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Udite, Udite! Il Ministro Gelmini Partorisce Il Maestro Unico…

8 settembre, 2008 - 8:00 di  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani




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Sono figlia di insegnanti e, come se questo non bastasse, sono io stessa un’insegnante, come lo è mia sorella e come lo sono state molte mie zie. Insomma, potrei paragonare la mia famiglia a quelle stirpi di notai che si perpetuano lo studio e i clienti, con la differenza (notevole) dei soldi e del prestigio. Ma non è questo il punto. Come ho già scritto diverse volte, sto assistendo alla parabola ascensionale delle gesta del nostro Ministro dell’Istruzione e da indignata, arrabbiata, sconfortata, disgustata sono passata al sentimento dell’incredulità. Il ritorno al maestro unico non è una trovata originale di questo governo.




Già nella scorsa legislatura, sempre con Berlusconi, l’allora ministro della Pubblica Istruzione (perché prima si chiamava “Pubblica Istruzione”, chiaro no?), la cavallina Letizia Moratti, aveva tentato questa stessa strada, mascherandola sotto il nome di “maestro prevalente”. Nella pratica, cercò di introdurre comunque il maestro unico, ma in maniera più sottile, senza quasi farsene accorgere: bizantinismi da ministro con una certa età sulle spalle. Con la caduta del suo governo, la sperimentazione finì dove meritava di stare fin dal primo momento: nel cestino della carta straccia. La Gelmini invece, con l’irruenza tipica della sua brillante gioventù, ripesca dalla spazzatura la geniale intuizione della sua mentore e getta sul tavolo non la proposta – badate bene – ma il decreto bello e fatto, con al suo interno la figura del maestro unico che comincerà ad essere presente già dal prossimo anno scolastico, sulle future prime classi.

Naturalmente, nell’arco di cinque anni, spariranno i team costituiti da due maestre o tre e spariranno anche le insegnanti specialiste di lingua inglese, altra importante risorsa che va a farsi benedire, così come diminuiranno vistosamente gli insegnanti di sostegno. E, per chi non avesse ancora capito come stanno le cose, sparirà anche il tempo pieno che, attenzione, non è solo l’ancora di salvezza per quelle famiglie che non hanno dove lasciare i figli dopo la scuola, ma è nato soprattutto per quella nuova concezione di educazione all’apprendere che garantisce al bambino la possibilità di imparare con tempi più lunghi e più distesi.

Di queste cose il ministro, evidentemente, se ne infischia. Il refrain che sento da più parti è sempre lo stesso: “il bambino ha bisogno di punti di riferimento”. Santi Numi, come se i bambini di oggi vivessero fino alla scuola dell’obbligo chiusi in una cella dorata, con scarsissimi contatti con il mondo esterno e con le sole facce di mamma e di papà a rappresentare la realtà! Sapete bene quanto me che i nostri bimbi, fin dalla più tenera età, sono abituati a socializzare con diverse figure: dalle maestre della scuola d’infanzia che sono sempre state due (come mai bimbi di due o tre anni non hanno bisogno di punti di riferimento?), alla baby sitter, all’allenatore di calcio e a quella di danza o alla maestra di lingue e così via.

Ma continuiamo: se siete sui trenta anni in su, avrete senz’altro avuto il tanto angelicato maestro unico. Vi ricorderete che insegnava tutto, proprio tutto, ed era padrone assoluto della sua classe e di voi alunni, nel senso dell’insegnamento – apprendimento e della conseguente valutazione. Forse siete stati fortunati e vi è capitato uno di quei maestri da manuale che, più che la fredda nozionistica, vi ha insegnato a saper vivere, oppure siete stati sfortunati e ne avete ancora brutti ricordi che vi popolano le notti di incubi. Ma ditemi, quali materie, oltre all’italiano e all’aritmetica, insegnava allora il maestro unico? Inglese forse? Informatica magari? Vi portava giù in palestra a fare quattro salti con le corde o ad apprendere le regole della palla avvelenata? Vi insegnava a riconoscere le diverse melodie e gli stili musicali? A suonare uno strumento? E l’educazione all’immagine forse non si riduceva alla cornicetta della prima pagina del quaderno oppure a ricordare che esistono i colori primari e secondari? Insomma, un maestro che possa essere in grado di padroneggiare tutte queste discipline, temo proprio che non possa esistere. Anche perché, con un orario di 24/25 ore a settimana, non potrebbe neanche se volesse. E se fosse un cattivo insegnante, cari estimatori del maestro unico, chi mai potrebbe correggere i suoi tiri, giacché non avrebbe il dovere di confrontarsi con nessun altro? E i bambini cosiddetti svantaggiati? Chi penserà a loro? Nessuno, ve lo dico io e ve lo dicono i tagli che questo ministro sta attuando sulla figura dell’insegnante di sostegno. Già da quest’anno, bambini anche gravi, non possono più contare su di una maestra che possa occuparsi proprio di loro. Magari sono guariti, meraviglia di santa Gelmini!

Nei miei ricordi di alunna popolati dal maestro unico, anzi maestra, spicca un solo anno che brilla con particolare lucentezza: la terza elementare, svolta in un paesino dell’agronocerino-sarnese (ndr. provincia di Salerno), in cui la mia classe venne accorpata ad un’altra terza per opera di due maestre molto affiatate tra loro. Una sperimentazione ante-litteram dei moduli di oggi. Eravamo tanti alunni, naturalmente, ma quell’anno non lo dimenticherò mai più per quello che mi ha insegnato di così diverso dalla norma. Discipline trattate in maniera inusuale, teatro (e chi immaginava che si potesse fare teatro a scuola?!), mercatini con prodotti costruiti da noi alunni, cartelloni su ogni argomento, esperimenti scientifici, persino educazione sessuale. Ecco, tutto questo che a me sembrò così eccezionale e bello quando capitò a me, è la norma oggi nella scuola dei moduli e del tempo pieno. Oggi i vostri figli, grazie alla scuola dei moduli e del tempo prolungato, hanno garantite tutte queste attività. E, guardandoli da vicino come mi capita per il mio lavoro, non mi sembrano disorientati e spaventati dalla mancanza di figure di riferimento. Anzi, ogni nuova maestra suscita la loro curiosità e interesse, ogni cambio di docente con conseguente cambio di disciplina accende in loro nuova voglia di imparare! Certo, a volte mancano la carta igienica e il sapone e ci devono pensare i genitori, ma la colpa è dei fondi che mancano sempre per la scuola pubblica; a volte nascono incomprensioni tra un genitore e un insegnante; a volte qualche alunno è più riottoso del solito oppure fa più fatica a raggiungere gli obiettivi predisposti dalle maestre ma, grazie al cielo, nessuno rimane indietro, nessuno viene dimenticato perché non ce la fa da solo o perché, come disse qualche tempo fa Berlusconi, i figli degli operai non possono laurearsi!

Parliamo adesso di quello che succederà ai maestri e diciamo tutta la verità: questa riforma scellerata, che mira a distruggere la scuola del modulo e del tempo prolungato per favorire la scuola privata, non ha a cuore il bene dei bambini ma ha fortissimamente a cuore far quadrare i conti di Tremonti attraverso i tagli stabiliti dal decreto appena firmato. Gli insegnanti, tutti, anche quelli già di ruolo, non dovranno sentirsi al riparo. Il motivo è chiaro: contraendosi il numero di insegnanti (ce ne vorrà solo uno per classe), tutti gli altri andranno in esubero. E dove andranno? Ad insegnare al Nord se vivono al Sud? E perché, lì non ci sarà il maestro unico? La riforma investirà tutta la scuola pubblica e si allargherà a macchia d’olio in ogni realtà geografica. Andranno in altri ministeri? Perché, lì non ci sono tagli? E il personale precario, senza il quale la scuola italiana non potrebbe continuare ad andare avanti? Tutti fuori, senza possibilità di remissione. Uomini e donne che hanno insegnato anche per decine d’anni, che hanno studiato e continuano a studiare perché hanno a cuore il proprio lavoro e gli alunni a cui insegneranno, che hanno raggiunto posti sperduti pur di guadagnarsi la pagnotta, che hanno affrontato “indigeni” poco ospitali e vissuto in camere d’affitto pur di fare punteggio e salire in graduatoria, beh, cari amici, “la festa” è finita, andate a casa! Anche se avete già cinquant’anni e più, dovrete riciclarvi sperando di trovare un posto di altra natura! Sarà mai possibile questo?

Una persona a me molto cara e con un gran senso di giustizia, concetto quest’ultimo assai rivoluzionario di questi tempi, mi ha suggerito all’orecchio:” ma dimmi, secondo te, con l’entrata in vigore del maestro unico, non dovrebbero sparire anche gli insegnanti di religione, che solo grazie a Berlusconi sono riusciti ad entrare di ruolo e a percepire lo stipendio, non dal Vaticano ma dallo Stato Italiano?”

E già, stando alle dichiarazioni della Gelmini, se il maestro è unico, è unico! Sia chiaro, io non ho proprio nulla contro gli insegnanti di religione, hanno famiglia pure loro, ma credete davvero che questo Governo potrebbe mai fare un provvedimento che li tagli fuori? Però, se la coerenza è coerenza come sostiene la Gelmini, il maestro unico deve insegnare pure religione. O forse questo genere di insegnanti avranno un trattamento preferenziale e sono dei privilegiati, sol perché favoriti lungo il loro percorso scolastico dall’unto del Signore?

Dio non voglia!

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Comments

61 Risposte a “Udite, Udite! Il Ministro Gelmini Partorisce Il Maestro Unico…”
  1. LaProf scrive:

    E come disse il mio Preside nel primo collegio docenti: il ministro dell’Istruzione (di nuovo ex-) pubblica si chiama Tremonti.

    • Angelika scrive:

      Cara Laprof, si vede che il tuo dirigente è uno illuminato. Oggi la mia dirigente ha mutato radicalmente la buona impressione che mi ero fatta di lei pochi giorni fa. Si è impuntata per nessun motivo sull’orario che le ha stilato una sua collaboratrice e siamo rimaste a scuola fino alle 14.30 dalle 12 che dovevamo finire. Naturalmente senza concludere nulla!

  2. lupoalburnino scrive:

    Vorrei aggiungere una semplice osservazione, già fatta in altra parte di MC, essendo questo un post specifico sulla scuola:
    - per i nostalgici del maestro unico vorrei far capire ancora una volta che non è come dice la ministra Gelmini, tre maestri su una classe. E’ una bugia grossa e maligna come la sua anima. I tre maestri sono su “due classi”, osssia tutt’al più mezzo maestro in più, che se eliminato produce tutto quello che hai scritto nel post;
    - a me sembra, attraverso una riflessione appena appena più approfondita, che la riforma della Gelmini non è un miglioramento della scuola, tutt’altro, è solo un’operazione finanziaria sporca e spregevole che gli italiani sembrano non capire. C’è di più: la diabolica ministra cattolica con questa operazione di marketing non fa altro che colpire solo e soprattutto il sud. Perchè? Perchè il tempo prolungato si svolge quasi esclusivamente nel centro nord, ma più al nord, per via del lavoro femminile, mentre al sud prevalgono i moduli sempre per via della mancanza di lavoro femminile. Quindi è il sud ad essere maggiormente se non esclusivamente penalizzato. Ancora: dove si trovano i precari della scuola nella stragrande maggioranza? Al sud, perchè se ce ne fossero anche al nord i docenti del sud non vi correrebbero per essere immessi in ruolo. Ne conosco tantissimi che, diventati di ruolo al nord, sono stati poi trasferiti al sud. Se ci fossero precari al nord potrebbe succedere tutto questo?
    Quindi, è un colpo premeditato razionalmente e diabolicamente per creare non solo più disoccupazione al sud, ma anche più difficoltà sociale ed economica come se non ce ne fosse già abbastanza.
    Vorrei, anche da parte degli amici di MC, che questa analisi venisse fatta con un pò più di attenzione.

    • Angelika scrive:

      Caro Lupo, le sai tu queste cose e le so io. Quello che mi meraviglia tantissimo e che l’informazione non abbia fatto che pochi accenni a tutta la situazione, mentre non ha mai smesso di fare baccano con la mondezza prima e con l’emergenza sicurezza e ora con l’Alitalia. Eppure, per la scuola ci passano tutti, ma proprio tutti! Il problema, lo ammetto tristemente, non è sentito come meriterebbe.

  3. Il Gobb scrive:

    Qui si sta dividendo l’Italia in una elite di orientamento cattolico (e favorire le scuole private accelererà il processo) e una classe di manovali che dovranno accontentarsi dei resti dell’istruzione libera per tutti, tutelata costituzionalmente.
    No comment: sono sempre di più per la ghigliottina…

    • Iniquo scrive:

      Che si sveglino i genitori dei futuri manovali che ancora stanno cantando “menomale che Sivlio c’è…” invece si stare zitti perchè tanto sanno che qualcun altro si esporrà per loro.

    • Angelika scrive:

      Vero. Con la Moratti, qualche anno fa è iniziato tutto.

      • Elisa scrive:

        No, purtroppo (e ripeto “purtroppo”), le basi per tutti gli sfasci compiuti nella scuola e nell’università (anche da Morattila e dall’attuale Gelmini che, quando parla, dimostra di essere stata messa lì solo in quanto manovrabile da Tremonti) le ha poste il centrosinistra: penso, ad esempio, al decreto Bassanini che ha istituito l’autonomia, viatico per la riduzione della scuola ad azienda, degli studenti ad utenti-consumatori, del sapere a merce e per l’eliminazione successiva di quel “Pubblica” dalla dicitura del ministero; alla riforma Berlinguer madre di tutte le successive; o, in tempi recenti, alla possibilità istituita da Fioroni di trasformare le scuole in fondazioni pubbliche. Qui c’è proprio un disegno globale, eh, volto a squalificare la pubblica istruzione e a limitare l’accesso ai gradi più alti della stessa ai meno abbienti (vedi decreto Tremonti su università-fondazioni private): la cultura fa paura al manovratore, rende liberi. Ovviamente, in questo Paese in cui la necessità, a dir di tutti, è quella di ridurre la spesa, non si toccano i finanziamenti alle scuole private (da noi al 99,9% confessionali, e quando dici “confessionali” dici “cattoliche”), chissà perché…

        • Angelika scrive:

          Elisa, per quanto tutti i ministri che si sono succeduti su quella poltrona abbiano voluto riformare la scuola senza conoscerla davvero (nessuno è mai stato un insegnante della scuola pubblica e dell’obbligo), mai nessuno era arrivato alle nefandezze di questo governo. Posso concordare con te che lo stesso Fioroni con le concessioni economiche alle scuole private ha dato un altro bel colpo alle già scarse risorse per la scuola pubblica; che il signorino Padoa Schioppa invece di firmare il decreto in tempo utile per l’immissione in ruolo di tanti precari (tra cui c’ero anche io) ha temporeggiato fino a far scadere il mandato e a permettere a questo governo di immettere solo 25.000 insegnanti su tutto il territorio nazionale, però la Gelmini sta veramente distruggendo dalle fondamenta una scuola che era tra le prime al mondo. E senza, cosa ancora peggiore, che qualcuno la contrasti!

          • Iniquo scrive:

            Il problema non è tanto avere un Ministro professore quanto avere al vertice del dicastero una persona che capisca l’importanza di ascoltare gli esperti, i tecnici. E` lo stesso pasticcio che volevano fare i cosiddetti saggi della Lega nel riscrivere la costituzione ignorando i costituzionalisti ed anzi denigrandoli dicendo che non erano stati eletti, non avevano titolo per parlare, blablabla…
            Noi sappiamo bene che lo scopo non è migliorare il sistema ma affossarlo, quindi in effetti gli esperti non servono.

            • Angelika scrive:

              Hai tristemente ragione Iniquo! Che fare, secondo te?

              • Iniquo scrive:

                L’unica arma che hanno in mano i lavoratori è da sempre lo sciopero; però perchè possa essere efficace serve una vasta adesione che, in questo momento politico, vedo poco probabile. Resterebbero le petizioni e le manifestazioni, ma sarebbe solo un modo di esprimere il dissenso in maniera visibile. Forse il continuo picchettaggio fuori dalle scuole con i volantini non sarebbe malaccio, ma serve collaborazione tra le sigle sindacali.
                L’importante è che continuiate a sensibilizzare i genitori ed a parlare con i ragazzi spiegando le cose come un insegnante sa fare.
                Buona fortuna, a voi ed a noi tutti.

                • Angelika scrive:

                  Oggi, sul mio blog, una mamma mi ha scritto chiedendomi se poteva creare un collegamento a questo post, perché ha un figlio che quest’anno andrà in prima e voleva saperne di più. Mi sono riempita di speranza e allegrezza al pensiero che forse anche un semplice post possa far smuovere una giovane mamma. Nella scuola di quest’anno, purtroppo, non vedo tanta voglia di fare in questo senso. Mi avvilisce molto questa cosa. Ho proposto di parlarne al collegio, domani, ma mi hanno guardato un pò stranamente. Mi è stato detto che la dirigente è di quelle che fanno mobbing. Boh, se posso approfittare dell’essere precaria è almeno la possibilità di andare da una scuola all’altra, mobbing o non mobbing! Vi saprò dire domani!

          • Elisa scrive:

            Angelika, sono perfettamente cosciente dell’opera devastante che sta portando avanti a tempo di record (per decreto!) questo ministro che, ripeto, è stato messo dov’è proprio perché figura incolore e facilmente manovrabile (di fatto è senza portafoglio, visto che per molte spese deve avere il placet di Tremonti – mi si perdoni il linguaggio non tecnico). Ciononostante non posso ignorare che questo è il punto di approdo (nel senso che il fondo lo si è ormai toccato… o forse ci tocca ) di un percorso iniziato anni prima e trasversalmente (e qui, come donna di sinistra, rinnovo il “purtroppo”).
            In ogni caso, giusto per confutare quanto la ministra dice circa il numero eccessivo di insegnanti in Italia rispetto ad altri Paesi:

            http://www.retescuolesup.net/bienniounico/patroncini01

  4. Angelika, il tuo articolo è eccellente e mi trova d’accordo in ogni sua parte, in ogni sua virgola…la Gelmini sta criminalmente assestando il colpo di grazia alla scuola…e mi disgusta il non sentirne parlare con i dovuti toni e la necessaria dovizia di particolari sugli organi di informazione, diciamo così, tradizionali…agli italiani stanno scippando diritti costituzionali di fondamentale importanza e questi nemmeno lo sanno, galleggiando come fanno in una melassa narcotizzante fatta di ignoranza, disinformazione e stronzate!!

    • Angelika scrive:

      Sì, proprio così. Perciò non faccio altro che scriverne, ma pare che interessi solo a chi nella scuola opera e lavora. E anche lì, c’è chi mette la testa sotto la sabbia. Se non si procede ad una seria forma di protesta, la sua riforma andrà in porto liscia come l’olio e poi non ci sarà più spazio nemmeno per le lamentele.

      • Se ti può consolare, io nella scuola né opero né lavoro…sono un semplice cittadino che ha a cuore il destino del proprio paese e che tenta di ribadire ciò che è giusto.
        Proporrei, a questo punto, Angelika e Lupo ministri ombra-ombra dell’Istruzione PUBBLICA!!

        • lupoalburnino scrive:

          E sarebbe una cattiva idea. Io sono di parte. Credo che lo sia anche Angelika.
          Però, fare il ministro ombroso, non mi dispiacerebbe!

          • Di parte certo…ma credo della parte sana.

            • Angelika scrive:

              Caro CP, finora dei vari ministri che si sono avvicendati nella (Pubblica) Istruzione, nessuno è mai entrato in una classe se non da alunno. Nessuno che ne conoscesse davvero le caratteristiche, i punti forti e quelli deboli. Ma di una come la Gelmini non ne sentivamo davvero la mancanza. Credo che come lei…nessuno mai (ha fatto così male!)

              Io sono solo un’insegnante e non mi sentirei all’altezza di fare il ministro. Semmai, mi piacerebbe saperne di più di norme, diritti e doveri per poter aiutare chi ne sa meno di me. Sapete su cosa contano molto spesso i dirigenti prepotenti? Sull’ignoranza normativa e l’acquiscenza di noi insegnanti. La frase che tirano fuori tanto spesso (l’ho sentita dalla mia dirigente proprio l’altro ieri) è questa: la vostra è una missione! Ma perché? Perché mi devo sentire una missionaria? Questo non è un complimento, è una presa per il sedere che sottintende che dobbiamo fare sacrifici senza lamentarci e senza aspettarci giuste retribuzioni e rispetto. Io non mi sento missionaria, mi sento una lavoratrice onesta del settore scuola. Punto.

              • lupoalburnino scrive:

                E’ vero.Aanche ai miei tempi c’era sempre qualcuno che gridava ai quattro venti che l’insegnamento doveva essere una missione. La missione si fa senza retribuzione, altrimenti è un lavoro. E il lavoro si paga. Deve essere eseguito bene, direi anche con passione, ma per favore non si parli di missione. Anche i maestri del libro “Cuore” ricevevano lo stipendio a fine mese, scarso, ma erano regolarmente retribuiti dagli enti locali. Anche i maestri di Cuore non erano missionari. Dove vive la Gelmini? Alla corte di cotanto zio, il famoso “Don Gelmini”? Ma non credo che il caro don Gelmini faccia tutto gratis. I suoi collaboratori vengono retribuiti e lui riceve soldi a palate dalle istituzioni e dalla gente…

  5. lupoalburnino scrive:

    Stamattina per radio ho sentito che Bossi ha dato addosso alla Gelmini per la sciagurata reintroduzione del maestro unico. La ministra si è risentita: “Ma non aveva detto che occorreva reintrodurre il maestro unico? Si è ricreduto? Incredibile!”
    Le vorrei far presente che Bossi, al contrario di lei, quando gli spiegano le cose, le capisce. Lei no, eppure si è laureata con 110 e lode, mentre Bossi è addirittura senza laurea.
    Lode a Bossi? Ma neanche per idea. Però…
    Un pò di lite in famiglia non farebbe male. Temo solo che sia solo “spettacolo e ancora spettacolo”.

  6. Lara scrive:

    piccola riflessione:
    quando ho fatto le elementari una delle mie maestre ha deciso di smettere di lavorare(forse per una maternità o per una vittoria all’enalotto) e di punto in bianco ha salutato tutti e ci ha lasciati.

    ebbene, come unico riferimento era rimasta l’altra maestra mentre, sul posto vacante lasciato dalla prima si alternavano supplenti di ogni parte d’Italia.

    Se la mia maestra Manuela all’epoca fosse stata maestra unica andandosene non avrebbe forse creato più danni di quanti invece ha fatto grazie al metodo dei moduli?

    Lo so che è un caso eccezionale, ma le eccezioni, si sa, andrebbero sempre calcolate.

    • Angelika scrive:

      Anche se è un’ eccezione, mi fa piacere la tua testimonianza. Rifletti poi: se la tua maestra, invece di andarsene, fosse stata non solo “unica” ma magari poco adatta a fare la maestra, chi avrebbe controbilanciato il suo cattivo operato? Chi avrebbe potuto sorvegliare o perlomeno attutire le sue mosse? Nessuno. Adesso, con il maestro unico, ci sarà al massimo l’insegnante di religione a osservare il comportamento della collega. Già, come maliziosamente dicevo nell’articolo, quella pare che rimanga!

      • Lara scrive:

        bhe, ero un po’ piccolina, ma posso testimoniare che aveva poca voglia di lavorare anche prima di andarsene…

        la cosa più “simpatica” fu la ronda di maestre di supplenza che abbiamo dovuto passare dopo: essendo in un luogo “scomodo” tutte le supplenti restavano un paio di settimane e poi andavano via, e questa situazione è andata avanti 2 mesi prima che trovassero una ragazza disposta a finire l’anno scolastico!

        meno male che non c’era la maestra unica!!!

  7. ilBuonPeppe scrive:

    Siamo all’assalto finale, dopo di che… altro che l’erba di Attila!

  8. lupoalburnino scrive:

    Ieri ho visto per TV la visita del Papa in Sardegna con un occhio al giornale che leggevo e un occhio allo schermo. Ad certo punto ho sentito il Papa che salutava Berlusconi presente alla cerimonia. Niente di male, è il presidente del consiglio. Ho alzato gli occhi e ho visto lo sguardo del Papa rivolto verso Berlusconi. Mi sono detto: “Siamo fritti davvero!”

  9. lupoalburnino scrive:

    E siamo fritti o siete fritti davvero perchè della scuola non se ne frega nessuno. Come vedi, liberi di farlo chiaramente, nemmeno gli amici di MC, sono molto numerosi con i loro commenti.

  10. Rocco Piliero scrive:

    Un decreto legge indegno per un paese moderno.
    Un decreto legge che produce in prospettiva una involuzione della crescita economica del paese, un dislivello sempre più abissale tra le varie classi sociali.
    Ho scritto un post a riguardo anche sul mio blog http://smxworld.blogspot.com aspetto commenti

  11. lastrega scrive:

    concordo con tutto l’articolo
    descrive con buonsenso la scuola
    Io sono della generazione del maestro unico. Mia madre è stata insegnante. Quest’anno è il primo anno di pensione per lei. Quando vedevo mia madre portare a casa i quaderni di italiano per correggerli (perchè se non li correggi a che serve?)
    notavo quasi con invidia le tante cose in più che i bambini di oggi fanno rispetto a quello che facevamo noi. Vi immaginate oggi una maestra che a casa ha bambini da badare e famiglia portarsi a casa quaderni di matematica, scienze, italiano, storia geografia? non lo farà mai. la qualità andrà a farsi benedire. I ragazzi passeranno 5 anni con il m. unico e poi 8 anni con professori in tutte le materie. Il paradosso. che poi è anche una questione di culo. se ti capita la Maestra Buchi sei finito. Fermo restando che l’Europa ha abbandonato da tempo l’UNICO: funziona l’equipe, dalle elementari al’UNIVERSITA’. L’equipe è un laboratorio continuo di valutazione: le tre maestre si confrontano continuamente sui ragazzi, sulle cose da spiegare e da fare. Lo fanno nel resto della scuola? no. in verità sì ma la frequenza è di 2 volte l’anno per fare gli scrutini, bocciare o non bocciare per fare in modo che la cattedra non sparisca. Non esiste all’università. Quindi non esiste la valutazione (il tirocinio viene fatto con la maestra a cui cade in sorte il laureando ma il professore non si vede MAI). Come potete vedere dopo le elementari va proprio a farsi fottere il rapporto con gli alunni. sarà per questo che i ragazzi dopo le media non riescono più a capire le tabelline?
    eppure si potrebbe risparmiare… magari portando da 18 a 24 ore le ore dei prof? oppure non pagando migliaia di euro (3000-4000?) i prof universitari che lavorano 3 ore a settimana? NON SIA MAI! Quelli fanno ricerca! mica come le maestre che ci hanno 2 mesi di ferie e se ne stanno con le chiappe al sole!
    poi anche per il/la M sarà una questione di culo: si crede infatti che i bambini di oggi escano dall’asilo buoni, calmi, intelligenti, sani… poi invece ti capita il bambino che ha bisogno dell’insegnante di sostegno ma i genitori non vogliono ecco lo scenario: maestro unico, classe di 25 figli (perchè mai che si pensi a ridurre il numero di bambini in classe per aumentare la qualità dell’apprendimento) con bambino problematico = lotta per la sopravvivenza.
    ho paura anche di immaginare con chi staranno i bambini quando sono costretti a scuola dal lavoro dei genitori (perchè la scuola oltre che stipendificio opera anche nel sociale). Mi vengono in mente le cooperative di servizi… così ci troveremo con educatori che hanno la terza media scarsa (perchè anche lì si vende il servizio ma non lo si valuta) che passeranno pomeriggi assieme ai nostri figli. Forse li pagherà il comune. Molto probabilmente li pagheranno i genitori, come fanno ora. però si risparmia: la ministra si è accorta che il 96% delle finanze del ministero dell’istruzione vanno negli stipendi degli insegnanti.
    chissà dove dovrebbero andare.

    da notare nel discorso sopra e nel mio discorso che si è parlato più di bambini che di maestri/e
    avete per caso sentito parlare di bambini nei discorsi/decreti della Gelmini?

    stavolta ci vuole una vera manifestazione alla francese. per TUTTI: mamme papà maestre professori
    qui non è questione di decreto ma di pensiero: e se si hanno a cuore i figli si deve urlare a granvoce CI STATE RACCONTANDO CAZZATE

    • Angelika scrive:

      Grazie Lastrega, hai aggiunto riflessioni che nel mio articolo ho omesso perchè sarebbe stato troppo lungo. Ed è vero che la scuola primaria italiana eccelle in Europa e nel mondo proprio per la sua struttura in equipe. Ma poteva mai andare avanti una cosa che funzionava pur con tutte le sue magagne? No, infatti. Torniamo al passato, il peggiore, il più retrivo, quello responsabile di dispersione e allontanamento dei più deboli. Lo confesso: non sono amareggiata solo per il mio futuro, spero mi perdonerete la personalizzazione, ma lo sono anche per i miei nipoti (non ho figli) uno dei quali l’anno prossimo affronterà una scuola con maestro unico. Sono preoccupata per lui e sono solo sua zia. E sono preoccupata per i bimbi che verranno e mano mano andranno a questa nuova scuola. Se fossi un genitore, farei come quelli della scuola del Casilino, Roma, che hanno deciso di fare occupazione tutti insieme, genitori, bambini, insegnanti e direttrice, e dal 15 settembre in poi resteranno lì a presidiare la scuola. Peccato averne così pochi di dirigenti e genitori e insegnanti così…

      • Stella d'Oriente scrive:

        Bellissima riflessione davvero, complimenti Angelika! Mi trovi d’accordo su tutto.. Sarebbe infatti da chiedere alla Gelmini quale vantaggio ci sarebbe con il maestro unico per gli alunni. E’ stata forse fatta una riflessione psico-pedagogico-didattica in merito? Non credo..
        E’ una follia sotto tutti i punti di vista, sia pratici che teorici. Chissà, forse i maestri unici saranno proprio gli insegnanti di religione, tutti gli altri… a casa!
        …non ho parole…
        Ah, per quanto mi riguarda, alle elementari avevo 3 insegnanti, 2 delle quali anziane (sono andate in pensione quando la mia classe è andata alle medie) e l’altra giovane, di inglese. Onestamente, posso dire di aver imparato molto da tutte e 3, cose molto diverse. L’insegnante di italiano che ci faceva fare temi ogni giorno (immaginate a correggere 25 compiti SOLO DI ITALIANO tutti i giorni…e immaginate 25 compiti di italiano, matematica, scienze.. impossibile correggerli tutti! La qualità va a farsi benedire!) e a lei devo il mio saper scrivere perchè gli insegnanti successivi fino alla terza liceo, a mio avviso non sono stati all’altezza del loro lavoro. Alla mia insegnante di matematica devo il ragionamento logico, mentre a quella di inglese la mia passione per le lingue straniere. Ci insegnò l’inglese con un metodo credo innovativo per quegli anni e me lo fece piacere così tanto che corsi subito a comprare le videocassette (che conservo ancora) col cartone animato didattico che ci faceva vedere in classe durante le lezioni; ci fece studiare il testo di “Imagine”, ci aiutò a tradurlo e lo cantammo alla recita di fine anno…
        Insomma, non immaginerei mai di sostituire l’una con l’altra, l’una col compito dell’altra… Già facevamo ginnastica con la maestra di italiano 65enne, immaginatevi cosa avrei potuto imparare di inglese con lei, che fu però semplicemente splendida nella grammatica e nell’italiano!
        PS: mi chiedo cosa ricordi la Gelmini di quando andava a scuola lei…

        • Angelika scrive:

          Sono belle queste testimonianze a favore del team di insegnanti, sono belle perché fanno capire il loro valore che è soprattutto quello educativo, al di là della faccenda tagli che pure è uagualemnte importante e riguarda da vicino tanti precari come me. Ti ringrazio Stella, mi piacerebbe che molti altri ex-alunni potessero, come te, scrivere le loro impressioni sulle maestre che hanno avuto! In bene e in male, perché no.
          La Gelmini non ragiona con la sua testa, temo che faccia quello che le comandano di fare, ma anche se ragionasse col suo cervello, non so quanto di meglio (o di peggio) farebbe. Quest’ultima, lo ammetto, è solo un’illazione mia ;)

  12. Angelika scrive:

    Andrò a leggerlo Rocco.

  13. lupoalburnino scrive:

    Nonostante della scuola conosca quasi tutto, non avevo fatto quest’ulteriore riflessione: a chi saranno affidati i bambini?
    Allora siamo messi male è poco. Stiamo arrivando al fondo del pozzo!

  14. Tisbe scrive:

    Articolo ineccepibile

  15. lastrega scrive:

    quello che non trovo è una posizione dell’opposizione… >__>

  16. lupoalburnino scrive:

    La Gelmini è andata in tilt, è confusa. Evidentemente le contestazioni cui è fatta oggetto la stanno gradualmente portando su posizioni più sfumate rispetto alla fermezza da cui era animata sul maestro unico nella scuola elementare.
    Il Messaggero di oggi riporta una sua nuova iniziativa: “Si, il maestro unico rimane, ma accanto al maestro unico ci sarà il docente della seconda lingua e quello di nformatica”. Quindi, il concetto che il maestro unico non può sopperire a tutte le esigenze della scuola in cammino sta traballando. In effetti, con queste nuove esternazioni la Gelmini “affossa”, se non nelle parole nei fatti, la sua reintroduzione. Il maestro, in tal modo, non sarebbe più unico. Accanto a lui, quello della seconda lingua, di informatica, dimenticandosi di ricordare l’insegnante di religione. Altro che unico punto di riferimento di cui avrebbe bisogno il bambino. Ma anche in questo modo manca un progetto chiaro per la scuola primaria. Per esempio, anche così, le competenze acquisite nel frattempo dai maestri del modulo vanno disperse o addirittura perdute. Che fine faranno le “specilizzazioni” degli altri docenti del modulo? Verranno riciclate e come? In sei mesi, in un anno? Perchè?
    La Gelmini ha tutta la mia solidarietà! Chi è in stato confusionale spesso non sa quello che dice e fa. Occorre un esperto in psichiatria!

  17. lupoalburnino scrive:

    A proposito, avevo dimenticato che la mente della Gelmini è un vulcano di idee. In ogni caso gli 87.000 docenti della primaria e 45.000 del personale ATA restano anche con la nuova pluralità di insegnanti. Questo non l’ha detto, ma ha garantito che i precari saranno sistemati comunque: assunti come guide turistiche! Solo che la Brambilla ancora non lo sa…

  18. lupoalburnino scrive:

    Ho assistito oggi pomeriggio ad un incontro con la ministra Gelmini sul Tg2. Gli interlocutori principali erano la Armeni e Feltri. La discussione si è svolta sul voto in condotta e sul grembiulino. Qualche intervento di qualche studente, poche parole di un preside (non ho capito cosa volesse dire), alcune frasi di qualche personaggio famoso, tipo Monicelli, ma nè un sindacalista, nè un insegnante, nè un pedagogista. La Gelmini ha fatto un fugurone. Nulla su di un progetto educativo. Nulla sulla reintroduzione dell’insegnante unico. I due giornalisti poi hanno dimostrato di non conoscere nemmeno un poco la scuola: i soliti luoghi comuni! Come contrastare i bulli, come reperire i soldi, razionalizzare…
    Disgustato, ho cambiato canale. Ma ho pensato a come è diventata l’Italia: uno scendiletto, meglio zerbino, della politica del governo…Altro che “Alzati, Italia!”

  19. Pinocchio scrive:

    Credo che il discorso non sia tanto il maestro unico, ma aumentare il numero delle ore lavorate con lo stesso stipendio.
    Visto che non sanno contare, han ben pensato di far lavorare gli insegnanti dalla mattina alla sera e poi, giustamente, i poveracci, dovranno prepararsi e formarsi fuori dagli orari di lavoro.
    Mi sembra che, più che cercare di formare ed aumentare il “valore” della scuola hanno pensato a come risparmiare qualche soldo.

  20. lupoalburnino scrive:

    E’ solo questione di cassa. Di pedagogia e didattica per migliorare la scuola non si parla, anzi non ne parlano i “nostri governanti”.
    Qualche giorno fa accennai alle polemiche sorte tra Bossi e la Gelmini sulla reintroduzione del maestro unico, con una tirata d’orecchi di Bossi alla Gelmini. Alla fine chiusi pressappoco così: “Non sarebbe male se nel governo sorgesse un pò di disaccordo, ma temo che si tratti di spettacolo, solo di spettacolo”.
    Puntuale stamattina leggo sul giornale: “Pace fatta tra Bossi e Gelmini”. E Bossi che dice: “Avrei preferito un’altra soluzione, è meglio avere tanti insegnanti, ma costa troppo, va bene il maestro unico. Certo con uno solo e sbagliato si rischia di rovinare i ragazzi”.
    Quindi spettacolo, niente ricerca di nuove forme di intervento educativo e didattico, nonostante il riconoscimento da parte di Bossi e di Tremonti (ieri sera a Ballarò) della bontà della pluralità dei docenti nella scuola elementare, ma bisogna fare cassa. Spettaloco e pagliacci!
    P.S. Due cose: dal rapporto dell’Ocse risulta che l’80% dei genitori italiani con figli fino ai 15 anni si dichiara soddisfatto della nostra scuola. Ed addirittura il 92% ritiene che la scuola svolga un buon lavoro nell’educazione dei figli.
    Tremonti ieri sera a Ballarò ha fatto passare il messaggio che ci sono tre insegnanti su di una sola classe nella scuola elementare senza che nessuno gli abbia fatto rilevare che invece sono tre su due classi.
    Mi auguro che gli italiani non abbocchino!
    A voi l’ardua sentenza!

    • Oris scrive:

      Quale rapporto dell’ocse hai letto?

      Leggendo poi in qua ho letto che la scuola elementare brillerebe fino alla terza classe, la quarta la quinta e le medie segnerebbero un crollo 8che poi è quello che io percepisco)

      • lupoalburnino scrive:

        Caro Oris, ho scritto qualche tempo fa che con i numeri non vado molto d’accordo, per cui non mi permetterei mai di inventarmi numeri e percentuali. Non pretendo che tu possa ricordare tutto ciò che ho detto. Pretendo che mi si creda. Io non metto in dubbio quello che mi viene detto, posso solo non essere d’accordo, che è un’altra cosa. Chiarito questo concetto, ti dico dove ho letto la notizia: su Il Mattino di oggi, alla pagina n. 3. Se ti va, leggi tutto l’articolo e troverai quello che ho scritto.
        P.S. L’Ocse può scrivere tutto quello che crede sulla scuola, in bene e in male. Poi mi chiedo dove attinge tutto il male di cui parla. Ma se i fruitori della scuola sono soddisfatti servono tutti questi interventi così capziosi?
        Il sottoscritto, per esmpio, in tutta la sua vita non è stato mai intervistato, nè i suoi colleghi. Chi intervistano? Quando e dove? Per campioni, si dice. Io, in quarant’anni di insegnamento, non sono mai entrato tra i campioni?

        • Oris scrive:

          Beh, si. effettivamente anche io spesso mi chiedo dove trovino ste robe… :) Mai fui intervistato (a parte una votla in un locale notturno dove lavoravo dal tg2, che mi disse cosa avrei dovuto rispondere alla sua domanda… e allora demandai al socio…).

          Ma se si prendono a esempio per dire le cose positive lo si deve fare anche per quelle negative, oppure evitarli proprio nelle proprie considerazioni.

          Resta il fatto che ci sono troppi insegnanti, pagati male.

          Preferei giusti nel numero, buoni, pagati meglio e con i meriti e il PRESTIGIO (che a parere mio devono avere come figure indispensabili nella società) riconosciuti.

          Ritengo, da pragmatico, che sia molto difficile mantenere i livelli di occupazione ingiustificata e priva di pianificazione che compare anche da quel rapporto. ma anche da altri studi trovabili in rete, fatti da organismi che non sono CONTRO la scuola.

          Qualcosa c’era da fare.

          I numeri purtroppo sono l’unico parametro che un gestore può avere per controllare situazioni che superano dimensioni di un certo livello, la scuola non è piccola… che poi i sistemi di campionamento debbano essere buoni è pacifico.

          Solo che perdonami, non credo che la riduzione del corpo docente sia per forza un male, penso che non sia sicuramente la soluzione, ma se tale riduzione è affiancata a una riorganizzazione e a redistribuzione delle risorse… perchè no?

          Poi chiaro: molto popolare dire “non si licenzia nessuno” “non ci sono esuberi”, ma credo siano posizioni che noi possiamo pure permetterci di sostenere, diversa credo sia la posizione di chi invece deve prendere decisioni con in mano i conti.

          Vedremo.

          Al limite risistemeremo le cose rimandandoci il PD, tra pochi anni.

          Ridurre la spesa

          • lupoalburnino scrive:

            Vedi, Oris, in linea di massima sarei d’accordo con te se la scuola fosse una fabbrica di rondelline, però mica tanto. La scuola è un’altra cosa. In essa il materiale su cui si opera sono i futuri cittadini italiani che hanno bisogno di formazione e di educazione. Inoltre, nella nostra epoca, che tu conosci meglio di me, le stimolazioni sono diverse dal passato, ma anche più numerose. Una scuola che si rispetti deve tener conto dei cambiamenti e dei bisogni. Quindi, il docente unico per questi motivi ed altri non può soddisfare un’utenza più affamata di saperi, oggi.
            Di qui la necessità di più docenti preparati e qualificati.
            Se poi rifletti ancora un pò, ma non perchè tu non lo faccia, vengono fuori altri motivi più contingenti, ma non meno importanti, anzi più cogenti: la pagnotta, caro Oris.
            E’ vero che i docenti, come tante altre categorie, sono sottopagati. Ma è meglio essere sottopagati che non pagati affatto?
            I soldi ci sono, ma sono là dove sta il potere. Perchè, per esempio, non vengono eliminate le province che sono solo doppioni degli altri enti locali? Perchè la casta non pensa ad arricchirsi di meno? Perchè tante consulenze esterne? Pensa che in una scuola di Roma due insegnanti in pensione sono state chiamte come esperte di non so che cosa, pagate dal ministero. Se ci sono in quella scuola ce ne saranno anche in altre. E’ proprio necessario? Anch’io, subito dopo la pensione, ho pensato bene di offrire le mie competenze nella scuola in cui ho insegnato: non ho chiesto e non ho percepito una lira (se non ci credete vi posso dire il nome della scuola e chiedere in segreteria con il mio permesso). Quando ero in servizio ero il responsabile del giornalino di circolo: neppure un soldo, eppure avrei potuto in quella circostanza. Le frustrazioni derivanti dal pensionamento non devono pesare sul bilancio statale. L’ora arriva per tutti, purtroppo…

            • Oris scrive:

              Concordo sulla inutilità delle province ecc. e spero che qualche governo provveda anche a quelle… temo però che sarà difficile :(

              • lupoalburnino scrive:

                Caro Oris, non ti rendi conto, ma si, che questo governo, ma anche gli altri, colpiscono sempre le categorie più deboli per fare cassa. Quindi la scuola elementare. Se un governo desidesse di eleminare la scuola dell’infanzia (scuola materna), sarebbe cosa fatta. Chi si potrebbe opporre? Sono ambedue anelli, anzi i più deboli, della catena della nostra società. Possono i politici andare contro se stessi? Le province sono una parte della politica e basta. Non servono a nulla praticamente. Ma servono a mantenere in vita la politica, nonostante le spese e gli sprechi che comportano. E questa è presa per i fondelli del popolo italiano che lascia fare a tutti, di destra, di sinistra e di centro.

          • Angelika scrive:

            Oris, questa dei troppi insegnanti è una scusa e una bufala che va denunciata da subito. Mi spiace non averlo approfondito nel mio post e ti ringrazio per aver sollevato la questione. Intanto, nella scuola primaria, i tre insegnanti per classe di cui la gelmini per prima e tutti gli altri a ruota vanno cianciando è FALSA! Chiedi a qualunque genitore o a te stesso se hai figli che vanno alla primaria. I tre insegnanti sono su due classi, se la classe è a modulo (di 31, 34, 36, 37 ore grazie alla Moratti) o solo di due su una classe sola se è un tempo pieno. Le altre sono: quella di religione, che nessuno mai manderà via (come previsto nel mio post, la gelmini l’ha confermato) e quella di inglese, la cosiddetta specialista, se tra le insegnanti di classe non c’è chi può insegnare la lingua. Se fai due conti, tre insegnanti su due classi fanno una e mezza per classe e due insegnanti su una classe garantiscono il tempo pieno, perché una fa la mattina e una il pomeriggio. Forse ti riferivi ai precari che sarebbero troppi e quindi vanno tagliati? Ti assicuro che se non ci fossero i precari, la scuola non aprirebbe neanche! Vuoi sapere chi li crea i precari? Le leggi che sono state fatte finora che hanno creato le SSIS, fucine di abilitati che non hanno mai superato un concorso e vanno ad ingrossare le fila di graduatorie infinite, le lauree cosiddette abilitanti, i concorsi che sono stati fatti in questi anni quando c’erano pochissimi posti o a volte nessuno. In ogni caso, tutti i precari, anche quelli che si sono appena laureati e confluiscono nelle graduatorie di istituto, ossia quelle delle singole scuole, riescono a lavoricchiare, almeno a Roma. Come mai?? Perchè i posti ci sono, ma lo stato chiamando i precari da settembre a giugno risparmia ben due mesi di stipendio e non solo: per quanti anni tu possa lavorare da precario, 10, 20 sempre precario rimani e tale resta il tuo stipendio. Non ci sono scatti di anzianità e se permetti, anche questo è risparmio. Ti ometto tutte le spese accessorie che riguardano altre somme che a noi non vengono pagate, sempre perché precari e puoi farti un quadro del perché lo Stato ha bisogno dei precari e di mantenere lo status quo. Mi dispiace solo una cosa, che poi è la più importante: noi insegnanti non abbiamo “le palle” per far valere i nostri diritti, non siamo uniti nello scioperare, non sappiamo proprio cos’è lo spirito di corporazione, a differenza dei lavoratori di altri settori capaci di fermare città e nazioni. Scusatemi, ma sono molto sfiduciata. Non vi nascondo che sto meditando di cambiare mestiere: infatti, sto imparando il cinese, vuoi vedere che a me la Cina invece di far paura mi darà più soddisfazioni?

            • Oris scrive:

              Allora, confermo che io non ho mai visto alle elementari più di due insegnanti (per la mia esperienza).
              La faccenda delle graduatorie l’avevo sentita da tuoi colleghi che se ne lamentavano, più che altro del fatto che venivano superati in graduatoria da “emigranti” che si spostavano per avere più pnteggi (riporto come mi ricordo)…

              L’insegnante precario (come tutta la PA precaria) è un assurdo italico.

              L’insegnante è (cazzo) una delle figure più importanti della società.

              Quindi mi fa molto incazzare questo sistema che non premia ne da una certezza a chi fa un lavoro così importante.

              GLi scatti di anzianetà in trent’anni sono un altro obbrobrio.

              Non fraintendermi, sono molto arrabbiato con gli insegnanti, proprio perchè hanno un ruolo così importante non gli concedo sconti, anche nella lotta.

              Non sono soddisfatto della scuola, ne per la mia esperienza (ho imparato molto di più studiando da autodidatta) che per l’esperienza che vivo con i mio figlio e le nipoti.

              Venendo al merito degli interventi, che NON sono in grado di giudicare nel merito fino in fondo (se no per quello che leggo) ritengo che cmq ci vuole decisionismo, mi rendo conto che sia poco soddisfacente, ma l’impasse alla quale si va incontro cercando di fare tutti contenti mi disarma…

              Sono state fatte molte riforme ultimamente, come categoria vi sbattono a destra e manca, credo che dovete cominciare a reagire ma vi prego, non reagite solo per il lavoro, fatelo anche per una autocritica e un auto miglioramento che tagli fuori gli incompetenti e coloro che non ci mettono passione (che ci sono) senza pietà, o farete la fine degli Agenti Immobiliari, categoria che viene oramai additata come assolutamente poco ammirevole (e della quale faccio parte), ti assicuro che arrivare a questi punti poi è molto difficile fare opera di miglioramento.

              Siccome degli Agenti immobiliari si può fare a meno ma degli insegnanti no, cavolo…. bocciate i ragazzi che non si meritano di passare, fate sentire la vostra voce contro i genitori idioti (se vi sono), buttate fuori i vostri colleghi che non fanno il mestiere più importante per la formazione di tutti noi con la dovuta passione.

              • Neottolemo scrive:

                bocciate i ragazzi che non si meritano di passare, fate sentire la vostra voce contro i genitori idioti (se vi sono), buttate fuori i vostri colleghi che non fanno il mestiere più importante per la formazione di tutti noi con la dovuta passione.

                Su questo non darei tanto la colpa ai professori quanto ai presidi. Parlo per l’esperienza che ho avuto alle superiori. Cioè un istituto abbastanza giovane, validissimo sulla carta ma che necessitava di farsi conoscere. Risultato di questo è che la preside decise di far passare ai suoi studenti cinque (stupendi, devo ammettere :mrgreen: ) anni di vacanza.
                Aggiungo poi che arrivare all’università dopo non aver aperto un libro per tutta la durata delle superiori non è divertente.

  21. Angelika scrive:

    Approvo quello che dici Oris, ma non è così facile. Non voglio scaricare le colpe sugli altri, ma se i dirigenti stessi non ci proteggono non so proprio come possiamo fare. Lo sai che se vuoi bocciare un alunno devi prima passare tra le forche caudine del dirigente? Come se fosse stato lui tutto l’anno a insegnare a a valutare l’alunno! Non parliamo poi dei genitori! Ormai le scuole devono “attirare” l’utenza in mille modi: un pof (piano dell’offerta formativa) gradevole e ben strutturato, che abbia al suo interno mille progetti, mille laboratori, mille specchietti per le allodole che convincano i genitori a iscrivere i propri figli in quella determinata scuola! Secondo te un dirigente da che parte si schiera se un genitore ha un contenzioso con un docente? Guarda, includo anche me stessa, come classe di lavoratori facciamo schifo!

  22. Iniquo scrive:

    In coda all’articolo de “la Repubblica” sull’intimidazione degna di un regime autoritario che agenti di polizia in borghese hanno commesso nei confronti di chi contestava la Gelmini si trova un abbozzo di reazione organizzata dei lavoratori della scuola:

    E quaranta istituti della capitale (ma altri potrebbero seguire l’esempio nel resto d’Italia), per lo più scuole elementari, lunedì stenderanno drappi neri all’entrata (e le maestre indosseranno fasce nere al braccio) per protestare contro le riforme Gelmini. Infine, la Gilda ha proclamato per il 16 ottobre una manifestazione davanti a Montecitorio.

    Era anche questo quello che auspicavo, spero che nella disgrazia si ritrovi l’unità.
    http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gelmini/contestazioni/contestazioni.html

  23. Onesto scrive:

    Sarebbe un gran bene per tutti se fossero ridotti il numero dei docenti e il loro stipendio (sono pagati molto profumatamente anche se vogliono farci credere il contrario grazie ai media e alle caste di Sinistra da sempre ben impegnate, per ovvi motivi, a rincitrullire il popolo). Sarebbe, inoltre, necessario defemminilizzare la scuola dell’obbligo sostituendo la metà delle maestre con maestri e un terzo delle professoresse con professori. Le donne, soprattutto ai nostri giorni, non sono brave educatrici. Sono indubbiamente migliori gli uomini sia come padri che come docenti.

    • staff scrive:

      Non so se te ne rendi conto, ma scrivere certe cose è il modo migliore per scoraggiare chiunque a votare per le destre.
      Il terrore di dare lo stesso voto che danno gente che la pensa in questo modo sarebbe troppo forte.

  24. Onesto scrive:

    Sì, certo che me ne rendo conto. Ma qui siamo in un ambito nel quale fa altrettanto pena la Destra. Ogni politica scolastica, a prescindere dal governo in essere, non fa altro che favorire lo stato di malessere sociale a tutti ilivelli. Ben inteso che non ce l’ho con i docenti, ma con il sistema in generale. Anzi, io ammiro i docenti per l’infinita pazienza che sono costretti ad avere per non armarsi di frustino e fare il fondoschiena nero ai ragazzi oltre che non scendere in piazza a prendere a clavate sulla zucca tutti quei genitori praticamente inesistenti nel ruolo di educatori che scaricano sulla scuola ogni sorta di responsabilità.

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