Verbal Terminator
29 agosto, 2008 di la Donna Cannone
Archiviato in Border Zone, Cazzotti, Il Futuro è nei Giovani, La diversa Opinione, Oltre le Righe
Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
Rinuncerei a tutto per avere un figlio.
Parole che grondano lacrime.
Di una collega e di un’ex-compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.

Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid sex slave
Ho sentito al TG genitori, insegnanti e vicini di casa dei ragazzi veronesi fascistoidi che hanno massacrato un ventenne perché gli ha rifiutato una sigaretta, chiedersi: “Dove abbiamo sbagliato? Cosa non gli abbiamo dato?”
Spunto per dire – a loro e ad altri – che l’errore non sta nella mancanza, bensì nell’eccesso.
Il peccato sta nell’averli procreati.
Non basta un utero, non è sufficiente lo sperma per arrogarsi il diritto di procreare.
Continuare a mettere al mondo esseri che non raggiungeranno lo sviluppo intellettivo ed emotivo, ma incarneranno piuttosto l’involuzione della specie, oltre che triste barzelletta cosmica, è pratica assai dannosa.
Mi pare scarsa, tuttavia, la volontà di affrontare il tema da questa prospettiva. Spinosa. Politicamente scorretta.
Rintronati da buffonate inneggianti alla sacra sessualità matrimoniale (a fini procreativi), alla Sacra Famiglia Italiana come nucleo fondante del Paese, all’accanimento medico per raggiungere la procreazione.

Dove sta la qualità della vita? E tutto questo amore, non è forse invece egoismo, se non considera la volontà di colui che viene messo al mondo?
Giovani di belle speranze.
Fare un figlio è facile. Più difficile riflettere su cosa significhi.
Prendiamo un tema a caso. La mobilità sociale in Italia. Ringrazio Poldino per questi dati: mediamente solo il 3% dei figli di operai diventa imprenditore, dirigente o libero professionista. Stando a un rapporto del Censis del 2006 il 40,8% degli occupati è immobile, ovvero si colloca nella stessa classe occupazionale del padre, laddove il 20,6% degli occupati resta fermo nella classe operaia. Il 12,2% dei lavoratori effettua una mobilità a corto raggio orizzontale, spostandosi fra le varie classi intermedie: piccola borghesia urbana, agricola e classe media impiegatizia. La scarsa mobilità sociale si deve alla forte differenziazione dell’accesso alla formazione; la possibilità di accedere agli studi universitari rimane appannaggio quasi esclusivo delle classi più elevate: sono studenti il 18,1% dei maggiorenni figli della borghesia contro il 4,1% dei figli della classe operaia.

Si può iniziare anche da qui a sostituire sogni di pappe e pannolini con una riflessione onesta sul testimone genetico e sociale di cui vorremmo fare staffetta, chiedendoci se non proiettiamo su altri la nostra realizzazione personale arenatasi sulle sabbie delle nostre incapacità.
Riflettere sul fatto che il neo-nato non ha chiesto di nascere e potrebbe non ambire a una vita mediocre, di lavoro e frustrazioni, pensionamento irraggiungibile, 30 anni di paranoie (o psicanalisi) per emanciparsi da complessi e manie respirate in famiglia, condizionamenti sociali e declino senescente vario.
Rimando alle politiche denataliste del Dott. Luigi De Marchi per riflettere su altri validi motivi dissuasivi dell’uso scellerato e indiscriminato dell’apparato riproduttivo.
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Non basta un utero, non è sufficiente lo sperma per arrogarsi il diritto di procreare.
Così come non basta una laurea, per arrogarsi il diritto di dichiararsi intelligente.
Diciamo che “arrogarsi” dovrebbero eliminarlo proprio dal vocabolario.
CogitoergoVomito post: E’ UNA QUESTIONE DI SLOGAN
Non è che questo accade per caso, una parte dipende dalla genetica, un’altra dall’ambiente esterno e un’altra ancora dal tipo di educazione che si impartisce.
Mi pare che passi un po’ di tempo da quando si decide di procreare a quando si comincia ad interagire con il risultato e in questo tempo c’è modo di prepararsi almeno un po’ riflettendo su cosa si desidera e su cosa non si desidera per quel figlio, tenendo naturalmente conto che ogni essere umano è un caso a se stante e va per questo rispettato nella sua specificità.
Circa la “Sacra Famiglia Italiana” è evidente che una parte del lavoro educativo di base lo fa lei quindi se è buono o cattivo dipende dai componenti e non dalla cellula fondante della società.
Poi sulle aspettative di vita non andiamo troppo per il sottile, gli schiavi hanno comunque fatto figli anche se facevano una vita da schifo, la loro speranza era che un po’ alla volta qualcosa sarebbe cambiato in meglio e per molti di loro questo si è verificato.
Le politiche denataliste le dovrebbero fare gli altri visto che qui in Italia siamo all’avanguardia con queste tematiche; inoltre finora la popolazione ha mantenuto una certa consistenza numerica solo perchè è aumentata costantemente la durata della vita e perchè c’è stato un notevole aumento dell’immigrazione, ma ora cominciano i primi devastanti effetti a lungo termine dell’inquinamento e sono abbastanza sicuro che fra non molto (4-6 anni) l’aumento della durata della vita diminuirà sensibilmente.
Infine penso che almeno due figli una coppia potrebbe permetterseli visto che sono il minimo teorico per mantenere in equilibrio i ricambi generazionali, considerando ovviamente un periodo medio (per la maggioranza) di 30 anni e non di 15-16 come nei paesi del terzo mondo.
Se consideriamo tutte le possibili cause che possono impedire a un figlio di riprodursi (morire per violenza altrui, per incidente, malattia, ecc., diventare prete/suora, non volerlo fare, ecc.) possiamo anche considerare pochi 2 figli e qualcuno che sa di poterselo permettere sia economicamente che intellettualmente potrebbe anche tentare il terzo.
Non per dire ma in Svezia fanno così da parecchi secoli e non hanno raggiunto (finora) densità abitative assurde come quella italiana, cinese, indiana o anche africana, quindi ritengo che il tema in questione non si riferisca a situazioni normali di vita ma a condizioni limite che al giorno d’oggi dovrebbero essere un ricordo del passato (ma che probabilmente non lo sono ancora).
Io ho quasi trent’anni ed i soldi che gudagnano non bastano neanch eper me..che dovrei fare? Chiedere aiuto ai miei per il pupo? Non mi pare giusto…ma non so neanch’io perchè mi incazzo..tutte ste storie sul dovere di procreare mi fanno sentire paranoica…ma poi ognuno fa la sua vita o no? Se tutti i miei figli volessi adottarli per dare aiuto a bimbi sfortunati? Sarei ancora colpita dallo stigma sociale perchè non ho procreato? Bha
Ghibellina post: Perchè alcuni preti sono Pedofili? Le possibili cause nell’interpretazione di uno psicoterapeuta
Ritengo che procreare non sia esattamente un dovere in senso assoluto (certo qualcuno è bene che lo faccia), bensì, se ci sono le condizioni minime per farlo, un diritto (fermo restando il fatto che anche l’adozione è un’opzione valida se la si preferisce o non si ha altra scelta).
Non si capisce perchè nel resto del mondo si facciano 6, 8, 10, qualcuno anche 50-60 figli a testa (che poi non sanno dove sbattere la testa per sopravvivere) e in Italia (a parte le solite zone) si debba necessariamente entrare in paranoia per uno o due.
Io credo che non sia necessario flagellarsi oltre il dovuto, inoltre i figli di solito si fanno in due e se i bambini sono fortunati possono avere anche il supporto (sporadico) di qualche nonno/nonna, zio/zia ancora giovani (sempreché non si sia fuggiti a centinaia di chilometri di distanza dalle case d’origine).
In conclusione è fondamentale partire con una relazione solida e con obiettivi condivisi con il proprio partner, poi le situazioni possono cambiare, migliorare e fra il primo e il secondo figlio di solito c’è qualche anno di differenza, quindi non sono cambiamenti improvvisi o impossibili da gestire (anche se ovviamente non facili).
La cosa importante è essere convinti o comunque fiduciosi di quello che si fa, senza dimenticare che la preparazione giornaliera ai futuri eventi può essere molto utile per evitare errori o leggerezze.
Io mi trovo molto daccordo con questo articolo.
Conosco personalmente gente del tutto incoscente- per non dire fuori di testa- che mette volontariamente al mondo figli senza avere la possibilità economica di mantenerli e la possibilità di educarli dal momento che anche loro sono in uno stadio mentale da preadolescenti.
Queste persone molto spesso chiedono aiuto economico alla mia famiglia perchè purtroppo ci unisce un vincolo di sangue- che per me non avrebbe alcun valore neanche se fosse stretto ma i miei sono all’antica, ovvero solo mia madre, e si fa scrupoli.
Queste persone utilizzando come scudo i loro figli, anno cacciato mia nonna novantenne da casa sua dove ella li ospitava, queste persone sempre con la scusa dei bambini pretendono denaro non meritandoselo.
Io dico, che esempio educativo è questo per i loro figli?
E di gente del tipo ce ne sono a bizzeffe.
Sono persone che credono nella provvidenza e che tutto un giorno si risolverà perchè ci sarà sempre qualcuno che darà loro una mano.
Così si indebitano e poi piangono.
Ghibellina post: Perchè alcuni preti sono Pedofili? Le possibili cause nell’interpretazione di uno psicoterapeuta
Credo di non aver capito.
Stai dicendo che soltanto le persone ricche ed intelligenti possono arrogarsi il diritto di procreare? Gli altri, destinati(geneticamente?) ad una vita mediocre, meglio che non vengano al mondo?
E’ vero che i soldi alzano il tenore di vita ma questo non sempre coincide con la qualità.
Aggiungo che, più che nell’averli procreati, il peccato sta nel non averli educati.
E la responsabilità non è tutta dei genitori.
E mi fermo qui per non continuare a dire banalità.
Luna
Secondo me quelle che hai detto non sono banalità, sono cose vere espresse in modo semplice!
Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!
Il tema è sicuramente spinoso. Dal punto di vista sociale i dati sono la dimostrazione che la nostra società è divisa in caste e classi.
Dal punto di vista della generosità fare un figlio può essere sicuramente un desiderio, sicuramente un bisogno, ma il tutto va ponderato. Il caso-limite che conosco io è di un ragazzo che si è messo con una ragazza. All’inizio tutto bene, poi lei comincia a rompere, a fare richieste impossibili e al ragazzo comincia a non andare più bene. Ma, stupidamente (non so che altri avverbi usare, questa che dirò la definisco un’idiozia considerando che lui avrà avuto tipo 26 anni) lui rimane con lei perchè lei ha il macchinone e tanti soldi donati dalla famiglia abbiente. Lei gli dice che prende la pillola anticoncezionale, lui ci crede e cominciano ad avere rapporti non protetti. Non è vero, lei ha fatto tutto ciò perchè voleva un figlio, e lui ignaro ma stupido gliel’ha concesso.
Questa secondo me è una scelta totalmente egoistica che va contro il genere umano.
Però ho pensato anche al caso opposto (questa che ho detto è una storia vera): se una coppia poco abbiente decide di avere un figlio, fanno i conti e vedono che risparmiando ce la possono fare, contattano magari qualche servizio per farsi aiutare, allora non vedo perchè dovrebbero rinunciare a procreare per paura che il figlio non diventi ricco.
E’ vero che non si sa se alla nuova creatura fa piacere essere messa al mondo, ma proprio perchè non si sa bisogna seguire il proprio desiderio, che dev’essere secondo me il desiderio di donarsi e donare il proprio amore al dono della vita. Se non si seguisse e non si procreasse e alla creatura facesse piacere nascere?
Secondo me non possiamo decidere troppe cose, perchè non sappiamo cosa avviene ne prima del concepimento (ad esempio la prima domanda che mi viene in mente è come vengono abbinate l’anima e la dolce creatura, o se un figlio è destinato a due genitori in particolare, possono sembrare cose stupide ma noi non le sappiamo) ne dopo la morte, e soprattutto perchè il fatto che una persona sia felice di essere al mondo dipende anche dall’amore che ha ricevuto. Ecco, quindi come conclusione sono d’accordo con te, dev’essere una scelta assolutamente ponderata e generosa.
Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!
Siamo più di sei miliardi al mondo.
Il “problema natalità” dell’Italia, questo invecchiamento progressivo che coinvolge un po’ tutti i cosiddetti paesi industrializzati, si risolve a mio giudizio con una politica migratoria razionale e sensata… non con la Bossi-Fini e i bonus bebé (tra l’altro, solo per gli italiani… sembriamo tornati al ventennio).
Procreare è un atto sopravvalutato che troppo, troppo spesso si compie nel vuoto: “lo faccio perché mi sento esclusa rispetto a chi ce l’ha”, ad esempio… le pressioni sociali per procreare sono fortissime. Il fatto che la chiesa cattolica abbia da alcuni anni rilanciato alla grande il tema del controllo della nostra sessualità è indicativo. Ecco a cosa serve guidare la nostra procreazione… a guidare noi.
Sono d’accordo con te, e ti ho citata.
http://www.talkinrapper.com/2008/08/smettetela-di-procreare-vuoto.html
Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro
Siamo arrivati a 6,8 miliardi di persone.
Ma il progressivo invecchiamento della popolazione non deve essere risolto con azioni specifiche in quanto si fermerà e regredirà spontaneamente.
In Italia non c’è un problema natalità legato agli italiani, ovvero la sua diminuzione da parte dei nativi è secondo me un fattore del tutto contingente, temporaneo e per certi aspetti benefico (soprattutto se fosse attuato in certe zone d’Italia).
Incrementarla a dismisura con l’arrivo di immigrati può non essere una buona idea se non si cominciano a risolvere i problemi di base dell’inquinamento e della sostenibilità dello sviluppo (oltre al fatto che certi costi per l’infanzia, es. gli asili, le scuole, ecc. sono spesso assurdi proprio grazie alla tendenza alle privatizzazionei e al relativo affollamento).
L’esplosione della natalità è quindi tutta fuori dall’Italia (a parte alcune zone del meridione che da sempre eccedono sotto questo aspetto), quindi penso che:
1) il problema dei quasi 7 miliardi di persone riguardi il resto del mondo;
2) l’Italia potrebbe tranquillamente diminuire un po’ di popolazione, non sarebbe assolutamente un dramma come i capitalisti vogliono darla a intendere, anzi data l’alta densità abitativa ne avrebbe solo che vantaggi;
3) quanto detto non impedisce a nessuno di fare 2 o 3 figli (se poi arriva il quarto non è un dramma, anzi, basta che sia seguito come gli altri e che non diventi la norma per tutte le famiglie);
4) anche i potenziali figli avrebbero dei diritti, ad es. quello di poter nascere da genitori sufficientemente giovani, in modo da non considerarli decrepiti dopo appena 15-20 anni di vita; per questo se non si è del tutto contrari all’idea è bene non attendere i 40 anni per decidersi a procedere.
Ma infatti ho parlato di politiche migratorie razionali, cioè che consetnano alle persone di stabilirsi qui senza la necessità di trovare fonti di reddito illegali.
L’effetto sulla natalità verrebbe da sè, e quale sarebbe sinceramente non posso immaginarlo… un incremento immediato seguito da un lento declino? Probabilmente.
Ovvio che ai capitalisti sevano consumatori, hanno questo mito della crescita economica a tutti costi… volevo essere provocatorio: volete più consumatori? Permettete agli stranieri di guadagnare onestamente! ^_____^
Il problema natalità, concordo con te, non esiste nei termini in cui ne parlano i media. Casomai il contrario. Fare figli è da folli.
Qui come altrove.
Invece di pensare ad un sistema economico sostenibile (credo che il fallimento del capitalismo sia sotto i nostri occhi) stiamo qui a pensare che la crescita sia il bene assoluto…
Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro
A me tutto ciò sembra troppo pieno di crudeltà. Non siamo delle macchine che sono tenute esclusivamente a fare tutto secondo un progetto infallibile e secondo un calcolo, nè possiamo fare sempre tutto secondo ciò che è opportuno e con infinita saggezza, addirittura imputandoci per intero tutte le colpe possibili nel caso non tutto nella nostra vita sia lindo, perfetto e in fondo un poco leccato. E’ pur vero che ciò non significa, all’estremo opposto, che è giusto essere degli incoscienti. Ma ho la paura che un ragionamento come il tuo abbia come sbocco naturale quella mortificazione intima dell’individuo che è il controllo delle nascite per legge “alla cinese”…
Non mortificazione intima, ma puro buon senso: siamo esseri razionali, e sono abbastanza stufo di vedere che utile strumento messo da parte
A mio giudizio il controllo delle nascite è puro buon senso, uan misura necessaria mentre troviamo un sistema economico che ci consenta di sopravvivere insieme al pianeta.
Una misura cautelare intelligente.
Ma forse sono troppo ingenuamente idealista, mi aspetto che si abbandoni in massa la logica del profitto immediato per ragionare sul lungo termine…
Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro
Io penso che la procreazione dovrebbe essere sempre responsabile. E nel concetto di responsabilità ci metto tutto: il sapere quel che si vuole, il sapere cosa vuol dire, il sapere che sarà una questione difficile soprattutto nel tempo, il sapere che il mondo è quello che è…
Dopodiché una coppia responsabile decide di donare all’umanità un’altra vita, un’altra opportunità di protrarsi verso l’umana eternità.
Se fatto con queste premesse io trovo che mettere al mondo un figlio e farlo crescere educandolo al rispetto di se stesso e del mondo che lo circonda sia un grandioso e splendido atto d’amore per la meraviglia della vita e per la funzione anche sociale dell’Uomo… altro che di egoismo!
Anche secondo me è così! …Anche se (fortunatamente) non ho ancora avuto un figlio… Dovremmo pensare più a queste cose individuali e intime (che poi diventano collettive, un ragazzo responsabile è un bene prezioso per la società) che a considerazioni politiche…
Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!
Mi sento di quotare
Il post mi ha disturbato e mi sono chiesto il perchè.
1) Non mi sento cattolico nè in generale religioso, anzi piuttosto ateo
2) non credo neanche nella procreazione per dare figli alla patria
3) Sono molto preoccupato della sovrappopolazione
Allora
1)Sono Egoista?
Si
Ho due figli e guardarli e vederli crescere mi rende felice.
I figli sono l’unica via che ho per l’immortalità.
Io posso avere figli ed altri è meglio di no?
Si
la procreazione deve essere una scelta matura e consapevole, oggi un figlio costa e richiede uno sforzo notevole per avviarlo ad una vita decente.
MA
i figli hanno la fortuna che ad un certo punto ci togliamo dai piedi e il loro futuro è un loro responsabilità non nostra, noi facciamo solo del nostro meglio per avviarli, educazione, regole, esempio (questo aprirebbe un altro discorso interessante).
Darwin e non una religione ci insegna che la natura favorisce la sopravvivenza del più adatto.
E’ purtuttavia vero che al giorno d’oggi pare che la nostra società tende più all’involuzione della specie visto che si riproducono più quelli che hanno meno successo nella vita.
@ donna cannone
Ma credo che l’amore anche se tu lo puoi considerare egoismo dia diritto a tutti di ebbene si “completarsi”.
Credo che con questo tuo ragionamento da intellettuale moralmente superiore vagamente disgustata fai una scelta suicida.
In fondo in fondo quando tutto il resto fallisce l’istinto fondamentale è quello che comanda: la SOPRAVVIVENZA della specie
E se a qualcuno la sopravvivenza della specie non importasse affatto?
L’entità “specie” non vale una vita di stenti per sfamare pargoli irresponsabilmente messi al mondo.
Ovviamente questo secondo la mia opinione, poi ci sono tante persone che sono felici di figliare come conigli pur avendo entrate per meno di mille euro al mese. Che però non si gridi all’ingiustizia: è responsabilità dello Stato aiutare anche questi cretini, ma si possono mettere sullo stesso piano di chi ne fa uno o due e poi incappa nelle sfighe della vita.
La questione natalità è una cosa personalissima e quindi al limite può essere indirizzata con campagne informative o al massimo dissuasive in casi di estrema sovrappopolazione, mai coercitive. Purtroppo però anche gli idioti sono fecondi ed i loro figli non ne hanno colpa.
Li chiamo idioti e cretini perché da decenni chiunque sa come si fa a non rimanere incinta, irresponsabili perché pensano che la genitorialità sia solo un diritto privo di obblighi e doveri.
Ah, sono idioti tanto i poveri in canna che sfornano quattro figli quanto i borghesi che spargono il seme a destra ed a manca trovandosi schiacciati dai costi del mantenimento che spesso tentano di non pagare.
Che poi i pargoli siano l’incarnazione della speranza e della gioia è una questione di gusti, a me danno fastidio dopo pochi minuti e la mia unica speranza è quella di non avere dei cosini bavosi come compagni di viaggio o di fila.
ognuno la pensa a modo suo e se è condivisibile la prima parte per la seconda contento tu
Non è che se a uno non piacciono i bambini figliare dev’essere per forza una roba idiota o da cretini.
Sei stato anche tu un bambino…
Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!
Sì chiaro, de gustibus…
Cretini son quelli che ne sfornano a produzione continua ma poi non sanno come sfamarli ed educarli.
Non sono cretini il loro comportamento mi disturba ancora più, sarebbe da intervenire in maniera decisa sull’educazione e con argomenti di politica familiare sensata (decisamente difficile in Italia), dell’atteggiamento tuo e del gobb, ma il risultato del vostro atteggiamento è che proprio chi ha qualcosa in più da trasmettere anche in termini di successo in senso darwiniano, educazione, cultura e libertà di pensiero non lo farà, danneggiando se stessi la società e torniamo al discorso dell’involuzione e dell’intellettualoide snob.
Quindi se non voglio procreare e critico chi figlia come un coniglio pur non potendo permetterselo sono un intellettualoide snob e per di più danneggio la società (strano che non tu abbia usato il termine “patria”)… buono a sapersi.
Ecco perché avevo preso a cuore la discussione sugli intellettuali di sinistra.
a quanto pare non ci capiamo,
anche io critico chi figlia come un coniglio come dici tu, forse anche più di te, non si possono infliggere al mondo altre bocche da sfamare, e non ti preoccupare il termine patria come lo intendi tu non fa parte del mio vocabolario
ritengo che esistono livelli di riferimento superiore al di la di quello di famiglia tribù città padania patria; e ancora per non equivocare non parlo di riferimenti religiosi.
ma forse sono snob anche io anche se in un modo diverso
Occhio a mischiare darwinismo e cultura: sono due cose competamente diverse, due meccanismi del tutto differenti.
Al di là di questo, basterebbe usare la razionalità… negli anni mi sto sempre più convincendo di una cosa: la scarsa consapevolezza di sé e dei meccanismi con sui si funziona è uno degli ostacoli più gravi nel comprendere il resto del mondo.
Se tutti fossero edotti di cosa significa interazionismo simbolico, per dirne una, saprebbero meglio cosa stanno facendo ;P
Concordo: la sopravvivenza delal specie è improtantissima, la cosa più improtante per un membro di essa. Non perché lo dico io, ma ai fini pratici: senza la specie nessun membro isolato sopravvive.
Proprio per questo è folle, in questo momento storico, continuare a procreare senza pensarci.
Ma vabbé, mi sto ripetendo… non la prendo sul personale, ma io personalmente non voglio figli, mai e poi mai, perché lo trovo insensato. che bisogno c’è di un mio figlio quando, tanto, siamo a un pelino dal collasso sociale ed economico?
Per sovrappopolare un po’ di più un pianeta che vedo poche speranze di salvare? Naaaaaah.
Ma una specie che oggi conta piu’ di 6 miliardi di individui, su un pianeta ove le risorse bastano a malapena a farne sopravvivere decentemente un quarto di essi, sopravvive con la procreazione?
Questo, tante volte, mi domando. E non so trovare una risposta.
Chiara di Notte – Klára post: Lei… Lui… Una notte – Parte 1
Io la mia risposta me la sono data: no ^_____^
Sopravvive usando il proprio cervello, tentando ci comprendere le spinte economiche e culturali che ci stanno portando al gran casino e provando a cambiarle.
Ho scritto un racconto e un cortometraggio su questo argomento, lo sento parecchio.
Il Gobb post: Rolling joints like da Buddha Mastah
Ma perchè la fate così “politica”? Secondo me la scelta di fare un bambino è intimistica, nasce da un profondo bisogno. Se si ha voglia di dare e di ricevere si fa, se no no. E se si fa si dovrebbe essere responsabili…
Ma secondo me è la scelta intima che poi causa conseguenze sulla società (ad esempio se il figlio diventa poi un bravo cittadino), non deve essere il contrario.
Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!
La scelta non è solo privata né solo politica. Tutto quello che facciamo ha un risvolto politico, e “politico” è un aggettivo che potrebbe definire benissimo qualsiasi altra attività che coinvolge l’interazione col prossimo, diretta o indiretta. Persino comprare una merendina piuttosto che un’altra.
Inevitabile, dato che siamo una specie culturale.
Non sottovalutare l’aspetto sociale dell’agire, è in ogni singola cosa che facciamo
Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro
Sono d’accordo, tutto quello che facciamo ha un risvolto politico. Proprio per questo secondo me essere influenzati dalla politica anche per una scelta così intima e così grandiosa (in un senso o nell’altro) non è giusto, è togliere valore alla vita.
Sara post: Niente calcio in tv. Tiè!
Guarda, a parere mio il problema non è così insormontabile. Voglio dire: una volta al sicuro dal vaiolo si è inventati la mitragliatrice
Se non lo fai tu lo farà comunque un altro e ne farà 4 quindi il tuo contributo sarà comunque trascurabile
appunto rifletti se è giusto che tu lo faccia o no
tritu, una domanda non pertinente al pezzo:
come si fa ad essere “abbastanza” atei?
non era “abbastanza” ma “piuttosto”
forse sarei stato più corretto se avessi detto agnostico e completamente disienteressato al tema
venendo da famiglia cattolica forse non ho ancora metabolizzato completamente l’argomento, ma poichè non mi interessa farlo forse non lo farò mai
In punto di morte chissà
@ donna cannone
Ma credo che l’amore anche se tu lo puoi considerare egoismo dia diritto a tutti di ebbene si “completarsi”.
no. Non credo. stai facendo un po’ di confusione fra la fantasia/immaginazione/poesia/come lo vuoi chiamare – l’amore -
e la Costituzione. proprio da ciò deriva tanto sfacelo dell’umanità
La Donna Cannone post: Il sorriso più bello
Belle le tue parole Fully, e bello l’atteggiamento nei confronti della vita e del futuro. Io figli non ne ho perché non li ho voluti e non mi sono ancora pentita della scelta, sebbene tutto il mondo che ho intorno faccia il possibile per farmi sentire una reietta oppure un’egoista. I bambini mi piacciono, ho due nipotine che adoro e con le quali mi trovo benissimo. Prendere in braccio un neonato è un’esperienza mistica se si ha la pazienza di ascoltare il profondo senso di pace che ne promana. Il problema è che quel neonato ha bisogno di genitori in grado di sfamarlo, in tutti i sensi, di trasmettergli una giusta visione della vita, dei valori, una coscienza morale e civica che lo renderanno un cittadino degno di stare al mondo. Ma esistono genitori così? A me sembra che l’unica razza a rischio estinzione sia proprio quella delle persone in grado di trasmettere qualcosa di buono alle nuove generazioni. Su questo bisognerebbe lavorare e non sull’incremento fine a se stesso della natalità.
quoto completamente molti lavorano concretamente a questa estinzione
autoestinzione
Se prima avevo dubbi ora ne ho di più.
E’ vero che la maggior parte delle persone occidentali (e sottolineo occidentali) pianifica il figlio come lo fa’ per il mutuo e pensa di portare a casa dopo 9 mesi di attesa (che dovrebbero servire anche per riflettere) un cagnolino (che è pure lui impegnativo) piuttosto che un bambino da educare e che non deve essere cresciuto in modo identico ai genitori, deve essere migliore, possibilmente.
Molti genitori lo fanno egoisticamente e sempre egositicamente lo crescono pensando di fare il meglio per lui non facendogli mancare niente (e con niente non intendo cibo, coccole e cure) ma idiozie patetiche di cose materiali.
A Cuba ho visto tanti bimbi felici giocando fra di loro con 4 sassi e un bastone. I bimbi qui da noi non sanno nemmeno più cos’è nascondino ma non è colpa loro, è colpa delle ns.generazioni viziate ed egoiste che credono che tutto sia dovuto. E così con questa arroganza si crescono il figlio, uno uguale all’altro, uno con le stesse pretese dell’altro, uno con le stesse idee dell’altro.
Valori non esistono se non in casi rari.
I bambini però rimangono la gioia della vita, non ci sarebbe nulla niente di loro, nè vita nè speranza (peccato solo che crescono!
)
Credo che la Donna Cannone abbia voluto muovere scompiglio ma dentro di sè lo sa’ pure lei….
Meno male che c’è ancora qualcuna che pensa in maniera positiva !
Teniamo conto poi che il periodo di illusoria fiducia nelle possibilità future è massimo fra i 26-27 anni e i 35-38 poi cambia in maniera significativa, non necessariamente in peggio, ma dopo è diverso.
In ogni caso, se si decide di “rischiare” l’avventura, è bene ricordare che date le condizioni di vita non ideali in cui siamo immersi, è assolutamente opportuno prepararsi fisicamente molto di più di una volta, ad es. curando e variando l’alimentazione, disintossicandosi con un certo anticipo, privilegiando le ore di sonno al divertimento serale, verificando le proprie condizioni fisiche con opportuni esami, ecc.
Io sono abbastanza combattuta.
Ho 29 anni ma l’illusoria fiducia l’ho persa da tempo anche se mi auto-convinco assieme al mio compagno che non è così e che in fondo ancora riesci a crescere un figlio come ritieni più opportuno.
Intanto mi sto disintossicando da ormoni, fumo e cattiva alimentazione…poi vediamo che accade!
Vero! Io amo molto i bambini soprattutto perche’ ci danno modo di dare un senso alla nostra vita.
E per me il senso e’ quello di cercare di farne persone migliori di quelle che li hanno preceduti.
Chiara di Notte – Klára post: Lei… Lui… Una notte – Parte 1
E’ vero. Ma molte persone commettono l’errore di figliare solo per questo.
Come dice Simo più sotto “perchè da vecchia come farai senza figli?”
Il senso lo devi trovare già da prima altrimenti non sarai in grado di donarlo ai tuoi figli…
Ah, tra parentesi: non mi sembra nessuno abbia colto un aspetto del post che a me sembra cardinale.
La Donna Cannone suggerisce che la fortissima pressione sociale in Italia a fare figli, così come quella esercitata dalla chiesa, ricordi da vicino (visti i dati di mobilità sociale) un espediente per mantenere lo status quo.
E mi permetto di sottolineare che se una istituzione controlla la vita degli individui fino a determinarne l’etica sessuale e riproduttiva, beh, controlla di fatto una delle parti più importanti e pervasive della nostra identità, del nostro essere persone.
Immagino che il punto sia questo ^_____^
Il Gobb post: Alitalia, Berlusconi, Tremonti e li mortacci loro
Eh, infatti 1,3 miliardi di Cinesi e 1,1 miliardi di indiani sentono la pressione da 5000 km. di distanza
Forse questa pressione poteva esserci una volta, in qualche realtà locale, attualmente mi pare che la chiesa in quanto tale si sia parecchio affievolita anche su questo tema; in ogni caso, personalmente non ho mai percepito alcuna pressione in tal senso.
Sei uno dei pochi ^______^
E poi La Donna Cannone parlava di Italia.
Altrove non è la chiesa, ma le pressioni sociali per procreare sono presenti in ogni cultura che abbia mai studiato e/o di cui conosca degli esponenti
Il Gobb post: Rolling joints like da Buddha Mastah
Infatti secondo me il punto è questo ed è questo che maggiormente mi infastidisce e mi mette in ansia: sentire, anche personalmente , sulla mia pelle, la pressione sociale!
Pressione che, ad esempio, mia madre non ha avuto ne avvertito ai suoi tempi ( primi anni ottanta ).
Voglio sentirmi libera di fare figli quando mi pare, quanto mi pare, di farli o non farli affatto.
Ieri vedevo il documentario de ” La storia siamo noi “, ” Giovinezza “, sull’educazione dei ragazzi durante il fascismo.
Allora l’imperativo di fare figli per la nazione, era diretto e palese.
Oggi è più velato…ma persiste e questo, secondo me, non è un buon segno!
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