Udite, Udite! Il Ministro Gelmini Partorisce Il Maestro Unico…

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Sono figlia di insegnanti e, come se questo non bastasse, sono io stessa un’insegnante, come lo è mia sorella e come lo sono state molte mie zie. Insomma, potrei paragonare la mia famiglia a quelle stirpi di notai che si perpetuano lo studio e i clienti, con la differenza (notevole) dei soldi e del prestigio. Ma non è questo il punto. Come ho già scritto diverse volte, sto assistendo alla parabola ascensionale delle gesta del nostro Ministro dell’Istruzione e da indignata, arrabbiata, sconfortata, disgustata sono passata al sentimento dell’incredulità. Il ritorno al maestro unico non è una trovata originale di questo governo.

Già nella scorsa legislatura, sempre con Berlusconi, l’allora ministro della Pubblica Istruzione (perché prima si chiamava “Pubblica Istruzione”, chiaro no?), la cavallina Letizia Moratti, aveva tentato questa stessa strada, mascherandola sotto il nome di “maestro prevalente”. Nella pratica, cercò di introdurre comunque il maestro unico, ma in maniera più sottile, senza quasi farsene accorgere: bizantinismi da ministro con una certa età sulle spalle. Con la caduta del suo governo, la sperimentazione finì dove meritava di stare fin dal primo momento: nel cestino della carta straccia. La Gelmini invece, con l’irruenza tipica della sua brillante gioventù, ripesca dalla spazzatura la geniale intuizione della sua mentore e getta sul tavolo non la proposta – badate bene – ma il decreto bello e fatto, con al suo interno la figura del maestro unico che comincerà ad essere presente già dal prossimo anno scolastico, sulle future prime classi.

Naturalmente, nell’arco di cinque anni, spariranno i team costituiti da due maestre o tre e spariranno anche le insegnanti specialiste di lingua inglese, altra importante risorsa che va a farsi benedire, così come diminuiranno vistosamente gli insegnanti di sostegno. E, per chi non avesse ancora capito come stanno le cose, sparirà anche il tempo pieno che, attenzione, non è solo l’ancora di salvezza per quelle famiglie che non hanno dove lasciare i figli dopo la scuola, ma è nato soprattutto per quella nuova concezione di educazione all’apprendere che garantisce al bambino la possibilità di imparare con tempi più lunghi e più distesi.

Di queste cose il ministro, evidentemente, se ne infischia. Il refrain che sento da più parti è sempre lo stesso: “il bambino ha bisogno di punti di riferimento”. Santi Numi, come se i bambini di oggi vivessero fino alla scuola dell’obbligo chiusi in una cella dorata, con scarsissimi contatti con il mondo esterno e con le sole facce di mamma e di papà a rappresentare la realtà! Sapete bene quanto me che i nostri bimbi, fin dalla più tenera età, sono abituati a socializzare con diverse figure: dalle maestre della scuola d’infanzia che sono sempre state due (come mai bimbi di due o tre anni non hanno bisogno di punti di riferimento?), alla baby sitter, all’allenatore di calcio e a quella di danza o alla maestra di lingue e così via.

Ma continuiamo: se siete sui trenta anni in su, avrete senz’altro avuto il tanto angelicato maestro unico. Vi ricorderete che insegnava tutto, proprio tutto, ed era padrone assoluto della sua classe e di voi alunni, nel senso dell’insegnamento – apprendimento e della conseguente valutazione. Forse siete stati fortunati e vi è capitato uno di quei maestri da manuale che, più che la fredda nozionistica, vi ha insegnato a saper vivere, oppure siete stati sfortunati e ne avete ancora brutti ricordi che vi popolano le notti di incubi. Ma ditemi, quali materie, oltre all’italiano e all’aritmetica, insegnava allora il maestro unico? Inglese forse? Informatica magari? Vi portava giù in palestra a fare quattro salti con le corde o ad apprendere le regole della palla avvelenata? Vi insegnava a riconoscere le diverse melodie e gli stili musicali? A suonare uno strumento? E l’educazione all’immagine forse non si riduceva alla cornicetta della prima pagina del quaderno oppure a ricordare che esistono i colori primari e secondari? Insomma, un maestro che possa essere in grado di padroneggiare tutte queste discipline, temo proprio che non possa esistere. Anche perché, con un orario di 24/25 ore a settimana, non potrebbe neanche se volesse. E se fosse un cattivo insegnante, cari estimatori del maestro unico, chi mai potrebbe correggere i suoi tiri, giacché non avrebbe il dovere di confrontarsi con nessun altro? E i bambini cosiddetti svantaggiati? Chi penserà a loro? Nessuno, ve lo dico io e ve lo dicono i tagli che questo ministro sta attuando sulla figura dell’insegnante di sostegno. Già da quest’anno, bambini anche gravi, non possono più contare su di una maestra che possa occuparsi proprio di loro. Magari sono guariti, meraviglia di santa Gelmini!

Nei miei ricordi di alunna popolati dal maestro unico, anzi maestra, spicca un solo anno che brilla con particolare lucentezza: la terza elementare, svolta in un paesino dell’agronocerino-sarnese (ndr. provincia di Salerno), in cui la mia classe venne accorpata ad un’altra terza per opera di due maestre molto affiatate tra loro. Una sperimentazione ante-litteram dei moduli di oggi. Eravamo tanti alunni, naturalmente, ma quell’anno non lo dimenticherò mai più per quello che mi ha insegnato di così diverso dalla norma. Discipline trattate in maniera inusuale, teatro (e chi immaginava che si potesse fare teatro a scuola?!), mercatini con prodotti costruiti da noi alunni, cartelloni su ogni argomento, esperimenti scientifici, persino educazione sessuale. Ecco, tutto questo che a me sembrò così eccezionale e bello quando capitò a me, è la norma oggi nella scuola dei moduli e del tempo pieno. Oggi i vostri figli, grazie alla scuola dei moduli e del tempo prolungato, hanno garantite tutte queste attività. E, guardandoli da vicino come mi capita per il mio lavoro, non mi sembrano disorientati e spaventati dalla mancanza di figure di riferimento. Anzi, ogni nuova maestra suscita la loro curiosità e interesse, ogni cambio di docente con conseguente cambio di disciplina accende in loro nuova voglia di imparare! Certo, a volte mancano la carta igienica e il sapone e ci devono pensare i genitori, ma la colpa è dei fondi che mancano sempre per la scuola pubblica; a volte nascono incomprensioni tra un genitore e un insegnante; a volte qualche alunno è più riottoso del solito oppure fa più fatica a raggiungere gli obiettivi predisposti dalle maestre ma, grazie al cielo, nessuno rimane indietro, nessuno viene dimenticato perché non ce la fa da solo o perché, come disse qualche tempo fa Berlusconi, i figli degli operai non possono laurearsi!

Parliamo adesso di quello che succederà ai maestri e diciamo tutta la verità: questa riforma scellerata, che mira a distruggere la scuola del modulo e del tempo prolungato per favorire la scuola privata, non ha a cuore il bene dei bambini ma ha fortissimamente a cuore far quadrare i conti di Tremonti attraverso i tagli stabiliti dal decreto appena firmato. Gli insegnanti, tutti, anche quelli già di ruolo, non dovranno sentirsi al riparo. Il motivo è chiaro: contraendosi il numero di insegnanti (ce ne vorrà solo uno per classe), tutti gli altri andranno in esubero. E dove andranno? Ad insegnare al Nord se vivono al Sud? E perché, lì non ci sarà il maestro unico? La riforma investirà tutta la scuola pubblica e si allargherà a macchia d’olio in ogni realtà geografica. Andranno in altri ministeri? Perché, lì non ci sono tagli? E il personale precario, senza il quale la scuola italiana non potrebbe continuare ad andare avanti? Tutti fuori, senza possibilità di remissione. Uomini e donne che hanno insegnato anche per decine d’anni, che hanno studiato e continuano a studiare perché hanno a cuore il proprio lavoro e gli alunni a cui insegneranno, che hanno raggiunto posti sperduti pur di guadagnarsi la pagnotta, che hanno affrontato “indigeni” poco ospitali e vissuto in camere d’affitto pur di fare punteggio e salire in graduatoria, beh, cari amici, “la festa” è finita, andate a casa! Anche se avete già cinquant’anni e più, dovrete riciclarvi sperando di trovare un posto di altra natura! Sarà mai possibile questo?

Una persona a me molto cara e con un gran senso di giustizia, concetto quest’ultimo assai rivoluzionario di questi tempi, mi ha suggerito all’orecchio:” ma dimmi, secondo te, con l’entrata in vigore del maestro unico, non dovrebbero sparire anche gli insegnanti di religione, che solo grazie a Berlusconi sono riusciti ad entrare di ruolo e a percepire lo stipendio, non dal Vaticano ma dallo Stato Italiano?”

E già, stando alle dichiarazioni della Gelmini, se il maestro è unico, è unico! Sia chiaro, io non ho proprio nulla contro gli insegnanti di religione, hanno famiglia pure loro, ma credete davvero che questo Governo potrebbe mai fare un provvedimento che li tagli fuori? Però, se la coerenza è coerenza come sostiene la Gelmini, il maestro unico deve insegnare pure religione. O forse questo genere di insegnanti avranno un trattamento preferenziale e sono dei privilegiati, sol perché favoriti lungo il loro percorso scolastico dall’unto del Signore?

Dio non voglia!

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Comments

61 Risposte a “Udite, Udite! Il Ministro Gelmini Partorisce Il Maestro Unico…”
  1. LaProf scrive:

    E come disse il mio Preside nel primo collegio docenti: il ministro dell’Istruzione (di nuovo ex-) pubblica si chiama Tremonti.

    • Angelika scrive:

      Cara Laprof, si vede che il tuo dirigente è uno illuminato. Oggi la mia dirigente ha mutato radicalmente la buona impressione che mi ero fatta di lei pochi giorni fa. Si è impuntata per nessun motivo sull’orario che le ha stilato una sua collaboratrice e siamo rimaste a scuola fino alle 14.30 dalle 12 che dovevamo finire. Naturalmente senza concludere nulla!

  2. lupoalburnino scrive:

    Vorrei aggiungere una semplice osservazione, già fatta in altra parte di MC, essendo questo un post specifico sulla scuola:
    - per i nostalgici del maestro unico vorrei far capire ancora una volta che non è come dice la ministra Gelmini, tre maestri su una classe. E’ una bugia grossa e maligna come la sua anima. I tre maestri sono su “due classi”, osssia tutt’al più mezzo maestro in più, che se eliminato produce tutto quello che hai scritto nel post;
    - a me sembra, attraverso una riflessione appena appena più approfondita, che la riforma della Gelmini non è un miglioramento della scuola, tutt’altro, è solo un’operazione finanziaria sporca e spregevole che gli italiani sembrano non capire. C’è di più: la diabolica ministra cattolica con questa operazione di marketing non fa altro che colpire solo e soprattutto il sud. Perchè? Perchè il tempo prolungato si svolge quasi esclusivamente nel centro nord, ma più al nord, per via del lavoro femminile, mentre al sud prevalgono i moduli sempre per via della mancanza di lavoro femminile. Quindi è il sud ad essere maggiormente se non esclusivamente penalizzato. Ancora: dove si trovano i precari della scuola nella stragrande maggioranza? Al sud, perchè se ce ne fossero anche al nord i docenti del sud non vi correrebbero per essere immessi in ruolo. Ne conosco tantissimi che, diventati di ruolo al nord, sono stati poi trasferiti al sud. Se ci fossero precari al nord potrebbe succedere tutto questo?
    Quindi, è un colpo premeditato razionalmente e diabolicamente per creare non solo più disoccupazione al sud, ma anche più difficoltà sociale ed economica come se non ce ne fosse già abbastanza.
    Vorrei, anche da parte degli amici di MC, che questa analisi venisse fatta con un pò più di attenzione.

    • Angelika scrive:

      Caro Lupo, le sai tu queste cose e le so io. Quello che mi meraviglia tantissimo e che l’informazione non abbia fatto che pochi accenni a tutta la situazione, mentre non ha mai smesso di fare baccano con la mondezza prima e con l’emergenza sicurezza e ora con l’Alitalia. Eppure, per la scuola ci passano tutti, ma proprio tutti! Il problema, lo ammetto tristemente, non è sentito come meriterebbe.

  3. Il Gobb scrive:

    Qui si sta dividendo l’Italia in una elite di orientamento cattolico (e favorire le scuole private accelererà il processo) e una classe di manovali che dovranno accontentarsi dei resti dell’istruzione libera per tutti, tutelata costituzionalmente.
    No comment: sono sempre di più per la ghigliottina…

    • Iniquo scrive:

      Che si sveglino i genitori dei futuri manovali che ancora stanno cantando “menomale che Sivlio c’è…” invece si stare zitti perchè tanto sanno che qualcun altro si esporrà per loro.

    • Angelika scrive:

      Vero. Con la Moratti, qualche anno fa è iniziato tutto.

      • Elisa scrive:

        No, purtroppo (e ripeto “purtroppo”), le basi per tutti gli sfasci compiuti nella scuola e nell’università (anche da Morattila e dall’attuale Gelmini che, quando parla, dimostra di essere stata messa lì solo in quanto manovrabile da Tremonti) le ha poste il centrosinistra: penso, ad esempio, al decreto Bassanini che ha istituito l’autonomia, viatico per la riduzione della scuola ad azienda, degli studenti ad utenti-consumatori, del sapere a merce e per l’eliminazione successiva di quel “Pubblica” dalla dicitura del ministero; alla riforma Berlinguer madre di tutte le successive; o, in tempi recenti, alla possibilità istituita da Fioroni di trasformare le scuole in fondazioni pubbliche. Qui c’è proprio un disegno globale, eh, volto a squalificare la pubblica istruzione e a limitare l’accesso ai gradi più alti della stessa ai meno abbienti (vedi decreto Tremonti su università-fondazioni private): la cultura fa paura al manovratore, rende liberi. Ovviamente, in questo Paese in cui la necessità, a dir di tutti, è quella di ridurre la spesa, non si toccano i finanziamenti alle scuole private (da noi al 99,9% confessionali, e quando dici “confessionali” dici “cattoliche”), chissà perché…

        • Angelika scrive:

          Elisa, per quanto tutti i ministri che si sono succeduti su quella poltrona abbiano voluto riformare la scuola senza conoscerla davvero (nessuno è mai stato un insegnante della scuola pubblica e dell’obbligo), mai nessuno era arrivato alle nefandezze di questo governo. Posso concordare con te che lo stesso Fioroni con le concessioni economiche alle scuole private ha dato un altro bel colpo alle già scarse risorse per la scuola pubblica; che il signorino Padoa Schioppa invece di firmare il decreto in tempo utile per l’immissione in ruolo di tanti precari (tra cui c’ero anche io) ha temporeggiato fino a far scadere il mandato e a permettere a questo governo di immettere solo 25.000 insegnanti su tutto il territorio nazionale, però la Gelmini sta veramente distruggendo dalle fondamenta una scuola che era tra le prime al mondo. E senza, cosa ancora peggiore, che qualcuno la contrasti!

          • Iniquo scrive:

            Il problema non è tanto avere un Ministro professore quanto avere al vertice del dicastero una persona che capisca l’importanza di ascoltare gli esperti, i tecnici. E` lo stesso pasticcio che volevano fare i cosiddetti saggi della Lega nel riscrivere la costituzione ignorando i costituzionalisti ed anzi denigrandoli dicendo che non erano stati eletti, non avevano titolo per parlare, blablabla…
            Noi sappiamo bene che lo scopo non è migliorare il sistema ma affossarlo, quindi in effetti gli esperti non servono.

            • Angelika scrive:

              Hai tristemente ragione Iniquo! Che fare, secondo te?

              • Iniquo scrive:

                L’unica arma che hanno in mano i lavoratori è da sempre lo sciopero; però perchè possa essere efficace serve una vasta adesione che, in questo momento politico, vedo poco probabile. Resterebbero le petizioni e le manifestazioni, ma sarebbe solo un modo di esprimere il dissenso in maniera visibile. Forse il continuo picchettaggio fuori dalle scuole con i volantini non sarebbe malaccio, ma serve collaborazione tra le sigle sindacali.
                L’importante è che continuiate a sensibilizzare i genitori ed a parlare con i ragazzi spiegando le cose come un insegnante sa fare.
                Buona fortuna, a voi ed a noi tutti.

                • Angelika scrive:

                  Oggi, sul mio blog, una mamma mi ha scritto chiedendomi se poteva creare un collegamento a questo post, perché ha un figlio che quest’anno andrà in prima e voleva saperne di più. Mi sono riempita di speranza e allegrezza al pensiero che forse anche un semplice post possa far smuovere una giovane mamma. Nella scuola di quest’anno, purtroppo, non vedo tanta voglia di fare in questo senso. Mi avvilisce molto questa cosa. Ho proposto di parlarne al collegio, domani, ma mi hanno guardato un pò stranamente. Mi è stato detto che la dirigente è di quelle che fanno mobbing. Boh, se posso approfittare dell’essere precaria è almeno la possibilità di andare da una scuola all’altra, mobbing o non mobbing! Vi saprò dire domani!

          • Elisa scrive:

            Angelika, sono perfettamente cosciente dell’opera devastante che sta portando avanti a tempo di record (per decreto!) questo ministro che, ripeto, è stato messo dov’è proprio perché figura incolore e facilmente manovrabile (di fatto è senza portafoglio, visto che per molte spese deve avere il placet di Tremonti – mi si perdoni il linguaggio non tecnico). Ciononostante non posso ignorare che questo è il punto di approdo (nel senso che il fondo lo si è ormai toccato… o forse ci tocca ) di un percorso iniziato anni prima e trasversalmente (e qui, come donna di sinistra, rinnovo il “purtroppo”).
            In ogni caso, giusto per confutare quanto la ministra dice circa il numero eccessivo di insegnanti in Italia rispetto ad altri Paesi:

            http://www.retescuolesup.net/bienniounico/patroncini01

  4. Angelika, il tuo articolo è eccellente e mi trova d’accordo in ogni sua parte, in ogni sua virgola…la Gelmini sta criminalmente assestando il colpo di grazia alla scuola…e mi disgusta il non sentirne parlare con i dovuti toni e la necessaria dovizia di particolari sugli organi di informazione, diciamo così, tradizionali…agli italiani stanno scippando diritti costituzionali di fondamentale importanza e questi nemmeno lo sanno, galleggiando come fanno in una melassa narcotizzante fatta di ignoranza, disinformazione e stronzate!!

    • Angelika scrive:

      Sì, proprio così. Perciò non faccio altro che scriverne, ma pare che interessi solo a chi nella scuola opera e lavora. E anche lì, c’è chi mette la testa sotto la sabbia. Se non si procede ad una seria forma di protesta, la sua riforma andrà in porto liscia come l’olio e poi non ci sarà più spazio nemmeno per le lamentele.

      • Se ti può consolare, io nella scuola né opero né lavoro…sono un semplice cittadino che ha a cuore il destino del proprio paese e che tenta di ribadire ciò che è giusto.
        Proporrei, a questo punto, Angelika e Lupo ministri ombra-ombra dell’Istruzione PUBBLICA!!

        • lupoalburnino scrive:

          E sarebbe una cattiva idea. Io sono di parte. Credo che lo sia anche Angelika.
          Però, fare il ministro ombroso, non mi dispiacerebbe!

          • Di parte certo…ma credo della parte sana.

            • Angelika scrive:

              Caro CP, finora dei vari ministri che si sono avvicendati nella (Pubblica) Istruzione, nessuno è mai entrato in una classe se non da alunno. Nessuno che ne conoscesse davvero le caratteristiche, i punti forti e quelli deboli. Ma di una come la Gelmini non ne sentivamo davvero la mancanza. Credo che come lei…nessuno mai (ha fatto così male!)

              Io sono solo un’insegnante e non mi sentirei all’altezza di fare il ministro. Semmai, mi piacerebbe saperne di più di norme, diritti e doveri per poter aiutare chi ne sa meno di me. Sapete su cosa contano molto spesso i dirigenti prepotenti? Sull’ignoranza normativa e l’acquiscenza di noi insegnanti. La frase che tirano fuori tanto spesso (l’ho sentita dalla mia dirigente proprio l’altro ieri) è questa: la vostra è una missione! Ma perché? Perché mi devo sentire una missionaria? Questo non è un complimento, è una presa per il sedere che sottintende che dobbiamo fare sacrifici senza lamentarci e senza aspettarci giuste retribuzioni e rispetto. Io non mi sento missionaria, mi sento una lavoratrice onesta del settore scuola. Punto.

              • lupoalburnino scrive:

                E’ vero.Aanche ai miei tempi c’era sempre qualcuno che gridava ai quattro venti che l’insegnamento doveva essere una missione. La missione si fa senza retribuzione, altrimenti è un lavoro. E il lavoro si paga. Deve essere eseguito bene, direi anche con passione, ma per favore non si parli di missione. Anche i maestri del libro “Cuore” ricevevano lo stipendio a fine mese, scarso, ma erano regolarmente retribuiti dagli enti locali. Anche i maestri di Cuore non erano missionari. Dove vive la Gelmini? Alla corte di cotanto zio, il famoso “Don Gelmini”? Ma non credo che il caro don Gelmini faccia tutto gratis. I suoi collaboratori vengono retribuiti e lui riceve soldi a palate dalle istituzioni e dalla gente…

  5. lupoalburnino scrive:

    Stamattina per radio ho sentito che Bossi ha dato addosso alla Gelmini per la sciagurata reintroduzione del maestro unico. La ministra si è risentita: “Ma non aveva detto che occorreva reintrodurre il maestro unico? Si è ricreduto? Incredibile!”
    Le vorrei far presente che Bossi, al contrario di lei, quando gli spiegano le cose, le capisce. Lei no, eppure si è laureata con 110 e lode, mentre Bossi è addirittura senza laurea.
    Lode a Bossi? Ma neanche per idea. Però…
    Un pò di lite in famiglia non farebbe male. Temo solo che sia solo “spettacolo e ancora spettacolo”.

  6. Lara scrive:

    piccola riflessione:
    quando ho fatto le elementari una delle mie maestre ha deciso di smettere di lavorare(forse per una maternità o per una vittoria all’enalotto) e di punto in bianco ha salutato tutti e ci ha lasciati.

    ebbene, come unico riferimento era rimasta l’altra maestra mentre, sul posto vacante lasciato dalla prima si alternavano supplenti di ogni parte d’Italia.

    Se la mia maestra Manuela all’epoca fosse stata maestra unica andandosene non avrebbe forse creato più danni di quanti invece ha fatto grazie al metodo dei moduli?

    Lo so che è un caso eccezionale, ma le eccezioni, si sa, andrebbero sempre calcolate.

    • Angelika scrive:

      Anche se è un’ eccezione, mi fa piacere la tua testimonianza. Rifletti poi: se la tua maestra, invece di andarsene, fosse stata non solo “unica” ma magari poco adatta a fare la maestra, chi avrebbe controbilanciato il suo cattivo operato? Chi avrebbe potuto sorvegliare o perlomeno attutire le sue mosse? Nessuno. Adesso, con il maestro unico, ci sarà al massimo l’insegnante di religione a osservare il comportamento della collega. Già, come maliziosamente dicevo nell’articolo, quella pare che rimanga!

      • Lara scrive:

        bhe, ero un po’ piccolina, ma posso testimoniare che aveva poca voglia di lavorare anche prima di andarsene…

        la cosa più “simpatica” fu la ronda di maestre di supplenza che abbiamo dovuto passare dopo: essendo in un luogo “scomodo” tutte le supplenti restavano un paio di settimane e poi andavano via, e questa situazione è andata avanti 2 mesi prima che trovassero una ragazza disposta a finire l’anno scolastico!

        meno male che non c’era la maestra unica!!!

  7. ilBuonPeppe scrive:

    Siamo all’assalto finale, dopo di che… altro che l’erba di Attila!

  8. lupoalburnino scrive:

    Ieri ho visto per TV la visita del Papa in Sardegna con un occhio al giornale che leggevo e un occhio allo schermo. Ad certo punto ho sentito il Papa che salutava Berlusconi presente alla cerimonia. Niente di male, è il presidente del consiglio. Ho alzato gli occhi e ho visto lo sguardo del Papa rivolto verso Berlusconi. Mi sono detto: “Siamo fritti davvero!”

  9. lupoalburnino scrive:

    E siamo fritti o siete fritti davvero perchè della scuola non se ne frega nessuno. Come vedi, liberi di farlo chiaramente, nemmeno gli amici di MC, sono molto numerosi con i loro commenti.

  10. Rocco Piliero scrive:

    Un decreto legge indegno per un paese moderno.
    Un decreto legge che produce in prospettiva una involuzione della crescita economica del paese, un dislivello sempre più abissale tra le varie classi sociali.
    Ho scritto un post a riguardo anche sul mio blog http://smxworld.blogspot.com aspetto commenti

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