh, infatti 1,3 miliardi di Cinesi e 1,1 miliardi di indiani sentono la pressione da 5000 km. di distanza ;-)

      Forse questa pressione poteva esserci una volta, in qualche realtà locale, attualmente mi pare che la chiesa in quanto tale si sia parecchio affievolita anche su questo tema; in ogni caso, personalmente non ho mai percepito alcuna pressione in tal senso.

    • Ghibellina scrive:

      Infatti secondo me il punto è questo ed è questo che maggiormente mi infastidisce e mi mette in ansia: sentire, anche personalmente , sulla mia pelle, la pressione sociale!
      Pressione che, ad esempio, mia madre non ha avuto ne avvertito ai suoi tempi ( primi anni ottanta ).
      Voglio sentirmi libera di fare figli quando mi pare, quanto mi pare, di farli o non farli affatto.
      Ieri vedevo il documentario de ” La storia siamo noi “, ” Giovinezza “, sull’educazione dei ragazzi durante il fascismo.
      Allora l’imperativo di fare figli per la nazione, era diretto e palese.
      Oggi è più velato…ma persiste e questo, secondo me, non è un buon segno!

      Ghibellina post: Perchè alcuni preti sono Pedofili? Le possibili cause nell’interpretazione di uno psicoterapeuta

  11. simona_rm scrive:

    Questo pezzo si presta a molte considerazioni, forse troppe.

    - Credo che il pezzo di Donna Cannone, non fosse finalizzato a far desistere l’umanità dalla prosecuzione della specie.
    La “disperazione” delle sue amiche non-fertili, ha destato in lei un fastidio che condivido. Ci sono molte donne che vivono la mancata maternità come il fallimento più grande della loro vita. Probabilmente perchè non sono riuscite a realizzarsi in altri campi e soffrono molto la “pressione” del confronto con chi ha procreato. Succede.
    Ma tentare di far desistere o consolare chi prova questa frustrazione con motivazioni socio-politiche è assolutamente inutile. Chi sente di aver fallito come donna, gliene frega un fico secco di aver evitato una bocca da sfamare o un possibile nazi-fascista.

    - Qua e là nei vs commenti ho letto delle contraddizioni:
    soprattutto sulla pressione economica ed ambientale rappresentata dagli starnieri nel ns paese. Siamo un paese di VECCHI, non ce lo nascondiamo e noi che stiamo lavorando per pagare le pensioni dei ns nonni e genitori, ci troveremo tra 20/30…..senza assistenza. Perchè non siamo abbastanza. Gli immigrati, per quanto numerosi e ancora di difficile collocazione (al momento), sono l’UNICA speranza che abbiamo per mantenere questo stato sociale.

    - Cina ed India insieme rappresentano 1/3 del pianeta. Nonostante la calmierazione delle nascite in cina, sono diventati comunque un’enormità (calmierazione MOSTRUOSA, perchè moltissime neonate sono state uccise!!). Dove sarebbero gli effetti benefici di questa politica?
    Credo che il pianeta possa contenere ancora molta gente, il problema è cambiare le politiche: dallo sfruttamento perverso dovremmo passare al consumo consapevole.

    - Non tutti i genitori sono persone consapevoli, è vero.
    Ghibellina fa notare che ce ne sono di “parassitari” che vivono di provvidenza (approvo, in famiglia ho avuto episodi simili ai suoi);

    Ci sono genitori EGOISTI, sono quelli di cui ho un autentico orrore. Quelli che si sono riprodotti solo per avere un sostegno in vecchiaia. Perchè hanno paura della morte. Quelli che mi continuano a ripetere:

    “e però, senza figli non va bene, poi come farai quando sarai vecchia?”

    ….poveracci! E poveri i loro figli.

  12. Adetrax scrive:

    soprattutto sulla pressione economica ed ambientale rappresentata dagli starnieri nel ns paese. Siamo un paese di VECCHI, non ce lo nascondiamo e noi che stiamo lavorando per pagare le pensioni dei ns nonni e genitori, ci troveremo tra 20/30…..senza assistenza. Perchè non siamo abbastanza. Gli immigrati, per quanto numerosi e ancora di difficile collocazione (al momento), sono l’UNICA speranza che abbiamo per mantenere questo stato sociale.

    Innanzitutto ricordiamoci di questa densità abitativa.

    Poi, si ammette che non solo lo stato ha esaurito tutti i soldi versati da questi lavoratori e da noi (che dovremo lavorare fino a 65-70 anni d’età) ma che non avrà neanche quelli sufficienti a pagare stipendi e pensioni se non ci saranno persone in eccesso che lavoreranno più di quanto già non facciamo a 1/3 del ns. costo !

    Se questo è un sistema da preservare allora non sono d’accordo; preferisco che entri in moderata crisi, che per me vuol dire che:
    - qualcuno dovrà smettere di rubare / dirottare i soldi destinati alla previdenza sociale;
    - si potranno riallineare determinate retribuzioni su livelli meno esosi;
    - si darà la caccia gli evasori fiscali con più impegno e si rimuoveranno le mostruose INEFFICIENZE del sistema ITALIA;
    - con meno persone si calmieranno certi prezzi, non ultimi quelli alimentari / agricoli.

    Poi questa litania del paese di vecchi decrepiti che devono essere assistiti 24 ore al giorno, ecc. comincia a non piacermi più di tanto e ora spiego perchè.

    1) Riduzione progressiva dell’attività lavorativa.

    Se una persona è destinata a vivere fino a 90- 95 anni (come spera il ns. presdelcons che punta però ai 100), si può assumere che, nella maggioranza dei casi, rimanga sufficientemente efficiente fino a 70-75 anni, e che a 80-85 anni non sia ancora del tutto rimbambita; anche se questo limite si spostasse di +- 5-10 anni il ragionamento non cambierebbe.

    Pr questo motivo, alla fine di un’attività lavorativa non usurante dovrebbe essere possibile continuare ad utilizzare quelle persone per lavori complementari di utilità sociale in ambienti non pericolosi / critici, ovviamente per un numero ridotto di ore giornaliere, es. 3-5 ore e per 4-5 giorni alla settimana.

    In questo modo essi potrebbero ripagarsi la quota di pensione che altrimenti non sarebbe sostenibile per tutti; ad es. avrebbero diritto a 100 e noi con questo sistema gli daremo 105 mentre agli altri invalidi gli daremo 80 o 90.

    In questo modo almeno 1-2.000.000 di finti vecchi dovrebbero essere recuperati al lavoro parziale.

    I giovani invece dovrebbero concentrarsi nelle attività più complesse / faticose che richiedono resistenza, precisione e velocità.

    2) Eliminazione sacche di disoccupazione e di nulla o poco facenti.

    Sono contrario allo sfruttamento estremo delle persone in quanto è preferibile lavorare tutti e possibilmente non troppo in modo da poter dedicare una parte delle ore giornaliere ad altre attività sociali, tuttavia uno stato non può mantenere o dare soldi a persone che non fanno attività utili alla società solo perchè ci sono piccoli ostacoli pratici; credo che il problema maggiore sia quello di organizzare attività affinchè si utilizzino persone che troppo spesso o per mancanza di opportunità o di preparazione professionale o di ambienti degradati rimangono inutlizzate.

  13. Oris scrive:

    c’è anche un forte egoismo che frena. I figli so pezzi ‘e core ma anche pezzi enormi di vita.

    I figli oggi sono come il matrimonio, o li fai da incosciente o li fai da quasi vecchio…

    I figli prendono la vita e alterano il corso del tempo, lo fanno scappare via di corsa…

    I figli, di norma, contano di più di te stesso.

    I figli impediscono alcune scelte di lavoro/vita.

    Questo mondo, l’ho già detto migliaia di volte, avrebbe bisogno che l’umanità facesse max un figlio per coppia per almeno due-tre generazioni.

    Fine di molti problemi del mondo.

  14. Adetrax scrive:

    La scarsa mobilità sociale si deve alla forte differenziazione dell’accesso alla formazione; la possibilità di accedere agli studi universitari rimane appannaggio quasi esclusivo delle classi più elevate: sono studenti il 18,1% dei maggiorenni figli della borghesia contro il 4,1% dei figli della classe operaia.

    In Italia, la fantomatica classe operaia sta diminuendo sempre di più in quanto tantissima produzione si è spostata all’estero.

    Su questo vorrei fare una riflessione, ovvero che benchè ci possano essere degli impedimenti di carattere economico nell’accesso agli studi (impedimenti che secondo la costituzione dovrebbero essere rimossi), alla fine quello che conta è sempre la predisposizione e l’impegno profuso, se questo non c’è perchè le attitudini sono altre, preferisco 1000 volte di più un buon operaio, un buon artigiano, un buon spazzino che non un dottore mancato, un impiegato demotivato, un venditore infelice o un delinquente avido di soldi.

    Quello che conta sono le capacità e sia che uno nasca da borghesi ricchi sia che nasca da operai poveri, dovrebbe poter sempre essere libero di scegliere il ramo occupazionale che più si confà alle sue capacità ed aspirazioni.

    Questo ragionamento implica che nei figli della borghesia ci sono sicuramente molte più persone che lasciano gli studi senza completarli che non fra i figli di operai.

    Poi se posso fare un commento nel commento, termini quali operai, borghesi, ricchi capitalisti, ecc. mi paiono un po’ desueti e insufficienti a delineare la complessa realtà sociale in cui viviamo.

    Si può iniziare anche da qui a sostituire sogni di pappe e pannolini con una riflessione onesta sul testimone genetico e sociale di cui vorremmo fare staffetta, chiedendoci se non proiettiamo su altri la nostra realizzazione personale arenatasi sulle sabbie delle nostre incapacità.

    Certo, secondo la mentalità comune, pare che in Italia fare l’agricoltore, l’artigiano o l’operaio sia qualcosa di sconveniente e io mi chiedo quanti guasti ha fatto questa mentalità che inconsciamente identifica questi mestieri come evoluzioni di quelli praticati dai servi della gleba.

    Penso che sia proprio questo il male da combattere, io sono compiaciuto quando incontro un agricoltore intelligente che sa quello che fa, che si comporta come un custode previdente dei tesori della terra per conto del resto della società, sono grato quando incontro un artigiano che costruisce e ripara quello che la società dei consumi vorrebbe bruciare e distruggere, sono felice quanto vedo quanto bene si comportano operai e lavoratori coscienziosi nel loro lavoro.

    Quando invece si vedono le storie di persone che delinquono o commettono nefandezze, quante volte si nota che sono state circondate da violenza, ignoranza e dalla mentalità che considera l’impegno e qualsiasi lavoro fisico come qualcosa di abominevole e degradante, buono solo per gli schiavi ?

    In questo contesto è ovvio che i genitori desiderino che i figli si distinguano un po’ di più di quanto non hanno fatto loro, tuttavia alla fine tutti i genitori sono contenti se i figli riescono comunque a fare qualcosa di buono (anche se quasi sempre non nel campo e nei modi in cui loro speravano), perchè questo significa che tutto il loro impegno, il loro sostegno, il loro lavoro non è stato sprecato, non è finito nel nulla.

    In breve i genitori sono contenti se alla fine hanno anche parzialmente realizzato quello che ha descritto Fully nel suo commento ed è questo bisogno insopprimibile di dare e avere, spesso connotato da conscia sofferenza che li spinge a tentare e a scommettere nel futuro.

  15. Michail Tal scrive:

    Ciao a tutti

    sono sempre stato convinto che astenersi dalla riproduzione sia oggi il gesto piu’ umanitario ed ecologista uamanamente praticabile.
    Mille volte piu’ umanitario se oltre a questo alleviassimo il dolore dei migliaia di bambini abbandonati, malati ed esclusi che ci sono al mondo, adottandoli.
    Di contro riprodurci è uno degli atti piu’ egoistici e miopi.
    Guido Ceronetti ha detto cose meravigliose al riguardo.
    La prospettica demografica ed ecologica tendenziale è esplosiva, con guerre per le risorse nemmeno troppo lontane all’orizzonte, e l’uomo a cosa pensa? a riprodursi, aumentando l’entropia sistemica.

    Credo che il tasso demografico italiano sia negativo (se escludiamo gli immigrati) principalmente per due ragioni:

    1) Il benessere economico medio delle famiglie, unica forma di protezione sociale da sempre in Italia, è ormai al minimo storico, e sta peggiorando. A differenza di paesi come Francia, Olanda, Germania e nord Europa in generale in Italia non esiste o quasi Welfare. Tutto è demandato alle famiglie, con le iniquità e gli squilibri conseguenti (non tutte le famiglie sono uguali e le piu grandi diseguaglianze di questo paese sono patrimoniali, non reddituali). Dunque moltissimi ragazzi della mia generazione non riescono ad emanciparsi, comprarsi una casa o fare dei figli diventa economicamente quasi impossibile.

    2) Le persone sono mediamente molto piu’ egoiste. Dopo l’ubriacatura degli anni ’80, dove l’Italia ha vissuto l’acme della sua parabola economico-consumistica (in realtà la spinta propulsiva del nostro miracolo economico era già finita da un pezzo e il benessere apparente era dovuto all’uso criminale del debito pubblico del ben noto CAF) i trentenni che conosco io hanno una mentalità tale per cui preferiscono restare a vivere da mamà e papà fino a tardi piuttosto di rinunciare all’IPhone per pagarsi le rate del mutuo o un affitto, men che mai poi parlare di figli, per carità. Solo che mi sa che tra un po’ non sarà piu’ sufficiente nemmeno sacrificare l’indipendenza non comprandosi una casa e rinunciare ai figli, per sostenere un tenore di vita che tutti i giovani italiani ritengono DOVUTO.

    Ad ogni modo, sono sempre stato contrario ai figli. Certo è una questione molto personale, dipende dalla vita che hai avuto e che inconsciamente secondo me proietti sui nascituri, poi la paura delle malattie, di dover magari un giorno soffrire enormemente per loro, e che dire del dolore di dover trovarsi a vivere piu’ di loro…?

    Ultimamente i divi si divertono a fare un sacco di figli, sembra una moda. Anche qui trovo che la riproduzione sia presa con una leggerezza incredibile. Sembra che siano il frutto di un capriccio, come quando si desidera un cagnolino. So che è un po’ azzardato come paragone ma è questo che mi viene in mente. Dunque paradossalmente sia il farli “per capriccio” sia il NON farli per ragioni consumistiche li ho sempre trovati atti di egoismo.

    A questo punto sono ad un punto nodale della mia vita, perchè la mia compagna invece adora i bambini e ne vorrebbe fare, anche se pure a lei non manca qualche riserva.
    Io, che con la testa sarei contrario, se ci metto anche il cuore credo che sarebbe crudele insistere a trovare argomenti razionali per convincerla a non averne. A ben vedere, di figli nessuno, se pienamente e esclusivamente razionale, ne farebbe.
    Ma qui si parla di inclinazioni naturali della donna, o perlomeno di molte donne per quel che ne so. Senza contare che comunque trovo che sia un impulso naturale e bellissimo. Un giusto compromesso sarebbe l’adozione, anche se non sono credo che sia lo stesso per una donna. Trovo aberrante e crudele che le pratiche di adozione siano cosi’ difficili e lunghe.

    • Francesca scrive:

      Mille volte piu’ umanitario se oltre a questo alleviassimo il dolore dei migliaia di bambini abbandonati, malati ed esclusi che ci sono al mondo, adottandoli.

      Fosse facile! In Italia non lo è affatto.
      I miei zii ci hanno messo 5 anni e non ti dico che spesa hanno dovuto sobbarcarsi, sia economica che internamente come coppia.

    • Jakala scrive:

      “Il benessere economico medio delle famiglie, unica forma di protezione sociale da sempre in Italia, è ormai al minimo storico, e sta peggiorando.”

      In realta’ peggiora se hai un bambino perche’ aumentano le spese, sono proprio le famiglie benestanti a subire l’effetto economico di un bebe.

      “Io, che con la testa sarei contrario, se ci metto anche il cuore credo che sarebbe crudele insistere a trovare argomenti razionali per convincerla a non averne. A ben vedere, di figli nessuno, se pienamente e esclusivamente razionale, ne farebbe.”

      Fare figli e’ una atto di amore e nello stesso tempo irrazionale.

    • Oris scrive:

      Posizione assolutamente rispettabile.
      L’importnte è he non volessi sottintendere una accusa a chi invece i figli li fa. :)

      Scusa, ma sono un paranoico :D

  16. Ghibellina scrive:

    Il problema sono le pratiche di adozione troppo burocratizzate. Io te lo dico da donna:ho molto più paura del parto che di qualsiasi altra cosa.
    Inoltre c’è anche il timore che mio figlio nasca malato, perchè so che qui in Italia si è tutti buoni e cristiani a parole ( no aborto, no eutanasia ecc. ecc. ),ma poi nei fatti le famiglie se la devono vedere da sole la questione del figlio handicappato.
    Oggi come oggi è diventato ancora più difficile.
    Io non potrei mantenere nessuno perchè mantengo a malapena me stessa – la maggior parte dei soldi me li danno i miei-
    Pensa a dover mantenere un figlio e per giunta handicappato!

    Ghibellina post: Perchè alcuni preti sono Pedofili? Le possibili cause nell’interpretazione di uno psicoterapeuta

    • Francesca scrive:

      Ma perchè devi pensare che nasca handicappato?
      Sei giovane. Se fate tu e lui i dovuti controlli di sangue ecc… le possiblità sono quasi inesistenti.
      Del parto ho paura anch’io, te lo dico sinceramente, ma quando passa il dolore tutte dicono che è la cosa più bella del mondo!

      • Ghibellina scrive:

        Alcuni handicap, come la sindrome Down, sono molto casuali.
        E’ come tirare un dado: magari ti esce uno o due, la stessa cosa con le malformazioni genetiche.
        Ho visto molte ragazze della mia età con bimbi Down, e non è vero che essere Down è il meno che possa succedere.
        Ho un’amica che lavora con questi bimbi e mi racconta che possono avere ritardi minori ma anche estremamente gravi.
        Poi non credo che farò un figlio a breve, quindi avrò più di trent’anni ed il pericolo aumenta.
        Ma la mia paura non è l’handicap in se, piuttosto il fatto che almeno in Italia, non avrò alcun aiuto- a parte, forse, ridicole pensioni d’ invalidità comunque insufficienti al sostentamento di un ragazzo ” speciale ”

        Ghibellina post: Perchè alcuni preti sono Pedofili? Le possibili cause nell’interpretazione di uno psicoterapeuta

        • Francesca scrive:

          E’ verissimo che la situazione in Italia è pessima, fatta solo di parole e niente fatti.
          Però ti dico in tutta sincerità che io ho una fifa matta di diventare genitore ma mi preoccupa di più la sua adolescenza piuttosto che la paura che nasca con handicap.
          C’ho pensato anch’io su cosa farei o non farei…però non si può partire così, la speranza ci deve essere altrimenti è finita.

    • Michail Tal scrive:

      Ghibellina parole sante. Certo, la mancanza di Welfare in questo paese vuol dire anche questo, purtroppo.
      Per me la vita non è un valore cosi centrale, cosi importante. Viverla dignitosamente lo è, non vivere tout court.
      Ti vorrei chiedere se come donna l’adozione ti darebbe la stessa soddisfazione di un figlio tuo.

  17. Mi scuso con tutti gli altri a cui per motivi di tempo e spazio davvero sono impossibilitata a rispondere.

    Apprezzo molto le vostre riflessioni a cuore aperto

    egegi slauti
    DC

    La Donna Cannone post: Il sorriso più bello

  18. riccardo scrive:

    Purtroppo chiunque può mettere al mondo dei figli. Non tutti possono guidare ma chiunque può riprodursi.
    A parte il fatto che questo pianeta fa fatica ad ospitare 2 miliardi di persone (oggi ce ne sono sei e solo un paio vivono decentemente) e che quindi sarebbe il caso di pensare a ridurre la popolazione, rimane il problema che chi si riproduce, generalmente, è proprio chi non dovrebbe farlo.
    Mi spiego.
    Se oggi guardo alla mia situazione economica, alla situazione economica globale, al futuro mio e di questo pianeta (ambiente, clima, sovrappopolazione, scarsità di cibo, acqua, materie prime, fonti energetiche) non posso che concludere che NON POSSO CONDANNARE UN FIGLIO A QUELLO CHE SUCCEDERA’ NEI PROSSIMI ANNI.
    Ergo, non mi riproduco. Io che, ponendomi questi problemi denoto una intelligenza critica che mi rende già un buon candidato a perpetuare la specie.

    Chi invece ha un QI pari a inferiore a 80, indipendentemente dalla propria situazione economica, che non ha la minima visione del mondo che lo circonda e delle prospettive, succube del marketing e del consumismo, o di qualche farneticante religione, ovvero la persona meno adataa a figliare, ecco, proprio lui, di figli ne metterà al mondo almeno 2 (4, 8 etc), in modo da crescere persone cieche come lui e a cui trasmettere tutta la propria inconsapevolezza e le proprie angosce e complessi vari.

    La madre degli idioti è sempre incinta.
    Più vero di quello che sembra.

    • Buona sera Riccardo.
      Ho colto l’occasione del Suo commento per spulciarne tanti che mi ero persa nei mesi passati.
      Il tema è così ampio da non poter essere trattato in modo esaustivo e purtroppo è di quelli che facilmente portano a far cozzare la testa con la pancia, intesa come fulcro emozionale.

      Mi piace molto la Sua risposta, chirurgicamente ironica

      ”Io che, ponendomi questi problemi denoto una intelligenza critica che mi rende già un buon candidato a perpetuare la specie.”

      Vero, no? Mi sono arrogata – fra le righe – il diritto di individuare una discriminante nella capacità di impiegare la ragione come qualifica per la riproduzione.
      Condivido ciò che scrive. Ma il punto non è il parere soggettivo.
      Il punto è che con le dinamiche forsennate e illogiche imponiamo la sofferenza e la morte (per fame, malnutrizione, parto, sete, malattie le più 3mende) a milioni di persone.

      In quest’ottica, chi si accanisce a negare la diffusione del profilattico, per me è un serial killer.
      Leggendo i commenti ho intravisto nelle dinamiche italiane che scoraggiano l’adozione interna e favoriscono certi canali di adozione internazionale il supporto diabolico ammantato di tonaca e fasce comunali, a pratiche che alimentano dinamiche perverse ammantandole di (falso) buonismo.

      Saluti cari e piovosi,
      DC

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